Identità di genere.. ma esattamente cosa significa?

Proviamo a districarci in un mondo di parole sentite ma forse non chiare o semplicemente come succede per me, non memorizzate.

Tutto parte dal termine “non binario”, che già conoscevo, che mi ha spinto a fare ricerche ed a informarmi su questa cosa.

Come ne parlerò? Come una sorta di glossario e vi spiego perché.

Questi termini sono importanti per conoscenza personale, per identificarci in linea molto generale, per (come dico spesso su termini ed etichette) portarci in una direzione, ma non definiscono assolutamente chi siamo, cosa ci piace e cosa vorremmo.

Ci sono così tante sfaccettature e così tante incognite riguardo a questi temi, che non è possibile dire è bianco o nero.

Se ancora oggi qualcuno di voi mi domandasse per esempio se mi sento donna, io onestamente non saprei rispondere, perché nemmeno capisco il significato della domanda!

Cosa vuol dire sentirsi donna?

Per ognuno di noi, domande di questo tipo sono estremamente personali e non catalogabili.

Per questo tutta questa terminologia e le varie strade in cui ci porta, per quanto mi riguarda, possono essere delineate solo per puro sapere, curiosità e comprensione.

Quindi iniziamo dalla base.

Il genere, il genere binario, cioè il classico, maschio e femmina a seconda degli organi genitali. Semplice e rapido.

Ma l'identità è tutta un'altra cosa.

Nell’ identità di genere, la prima cosa importante da sapere è che non è l'orientamento sessuale e nemmeno lo determina.

Sono due cose diverse.

L'identità di genere risponde alla domanda “A quale genere sento di appartenere intimamente?”

La formazione dell'identità di genere è uno dei primi fattori di identificazione del sé per un bambino, e di solito è presente nella maggior parte dei bambini tra i 3 e i 4 anni.

Ma come viene definita, cos’è?

L'identità di genere è il modo in cui gli individui percepiscono se stessi e si definiscono quindi come maschi, come femmine, come un mix di entrambi, o come nessuna di queste cose.

Il modo di percepirsi non necessariamente coincide con il sesso biologico assegnato alla nascita.

Parliamo di espressione di genere quando definiamo il modo in cui una persona comunica la propria identità di genere (attraverso i vestiti, il comportamento, la voce, le caratteristiche del corpo).

Parliamo invece di ruolo di genere quando rispondiamo alla domanda “Cosa si aspetta da me in quanto maschio/femmina la società in cui vivo? Cosa penso di dovere/voler fare in quanto maschio o femmina?"

Quindi il ruolo di genere definisce come culturalmente si pensa che maschi e femmine debbano comportarsi all’interno della società, sono le aspettative che una cultura ha nei confronti dei comportamenti e dei ruoli maschili e femminili.

I ruoli di genere sono generati dalla società e mutano notevolmente nel tempo e a seconda della cultura di riferimento.

Quando una persona si riconosce nel sesso con il quale è nato, ovvero la sua sessualità coincide con la sua identità di genere, parleremo di Cisgender .

Quindi, se una persona è nata con gli attributi maschili e si riconosce come maschio, è un uomo cisgender, possiamo dire cisman.

Una persona nata con le caratteristiche femminili, ho la vagina e mi sento donna sarà una donna cisgender con la sua identità di genere femminile, possiamo dire ciswoman.

Moltissime persone si discostano da questo stereotipo m/f.

Non sempre chi nasce con organi genitali femminili, cresce sentendosi femmina, così come non tutti coloro che nascono con organi genitali maschili crescono sentendosi maschi.

Possiamo parlare di disforia di genere quando ci riferiamo ad un disagio affettivo e cognitivo in relazione al genere che ci viene assegnato quindi una condizione di separazione tra sesso (o genere assegnato alla nascita) e identità di genere: riguarda tutte le persone che sentono di appartenere a un genere diverso rispetto a quello che l’anatomia assegna loro, oppure che non sentono di appartenere del tutto né al genere femminile né a quello maschile, o la cui identità di genere oscilla nel tempo tra il femminile e il maschile.

Possiamo collocare quindi in quello che viene denominato “spettro di genere” tutto quello che collega i due estremi dal genere maschile e al genere femminile.

In questo spettro rientrano le persone non binarie.

Genere non binario è il termine che usa chi non riconosce la costruzione binaria del genere, ovvero l’idea che esistano solo il genere femminile e quello maschile; rappresenta un termine “ombrello” per descrivere tutte le identità di genere che non rientrano nel binarismo maschio/femmina.

