Don Giorgio - racconto erotico
Ci tengo a specificare un bel po' di cose su questo racconto.
Intanto che non è mio, e questa è la prima cosa.
La seconda è che per quanto possa farmi eccitare mentalmente parlando, un racconto così scatena in me tante emozioni contrastanti.
Siamo nell'ambito del clero. Chi non ha mai fantasticato su preti, suore sexy e giovincelli?
E' molto comune specie per chi come me è cresciuto in ambiente cattolico molto rigido ed ha passato infanzia e adolescenza circondato da preti e suore.
Questa è una storia di seduzione, una storia di conoscenza del proprio corpo, della scoperta di un nuovo mondo che fa eccitare si ma anche vergognare, imbarazzare. Le emozioni quelle tangibili, reali, ci risucchiano in un vortice di ricordi, dove certe cose non andavano fatte perché si diventava "sporchi" quando l'unico obiettivo era la purezza.
Altro aspetto fondamentale in questo racconto è il ruolo del prete. Quando io ero una ragazzina il "no" non era mai contemplato. Parte delle mie fantasie erotiche nasce proprio da questo. Non potevi dire no all'adulto, soprattutto se genitore, insegnante, prete. Non dicevi no punto e basta. Era così. Il rispetto era dettato da un paura di base.
Cosa cambia per me rispetto ai ruoli che di solito uso nelle fantasie?
Cosa cambia per me rispetto ai ruoli che di solito uso nelle fantasie?
Che questo ruolo non c'è.
Non l'ho mai nemmeno preso in considerazione, nonostante invece legga racconti o guardi video attinenti al tema, ma non in ambito sessuale, quanto più di spanking o punizioni corporali.
Il ruolo del prete/suora in ambito sessuale è escluso dalla mia mente. Come se non dovesse proprio farne parte (perché se si pensa invece alle mie fantasie il prete ci starebbe alle grande, chi ha letto il mio libro nel punto in cui entro nel dettaglio delle fantasie, sa bene di che parlo).
Dopo tutta questa intro infinita, posso dire che è un buon racconto che nelle fantasie resta.
Il ruolo del prete/suora in ambito sessuale è escluso dalla mia mente. Come se non dovesse proprio farne parte (perché se si pensa invece alle mie fantasie il prete ci starebbe alle grande, chi ha letto il mio libro nel punto in cui entro nel dettaglio delle fantasie, sa bene di che parlo).
Dopo tutta questa intro infinita, posso dire che è un buon racconto che nelle fantasie resta.
Lo lascio alla portata di tutti cosa che non ho fatto con altri racconti del genere, ma lo faccio anche per ricordarvi che di Don Giorgio é pieno il mondo ma finché si resta tra adulti consenzienti che recitano un ruolo che fa eccitare, tutto va bene; finché è un racconto di pura immaginazione non discosta molto dai miei dove al posto del prete troviamo un daddy magari . Per il resto nemmeno ne voglio parlare perché è, senza ombra di dubbio, tutto da CONDANNARE.
Andavo spesso al gruppo catechesi di cui facevo parte per divertirmi con gli
amici a giocare a calcio o altre cose. Eravamo un gruppo di ragazzi che giocavano e facevano recite per la parrocchia del paese
Il prete, don Giorgio, era un bravo parroco e una persona eccezionale che ci voleva bene. Lui aveva un occhio di riguardo per me, tanto che mi aveva fatto "capo" del gruppo dei ragazzi. Poi un giorno i miei mi spinsero affinché chiedessi a don Giorgio di fare il corso da chierichetto. Lui accettò ma dovevo andare a casa sua ogni 3 giorni il pomeriggio tardi. I miei acconsentirono, così andai da lui il primo lunedì.
La cosa strana é che don Giorgio, mi proponeva cose strane, che io credevo fossero normali per essere un chierichetto, e quindi eseguivo senza problemi... ma spesso mi vergognavo.
Mi disse che un bravo chierichetto doveva obbedire al prete senza far storie.
Mi disse che dovevo fare alcune cose perché per essere suo chierichetto doveva conoscermi bene. Ovviamente mi chiedeva di non raccontare queste cose a nessuno. Io acconsentivo. Il primo giorno mi ospitò da lui e mi fece molte domande, alcune imbarazzanti. Io mi vergognavo perché non volevo rispondergli, ma lui diceva che un buon chierichetto non doveva vergognarsi e dovevo fare ciò che mi chiedeva di fare.
I primi giorni mi fece solo domande un po' imbarazzanti, fra tutte: "ti masturbi? Non mi mentire perché i ragazzini della tua età lo fanno quotidianamente".
E io, imbarazzatissimo, con un fil di voce "ehh... bhe... sì, ogni tanto..." e ovviamente ridevo per smorzare l'imbarazzo. E lui: "lo sai che é un peccato? Comunque, tranquillo, non lo diciamo a nessuno ok?" E poi mi disse: "sappi che una sera dovrai farlo davanti a me". Io divenni serio, e lui: "dai, dai, ora non ci pensare, mica dovrai farlo ora" Sta cosa mi fece preoccupare, ma allo stesso tempo, mi fece incuriosire parecchio.
Dunque, tornai a casa pensando a ciò che mi aveva detto don Giorgio, soprattutto sul fatto della masturbazione. Fui colpito, ma non in negativo. Ero davvero curioso di sapere dove volesse arrivare. E così due giorni dopo tornai da lui per le lezioni per diventare chierichetto. Vabé, a volte era serio e davvero mi dava delle dritte per imparare il mestiere, a volte invece tornava a parlare di sesso, e io ogni volta mi imbarazzavo e mi vergognavo. Dopo qualche settimana, nemmeno ricordo quando, lui decise di fare il passo avanti. Un pomeriggio si soffermò molto su questi discorsi, finché non mi disse: "sarei curioso di vederti senza vestiti addosso...".
