Stetoscopio e sesso - "It ends with us" libro di Colleen Hoover

 Di libri piccanti ne leggo parecchi.

Ma mai mi era capitato di trovare una scena di sesso con lo stetoscopio, in un libro che piccante non è!



Ce lo si poteva immaginare per la divisa chirurgica, considerato che uno dei personaggi è un neurochirurgo, ma lo stetoscopio è stata una sorpresa.

Nel testo ci sono alcuni rifermenti prima di arrivare a questa scena, in cui lei esprime chiaramente preferenza per la divisa del chirurgo.

Abbiamo svariate fantasie qui.. a voi trovarle tra queste righe..

Al di la di questo, vi consiglio questo libro per il tema trattato, cioè la violenza nelle relazioni di coppia.

Letteralmente ti "asfalta" davvero. 

Video con qualche foto- steto mia e testo.




Si mette lo stetoscopio nelle orecchie, premendomi il diaframma contro il petto, poco sopra il cuore.

"Come mai hai il battito così accelerato?"

Mi stringo candidamente nelle spalle. 

"Potrebbe essere colpa tua, dottor Kincaid"

Mollando l'estremità dello stetoscopio, mi solleva e mi adagia sul divano. 

Allargandomi le gambe, si inginocchia al centro, auscultandomi di nuovo e sostenendosi con l'altra mano.

"Novanta battiti al minuto, direi."

"Va bene?"

Si sdraia sopra di me. «Sarò soddisfatto quando arriveranno a centoquaranta.»>

Sì. Se arrivano a centoquaranta, anch'io sarò soddisfatta.

Mi appoggia la bocca sul petto e chiudo gli occhi quando sento la sua lingua che mi esplora il seno. Ryle si impossessa del mio capezzolo, senza mai staccare lo stetoscopio. 

"Ora sei a circa cento" 

Rimettendoselo intorno al collo, si allontana per sbottonarmi i jeans. Dopo avermeli tolti, mi gira sullo stomaco, con le mani oltre il bracciolo del divano. 

"Inginocchiati" ordina.

Obbedisco e, prima ancora che mi sia sistemata, sento di nuovo il freddo metallo dello stetoscopio sul petto, questa volta con il suo braccio avvolto intorno a me da dietro. 

Resto immobile mentre mi ausculta. Con l'altra mano si insinua tra le mie gambe e poi sotto le mutandine, poi dentro di me. Afferro il bracciolo, ma mi sforzo di ridurre i gemiti al minimo. 

"Centodieci", annuncia, ancora contrariato.

Mi avvicina a sé, quindi si libera della divisa chirurgica. Mi stringe un fianco con una mano mentre mi sposta lo slip con l'altra. Infine, mi possiede fino in fondo.

Sono disperatamente aggrappata al divano quando si ferma per auscultarmi di nuovo il cuore. 

"Lily", dice con finta delusione "Centoventi. Non ci siamo"

Lo stetoscopio sparisce e il suo braccio mi circonda la vita. Le sue dita mi scivolano lungo la pancia, indugiando tra le cosce Non riesco più a tenere il ritmo. 

A malapena mi reggo sulle ginocchia. Ryle mi sostiene con una mano e mi distrugge nel miglior modo possibile con l'altra. 

Quando comincio a tremare, mi solleva finché la mia schiena incontra il suo torace. E ancora dentro di me, ma concentrato sul mio battito, spostandomi lo stetoscopio sul petto.

Quando mi sfugge un mugolio, mi sussurra all'orecchio: «Sssh! Niente versi»,

Non ho idea di come superare i prossimi trenta secondi senza far rumore. Imprigionandomi nella stretta del suo bicipite, con la mano libera continua a fare la sua magia tra le mie cosce. È ancora dentro di me e cerco di muovermi, ma è solido come una roccia mentre il mio corpo vibra. 

Con le gambe tremolanti, tengo le mani lungo i fianchi e mi aggrappo ai suoi quadricipiti, perché devo far appello a tutte le mie forze per non urlare il suo nome. 

Sto ancora vibrando quando mi solleva la mano e mi posa il polso sul diaframma. 

Dopo diversi secondi getta lo stetoscopio sul pavimento. 

"Centocinquanta", annuncia con soddisfazione. 


tratto da "It ends with us" Colleen Hoover

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