E se fosse l'opposto della tafofobia?
Attenzione i contenuti trattati qui possono urtare la sensibilità di alcuni. Non ascoltate (podcast qui https://youtu.be/CmupiN2M3cI) se siete troppo sensibili o suggestionabili.
L’argomento è più bizzarro del solito.
Una parte è senza riferimenti a preferenze sessuali.
Per il resto nulla di particolarmente estremo almeno per me ma può turbare qualcuno quindi è bene ricordare che parliamo sempre di adulti consenzienti in un roleplay.
Sicurezza e regole in primis.
E ricordiamo che a fare certe cose si rischia un po’ ecco.
Detta la parte da bravi bambini obbedienti proseguiamo.
Questo podcast nasce e si collega all’audioracconto “tra sacro e profano” che trovate qui https://youtu.be/skAuViSObvA.
Alcuni di voi mi hanno chiesto del cimitero, per cui parliamone.
Chi ha letto il mio libro lo sa bene.
Ho una passione per i cimiteri. Fin da quando ero bambina.
Non posso visitare una città tralasciando il cimitero ed in alcune città vado apposta solo per visitare i cimiteri.
Facciamoci un viaggio in questa bizzarra passione che può racchiuderne altre portandoci verso scenari che definirei tra sacro e profano.
Vedrete quante cose non solo sono collegabili al cimitero ma come si collegano fra loro. A cascata proprio.
Facciamo una prima distinzione.
Molte persone sono interessate ai cimiteri, ai monumenti, ai personaggi illustri sepolti, alla storia del cimitero stesso.
In Italia ma anche in Europa ci sono cimiteri monumentali che sono letteralmente musei a cielo aperto che vale assolutamente la pena visitare. Con tanto di guide.
E’ un tipo di turismo che prende il nome di necroturismo, dove necro non sta per quello che state già pensando.
Potremmo anche chiamarlo tanatoturismo ma entriamo poi in un campo un po’ diverso ovvero quel tipo di turismo che ci porta verso luoghi dove ci sono state morte e tragedia.
Pensate a chi va in posti dove c’è stato un delitto ( ok ok l’ho fatto un paio di volte ma solo curiosità, non morbosità).
In considerazione del fatto che noi siamo qui per parlare di erotismo di nicchia addentriamoci.
La prima parafilia di cui ho sentito parlare quando ho ammesso la mia passione per i cimiteri è stata la tafofilia.
Partiamo dal fatto che non è assolutamente correlata alla necrofilia ( di quella tra l’altro ho già parlato), anche se a volte può capitare che una fantasia come quella della necrofilia sia così difficile da accettare che come meccanismo di difesa si diventi tafofili.
Può partire come un interesse morboso, una forte attrazione per i cimiteri, ma non si ferma li.
La tafofilia prende due strade.
Una parte riguarda il piacere che alcune persone traggono nell’avere rapporti sessuali all’interno del cimitero.
Alcuni di voi, ascoltando il mio audioracconto tra sacro e profano appunto, mi hanno chiesto se la scelta di andare in un cimitero, in considerazione del fatto che il racconto è un fatto realmente accaduto, fosse voluta.
La risposta è no. Siamo capitati al cimitero, abbiamo giocato nel cimitero ma non era intenzionale, nessuno dei due aveva un interesse per i cimiteri in quel senso. Poteva capitare in un parco. I cimiteri a me interessano per la bellezza dei monumenti, per l’aria tetra che si respira, il silenzio. Non per farci sesso o giocare i miei kink.
Innegabile è stato poi, confrontandoci, che l’adrenalina provata all’idea del posto proibito abbia fatto salire in noi eccitazione. Ma non il cimitero stesso.
Ci sono invece coppie a cui piace intrufolarsi nel cimitero una volta chiuso, soprattutto di notte e dare sfogo al proprio piacere tra lapidi, tombe, colombari e luci votive.
E qui colleghiamo un altra preferenza. Quanti di voi amano fare sesso al buio? O a luci soffuse? Appartarsi in luoghi lugubri o sinistri? Anche non so case abbandonate? Posti inquietanti? Ebbene questa parafilia prende il nome di ligerastia. Non solo, in questa preferenza rientrano anche quelle persone che o si vestono, o provano attrazione, per chi veste sempre di nero, scuro, in constante lutto.
Io ho sicuramente iniziato con questa preferenza durante l’adolescenza e cambio col tempo per quanto riguarda i colori, ma non molto. Vesto nero ancora oggi. E mi piacciono le persone che come me vestono nero. Ne sono attratta nel vero senso della parola.
E perché mai vorremmo provare il piacere in un luogo scuro, dove facciamo fatica a vedere il partner? Un po’ perché è eccitante, un po’ perché troviamo un altra parafilia sulla nostra strada che prende il nome di amaurofilia.
Quanti di noi si vergognano del proprio aspetto fisico? Quanti di noi non amano vedere il partner mentre si fanno cose? Meglio il buio e ci leviamo il problema.
Adesso torniamo ai cimiteri. Quindi tutto qui?
Tafofilia è questo? No.. c’è una seconda parte.
Può essere anche quel piacere sessuale che si riferisce al farsi “seppellire vivi”.
Intendiamoci stiamo parlando di una parafilia che tendenzialmente resta nella fantasia quindi senza rischio.
Ci sono persone a cui eccita l’idea di farsi seppellire.
Qualcuno che l’ha simulata. Come un roleplay. In sicurezza ovviamente. In uno spazio non troppo angusto per non rischiare.
Questa preferenza si può collegare ad una pratica del bondage leggermente più estrema che è la mummificazione.
Con l’uso di bende, latex, cellophan io avevo usato la pellicola per alimenti proprio, si avvolge il corpo lasciando fuori solo la testa, o se si vuole includere anche quella bisogna ricordarsi lasciar respirare (usando un tubo o lasciando la pellicola aperta sulle labbra insomma trovare un modo) e la persona sarà immobile. C’è chi dopo aver fatto questo procedimento ha desiderio di essere seppellito. Sempre in un roleplay s’intende.
Non possiamo tralasciare in ultimo l’agalmatofilia o più semplicemente monumentofilia che molti di voi avranno sicuramente sentito in quel programma tv di comportamenti bizzarri.
Innamorarsi o provare attrazione, eccitazione per le statue ( o le bambole). Qui concentriamoci sui monumenti parlando di cimitero.
Chi non vorrebbe innamorarsi di una statua in fondo.
Sta li e non rompe le scatole. Zitta, muta ed alcune sono incredibilmente belle alla vista.
Senza ironia purtroppo questa preferenza non è distante dalla necrofilia.
Si vuole qualcosa di inanimato, l’assenza di un rapporto reale e tutto ciò che ne consegue.
In merito alle statue per quanto mi riguarda c’è un aneddoto che è riportato nel mio libro. Ma giuro, mi piacciono per la loro bellezza e austerità, quell’idea di antico. Non ci faccio proprio niente con le statue.
La passione per i cimiteri è ancora tabù ma le cose stanno lentamente migliorando.
I cimiteri sono associati ad un momento drammatico della nostra vita, sia quando perdiamo qualcuno, sia perché sappiamo bene che prima o poi toccherà anche a noi e la cosa spaventa non poco, rari sono coloro che non temono la morte o comunque la sofferenza che porta con sé.
Ma paradossalmente sono luoghi ricchi di vita che viene trasmessa proprio da quelle statue che raccontano storie e da quelle fotografie scelte con cura per preservare la memoria di chi non c’è più.
Restano luoghi di silenzio e di rispetto ma a volte anche li qualcosa accade.

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