SI SIGNORA! - racconto erotico breve


 

Cammino nella neve caduta da poco.

Gli stivali lasciano impronte scure su questo manto bianco e soffice.

Mi compiaccio mentre cammino su e giù.

Li guardo uno ad uno.

Nudi, spaventati, vulnerabili.

Uomini.

Infreddoliti, tremanti, MIEI.

La città è a ferro e fuoco e mentre la fuori si combatte la guerra, quella vera, qui si gioca un altra battaglia, la mia.

Mi stringo nel soffice cappotto nero che indosso, guardo con soddisfazione le loro facce in attesa.

Quel frustino nella mia mano che fa su e giù. “pac pac pac” nel mio palmo.

Lisce collant nere mi fasciano le gambe ed una gonna di pelle nere mi scalda.

“pac pac pac” my game.

Uomini in attesa. Una donna al comando.

Li hanno catturati al confine, militari, tutti giovani.

Mentre la neve ancora cade, si piegano su loro stessi, coprendosi.

Adoro il loro imbarazzo, il non sapere cosa accadrà, cosa farò.

Mi schiarisco la voce e decisa comincio.

“Avete dimostrato di essere dei buoni a nulla. Vi siete fatti catturare come delle femminuccie. Avete perso ogni diritto dal momento in cui avete lasciato che qualcuno vi togliesse l'uniforme. Non siete più uomini ma giocattoli, i miei giocattoli da adesso.”

Nessuno fiata, il vento sibila, la neve ricopre.

Sono attenti, all'erta, come animali che fiutano il pericolo.

Mi guardano guardinghi seguendo ogni mio movimento mentre mi sposto di qua e di la.

“pac pac pac” quel frustino nella mia mano non si ferma.

Mi posiziono davanti al primo uomo, ma non posso definirlo così.

E' solo un ragazzo, occhi color nocciola, capelli rossi, fisico atletico.

Schiena curva mani a coprire. Mi guarda.

La nudità lo espone ai miei occhi e lo studio.

Col frustino seguo tutte le sue forme, indugio sulle natiche ma proseguo.

Non si muove e sembra non respiri. La neve si posa sulle sue spalle

“dimmi” chiedo sarcastica “ti hanno insegnato a tenere questa ridicola posizione?”

non risponde.

“e a quanto pare anche a non rispondere” dico “abbiamo molto su cui lavorare”

Diretta senza indugiare e senza che se lo aspetti, muovo la mano guantata verso i testicoli, mentre col frustino do una botta sulle mani che tiene li e stringo. Stringo così forte da vedere i suoi occhi roteare indietro, la posizione farsi più disarticolata e un flebile urlo uscire dalla gola.

“adesso rispondi o ancora no?” urlo mentre non mollo la presa.

Mi giro verso gli altri che guardano la scena terrorizzati e abbassano la testa quando il mio sguardo si posa su di loro,

Quando il bel ragazzo dagli occhi color nocciola stramazza a terra contorcendosi ho un brivido di piacere.

“A domanda si risponde o nemmeno le basi vi hanno insegnato?”

Mi rivolgo di nuovo al ragazzo.

“in piedi “ordino

Si alza goffo e dolorante.

“spalle dritte e guarda davanti a te, mani lungo i fianchi e non ti toccare. Tutto chiaro?”

rispondere con un flebile “si” mentre si mette in posizione

Non vede partire lo stivale, che arriva proprio dritto dritto in mezzo alle gambe. Ancora piegato, ancora un urlo, ancora dolore.

Mi compiaccio.

“Si SIGNORA” gli urlo in faccia “ e adesso posizione” urlo di nuovo.

Guardo gli altri che testa bassa prendono lentamente la stessa posizione del malcapitato.

“molto bene” dico “la prima lezione l'abbiamo imparata”

Cammino di nuovo su e giù “pac pac pac” quel frustino sul palmo.

“ le regole sono regole e non si sgarra mai! Tutto chiaro fin qui?”

e finalmente arriva il coro che voglio sentire

“si signora”

“non vi sento .. più forte!”

“SI signora”

“ancora di più eravate soldati o mezze femminuccie??!!”

“SI SIGNORA”

Bene così, molto bene così.

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