Devotee - la passione per la disabilità

 


Vi sarà capitato di sentire qualcuno che prova attrazione per la disabilità.

E’ un argomento tabù qui in Italia.

Siamo in un paese che ancora fatica a riconoscere la consapevolezza sessuale nella persona diversamente abile, figurarsi parlare di preferenza sessuale verso l’handicap.

Ma chi sono i devotee?

Siamo sempre nel mondo delle parafilie e il “devotismo” denota appunto l’interesse sessuale verso l’handicap e/o i suoi ausili ( stampelle carrozzina ecc.).

Fate attenzione quindi perché qui c’è la differenza.

Non è preferenza sessuale per il disabile, ma per l’handicap o la menomazione fisica che la persona disabile ha.

E’ questo che crea eccitazione, nella maggior parte dei devotee, ma ovviamente il tema è talmente complesso e ricco di sfumature che non è per tutti così.

La prima distinzione che possiamo fare è partire da questa parafilia che ha diverse categorie.

Usiamo le famose etichette che tanto odio ma ci aiutano a capire.

Vi è mai capitato di vedere quelle persone che aiutano sempre i disabili, che si iscrivono ad associazioni di volontariato e ci vanno costantemente, quelli che lavorano solo con i disabili?

Conosciamo tutti qualcuno così!

Persone che si attengono alle norme sociali ma rispettano e hanno ammirazione per i diversamente abili.

Ecco chi si ritrova in questa categoria è un Admirer, un semplice ammiratore.

Fin qui niente di male, perché il comportamento non è ossessivo.

Adesso ci addentriamo in alcune parafilie che possono sfociare in vere e proprie patologie.

I Pretender ( che significa fingere), questi chi sono?

Sono persone che non sono disabili ma fingono di esserlo. Hanno magari comportamenti bizzarri e se lo fanno pubblicamente vengono aspramente giudicati dalla società.

Si differenziano dai Wannabe (che significa vorrei diventare) perché anche in questo caso sono persone non disabili ma che vorrebbero diventarlo e sono disposti a qualunque cosa pur di soddisfare questa pulsione.

Se vi ricordate nel dizionario di Ernest se ne parlava riferito agli amputati.

Avrete sicuramente sentito di quelle persone che si fanno amputare un arto senza averne bisogno.

E’ ovviamente illegale, ma ci sono medici compiacenti che lo fanno.

In ultimo ci sono i Devotee (devoti appunto) coloro che sono attratti in termini sessuali da persone disabili e ausili vari.

Diventa patologico nel momento in cui l’attrazione è indirizzata solo verso l’handicap, la menomazione, e non verso la persona disabile.

Possiamo ben considerare la menomazione o l’ausilio come un feticcio.

Possono essere ossessivi nel cercare immagini dell’handicap o ausilio che preferiscono, possono essere ossessivi nel cercare incontri, usano internet per fare questo e anche per condividere immagini con altri devotee.

A volte è un’ossessione al di fuori del controllo della persona.

Per sedare queste ossessioni frequentano disabili, tramite volontariato, o scelgono un lavoro che li porti in quella direzione.

Ma esattamente ci si chiede, per cosa si eccitano?

Si eccitano non con i tacchi o i piedi, ma con una protesi, con un gesso o con una gamba che non c’è. E’ una pulsione sessuale verso qualcosa di inanimato riconducibile al disabile, ma non verso il disabile stesso.

Anche con il moncherino di una persona amputata, o su quello che manca.

Le fantasie sessuali sono le più diverse, che possiamo racchiudere anche nell’accudimento, portare il disabile al bagno, dargli da mangiare, lavarlo pettinarlo, ma trattandolo come un oggetto.

Si eccitano per le difficoltà di movimento, per il fatto che il disabile dipenda e non possa fare le cose normali di tutti i giorni in autonomia.

Ci varie tipologie di devoti:

Caster amante dei gessi

Amputee amanti degli amputati

Loverpolio amanti dei poliomelitici

Loverwhellchair amanti delle sedie a rotelle

Lovercrutch amanti delle stampelle

Ma credo potremmo continuare all’infinito, possiamo racchiudere nel termine abasophilia tutta la predilezione per ausili, protesi, sedie a rotelle insomma chi è attratto da disabili che usano queste cose.

Teniamo presente che le sfumature sono sottili quindi un devotee può anche essere un pretender o un wannabe. Ci si può sovrapporre.

Altri tipi di attrazione che possiamo trovare sono per gli ustionati, per specificatamente  emi para tetra e quadriplegici, nonché per la malattia mentale, per coloro che sono in psichiatria. E’ un mondo infinito.

La maggior parte dei devotee sono Amplover. Amanti degli amputati o meglio delle amputazioni.

E qui si apre un mondo.

Le parafilie davanti a cui ci troviamo sono le seguenti:

Acrotomofilia, cioè colui che prova interesse sessuale verso le persone amputate.

Apotemnofilia, che se non resta solo desiderio, viene proprio considerata come un disturbo patologico perché lo è. Desiderio su base erotica e sessuale di avere uno o più arti amputati o di apparire come se così si fosse.

Questa parafilia viene associata ad un disturbo che prende il nome di BIID, cioè disturbo dell’identità dell’integrità corporea.

Fingersi ingessati, in sedia a rotelle, bendarsi come per simulare l’amputazione.

Borneman ne aveva parlato molto dettagliatamente già nel 1988.