L’identità non binaria può essere vissuta e declinata in molte maniere e con molte sfumature che adesso vediamo.

Questo è tutto quello che sono riuscita a trovare cercando in rete.

Molti termini li conoscevo, altri sono del tutto nuovi.

Premessa: si noti bene come questo è un “campo” che non conosco, e se quindi ho sbagliato a capire alcune cose, sono ben disposta ad imparare e conoscere.

Ditemi perciò tutto quello che ho mancato, o sbagliato.

Prima di dare le definizioni delle identità non binarie, è stato utile per me definire il così detto, Third Gender: un termine usato in sociologia per descrivere qualsiasi ruolo di genere legalmente riconosciuto al di fuori del binario di genere maschio/femmina.
Molte persone non binarie si identificano come terzo genere, anche se la loro cultura o paese non riconosce il terzo genere.

Nel comprendere i termini che andrò ad elencare è essenziale il terzo genere, perché è li il non binario.

Abbiamo quindi a questo punto individuato tre generi e non più due: maschile, femminile, non binario.

Partiamo un attimo da tre semplici definizioni per chi non le conoscesse.

Ragazzo si può dire: boy, guy.

Ragazza si può dire: girl, ma anche female( femmina), woman (donna).

Quando sentite invece la parola Enby, significa semplicemente “non binario”, detto in maniera abbreviata grazie alla pronuncia (NB - non binary).

Identità non binarie:

- Genderqueer: sono le persone che si oppongono agli stereotipi sui generi e si riconoscono in un mix personale di caratteristiche che possono essere associate al genere femminile o al genere maschile; si usa anche l’espressione “genderfuck” per chi vuole ribadire questa condizione in modo provocatorio.

Praticamente non binario e genderqueer ( a quanto ho capito) sono sinonimi. Se le persone genderqueer non si riconoscono nel genere che hanno dalla nascita allora sono anche definite transgender. Ma ci arriviamo dopo.

- Genderfluid: rappresenta un’identità di genere che oscilla lungo lo spettro di genere variando nel tempo. Una persona genderfluid può in qualsiasi momento identificarsi come maschio, femmina, neutra o qualsiasi altra identità non binaria.

Ci sono anche le persone che si definiscono “gender questioning” perché si stanno ancora interrogando sulla propria identità di genere;

- Genderfluxè un termine generico per le identità di genere in cui il genere o la propria percezione dell'intensità del genere varia nel tempo.

Può essere visto come una forma di genderfluid in uno spettro che va dall’agender a una o più, altre identità di genere.

Gli individui Genderflux possono anche identificarsi come non binari,genderqueere/o transgender.

- Agender: tradotto significa senza genere. Le persone che identificano loro stesse come persone senza un genere. 

Racchiude tutte le persone che parlano di non binary.

- Genderless: è come agender ma si usa nel campo della moda.

Se volete un paragone pe comprensione, da quello che ho capito e spero di non sbagliare, è come dire che un vestito è unisex, anche se in questo caso non significa, va bene sia per maschi che per femmine, ma, va bene per qualsiasi identità di genere.

- Neutrois: un genere "neutro" o "nullo". 

Può anche essere associato all'assenza di genere e condivide molte somiglianze con l'agender: persone che si considerano di genere neutro o senza genere, ma alcuni possono identificarsi come entrambi, mentre altri potrebbero preferire un termine o l'altro.

- Bigender: può essere tradotto letteralmente come “doppio genere”.

Vuol dire sperimentare nel dettaglio entrambe le due identità di genere, sia contemporaneamente che separatamente.

- Trigender: chi si identifica con tre generi contemporaneamente.

- Pangender: significa identificarsi con più di un genere, da tutti o molti generi.

- Androgyne - androgino: è un termine utilizzato per definire uno stato in cui i comportamenti di genere, le presentazioni e i ruoli includono aspetti sia di mascolinità che di femminilità. Cioè un mix tra i due, oppure neutro.

-Intergender: si utilizza per definire una persona che può essere considerata tra maschio e femmina, o una combinazione dei due.

- Amalgagender (intersex): un genere che è influenzato o mescolato alla propria identità intersessuale. A quanto ho capito termine coniato sul web.

Intersessualità è quel fenomeno che si manifesta con la coesistenza in uno stesso individuo (intersessuale) di caratteri maschili e femminili più o meno intermedi fra i due. Le persone intersex sono nate con caratteri sessuali che non rientrano nelle tipiche nozioni binarie del corpo maschile o femminile.

