E se la passione è il cuore? Il cardiofilo chi è?

Piccola precisazione, sono descritte azioni potenzialmente pericolose che ovviamente sono nominate a scopo argomentativo, ma che vi invito caldamente ad evitare.

In questo caso mi preme sottolineare SOLO 18 +.


-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Prima di ogni cosa, in questo post serve spiegazione termini, quindi piccolo glossario ( se cliccate sui termini blu avrete l'immagine):

Auscultare: termine usato nel linguaggio medico per esaminare tramite strumenti che permettano di ascoltare, cuore. polmoni e altri ancora.

Stetoscopio / Fonendoscopio strumento utilizzato in campo medico per sentire sia i rumori dei visceri che quelli del torace.

Sfigmomanometro: apparecchio che si utilizza per misurare la pressione arteriosa

CPR: rianimazione cardiopolmonare

Roleplay: gioco di ruolo
-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Vengo a conoscenza di questa parafilia un po’ per caso.
Potremmo definirla come la passione per il cuore, per il battito.
Ma non è ovviamente tutto qui.
Eccitarsi per il cuore, non solo è di nicchia, ma è un turbinio tra sfera emotiva, sessuale e mentale.

Non la capivo, e non la comprendo bene ancora adesso, perché non mi appartiene, ma prima di argomentare, vi porto con me in un momento della mia vita, l’unico, in cui probabilmente ho provato l’emozione del battito.

 
- Una stanza, un letto, e dopo aver giocato in ogni modo, tra spanking, medical e un pizzico di bdsm, siamo stesi, ma vicinissimi, abbracciati, praticamente nudi. E’ durato un secondo, davvero poco, ma appoggiando la mia testa sul suo petto, ecco che lo sento.
Il battito.
Il cuore, il suo cuore, dopo tutta quella complicità e intimità che ci ha legato. Lo ricordo come un momento emotivamente sconvolgente. Ma qualcosa che scombussola positivamente.
Il battito.
Non eccitante, ma dolce, come un sussurro, un soffio di vento, una carezza sul viso.
Il battito.
Ma non uno qualsiasi il suo..
Quello della persona che ho scelto per condividere qualcosa che non è facile ammettere. 
Il battito.
E non è amore, no. E’ sentirlo dentro come a dire “ci sei”.
E così lo dico, semplicemente dico qualcosa tipo “ti batte il cuore”.
Credo quel giorno, dopo anni, di aver compreso quanto mi era stato detto.
Non mi è mai più capitata una cosa del genere e lo ripeto è stato un momento fugace che credo sia stato colto solo da me, ma che poi ho collegato.-

Ci sono parafilie che nulla hanno a che vedere col dolore e l’imbarazzo, con la sofferenza e l’umiliazione, e che, almeno all’apparenza sembrano meno crude e cruente, che si nutrono di qualcosa più simile alla vita, alla luce che non ad un lato oscuro.

Quasi più romantiche al sol sentirle pronunciare.
La cardiofilia per me rientra tra queste.
Ascoltare il battito del cuore.
La associa a qualcosa di limpido e puro, un bel color bianco candido.

Ma è sempre così?

E chi meglio di chi la vive in prima persona ce la può raccontare?

Una delle prime cose che mi interessa sempre sapere è come e quando nasce.
La storia che ci racconta è dolce.. per certi versi struggente.
Quasi per tutti noi, le preferenze sessuali cominciano senza che nemmeno ce ne rendiamo bene conto.