Io sbarrai gli occhi, era una richiesta assurda.
E lui: "dai, fammi contento, fatti vedere..."
Ma io ero imbarazzatissimo e mi vergognavo tantissimo.
E lui però insisteva: "dai, che ti costa? Togli almeno la maglietta!". Io la tolsi di scatto perché sapevo che sotto avevo una canottiera...
Il prete, don Giorgio, era un bravo parroco e una persona eccezionale che ci voleva bene. Lui aveva un occhio di riguardo per me, tanto che mi aveva fatto "capo" del gruppo dei ragazzi. Poi un giorno i miei mi spinsero affinché chiedessi a don Giorgio di fare il corso da chierichetto. Lui accettò ma dovevo andare a casa sua ogni 3 giorni il pomeriggio tardi. I miei acconsentirono, così andai da lui il primo lunedì.
La cosa strana é che don Giorgio, mi proponeva cose strane, che io credevo fossero normali per essere un chierichetto, e quindi eseguivo senza problemi... ma spesso mi vergognavo.
Mi disse che un bravo chierichetto doveva obbedire al prete senza far storie.
Mi disse che dovevo fare alcune cose perché per essere suo chierichetto doveva conoscermi bene. Ovviamente mi chiedeva di non raccontare queste cose a nessuno. Io acconsentivo. Il primo giorno mi ospitò da lui e mi fece molte domande, alcune imbarazzanti. Io mi vergognavo perché non volevo rispondergli, ma lui diceva che un buon chierichetto non doveva vergognarsi e dovevo fare ciò che mi chiedeva di fare.
I primi giorni mi fece solo domande un po' imbarazzanti, fra tutte: "ti masturbi? Non mi mentire perché i ragazzini della tua età lo fanno quotidianamente".
E io, imbarazzatissimo, con un fil di voce "ehh... bhe... sì, ogni tanto..." e ovviamente ridevo per smorzare l'imbarazzo. E lui: "lo sai che é un peccato? Comunque, tranquillo, non lo diciamo a nessuno ok?" E poi mi disse: "sappi che una sera dovrai farlo davanti a me". Io divenni serio, e lui: "dai, dai, ora non ci pensare, mica dovrai farlo ora" Sta cosa mi fece preoccupare, ma allo stesso tempo, mi fece incuriosire parecchio.
Dunque, tornai a casa pensando a ciò che mi aveva detto don Giorgio, soprattutto sul fatto della masturbazione. Fui colpito, ma non in negativo. Ero davvero curioso di sapere dove volesse arrivare. E così due giorni dopo tornai da lui per le lezioni per diventare chierichetto. Vabé, a volte era serio e davvero mi dava delle dritte per imparare il mestiere, a volte invece tornava a parlare di sesso, e io ogni volta mi imbarazzavo e mi vergognavo. Dopo qualche settimana, nemmeno ricordo quando, lui decise di fare il passo avanti. Un pomeriggio si soffermò molto su questi discorsi, finché non mi disse: "sarei curioso di vederti senza vestiti addosso...".
Io sbarrai gli occhi, era una richiesta assurda.
E lui: "dai, fammi contento, fatti vedere..."
Ma io ero imbarazzatissimo e mi vergognavo tantissimo.
E lui però insisteva: "dai, che ti costa? Togli almeno la maglietta!". Io la tolsi di scatto perché sapevo che sotto avevo una canottiera...
Ci
mettemmo a ridere e lui mi disse: "ehhh così non
vale! Allora adesso ti togli canottiera e pantaloni!". A quella
battuta mi vergognai ancora di più, e ricordo che smisi di ridere.
Lui mi si avvicinò e mi disse: "ma che paura hai? Fai finta che stai in spiaggia..." Io allora, rimasi seduto e mi tolsi la canottiera. Quando mi slacciai la cinta lui mi fece: "alzati, fallo mentre stai in piedi". Mentre lui si sprofondò nella sua poltrona, io mi alzai perché lui ripeteva che un bravo chierichetto doveva eseguire le richieste del parroco. Così mi slacciai il pantalone e lo abbassai. Lui mi guardò fisso, soprattutto in alcune zone, non staccando mai lo sguardo. Devo dire che la cosa mi innervosiva ma, non so perché, un pochino mi eccitava e proprio per questo, per questa eccitazione fui sorpreso.
Lui continuò a guardarmi e mi disse: "e ci voleva tanto? Hai visto che non c'é nulla da temere?". Io accennai ad un sorriso mentre mi rialzavo il pantalone, e lui subito mi fermò: "ehi ehi che fai? Ti rivesti? E io che volevo vedere di più!". Io mi fermai e con un fil di voce chiesi: "di più?? Ma se ho tolto i pantaloni come avevi chiesto.. :. E lui:" no, no, non hai tolto le mutande!" Io mi imbarazzai tantissimo! Mi vergognavo a spogliarmi completamente davanti ad un uomo. Lui invece insisteva:" e dai, che paura hai?? Sei un bel ragazzo! Che fa? Ti vergogni di me che sono un tuo amico!" Insomma, io mi vergognavo davvero tanto, l'imbarazzo era alle stelle, tanto che mi rialzai il pantalone, e sempre con la mia vocina tremante: "eh no, dai, le mutande no!". E mi sedetti su una sedia. Lui si alzò, si avvicinò a me e cercò di convincermi: "facciamo così, mi fai vedere un attimo come sei nudo, e poi ti rivesti e vai via. E nessuno dice niente a nessuno. Resterà una cosa tra noi, come fosse un super segreto. Ok?".
