La scuola cattolica - scene e punti di vista

Nel video della scuola cattolica ho brevemente spiegato di che cosa parla il film.


È ovviamente legato ai fatti del massacro del Circeo fatti che ormai praticamente tutti conosciamo.
Due ragazze molto giovani, Donatella e Rosaria che vengono rapite e abusate da tre giovani della Roma "bene".
Sopravvive solo Donatella ed è quindi grazie a lei che conosciamo tutta la storia e tutto quello che è accaduto.
E chiaro che sia terribile quello che è successo a queste due ragazze, e in quella lunga notte e in tutto quello che quei tre ragazzi hanno fatto su di loro, non c'è bisogno di dire che troviamo un sadismo che tanto latente non era e potremmo trovare altre mille parafilie, a questo punto decisamente con la parola disturbo, scritto davanti.
Un compagno di classe di questi tre ragazzi che in una notte decidono di far diventare i loro pensieri azione, scrive un libro ( che ho comprato ma non ancora letto).
Da questo libro si arriva al film “la scuola cattolica” per l’appunto.
Il film a molti non è piaciuto ( forse ci si aspettava si soffermasse di più sulla storia delle ragazze) perché si snoda nel contesto sociale dell’epoca, facendoci conoscere la vita dei ragazzi di questa scuola.
A me è piaciuto molto, perché io ci colgo un senso molto personale in alcune scene.
E’ il 1975 che non è proprio uguale all'anno in cui ero adolescente cioè il 1990 ma il contesto è molto molto similare a quello che vivevo io .
Vivere in una famiglia cattolica, in chiesa tutte le domeniche, la preghierina della sera, a tavola tutti insieme e quel cazzo di telefono che per parlare ti sentivano tutti perché c'era uno solo posizionato nel corridoio al centro della casa ed era proprio messo dove passavano tutti quindi zero privacy.
In tutto questo contesto molto bigotto accadevano ovviamente cose che non si ammettevano ma erano praticamente sotto gli occhi di tutti.
Ci sono alcune scene che mi sono particolarmente rimaste impresse.
Quella che sicuramente mi rappresenta meglio e credo rappresenti molti di noi è una scena in cui si vede una ragazzina che sta diciamo esplorando i piaceri.
E’ sera e lei adolescente condivide la camera con la sorellina.
Sono entrambe a letto, ma i pensieri sono decisamente diversi.
Mentre l’adolescente è intenta a raggiungere qualcosa di ancora sconosciuto per la sorellina ecco che
la mamma a un certo punto entra in camera. Ovviamente non bussa, non si annuncia, entra e basta.
Si siede sul letto della sorellina piccola e le fa dire le preghierine, mentre l’adolescente deve necessariamente ritardare il piacere.
Quando ci sei dentro non ci pensi ma se guardi la scena da fuori il contrasto tra sacro e profano è evidente.
Abbiamo la ragazzina in età adolescenziale che si masturba mentre la mamma dice le preghierine con la più piccola ed era esattamente così.
Telefono che abbiamo detto prima a parte, davvero non c'era possibilità di privacy e nemmeno te la lasciavano perché entravano in stanza in continuazione.
Un'altra scena molto forte è quella del bullismo che racchiude se così possiamo dire un primo approccio alle parafilie.
Parliamo di un soggetto masochista che viene bullizzato dai compagni.
In particolar modo si finge una scena di flagellazione, e il ragazzo in questione è visibilmente eccitato.
Peccato lo sia davanti praticamente a tutta la classe fortunatamente maschile.
Tra l'altro la scenetta che mettono in pratica per simulare questa flagellazione è sempre collegata alla religione.
Quindi anche qui contrasto.
Poi non poteva mancare la classica scena di “spanking” dove il ragazzino che combina un casino a scuola viene prima sgridato e poi menato con la cintura dal padre. Un classico proprio.
Non so adesso se è ancora così ma un tempo, si era soliti fare “la pizzata” di fine anno scolastico.
Ci si ritrovava in una pizzeria, insegnanti e studenti, e si cenava insieme festeggiando la fine dell’anno.
Il bello era cosa succedeva fuori dalla pizzeria mentre la cena era in corso.
Sbaciucchiamenti vari, ma anche strusciamenti e chi più ne ha più ne metta.
Ecco c’è una scena del film molto simile.
Seduti ad una tavolata a cena.
Esce lui, poi esce lei.
E lei rientra a tavola che vergine non è più.
E il giorno dopo lui però sta con un altra.
Ecco si sente tutto. L’adrenalina del momento, la voglia, la passione di un attimo ma pure la cocente delusione del dopo.
Queste sono le scene che riguardano gli adolescenti.
Vediamo adesso le scene che riguardano gli adulti
Adulti che mandano i figli in scuole cattoliche ovviamente.
Le scene sono le classiche quindi da una parte abbiamo la milf col toy.
Peccato che il toy sia il compagno di classe del figlio.
Figlio che becca la mammina in flagranza di reato.
E che dire di quel padre che passa più tempo con i giovani studenti che si porta a casa, che non con i suoi figli.
Come nascondere l’indole gay tra quattro mura, mentre tua moglie taglia le rose.
Arriviamo al punto.
Cresciuti con questa patina di insana ipocrisia ci siamo fregati il cervello.
Da che mondo e mondo, anno e anno, si fanno cose e ci sono le devianze più disparate.
Ma nascondiamo tutto sotto il tappeto che lasciamo all’entrata in bella vista, non so se mi spiego.
Lo facciamo da sempre.

Il podcast di questo è qui punti di vista


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