Il suono del cuore - racconto

Le mani, fredde, tremano.

Me le guardo per un po'.

La aspetto qui, su questo letto enorme, e non so cosa accadrà.

Esce dal bagno con passo felpato, lentamente si avvicina.

Quello stetoscopio al collo.

Il mio cuore batte all'impazzata, sembra voglia saltar fuori dal petto.

Lo sento ovunque, in ogni parte di me.

Sto gelando ma dentro sono un fuoco.

Si avvicina, gattoni sul letto, lo stetoscopio che pende giù, il seno che si intravede sotto la canottiera, e quelle mutandine nere sotto al calzoncino bianco, i piedi nudi.

Esile e aggraziata. Di una bellezza disarmante.

“bum bum bum” il mio cuore sta impazzendo ma che voglia ho di sentire che suono fa il suo.

Delicatamente mi prende le mani.

Si siede davanti a me.

“i tuoi battiti adesso” mi sussurra all'orecchio.

“bum bum bum” scoppio lo giuro, non riesco a proferire parola.

Scosta i capelli, sfila lo stetoscopio da dietro il collo, elegantemente, come se lo facesse da sempre.

“bum bum bum” freddo, caldo, un'attesa da fibrillazione.

Lo stetoscopio nelle sue mani, esperta, attenta.

Muove l'archetto con disinvoltura, infila le olivette nelle orecchie.

“bum bum bum” palpitante, frenetico, tumultuoso il mio cuore non accenna a smettere, non vuole placarsi. Sembra rimbombi per la stanza, ho quasi paura si possa sentire.

Maneggia quel tubo delicatamente, si avvicina al mio viso, batte due volte sulla membrana “toc toc” ritmica.

Sono contro la testata del letto, torace nudo, pronto.

Si avvicina adagio, vedo la membrana sempre più vicino poi ad un tratto la sento, fredda sul mio petto, all'altezza dello sterno.

Mi mordo le labbra. Caldo, sento caldo. Sposta più volte lo stetoscopio. Lo fa dolcemente. Segue il mio cuore. Il suono del mio cuore.

La guardo. Sta auscultando il mio battito.

E' concentrata, ora accaldata, soddisfatta, complice.

Non tremo più, la lascio fare e mi godo il momento.

Sono sicuro, il mio cuore ora batte un suono più lento ma non ancora regolare, un ticchettio vibrante che mi fa sussultare ad ogni tocco.

Si ferma, si sdraia accanto a me. Mi guarda. Sorrido imbarazzato ma ancora pieno di adrenalina.

“Che ne dici” chiede sfilandosi lo stetoscopio e porgendomelo “hai voglia di scoprire che suono fa il mio?”







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