"Tra i miei coetanei, e coetanee, di quell'età a cavallo tra scuole elementari e scuole medie, ero noto per la mia abilità manuale nel costruire dal nulla oggetti atti a diventare strumenti dei nostri giochi: archi e frecce, pugnali di legno, telefoni "a spago", e naturalmente fionde.
Un giorno io e miei 2 amici stavamo sfogliando uno di quei cataloghi di vendita per corrispondenza, tipo Vestro o Postal Market, non ricordo, e uno dei 2 amici parve affascinato da una modella (castissima) che mostrava l'articolo in vendita usandolo su se stessa: uno sfigmomanometro aneroide corredato del necessario fonendoscopio di basso livello.
Il tipo mi disse: "Scommetto che il coso da mettere nelle orecchie non sei capace di costruirlo!"
"Dammi una settimana", gli risposi.
Molto prima della scadenza concordata, assemblando del tubicino ricavato dalla guaina esterna (peccato fosse bianca...) del cavo coassiale per segnale di antenna tv, fil di ferro acciaioso per la molla, un tappo cilindrico di plastica basso e largo a mo' di padiglione, un ritaglio di palloncino colorato steso sulla parte aperta del medesimo per simulare la membrana e tanto nastro isolante nero sottratto a mio fratello elettricista, mi ritrovai tra le mani in artefatto che nella forma era molto somigliante all'originale, mai visto peraltro prima di quello sul catalogo.
Venne il giorno di mostrare il mio capolavoro.
"Ma funziona, almeno?" fu la prima scettica reazione del committente.
"Prova te." dissi io.
Io non lo avevo collaudato in precedenza perché pensavo incongruamente che non avrebbe funzionato per ascoltare il mio stesso battito.
Il tipo lo inforcò nelle orecchie e pretese dall'altro amico che si levasse la canottiera per farsi "visitare".
Faceva caldo, - era estate di vacanza- eravamo costantemente trafelati ed accaldati e stare senza maglietta era più frequente che non la condizione opposta, quindi non ci furono obiezioni.
Il collaudatore si trovò subito stupefatto del risultato sonoro, da ascrivere po' alla trafelatezza dell'esaminando di cui sopra, un po' all'estrema sensibilità acustica dell'oggetto dovuta, ma questo lo scoprii più avanti negli anni, alla sottigliezza ed alla estrema tensione della membrana elastica, caratteristica più controproducente che utile in uno strumento reale.
Pretesi a questo punto di prendere parte al collaudo e in men che non si dica ci ritrovammo tutti e 3 a torso nudo ad ascoltare i nostri battiti a vicenda.
Questo fu il primo approccio in assoluto, si diceva ascoltare al posto del più corretto auscultare.
Gli anni erano quelli della pubertà incipiente quindi parlare di eccitazione sessuale sarebbe stato prematuro ma da allora quello stetoscopio diventò uno dei miei giocattoli preferiti, ed era invidiatissimo dai miei compagni di gioco.
Tra i quali c'era anche una bambinetta/ragazzina arrivata da poco ad abitare nella mia frazione, dove io ero l'unico suo coetaneo ed era quindi giocoforza incontrarsi spesso per giochi che lei non considerava solo "da maschio".
Anche lei ancora impubere non trovò disdicevole in più d'una occasione il denudare il suo petto - più piatto del mio essendo stato io sempre più o meno ciccio fino a quel giorno di pochi anni fa quando in un ospedale mi rubarono più di una trentina di chili - e permettermi di ascoltare il battito del suo cuore.
E io ricambiavo col mio cercando di smorzare il mio entusiasmo che cominciava sì a diventare inspiegabile eccitazione.
Venne il periodo che il suo seno cominciò a crescere da un giorno all'altro e la madre di lei, che evidentemente ci spiava di nascosto, prese ad emettere alti lai appena subdorava il rischio che lei si mettesse "in libertà".
Poi arrivò il reggiseno e quello fu il momento della fine di ogni rapporto, visto che la parziale nudità era diventata per lei impraticabile e "disonorevole".”

Comprendiamo da subito, leggendo queste parole, che per un cardiofilo la nudità del petto potrebbe essere uno dei punti cardine, sicuramente per il protagonista della nostra storia che ancora ci dice “per me è già cardiofilia lo stare a torace nudo e riferirmi ad esso con termini (torace, appunto) più inerenti all'anatomia umana.”

