Matthew Shepard - quale verità?
Siamo a Laramie nel
Wyoming, anno 1998.
Lo stato dei cowboy, del far west.
Mi sa un po’ di desolazione ma tant’è, sensazione mia.
Mi sa un po’ di desolazione ma tant’è, sensazione mia.
In questa città, c’è uno studente, che frequenta li, l’università.
Si chiama Matthew
Shepard. Ha 21 anni e dalle foto è di quella bellezza un po’
efebica.
E’ omosessuale dichiarato. Non nasconde quello che è. Non ne fa segreto.
E’ omosessuale dichiarato. Non nasconde quello che è. Non ne fa segreto.
Nella notte tra il 6 e il 7 ottobre 1998, in un bar incontra due ragazzi, né più né meno della sua età. Secondo le testimonianze è tutto molto amichevole ride, scherza, sembra che Matthew faccia loro delle avance; poi chiede un passaggio e i due ragazzi accettano.
In realtà questi due tizi sono
omofobi, lo rapiscono, lo picchiano brutalmente, lo derubano e lo
lasciano ancora vivo appeso ad una staccionata.
Un incubo praticamente, le ultime parole che questo ragazzo sente sono solo
offese.
Dopo 18 lunghe ore di freddo, terrore e dolore, viene trovato da un ciclista che passa nella zona.
Dopo 18 lunghe ore di freddo, terrore e dolore, viene trovato da un ciclista che passa nella zona.
Inizialmente il ciclista crede addirittura sia uno spaventapasseri, poi si
accorge invece che è un uomo e che respira ancora.
Ma a quel punto
Matthew è ormai in un stato coma dal quale non uscirà più.
Per la
gravità delle lesioni riportate muore il 12 ottobre 1998 in
ospedale.
Gli aggressori o meglio gli assassini Aaron James McKinney e Russel Henderson vengono trovati quasi per caso, per un coinvolgimento in una rissa.
Gli aggressori o meglio gli assassini Aaron James McKinney e Russel Henderson vengono trovati quasi per caso, per un coinvolgimento in una rissa.
I due dopo aver aggredito Mattew tornano dalle rispettive
fidanzate vantandosi anche di quello che hanno fatto.
Durante il processo ammettono di averlo pestato perché omosessuale. Una strategia difensiva, fu la cosiddetta difesa da panico gay. ovvero che i due sarebbero stati temporaneamente incapaci di intendere e volere, a causa di presunte avances sessuali che gli imputati dichiararono di aver ricevuto dalla vittima.
Durante il processo ammettono di averlo pestato perché omosessuale. Una strategia difensiva, fu la cosiddetta difesa da panico gay. ovvero che i due sarebbero stati temporaneamente incapaci di intendere e volere, a causa di presunte avances sessuali che gli imputati dichiararono di aver ricevuto dalla vittima.
Inizialmente la
condanna era la pena di morte, poi grazie alla famiglia di Mattew che accetta le condizioni della difesa ricevono due ergastoli
a testa senza possibilità di condizionale.
L’impatto
sul pubblico di questa storia é enorme, più impatto anche politico, sono stati fatti anche diversi film, canzoni.
Dalla
sensibilizzazione riguardo ai diritti della comunità Lgbt,
all’argomento dei crimini d’odio, al dibattito sulla pena di
morte.
Argomentazioni non da poco insomma che hanno scosso l’opinione pubblica.
I genitori hanno fondato anche un’associazione.
Gli aggressori in carcere scontano la pena ancora adesso. Hanno affermato che le loro azioni sono state dettate dalla Bibbia.
Argomentazioni non da poco insomma che hanno scosso l’opinione pubblica.
I genitori hanno fondato anche un’associazione.
Gli aggressori in carcere scontano la pena ancora adesso. Hanno affermato che le loro azioni sono state dettate dalla Bibbia.
Questa
è la storia così come la si conosce. Abbiamo i fatti oggettivi dopo
il ritrovamento di Matthew, e le parole degli aggressori per quello che
è accaduto.
Adesso
guardiamo tutto da un'altra prospettiva.
