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Visualizzazione dei post da aprile, 2023

E se fosse l'opposto della tafofobia?

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Attenzione i contenuti trattati qui possono urtare la sensibilità di alcuni. Non ascoltate (podcast qui  https://youtu.be/CmupiN2M3cI ) se siete troppo sensibili o suggestionabili.  L’argomento è più bizzarro del solito. Una parte è senza riferimenti a preferenze sessuali. Per il resto nulla di particolarmente estremo almeno per me ma può turbare qualcuno quindi è bene ricordare che parliamo sempre di adulti consenzienti in un roleplay.   Sicurezza e regole in primis. E ricordiamo che a fare certe cose si rischia un po’ ecco. Detta la parte da bravi bambini obbedienti proseguiamo. Questo podcast nasce e si collega all’audioracconto “tra sacro e profano” che trovate qui https://youtu.be/skAuViSObvA . Alcuni di voi mi hanno chiesto del cimitero, per cui parliamone. Chi ha letto il mio libro lo sa bene. Ho una passione per i cimiteri. Fin da quando ero bambina. Non posso visitare una città tralasciando il cimitero ed in alcune città vado apposta solo per visitare i cimi...

Napola - I ragazzi del Reich

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  Napola, I ragazzi del Reich è un film del 2004 scritto e diretto da Dennis Gansel. Siamo in Germania nel 1942 e Friedrich è un 17enne con una passione, la boxe. Viene da una famiglia povera, lavora come operaio e l'unica possibilità che vede per sfuggire ad una vita che sembra avergli già assegnato un ruolo (avere una fattoria con il fratello) è la Napola, una scuola di addestramento d'elité per i giovani "Fuhrer". Durante un incontro di boxe verrà notato per la sua bravura, invitato e reclutato alla Napola. Scapperà così dalla sua famiglia, soprattutto dal padre, che non approva tale decisione. Alla Napola si formano le nuove reclute per il Reich. Si privano i giovani della loro coscienza, si distruggono le loro emozioni. Si creano dei piccoli cinici assassini, immuni al dolore e alla sofferenza altrui. Non c'è spazio per la paura, non c'è posto per i sentimenti. La violenza e la cattiveria umana sovrastano tutto. Friedrich si dim...

SI SIGNORA! - racconto erotico breve

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  Cammino nella neve caduta da poco. Gli stivali lasciano impronte scure su questo manto bianco e soffice. Mi compiaccio mentre cammino su e giù. Li guardo uno ad uno. Nudi, spaventati, vulnerabili. Uomini. Infreddoliti, tremanti, MIEI. La città è a ferro e fuoco e mentre la fuori si combatte la guerra, quella vera, qui si gioca un altra battaglia, la mia. Mi stringo nel soffice cappotto nero che indosso, guardo con soddisfazione le loro facce in attesa. Quel frustino nella mia mano che fa su e giù. “pac pac pac” nel mio palmo. Lisce collant nere mi fasciano le gambe ed una gonna di pelle nere mi scalda. “pac pac pac” my game. Uomini in attesa. Una donna al comando. Li hanno catturati al confine, militari, tutti giovani. Mentre la neve ancora cade, si piegano su loro stessi, coprendosi. Adoro il loro imbarazzo, il non sapere cosa accadrà, cosa farò. Mi schiarisco la voce e decisa comincio. “Avete dimostrato di essere dei buoni a nulla. Vi siete fatti catturare c...

Mommy e little - spanking

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Questa immagine non mia mi ha ispirato non lo nego. foto da  @marriedonthesims  Con le braccia aperte mi guarda, amorevole, la rabbia sembra sparita. “Vieni qui, forza, qui da me” Sono in piedi, i pantaloni ancora calati, la maglietta che non basta a coprire, le lacrime che scorrono da un po'. Cerco di guardarmi il sedere, pulsa, brucia e ha un bel colore rosso fuoco. E' in fiamme, esattamente come me ora. Sono diviso, spaccato a metà tra la voglia di buttarmi in quell'abbraccio e la vergogna che mi paralizza per quel che è appena accaduto. Mi massaggio le natiche. “Passerà” la sento dire “passerà vedrai” le braccia sempre aperte, in attesa. Mi avvicino a lei, adesso senza timore “mi dispiace” sussurro. Vado verso quell'abbraccio che mi attende e la stringo forte. “Mamy mi dispiace” ripeto. Mi accarezza la testa senza dire una parola. Mi scompiglia i capelli. “Piccolino piccolino, non fa niente, è passata, ma la prossima volta, sono sicura, ti ricorderai” ...

Il suono del cuore - racconto

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Le mani, fredde, tremano. Me le guardo per un po'. La aspetto qui, su questo letto enorme, e non so cosa accadrà. Esce dal bagno con passo felpato, lentamente si avvicina. Quello stetoscopio al collo. Il mio cuore batte all'impazzata, sembra voglia saltar fuori dal petto. Lo sento ovunque, in ogni parte di me. Sto gelando ma dentro sono un fuoco. Si avvicina, gattoni sul letto, lo stetoscopio che pende giù, il seno che si intravede sotto la canottiera, e quelle mutandine nere sotto al calzoncino bianco, i piedi nudi. Esile e aggraziata. Di una bellezza disarmante. “bum bum bum” il mio cuore sta impazzendo ma che voglia ho di sentire che suono fa il suo. Delicatamente mi prende le mani. Si siede davanti a me. “i tuoi battiti adesso” mi sussurra all'orecchio. “bum bum bum” scoppio lo giuro, non riesco a proferire parola. Scosta i capelli, sfila lo stetoscopio da dietro il collo, elegantemente, come se lo facesse da sempre. “bum bum bum” freddo, caldo, un...