E troviamo degli strumenti, lo sfigmomanometro e il fonendoscopio.
Cosa può raccontarci il cardiofilo di questi oggetti?
“fondamentale è tutto quello che consente di "inscenare" una visita cardiologica verosimile senza ausilio di batterie (pile) o corrente elettrica, quindi senz'altro steto/fonendoscopio e sfigmomanometro, per far sì che qualsiasi contesto possa trasformarsi in scenario di esame cardiologico. La mia cardiofilia è più verosimilmente medical e riproducibile con tutti quegli strumenti diagnostici (fonendoscopio che preferisco chiamare stetoscopio, elettrocardiografo e doppler palmare, saturimetro, sfigmomanometro) che potremmo definire come "giocattoli" fetish.”
“Tra le tante sfumature riferibili alla sfera cardiaca ce n’è una molto ben caratterizzata dalla blood pressure (pressione del sangue) e per chi la segue lo sfigmo ha lo stesso valore di feticcio dello stetoscopio per i cardiofili.”
Possiamo ben affermare quindi che un parte di cardiofilia racchiuda il medical, ma in tema “cuore” ed abbia i suoi feticci.
“La mia fantasia più sfrenata da cardiofilo eterosessuale è quella di parlare della mia cardiofilia con una cardiologa in un modo "complice" che travalichi la sua professionalità.”
In questa fantasia troviamo un mondo. Ci ricorda che anche qui l’orientamento sessuale è fondamentale e che l’immaginazione per questa preferenza può andare in molte direzioni.
Lo scenario con strumenti idonei è essenziale in ogni pratica medical, quindi anche qui si avranno preferenze come ad esempio “un lettino con schienale inclinabile indispensabile nella visita cardiologica, per auscultare o essere auscultato io mi adatto ad usare una vecchia panca per addominali “.
Questo tipo di roleplay può arrivare a raggiungere verosomiglianza scientifica ed essere preciso e raffinato.
Un cardiofilo conosce le zone di auscultazione, (aortica, polmonare, tricuspide e mitrale).
Può conoscere i termini medici precisi.

In ultimo a proposito di termini una parola importante è “auscultare”.
Perché in medicina, in particolare in cardiologia, questo è il termine corretto.
I battiti del cuore.
Interessante come “Treccani” (dizionario)  ci indichi questo termine, usato anche come sinonimo di ascoltare nel linguaggio letterario e critico quando vogliamo indicare un ascoltare intimo, profondo, di moti dell’animo, della coscienza e simili.
In fondo il battito non potrebbe essere descritto meglio di così: intimo, profondo.. dell’animo.
L’auscultazione del battito quindi, con strumenti o solo con orecchio.
Ma il nostro cardiofilo ci aggiunge un dato: “tra i cardiofili millenials ha preso piede l'abitudine di auscultare e registrare battiti per mezzo del microfono dello smartphone tenuto all'interno di una coppetta, o tappo di plastica, premuta sul torace. Esistono anche app più o meno scadenti che permettono la simulazione di una sorta di fonocardiogramma visualizzabile sul display.
Per quanto mi riguarda il valore fetish oggettivo di questo setup è pari a zero.”
Gli incontri cardiofili possono prevedere un "trofeo", una prova incontrovertibile dell'avvenuto incontro. Da una foto ad un video, alla registrazione del battito.”
Scopriamo anche un tipo di "auscultazione reciproca e simultanea" del battito cardiaco tra due persone.
I due stetoscopi "incrociati" permettono di avere ad entrambe le persone e nello stesso momento, in un orecchio il suono del proprio battito cardiaco e nell'altro orecchio il suono del battito cardiaco dell'altra persona.
I due stetoscopi "incrociati" permettono di avere ad entrambe le persone e nello stesso momento, in un orecchio il suono del proprio battito cardiaco e nell'altro orecchio il suono del battito cardiaco dell'altra persona.

Cardiofilia quindi parafilia soft?