E così, forse per quella dolcezza che usò nelle sue parole, riuscì a convincermi. Lui mi guardò: " allora ok?" e io, con lo sguardo basso e pieno di vergogna:" ok, ok, ma poi basta! " E lui tutto contento si risiedette sulla sua poltrona. Io mi rialzai, tolsi di nuovo il pantalone e ricordo che presi l'elastico delle mutande e lui mi fermò "aspetta, aspetta, abbassa lentamente, non subito". Io tutto tremante abbassai lentamente finché abbassai tutto giù. Ce l'avevo duretto, e non capivo perché fossi così eccitato. Provai grandissima emozione nel vedere lui che me lo fissava a bocca aperta. Dopo un po' di silenzio lui esclamò "ma guarda un po' che bel pisello che hai!" A me venne un po' da ridere e cercai di coprirlo con le mani, e lui "togli quelle mani!" accennando ad un grido, "toglile via" indicando le mutande che le avevo ai piedi. Io feci come disse, e lui "avvicinati, voglio toccarlo" Io ero timidissimo ma molto preso da quello che mi ordinava, e ormai, una volta nudo, non mi preoccupava più nulla, così mi avvicinai e mi feci toccare da lui. Lui con una mano mi toccò per bene il pisello, lungo l'asta e su per il glande, e io mi eccitavo. Lui si accorse che diventava sempre più duro "ehi, guarda come diventa duro.. Questo significa che ti piace".
Poi si fermò e mi rincuorò dicendomi "un'ultima cosa e poi ti lascio andare" E io sempre col fil di voce: "che altro devo fare?" e lui: "girati e abbassati" Io lo feci sempre pieno di vergogna e timore. Mi misi un po' a 90, e lui iniziò ad accarezzarmi le natiche e poi da sotto di nuovo riprese ad accarezzarmi palle e uccello da dietro. E continuava "ti piace? Dimmi di sì" e io come uno scemo: "sì", e lui: "tanto o poco?" e io: "tanto" Lui allora, eccitato più di me: "allora ci vediamo anche dopodomani?" E io: "ok"
Tornai da lui con mille dubbi.
Non ci avevo dormito per due notti, sia perché fu una cosa sorprendente, e sia perché comunque mi piaceva il fatto di aver fatto un piacere a don Giorgio, che comunque reputavo una persona dolce che mi voleva bene. I mille pensieri al riguardo mi riempivano di paranoie ma mi lasciavano anche piacevolmente sorpreso. Insomma, quando tornai da lui per la lezione non dissi nulla, ma sapevo che lui poi ne avrebbe parlato, così presi coraggio e gli feci delle domande.
Sempre col fil di voce e sguardo basso gli chiesi "scusa Don Giorgio, ma non mi sembra bello fare quello che ho fatto...". Lui sbuffò: "ufff ma che problema ti fai?? Avevo il desiderio di vederti nudo e tu mi hai accontentato, e tra l'altro quando ti ho toccato ti é piaciuto, e si é visto!" e la prese a ridere ricordandomi che comunque io mi eccitai e lo mostrai grazie ad un'evidente erezione. La cosa mi fece vergognare ancora, ma comunque accennai ad un sorriso anche io.
Smorzai la cosa sussurrando:" sì, però... ", e lui mi fermò dicendomi: "però che? Ci siamo divertiti, a te é piaciuto farti guardare e io ho apprezzato. Siamo amici, tu sei bello e giovane, e sta cosa ce la teniamo per noi, senza dirlo a nessuno. Che problema c'é?" E io: "no, niente... Un po' mi vergogno!" E lui: "ancora?? Ma tanto ormai ti sei mostrato a me, ora ti ho visto nudo... Che problema hai??". Io allora mi arresi, ma non per dargliela vinta, ma perché alla fine il discorso filava e non c'era nulla da preoccuparsi.
A me piaceva farmi guardare da lui, farmi desiderare, mi dava piacere eseguire le sue richieste, era un modo per ringraziarlo per le attenzioni che lui mi dava e per la dolcezza che ci metteva in quelle lezioni da chierichetto. Nello stesso tempo però la vergogna era tantissima! Potevo reggere il fatto di restare in slip, ma nudo completo mi imbarazzava ma alla fine era quello che ad entrambi regalava un brivido di piacere.
Lui mi riguardò: "allora ti ho convinto?" e io: "ok, ok don Giorgio!" e lui: "sicuro? Mica terrai il broncio?" e io: "no, perché dovrei?" e lui: "ooohhh benissimo! Allora vorrei fare una cosa con te adesso.."
Io non sapevo dove volesse arrivare, credevo che ormai avevamo fatto quel "gioco" e quindi avevamo concluso già 2 giorni prima.
Invece... Lui guardò l'orologio, disse che c'era ancora una mezzoretta o anche di più.
"Ora mi piacerebbe vederti sdraiato sul mio letto. Ah, ovviamente nudo, ti va? La cosa mi impressionò: "cioè? Mi devo spogliare un'altra volta?" E lui con grande tranquillità: "e certo! Te l'ho appena detto che sei bello da guardare! Su, coraggio, togliti tutto che io preparo il letto..." Lui se ne andò nella sua camera e tolse via la coperta, lasciando solo il materasso col coprimaterasso. Io non potei fare altro che spogliarmi, restando in calze e slip. Poi lui mi chiamò, mi guardò: "allora le calze puoi tenerle visto che il pavimento é freddo, mentre lo slip..." e io: "lo slip??" Lui si avvicinò mi prese lo slip e lo tirò giù "questo via!" Io restai nudo e piacevolmente colpito da quel gesto.