Nel suo dizionario distingueva queste 5 varianti:

  • attrazione di natura sessuale per le persone amputate; questa prima variante ci dice che la letteratura scientifica conosce numerosi casi di questo tipo, e sicuramente ne avrete sentito parlare. Quasi sempre nel vissuto del soggetto si trova una persona amputata (o quantomeno che lo sembrava) e questo tipo di feticismo ha un singolare legame con l'omosessualità; i feticisti dell'amputazione si trovano in maggioranza soggetti fissati su persone amputate dello stesso sesso.

  • feticizzazione dell’amputazione in sé. Il feticista di questa categoria raccoglie fotografie di amputazioni di un tipo ben determinato (per esempio avambraccio sinistro ma non quello destro) e le usa come feticci. Personalmente non ho mai conosciuto nessuno che cerca foto di questo tipo.

  • desiderio di farsi amputare un arto. Ogni chirurgo ha conosciuto qualche feticista di questo tipo. Passano da un medico all'altro chiedendo con un pretesto che venga loro amputato un arto in sé perfettamente sano;  qui è presente anche più di una componente masochistica.

  • tentativo di dare l'illusione di essere amputato. Il caso di persone fisicamente sane che, per mezzo di bendaggi, cercano di dare l'impressione di essere amputati.

  • desiderio di spaventare altre persone mostrando un'amputazione ( sia essa reale o no); quindi quei sadomasochisti che hanno bisogno di qualcuno per valorizzare la propria amputazione; questa persona deve essere spaventata dall’amputazione e ciò spesso basta a provocare l'orgasmo del soggetto. Possiamo trovare in questa modalità un mix di cose, dall'esibizionismo dell'amputazione, a una componente masochista, al desiderio di suscitare ribrezzo e una componente sadica nel desiderio di spaventare l'altra persona.

Si può ben dire che non è certo una parafilia che nasce ora anche se ancora se ne parla poco e con mille dubbi morali.

Vi consiglio questo articolo di breve lettura

https://abcnews.go.com/Primetime/Health/story?id=1806125&page=1

Nei gruppi online lo scambio di materiale tra foto e filmati, tra amputazioni preferite, amputati che vendono i loro video o immagini, è cosa ormai risaputa.

Ci sono sigle e modalità di richiesta a seconda di quello che piace.

Singola amputazione, doppia amputazione, sopra il ginocchio, sotto il gomito, tripla amputazione, polso disarticolato e via dicendo. A ognuno piace quel che piace. Un piccolo gruppo di devotee predilige amputazioni agli occhi.

Vi lascio questi due articoli che ne parlano bene con tanto di tabelle.

https://www.bizzarrobazar.com/2009/08/20/acrotomofilia-apotemnofilia/

https://www.abilitychannel.tv/devotee/#:~:text=Esistono%20inoltre%20varie%20tipologie%20di,etc.

Questo era per darvi una panoramica, quello che piace a me ve lo dico ora.

Attratta dai disabili da sempre. Da immagini e ausili da sempre. Se avete letto il libro sapete che è anche il mio lavoro. Il mio primo ragazzo era disabile, mio marito lo è, molti miei conoscenti alcuni amici lo sono. Posso essere considerata un admirer da un punto di vista sociale e una devotee a metà perché poi mi butto su un punto di vista più sentimentale, perché non mi eccitano mai gli handicap e le menomazioni, quanto più è per me sempre una forma di preferenza erotica legata all’accudimento, modello crocerossina. Ma mi piace in partenza, quando conosco qualcuno, poi mi rendo conto della sofferenza e del dolore che una disabilità porta con sé e passata l’attrazione iniziale, comprendo realmente quanto sia difficile. Questa consapevolezza è arrivata con tempo, esperienza ed crescita. Le mie pulsioni restano, ma non ci cado più come quando ero ragazzina.

La sindrome da crocerossina ma poi conosciuta come sindrome di Wendy ( da Peter Pan), mi ha colpito a metà, come per una parte devotee, perché poi il mio egoismo prende il sopravvento.

Ma chi è la crocerossina? Colei che mette in atto comportamenti materni, protettivi ed accudenti, allo scopo assecondare e gratificare il partner, tende ad accudire, proteggere, soddisfare andando a discapito anche dei propri bisogni pur di soddisfare quelli dell’altro, che sia partner, amico ecc.

Questo per quanta riguarda la realtà.

Nelle mie fantasie, be che ve lo dico a fare, non c’è regola. Ma se vorrete lo scoprirete ascoltando un romanzo quando lo metterò in podcast, oppure leggendo il libro dove ne ho parlato.

Chiudiamo con questo ultimo trafiletto che ho trovato sul web, che colpisce come un macigno, vi metto l'intro se volete leggerlo cliccate sul link.

E’ il 16 aprile 1986, Monica ha 16 anni, nella sua classe arriva un compagno disabile e per lei tutto cambia. Si sente così spaesata scoprendo quello che le sta capitando, perché ancora non lo sa che non è l’unica, che non è sola, ma lo scoprirà presto, mentre scrive sul suo diario queste parole..

https://www.uildm.org/wp-content/uploads/2010/03/devotee.pdf

Concludo dicendo che non vedo questo fenomeno, questa parafilia , come bianca o nera giusta o sbagliata. E’ ricca di sfumature e l’essenziale come in ogni preferenza erotica, in ogni rapporto, è che le parti siano adulte, consenzienti e oneste tra loro.

Non vedo sfruttamento, non vedo malevolenza solo perché si parla di categorie sensibili e questa associazione è sempre dietro l’angolo.

Ho conosciuto diversamente abili che cercano i devotee e non il contrario.

Come in ogni cosa se si è in accordo che male c’è? Basta saperlo ed essere chiari.

Commenti

Post popolari in questo blog

Gli anfibi di Marta - racconto ballbusting

La sposa - racconto solletico by MariaGiovanna

Un baby /Incontro DL