Stephen
Jimenez é un giornalista e gay dichiarato, e scrive un libro dal titolo "The book of Matt".
Racconta che tutta la storia di Matthew è una grande fake news.
Ovviamente lo fa dopo anni di indagini e interviste.
"Matthew
Shepard da
adolescente venne sottoposto a un trattamento sperimentale con ormoni
della crescita, a causa di un ritardo della pubertà.
Soffrì inoltre
del disturbo da deficit di attenzione e depressione.
Da ragazzino e
da adolescente venne più volte molestato e violentato e proprio
pochi giorni prima di morire identificò tre dei violentatori.
All’età di quindici anni venne arrestato per molestie su due
bambini di otto anni, e in seguito tentò addirittura il suicidio.
Nel 1995 fu protagonista di un altro terribile evento. In quel
periodo suo padre era stato chiamato in Arabia Saudita per motivi di
lavoro e quindi si era trasferito lì con la moglie, mentre Matthew
era stato mandato a proseguire gli studi in Svizzera.
La scuola che
frequentava organizzò una gita a Marrakech e una mattina, senza
essere visto, Matthew sgattaiolò fuori dall’albergo e iniziò a
vagare per il Quartiere vecchio.
Qui venne circondato da una gang di
uomini che lo violentarono per ben sei volte.
Negli anni precedenti
all’omicidio divenne sempre più dipendente sia dai farmaci che
dalle droghe. Alle superiori aveva iniziato con marijuana e cocaina,
per poi passare a quelle più pesanti, comprese la metanfetamina.
Qualche settimana prima di essere ucciso, infine, rivelò a un
amico di essere sieropositivo.
Ancora prima della morte di Shepard, due suoi amici raccontavano in
giro che era stato ucciso per mano di violenti omofobi.
È stato picchiato, torturato e ucciso da uno o entrambi gli uomini ormai condannati all’ergastolo. Ma ora si scopre, secondo Jimenez, che Shepard era egli stesso uno spacciatore e che era anche amico e partner sessuale dell’uomo che ha portato a termine la sua uccisione. Infatti il suo assassino potrebbe averlo ucciso perché Shepard era entrato in possesso di una grande quantità di metanfetamine e non voleva rinunciarvi."
È stato picchiato, torturato e ucciso da uno o entrambi gli uomini ormai condannati all’ergastolo. Ma ora si scopre, secondo Jimenez, che Shepard era egli stesso uno spacciatore e che era anche amico e partner sessuale dell’uomo che ha portato a termine la sua uccisione. Infatti il suo assassino potrebbe averlo ucciso perché Shepard era entrato in possesso di una grande quantità di metanfetamine e non voleva rinunciarvi."
Quindi
una storia di droga e spaccio. Non di omofobia.
Ovviamente la famiglia e la “Matthew Shepard Inc.”, smentiscono la nuova ricostruzione in cui la sua omosessualità aveva poco a che fare con il suo omicidio.
La“Matthew Shepard Foundation” ha rilasciato questa
dichiarazione:
"I
tentativi attuali di riscrivere la storia di questo crimine di odio
sembrano basati su fonti non attendibili, errori fattuali, voci e
insinuazioni piuttosto che le prove reali raccolte dalle forze
dell’ordine e presentate in tribunale. Noi non rispondiamo alle
insinuazioni, voci o teorie di complotto. Invece continueremo il
nostro impegno per onorare la memoria di Matthew, e ci rifiutiamo di
farci intimidire da coloro che cercano di infangarlo. Lo dobbiamo
alle decine di migliaia di donatori, attivisti, volontari, e alleati
alla causa dell’uguaglianza che hanno reso possibile il nostro
lavoro."
Dove
sta la verità? Non lo sapremo mai. Nessuno ormai ce lo
dirà.
Che
sia per droga o omofobia, resta l’immagine di questo ragazzo dal
viso angelico, legato a quella staccionata col volto ricoperto di
sangue e le lacrime a rigare le guance.
Sono
passati anni. Qualunque sia stata la tua storia, buona
nuova vita Matthew, augurandoti che sia andata meglio di quella che
tutti noi conosciamo.
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