Mi vergognavo moltissimo ma non mi coprii affatto con le mani come invece cercai di farlo due giorni addietro. Lui mi guardò tutto, dopo mi fece sdraiare sul letto e mi disse:" ti voglio toccare tutto, tu non ti muovere!" Io acconsentii. Mi sdraiai, lui in piedi affianco a me mi accarezzò il petto e la pancia, mentre il mio pisello iniziava ad indurirsi...
Lui lo guardò ma non me lo toccò e mi chiese: "dì un po', quando ti masturbi a cosa pensi?" e io con un fil di voce "alle donne" e lui: "nude?" e io sorridendo: "eh sì sì!" Lui allora prese a toccarmelo e mi parlava: "guarda come ti é diventato duro! Ti piace se te lo accarezzo io o se te lo accarezzi da solo?" e io preso dalla vergogna ma allo stesso tempo misto ad un insolito piacere risposi "sì, mi piace" e lui mentre continuava ad accarezzarmelo: "ti piace cosa?" e io: "che me lo accarezzi tu..." e lui: "bravo! Vuoi che ti accarezzo altro?" Io non sapevo cosa volesse dire con altro, poi mi disse "girati" e io capii che voleva toccarmi il culo, così acconsentii senza problemi.
Mi girai, lui mi toccò subito la schiena facendomi venire i brividi. Quindi mi suggerii di mettermi a 4 zampe con la schiena inarcata per meglio mostrare il mio culo. Lui con una mano mi accarezzava il culo e con l'altra il pisello che era lì lì per esplodere. Quindi si fermò e mi disse: "ahi ahi, tempo scaduto... Ti é piaciuto?" Io rosso di vergogna ma allo stesso tempo molto rilassato risposi con un semplice "sì", così lui mi disse: "ok, da ora fino alla prossima volta non ti masturbare, voglio vedere che lo fai davanti a me".... Io mi alzai e presi a rivestirmi con il pisello ancora durissimo... Pensai che la prossima volta significava lunedì della settimana che doveva venire, quindi avevo 4 giorni in cui non potevo toccarmi perché dovevo essere bello carico per lui. Don Giorgio mi disse che dovevo farlo davanti a lui seduto sulla poltrona della sua sala da pranzo e fermarmi ogni volta che me lo diceva lui così da prolungare il piacere. Furono 4 giorni di attesa snervante!
Dopo un weekend lunghissimo dove non feci altro che pensare al grande momento finalmente arrivò il tanto atteso lunedì.
Ero emozionato e mi vergognavo tantissimo, perché non mi ero mai masturbato davanti a nessuno e quindi credevo che sarebbe stato un disastro.
Arrivò comunque il pomeriggio e, con la scusa delle lezioni da chierichetto, mi feci accompagnare dai miei fino alla porta di ingresso. Don Giorgio mi fece entrare salutando i miei che se ne andarono di lì a poco. Io, ripeto, continuavo ad essere emozionato, e lo stesso don Giorgio mi rassicurò dicendomi di non preoccuparmi e che sarei stato fantastico. Mi fece entrare e con grande sorpresa vidi tutto già pronto: la poltrona al centro della sala che dava davanti ad un ampio tappeto persiano rosso e grigio.
Poi mi disse: "ho una sorpresa per te...!", mi diede una busta con dentro un vestito. "Dovrò indossarlo?" chiesi sempre più emozionato, e lui: "sì, ma non davanti a me. Vai in camera mia e preparati. Io ti aspetto qui". Andai in camera, pronto a vestirmi come diceva lui ma sorprendentemente vidi che nella busta c'era una gonna, delle calze di nylon e un reggiseno. Io corsi subito da lui, in sala, chiedendo che diavolo volesse significare. Lui sorrise "dai, facciamo finta che é carnevale... Non ti sei mai vestito da donna?"
Io ero confuso ma lui insistette parecchio: "dai, cosa ti costa? Sarebbe davvero divertente. È solo un vestito che poi dovrai togliere..." Alla fine, come sempre, riuscì a convincermi e, anche con poca voglia, indossai quei vestiti da donna. La gonna era larga ma corta, così da potermi muovere meglio. Misi il reggiseno ma trovai difficile allacciarlo, e infatti chiamai lui per farmelo attaccare. Quando entrò fece un fischio come se stesse vedendo una bella donna. "Questi vestiti ti stanno bene!" e scoppiò a ridere. Non gli chiesi dove li avesse procurati, ma notavo che le misure erano grandi, quindi sicuramente appartenevano ad una donna molto più grande di me. Non c'era la parrucca e nemmeno scarpe da donna. Le calze entrarono con facilità, e alla fine don Giorgio mi mise anche il rossetto che però si sbafò quasi subito. Insomma, ero pronto ad andare da lui in sala, anche se uscimmo insieme dalla cameretta. In sala da pranzo lui si sedette sulla poltrona non prima di assicurarsi un bicchiere di succo di frutta in mano. Poi indicò il tappeto e mi chiese di mettermi davanti a lui e di spogliarmi. Io ero imbarazzato e mi sentivo ridicolo, lui invece mi rincuorò dicendomi che ero bellissimo e che gli avrei fatto un gran regalo. Così iniziò a dirmi cosa dovevo fare: "allora, sdraiati a terra e gira!" Mi misi a terra sdraiato girandomi, ma ero impacciato, le calze larghe scendevano e la gonna mi intralciava. Lui continuava: "dai, girati sulla schiena e sulla pancia. Ora fermati e mettiti a 4 zampe..." Io mi fermai sempre più imbarazzato: "don Giorgio, ma non dovevo solo spogliarmi e masturbarmi?" Lui mi fermò: "certo, ma prima vorrei vederti mentre ti muovi vestito così" Io allora lo accontentai, e mi misi a 4 zampe. Fu allora che lui si alzò dalla poltrona e mi tirò su la gonna. Ero con il culo davanti a lui, ma indossavo ancora le mutande. Lui allora mi accarezzò dietro ma da sopra lo slip. Poi si rimise a sedere dicendomi di togliermi le calze. Lo feci velocemente, e lui: "no, no, più piano, lentamente". Feci del mio meglio, ma fui contento di togliermele, erano fastidiose! Quindi mi fece alzare e girare, e mi slacciò il reggiseno. Piano, piano stavo finalmente spogliandomi del tutto.