- Greygender: pochissime persone usano questo termine ma ho voluto metterlo lo stesso, anche questo coniato sul web; quando una persona non si identifica come (almeno parzialmente) al di fuori del binario di genere e ha una forte ambivalenza sulla propria identità di genere o espressione di genere. Sentono di avere un sesso/i, così come una naturale inclinazione o desiderio di esprimerlo/i, ma è debole e/o in qualche modo indeterminato; non lo sentono per la maggior parte del tempo, o semplicemente non ne sono coinvolti . Non sono del tutto privi di un genere o di un'espressione di genere, ma non sono nemmeno partecipi di ciò che sono.

- Demigender: questo è un termine ombrello; è la persona che si identifica in parte nel genere f/m e in parte in qualsiasi altro genere.

Le persone demigender possono essere:

1 – demiboy

2 – demigirl

3 – demifluid

4 – demiflux

5 - deminonbinary

Demiboy (ma anche demiguy): persona che si identifica in parte, ma non del tutto, col genere maschile e in parte con altro genere.

Demigirl: persona che si identifica in parte, ma non del tutto, col genere femminile e in parte con altro genere.

Potreste sentire questa definizione con i termini demigal, demifemale o demiwoman, demilass o demidudette indicano sempre la stessa cosa.

Demifluid (ma anche demigenderfluid): qualcuno il cui genere è parzialmente fluido (genderfluid) con le altre parti statiche. Quindi una parte del genere è statica mentre l'altra parte cambia tra i sessi.

Demiflux: qualcuno il cui genere è parzialmente fluido con le altre parti statiche; questo differisce da 'demifluid' poiché '-flux' indica che uno dei generi è neutro. Una parte del genere è statica e potrebbe essere la parte neutra, mentre l'altra oscilla di intensità.

Deminonbinary (ma anche demi-enby): qualcuno che si identifica parzialmente come non binario e/o enby. Possono o meno identificarsi come un altro genere oltre a sentirsi parzialmente non binari.

Queste sono tutte le identità non binary che ho trovato, ma vi starete forse chiedendo, come ho fatto io, e il caro vecchio conosciuto termine Trans, in tutto questo dove sta?

Vediamo di capire anche questo
Transgender è un termine “ombrello”, indica la persona che non segue aspettative, ruoli, atteggiamenti legati al genere assegnato alla nascita.

Le persone transgender sono quelle che si riconoscono nel genere opposto al loro sesso biologico (esempio: ho il pene, ma mi sento una donna), oppure in un genere intermedio tra il maschile e il femminile.

Parte delle persone Transgender sono anche transessuali, ma non è la stessa cosa.

La parola transessuale, indica quelle persone transgender che – non identificandosi con il proprio sesso biologico- iniziano un percorso di trattamento per modificare il proprio corpo verso il genere in cui si riconoscono. Quelli che si operano per cambiare sesso.

Molte persone non binary si definiscono anche Transgender, che potrebbe sembrare inizialmente una contraddizione ma di fatto non lo è se diamo un significato più ampio a questa parola non fermandoci quindi a uomo/donna e opposti.

Concluderei qui questo glossario, perché tale rimane, sulle identità.

Avrò sicuramente dimenticato qualche termine ma direi che sono già fin troppi questi.

Proprio perché unici nel nostro genere, tutto ciò ha un’evoluzione continua e non è possibile né corretto catalogare, settorializzare.

Quello che è possibile fare è semplicemente accettare noi stessi per quello che siamo e gli altri di conseguenza.

Mi sento, quello che oggi mi sentirò di essere.

Domani chi lo sa?

Finisco con questo secondo me interessante blog, vi lascio il link, magari fateci un giro /https://pacifisticamente.wordpress.com/ che ci aiuta a capire i non binary così:

Fate finta che c’è un binario ferroviario; come ben sappiamo ci sono due rotaie.

Immaginatevi che siano colorate!

A destra il blu per i maschi, a sinistra il rosa per le femmine.

Ora fate finta che ci siate voi che ci camminate sopra, c’è chi cammina in una sola rotaia(cis) e ci sono persone che possono saltare da una rotaia all’altra, rimanere al centro, mettono un piede anche nel terreno, chi sceglie di non camminare proprio.

Queste persone sono non-binary.
Non sono maschio o femmina perchè non camminano COSTANTEMENTE nella rotaia blu o rosa!




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