Abbiamo ancora molto da scoprire direi.
“La cardiofilia comprende anche "versioni" estreme o dark poco riferibili all'aspetto strettamente medical.
Per esempio un roleplay che simuli l'apertura del torace fino a rendere possibile la vista o il contatto o l'estrazione dalla sua sede del muscolo cardiaco.
Un'altra pratica estrema ma non impossibile da realizzare come il precedente prevede la forzatura verso l'alto della frequenza cardiaca o con esercizi fisici o con l'assunzione di sostanze stupefacenti (marijuana o popper) per poi condividere la registrazione audio del battito pericolosamente accelerato all'estremo, non di rado in sincrono con la ripresa video della pulsazione apicale visibile.
Anche l'asfissia e il breath-hold (trattenere il respiro) rientrano nelle procedure per alterare il ritmo cardiaco.
Altro roleplay non propriamente estremo e più medical, consiste nella simulazione di scenari di arresto cardiaco con manovre di resuscitazione (rianimazione) CPR, destinati in questo caso ad andare a buon fine.
Molti cardiofili traggono eccitazione estrema dalla auscultazione di soffi valvolari o aritmie patologiche.
Altri amano i test di recupero cardiovascolare che consistono nel valutare l'efficienza del cuore basandola sul recupero del normale ritmo cardiaco rilevandolo ad intervalli di tempo regolari immediatamente dopo la conclusione di una routine cardiofitness standardizzata.”
Insomma anche la cardiofilia ha le sue pratiche più hard, diciamo così.
E quel bianco candore? Come qualcuno mi ha ricordato:
“quando una cosa diventa "perversione" ha per forza un lato oscuro e quel bianco smette di essere bianco”.

Ma svelare questa passione? Giocare in coppia da innamorati o cercare qualcuno che abbia la stessa parafilia ma con cui non si ha una relazione?
Ed ecco la risposta, come per ogni parafilia è..
“Complicato... il massimo sarebbe essere innamorati a vicenda tra cardiofili.
È molto raro quindi il rapporto si instaura sì tra cardiofili ma non legati sentimentalmente. Poi, confessare la cardiofilia, per alcuni è un dramma.
Io invece sono anni che non la nascondo parlandone tuttavia solo come di una passione per i battiti del cuore. Comportandomi così senza pruderie morbose, ho auscultato cuori di donne in nessun modo parafiliache, ottenendo persino di farlo sul loro torace completamente nudo. Essendo poi la mia cardiofilia "bidirezionale", le medesime si sono prestate di buon grado a rivestire i panni della cardiologa per auscultare me, dopo qualche essenziale istruzione sul come procedere.”

Bidirezionale? Ebbene si perché c'è chi è solo attivo, chi è solo passivo e chi pratica in entrambe le modalità. Anche nella cardiofilia. In buona sostanza a chi piace auscultare e chi piace essere auscultato. E a chi entrambe le cose.

E in ultimo ci svela che
nel caso di persone del mio stesso sesso di lunghissima conoscenza e frequentazione mi piace auscultarne il cuore ed essere auscultato, senza alcuna preferenza omosessuale da entrambe le parti ma per quanto riguarda me solo come cardiofilo”
“detto in soldoni il cuore non dovrebbe avere sesso.”

La cardiofilia è una parafilia ancora poco conosciuta, che si può giocare anche in incognito volendo; auscultare furtivamente il battito del cuore del proprio compagno è possibile.
Ma non è solo battito né solo cuore come abbiamo visto. E’ un complesso mix di sensazioni, emozioni e non dimentichiamoci, eccitazione. E’ qualcosa che non contempla atti sessuali eclatanti, ma tutto parte da una particolare preferenza erotica.
Confermerei di nicchia.
Concluderei con questa “chicca”..
Il piacere nell'auscultare il cuore nel petto nudo di una donna è immaginare che il piacere che prova lei nell'essere auscultata è tanto grande da concedermi il "privilegio" di denudarsi per me.

Pillole sulla cardiofilia

-Il cardiofilo propone su facebook, post con una precisa correlazione scientifica al cuore per scoprire nel prossimo eventuali interessi latenti che potrebbero avere sviluppi correlati alla sua parafilia

- Buongiorno ❤ (per il cardiofilo l'emoji cuore più che segno d'affetto è un segno occulto, una specie di stretta di mano massonica)





                                                                               🩺




Commenti

  1. Molto interessante. Ho cercato per anni questo argomento che mi riguarda ma non riuscivo mai a trovare niente. Forse perché, come dice lei è molto di nicchia, tanto che inizialmente credevo di essere il solo, che frustrazione, direi che il post è fatto bene e preciso.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Diciamo che in italiano c'è poco o niente! E no non sei da solo direi!

      Elimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

Gli anfibi di Marta - racconto ballbusting

La sposa - racconto solletico by MariaGiovanna

Un baby /Incontro DL