Lui mi faceva girare su me stesso, finché non mi alzò la gonna e mi guardò con la gonna alzata. Avevo lo slip che faceva intravedere già il mio rigonfiamento. Lui lo notò e mi chiese: "ti piace tutto questo?" e io con un fil di voce: "sì". E lui: "lo vedo. Sai cosa dovrai togliere ora?" e io: "la gonna". Invece lui mi sorprese, e da vero pervertito mi disse: "no. Dovrai toglierti le mutande restando con la gonna". Io allora non me lo feci ripetere due volte, avevo davvero voglia di farmi nuovamente guardare nudo da lui. Mi piaceva il suo sguardo e come mi desiderava. Così tolsi via lo slip, con la gonna che ricadde per coprirmi. Lui allora mi fece girare di schiena dicendomi poi di alzarmi la gonna. Io non esitai e lo feci.
Lui si alzò e mi accarezzò le natiche, stavolta nude. Poi si mise davanti a me e mi tirò su la gonna. Ovviamente avevo il pisello già in erezione, così lui me lo toccò per bene, tutto. Dalla base salì fino alla punta, per poi riscendere toccandomi anche le palle. Poi mi disse di sedermi sulla poltrona. Io lo feci. Mi fece nuovamente alzare la gonna e mi fece mettere le gambe sui braccioli della poltrona, così da farmi stare a gambe larghe e con il pisello ben in vista.
Lui si inginocchiò e mi toccò le gambe, le accarezzò a lungo e mi disse: "ora masturbati, porco!" Quella frase mi fece sorridere, ma vidi che lui si era fatto serio, avevo capito che si era eccitato quasi quanto me. Io presi il mio pisello e iniziai a masturbarmi col mio solito modo di fare. Lui mi fermò: "no, tesoro, non così... Devi andare lentamente o rischi di venire subito". Io continuai lentamente ma ogni tanto rompevo i silenzi dicendo: "don Gió, non l'ho mai fatto davanti a nessuno", lui mi rispose continuando ad accarezzarmi le gambe e a volte anche i piedi: "infatti, lo so, e mi fa onore questa cosa". Dopo un po', mentre continuavo mi chiese una cosa che non mi aspettavo: "tesoro, solo una volta, ti posso leccare il pisello?" io non volevo, infatti gli risposi di no. Lui allora cambiò proposta: "allora posso dargli un bacio?" A me non andava rispondergli nuovamente di no, e così lo lasciai fare. Lui si avvicinò e mi diede un bacio sulla punta bollente del mio pisello durissimo. Ebbi una sensazione incredibile, nessuno mi aveva mai baciato il pisello, ovvio, e questa cosa mi piacque tantissimo, così mi venne la curiosità di sapere come era farmelo leccare. Dopo il suo caldo bacio gli dissi che poteva dargli una leccata. Lui allora si avvicinò, io tolsi la mano, e lui mi leccò il pisello tutto dal basso verso l'alto. Io sospirai con piacere, la sensazione mi piacque davvero tanto. Gli chiesi di leccarmelo ancora una volta. Lui lo fece, stavolta non si limitò a leccarmi solo il pisello, ma anche le palle e le cosce. Mentre mi leccava i piedi io diedi gli ultimi tocchi e venni come un vulcano. Lui guardava tutto lo sperma che fuoriusciva copiosamente.
Così mi sussurrò: "ohhh bravo il porco... Ora spalmati lo sperma sulla pancia..." Lo feci dopo aver goduto con piacere, fu davvero bellissimo. Restammo così senza dirci nulla. Poi lui si alzò e mi disse che dovevo andare a lavarmi. Prima mi diede dei fogli di scottex per togliere lo sperma dalla pancia. Ricordo che sporcai anche la poltrona.
Fu davvero una bella goduta, eravamo entrambi sudati dall'emozione e dall'enfasi. Mi lavai il pisello dal lavandino del bagno, lui poi venne ad asciugarmelo. Poi mi aiutò a togliermi anche il rossetto. Fu un bellissimo pomeriggio che non ho mai dimenticato.
Lui mi si avvicinò e mi disse: "ma che paura hai? Fai finta che stai in spiaggia..." Io allora, rimasi seduto e mi tolsi la canottiera. Quando mi slacciai la cinta lui mi fece: "alzati, fallo mentre stai in piedi". Mentre lui si sprofondò nella sua poltrona, io mi alzai perché lui ripeteva che un bravo chierichetto doveva eseguire le richieste del parroco. Così mi slacciai il pantalone e lo abbassai. Lui mi guardò fisso, soprattutto in alcune zone, non staccando mai lo sguardo. Devo dire che la cosa mi innervosiva ma, non so perché, un pochino mi eccitava e proprio per questo, per questa eccitazione fui sorpreso.
Lui continuò a guardarmi e mi disse: "e ci voleva tanto? Hai visto che non c'é nulla da temere?". Io accennai ad un sorriso mentre mi rialzavo il pantalone, e lui subito mi fermò: "ehi ehi che fai? Ti rivesti? E io che volevo vedere di più!". Io mi fermai e con un fil di voce chiesi: "di più?? Ma se ho tolto i pantaloni come avevi chiesto.. :. E lui:" no, no, non hai tolto le mutande!" Io mi imbarazzai tantissimo! Mi vergognavo a spogliarmi completamente davanti ad un uomo. Lui invece insisteva:" e dai, che paura hai?? Sei un bel ragazzo! Che fa? Ti vergogni di me che sono un tuo amico!" Insomma, io mi vergognavo davvero tanto, l'imbarazzo era alle stelle, tanto che mi rialzai il pantalone, e sempre con la mia vocina tremante: "eh no, dai, le mutande no!". E mi sedetti su una sedia. Lui si alzò, si avvicinò a me e cercò di convincermi: "facciamo così, mi fai vedere un attimo come sei nudo, e poi ti rivesti e vai via. E nessuno dice niente a nessuno. Resterà una cosa tra noi, come fosse un super segreto. Ok?".
E così, forse per quella dolcezza che usò nelle sue parole, riuscì a convincermi. Lui mi guardò: " allora ok?" e io, con lo sguardo basso e pieno di vergogna:" ok, ok, ma poi basta! " E lui tutto contento si risiedette sulla sua poltrona. Io mi rialzai, tolsi di nuovo il pantalone e ricordo che presi l'elastico delle mutande e lui mi fermò "aspetta, aspetta, abbassa lentamente, non subito". Io tutto tremante abbassai lentamente finché abbassai tutto giù. Ce l'avevo duretto, e non capivo perché fossi così eccitato. Provai grandissima emozione nel vedere lui che me lo fissava a bocca aperta. Dopo un po' di silenzio lui esclamò "ma guarda un po' che bel pisello che hai!" A me venne un po' da ridere e cercai di coprirlo con le mani, e lui "togli quelle mani!" accennando ad un grido, "toglile via" indicando le mutande che le avevo ai piedi. Io feci come disse, e lui "avvicinati, voglio toccarlo" Io ero timidissimo ma molto preso da quello che mi ordinava, e ormai, una volta nudo, non mi preoccupava più nulla, così mi avvicinai e mi feci toccare da lui. Lui con una mano mi toccò per bene il pisello, lungo l'asta e su per il glande, e io mi eccitavo. Lui si accorse che diventava sempre più duro "ehi, guarda come diventa duro.. Questo significa che ti piace".
Poi si fermò e mi rincuorò dicendomi "un'ultima cosa e poi ti lascio andare" E io sempre col fil di voce: "che altro devo fare?" e lui: "girati e abbassati" Io lo feci sempre pieno di vergogna e timore. Mi misi un po' a 90, e lui iniziò ad accarezzarmi le natiche e poi da sotto di nuovo riprese ad accarezzarmi palle e uccello da dietro. E continuava "ti piace? Dimmi di sì" e io come uno scemo: "sì", e lui: "tanto o poco?" e io: "tanto" Lui allora, eccitato più di me: "allora ci vediamo anche dopodomani?" E io: "ok"
Tornai da lui con mille dubbi.
Non ci avevo dormito per due notti, sia perché fu una cosa sorprendente, e sia perché comunque mi piaceva il fatto di aver fatto un piacere a don Giorgio, che comunque reputavo una persona dolce che mi voleva bene. I mille pensieri al riguardo mi riempivano di paranoie ma mi lasciavano anche piacevolmente sorpreso. Insomma, quando tornai da lui per la lezione non dissi nulla, ma sapevo che lui poi ne avrebbe parlato, così presi coraggio e gli feci delle domande.
Sempre col fil di voce e sguardo basso gli chiesi "scusa Don Giorgio, ma non mi sembra bello fare quello che ho fatto...". Lui sbuffò: "ufff ma che problema ti fai?? Avevo il desiderio di vederti nudo e tu mi hai accontentato, e tra l'altro quando ti ho toccato ti é piaciuto, e si é visto!" e la prese a ridere ricordandomi che comunque io mi eccitai e lo mostrai grazie ad un'evidente erezione. La cosa mi fece vergognare ancora, ma comunque accennai ad un sorriso anche io.
Smorzai la cosa sussurrando:" sì, però... ", e lui mi fermò dicendomi: "però che? Ci siamo divertiti, a te é piaciuto farti guardare e io ho apprezzato. Siamo amici, tu sei bello e giovane, e sta cosa ce la teniamo per noi, senza dirlo a nessuno. Che problema c'é?" E io: "no, niente... Un po' mi vergogno!" E lui: "ancora?? Ma tanto ormai ti sei mostrato a me, ora ti ho visto nudo... Che problema hai??". Io allora mi arresi, ma non per dargliela vinta, ma perché alla fine il discorso filava e non c'era nulla da preoccuparsi.
A me piaceva farmi guardare da lui, farmi desiderare, mi dava piacere eseguire le sue richieste, era un modo per ringraziarlo per le attenzioni che lui mi dava e per la dolcezza che ci metteva in quelle lezioni da chierichetto. Nello stesso tempo però la vergogna era tantissima! Potevo reggere il fatto di restare in slip, ma nudo completo mi imbarazzava ma alla fine era quello che ad entrambi regalava un brivido di piacere.
Lui mi riguardò: "allora ti ho convinto?" e io: "ok, ok don Giorgio!" e lui: "sicuro? Mica terrai il broncio?" e io: "no, perché dovrei?" e lui: "ooohhh benissimo! Allora vorrei fare una cosa con te adesso.."
Io non sapevo dove volesse arrivare, credevo che ormai avevamo fatto quel "gioco" e quindi avevamo concluso già 2 giorni prima.
Invece... Lui guardò l'orologio, disse che c'era ancora una mezzoretta o anche di più.
"Ora mi piacerebbe vederti sdraiato sul mio letto. Ah, ovviamente nudo, ti va? La cosa mi impressionò: "cioè? Mi devo spogliare un'altra volta?" E lui con grande tranquillità: "e certo! Te l'ho appena detto che sei bello da guardare! Su, coraggio, togliti tutto che io preparo il letto..." Lui se ne andò nella sua camera e tolse via la coperta, lasciando solo il materasso col coprimaterasso. Io non potei fare altro che spogliarmi, restando in calze e slip. Poi lui mi chiamò, mi guardò: "allora le calze puoi tenerle visto che il pavimento é freddo, mentre lo slip..." e io: "lo slip??" Lui si avvicinò mi prese lo slip e lo tirò giù "questo via!" Io restai nudo e piacevolmente colpito da quel gesto.
Mi vergognavo moltissimo ma non mi coprii affatto con le mani come invece cercai di farlo due giorni addietro. Lui mi guardò tutto, dopo mi fece sdraiare sul letto e mi disse:" ti voglio toccare tutto, tu non ti muovere!" Io acconsentii. Mi sdraiai, lui in piedi affianco a me mi accarezzò il petto e la pancia, mentre il mio pisello iniziava ad indurirsi...
Lui lo guardò ma non me lo toccò e mi chiese: "dì un po', quando ti masturbi a cosa pensi?" e io con un fil di voce "alle donne" e lui: "nude?" e io sorridendo: "eh sì sì!" Lui allora prese a toccarmelo e mi parlava: "guarda come ti é diventato duro! Ti piace se te lo accarezzo io o se te lo accarezzi da solo?" e io preso dalla vergogna ma allo stesso tempo misto ad un insolito piacere risposi "sì, mi piace" e lui mentre continuava ad accarezzarmelo: "ti piace cosa?" e io: "che me lo accarezzi tu..." e lui: "bravo! Vuoi che ti accarezzo altro?" Io non sapevo cosa volesse dire con altro, poi mi disse "girati" e io capii che voleva toccarmi il culo, così acconsentii senza problemi.
Mi girai, lui mi toccò subito la schiena facendomi venire i brividi. Quindi mi suggerii di mettermi a 4 zampe con la schiena inarcata per meglio mostrare il mio culo. Lui con una mano mi accarezzava il culo e con l'altra il pisello che era lì lì per esplodere. Quindi si fermò e mi disse: "ahi ahi, tempo scaduto... Ti é piaciuto?" Io rosso di vergogna ma allo stesso tempo molto rilassato risposi con un semplice "sì", così lui mi disse: "ok, da ora fino alla prossima volta non ti masturbare, voglio vedere che lo fai davanti a me".... Io mi alzai e presi a rivestirmi con il pisello ancora durissimo... Pensai che la prossima volta significava lunedì della settimana che doveva venire, quindi avevo 4 giorni in cui non potevo toccarmi perché dovevo essere bello carico per lui. Don Giorgio mi disse che dovevo farlo davanti a lui seduto sulla poltrona della sua sala da pranzo e fermarmi ogni volta che me lo diceva lui così da prolungare il piacere. Furono 4 giorni di attesa snervante!
Dopo un weekend lunghissimo dove non feci altro che pensare al grande momento finalmente arrivò il tanto atteso lunedì.
Ero emozionato e mi vergognavo tantissimo, perché non mi ero mai masturbato davanti a nessuno e quindi credevo che sarebbe stato un disastro.
Arrivò comunque il pomeriggio e, con la scusa delle lezioni da chierichetto, mi feci accompagnare dai miei fino alla porta di ingresso. Don Giorgio mi fece entrare salutando i miei che se ne andarono di lì a poco. Io, ripeto, continuavo ad essere emozionato, e lo stesso don Giorgio mi rassicurò dicendomi di non preoccuparmi e che sarei stato fantastico. Mi fece entrare e con grande sorpresa vidi tutto già pronto: la poltrona al centro della sala che dava davanti ad un ampio tappeto persiano rosso e grigio.
Poi mi disse: "ho una sorpresa per te...!", mi diede una busta con dentro un vestito. "Dovrò indossarlo?" chiesi sempre più emozionato, e lui: "sì, ma non davanti a me. Vai in camera mia e preparati. Io ti aspetto qui". Andai in camera, pronto a vestirmi come diceva lui ma sorprendentemente vidi che nella busta c'era una gonna, delle calze di nylon e un reggiseno. Io corsi subito da lui, in sala, chiedendo che diavolo volesse significare. Lui sorrise "dai, facciamo finta che é carnevale... Non ti sei mai vestito da donna?"
Io ero confuso ma lui insistette parecchio: "dai, cosa ti costa? Sarebbe davvero divertente. È solo un vestito che poi dovrai togliere..." Alla fine, come sempre, riuscì a convincermi e, anche con poca voglia, indossai quei vestiti da donna. La gonna era larga ma corta, così da potermi muovere meglio. Misi il reggiseno ma trovai difficile allacciarlo, e infatti chiamai lui per farmelo attaccare. Quando entrò fece un fischio come se stesse vedendo una bella donna. "Questi vestiti ti stanno bene!" e scoppiò a ridere. Non gli chiesi dove li avesse procurati, ma notavo che le misure erano grandi, quindi sicuramente appartenevano ad una donna molto più grande di me. Non c'era la parrucca e nemmeno scarpe da donna. Le calze entrarono con facilità, e alla fine don Giorgio mi mise anche il rossetto che però si sbafò quasi subito. Insomma, ero pronto ad andare da lui in sala, anche se uscimmo insieme dalla cameretta. In sala da pranzo lui si sedette sulla poltrona non prima di assicurarsi un bicchiere di succo di frutta in mano. Poi indicò il tappeto e mi chiese di mettermi davanti a lui e di spogliarmi. Io ero imbarazzato e mi sentivo ridicolo, lui invece mi rincuorò dicendomi che ero bellissimo e che gli avrei fatto un gran regalo. Così iniziò a dirmi cosa dovevo fare: "allora, sdraiati a terra e gira!" Mi misi a terra sdraiato girandomi, ma ero impacciato, le calze larghe scendevano e la gonna mi intralciava. Lui continuava: "dai, girati sulla schiena e sulla pancia. Ora fermati e mettiti a 4 zampe..." Io mi fermai sempre più imbarazzato: "don Giorgio, ma non dovevo solo spogliarmi e masturbarmi?" Lui mi fermò: "certo, ma prima vorrei vederti mentre ti muovi vestito così" Io allora lo accontentai, e mi misi a 4 zampe. Fu allora che lui si alzò dalla poltrona e mi tirò su la gonna. Ero con il culo davanti a lui, ma indossavo ancora le mutande. Lui allora mi accarezzò dietro ma da sopra lo slip. Poi si rimise a sedere dicendomi di togliermi le calze. Lo feci velocemente, e lui: "no, no, più piano, lentamente". Feci del mio meglio, ma fui contento di togliermele, erano fastidiose! Quindi mi fece alzare e girare, e mi slacciò il reggiseno. Piano, piano stavo finalmente spogliandomi del tutto.
Lui mi faceva girare su me stesso, finché non mi alzò la gonna e mi guardò con la gonna alzata. Avevo lo slip che faceva intravedere già il mio rigonfiamento. Lui lo notò e mi chiese: "ti piace tutto questo?" e io con un fil di voce: "sì". E lui: "lo vedo. Sai cosa dovrai togliere ora?" e io: "la gonna". Invece lui mi sorprese, e da vero pervertito mi disse: "no. Dovrai toglierti le mutande restando con la gonna". Io allora non me lo feci ripetere due volte, avevo davvero voglia di farmi nuovamente guardare nudo da lui. Mi piaceva il suo sguardo e come mi desiderava. Così tolsi via lo slip, con la gonna che ricadde per coprirmi. Lui allora mi fece girare di schiena dicendomi poi di alzarmi la gonna. Io non esitai e lo feci.
Lui si alzò e mi accarezzò le natiche, stavolta nude. Poi si mise davanti a me e mi tirò su la gonna. Ovviamente avevo il pisello già in erezione, così lui me lo toccò per bene, tutto. Dalla base salì fino alla punta, per poi riscendere toccandomi anche le palle. Poi mi disse di sedermi sulla poltrona. Io lo feci. Mi fece nuovamente alzare la gonna e mi fece mettere le gambe sui braccioli della poltrona, così da farmi stare a gambe larghe e con il pisello ben in vista.
Lui si inginocchiò e mi toccò le gambe, le accarezzò a lungo e mi disse: "ora masturbati, porco!" Quella frase mi fece sorridere, ma vidi che lui si era fatto serio, avevo capito che si era eccitato quasi quanto me. Io presi il mio pisello e iniziai a masturbarmi col mio solito modo di fare. Lui mi fermò: "no, tesoro, non così... Devi andare lentamente o rischi di venire subito". Io continuai lentamente ma ogni tanto rompevo i silenzi dicendo: "don Gió, non l'ho mai fatto davanti a nessuno", lui mi rispose continuando ad accarezzarmi le gambe e a volte anche i piedi: "infatti, lo so, e mi fa onore questa cosa". Dopo un po', mentre continuavo mi chiese una cosa che non mi aspettavo: "tesoro, solo una volta, ti posso leccare il pisello?" io non volevo, infatti gli risposi di no. Lui allora cambiò proposta: "allora posso dargli un bacio?" A me non andava rispondergli nuovamente di no, e così lo lasciai fare. Lui si avvicinò e mi diede un bacio sulla punta bollente del mio pisello durissimo. Ebbi una sensazione incredibile, nessuno mi aveva mai baciato il pisello, ovvio, e questa cosa mi piacque tantissimo, così mi venne la curiosità di sapere come era farmelo leccare. Dopo il suo caldo bacio gli dissi che poteva dargli una leccata. Lui allora si avvicinò, io tolsi la mano, e lui mi leccò il pisello tutto dal basso verso l'alto. Io sospirai con piacere, la sensazione mi piacque davvero tanto. Gli chiesi di leccarmelo ancora una volta. Lui lo fece, stavolta non si limitò a leccarmi solo il pisello, ma anche le palle e le cosce. Mentre mi leccava i piedi io diedi gli ultimi tocchi e venni come un vulcano. Lui guardava tutto lo sperma che fuoriusciva copiosamente.
Così mi sussurrò: "ohhh bravo il porco... Ora spalmati lo sperma sulla pancia..." Lo feci dopo aver goduto con piacere, fu davvero bellissimo. Restammo così senza dirci nulla. Poi lui si alzò e mi disse che dovevo andare a lavarmi. Prima mi diede dei fogli di scottex per togliere lo sperma dalla pancia. Ricordo che sporcai anche la poltrona.
Fu davvero una bella goduta, eravamo entrambi sudati dall'emozione e dall'enfasi. Mi lavai il pisello dal lavandino del bagno, lui poi venne ad asciugarmelo. Poi mi aiutò a togliermi anche il rossetto. Fu un bellissimo pomeriggio che non ho mai dimenticato.

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