Senza ragione - incel e stragi- Alek Minassian
Senza ragione – Alek Minassian
Vittime
Beutis Renuka Amarasinghe, 45
Andrea Bradden, 33
Geraldine Brady, 83
So He Chung, 22
Anne Marie D'Amico, 30
Mary Elizabeth Forsyth, 94
Chul Min "Eddie" Kang, 45
Ji Hun Kim, 22
Munir Najjar, 85
Dorothy Sewell, 80
Nel 2021 è morta anche Amaresh Tesfamariam per via delle ferite subite nell'attacco di anni prima, facendo così salire a 11 il numero di morti.
In questo caso abbiamo 15 feriti. E lo ripeto doverosamente i feriti sono persone che hanno subito sofferenza fisica e mentale e che ad oggi probabilmente ancora portano i segni di quello che hanno vissuto. Non dimentichiamo chi ruotava attorno alle vite di queste persone sia dei feriti che delle vittime ( partner genitori parenti amici ). La mancanza resta così come la difficoltà di superare una tragedia del genere.
Partiamo dal fatto che dopo tutto quello che farà, Alek non muore.
Non si suiciderà come Elliot e Chris.
Quindi Alek ad oggi è ancora vivo ed è in prigione.
Una seppur piccola vittoria per le vittime e per chi resta. Il colpevole questa volta è stato punito.
Condannato all’ergastolo.
Che cosa ha fatto Alek e chi è?
Vive da sempre con i genitori.
Molto solitario, pochi amici.
Nel suo caso si parla di Asperger, spettro dell’autismo. Diagnosticato. Nel caso di Chris la madre lo diceva ma non ho trovato collegamenti reali.
Anche lui vittima di bullismo come Elliot e Chris, anche lui difficoltà a scuola, anche lui come Chris in classi per bambini con bisogni speciali.
Come per Elliot, in adolescenza arriva il pc e il mondo dei giochi online diventa anche per lui luogo perfetto.
Però Alek ha una marcia in più sui pc. Naturalmente portato per l’informatica, il suo lavoro in futuro sarà proprio questo. Sviluppatore di software.
Ha avuto il sostegno dei genitori che gli hanno messo a disposizione tutto ciò che di educativo poteva servire in considerazione dell’autismo, ha avuto il sostegno della scuola, grazie a questo in questo campo è stato sempre brillante.
Navigare online in solitudine gli riusciva non solo facile ma gli riusciva anche molto bene.
Ma la vita reale non è online, lo sappiamo.
Anche lui come Chris si arruola nell’esercito, ma chiede di essere congedato sedici giorni dopo. Impossibile per lui adattarsi a quella vita.
Anche Alek era assiduo frequentatore di 4chan, sito che abbiamo già incrociato parlando di incel e Elliot e Chris.
Alek però non compra nessuna arma, affermerà poi di non sapere come fare, non scrive nessun manifesto, lui vive di fantasia e online.
La fantasia di sparare a qualcuno inizia in adolescenza. Con l’arrivo di internet e la possibilità di venire a conoscenza di altre sparatorie, le informazioni non fanno altro che alimentare queste sue fantasie sugli omicidi di massa.
Nominerà anche lui, come Chris fece nel suo manifesto, il massacro alla Columbine e Cho Seung-hui e ovviamente Elliot.
Ma adesso veniamo alle azioni, cosa fa Alek?
Il 23 aprile 2018, in questo caso siamo a Toronto, Alek che ha 25 anni e la possibilità di un nuovo lavoro che inizierà pochi giorni dopo, decide di noleggiare un furgone.
Poi pubblica un post su fb che recita:
(Confidenziale) Soldato semplice Minassian Reggimento 00010, desidero parlare al Sergente 4chan per favore. C23249161. La Ribellione Incel è già iniziata! Spodesteremo tutti i Chad e le Stacy! Tutti acclamino il Gentiluomo Supremo, Elliot Rodger!
Col furgone Alek precorrerà circa 1,5 km tra carreggiata e marciapiede uccidendo o ferendo intenzionalmente tutti coloro che incontrerà sul suo percorso.
Come un videogioco. Più persone prendi più vinci? Se no non si spiega.
Alla fine della sua corsa Alek cercherà di farsi sparare ( ricordate, la sua arma è il furgone, lui non ha una pistola con sé), ma verrà arrestato.
Sul momento uccide 10 persone. Ne ferisce 16.
26 vite che cambiano per sempre per mano di Alek.
Ma perché Alek fa quello che fa?
Il motivo è lo stesso di Chris, lo stesso di Elliot.
“Sono incel faccio parte di un movimento ribelle, sono vergine e non ho mai avuto una ragazza. Non ho mai fatto sesso. Sono stato in contatto con Elliot e Chris prima dei loro attentati” La solita formuletta insomma.
Cosa che poi ritratta tra l’altro.
Ma la verità dove sta?
Anche in questo caso non lo sapremo mai.
Sappiamo sicuramente che per Elliot aveva un’ossessione, che ha letto il suo manifesto molte volte, che lo nomina diverse volte.
Ha specificato che durante l’attacco avrebbe voluto colpire donne più giovani e attraenti.
Ma ha anche detto che cercava notorietà, che era in ansia per il nuovo lavoro.
Sono tutte motivazioni che mi sembrano, scusate la personalissima opinione, futili.
Anche perché se guardiamo anche all’età delle vittime dove sono le donne giovani e attraenti che tanto odi perché guardano gli altri e non te? Pianifichi e poi tiri sotto col furgone i primi che trovi?
Ma dico io ragioniamo. Se sono incel e odio le donne a tal punto da volerle morte, a tal punto da voler morti gli uomini che le conquistano, pianifico una strage in tal senso, non a caso. Qui ha ucciso quelli che ha trovato per strada.
Emulatore? Imitatore?
E’ ancora un volersi conformare a qualcosa perché si è terribilmente soli perché si vuole far parte di qualcosa che ok sicuramente accomuna ma è irrazionale. Pensare che vado in giro ad ammazzare la gente perché non ho quello che secondo me, merito?
Il motivo resta per me è quella sottile linea tra pensiero e azione che non si riesce più a controllare, che improvvisamente viene meno dopo anni di solitudine, inquietudine, bullismo.
E’ odio, forse anche per le donne, ma non solo. Viene nutrito anche da quello ma non è solo quello.
E’ un dolore che ti porti dentro da troppo e sfocia così.
Credo che se anche lui come Chris o Elliot avesse avuto libero accesso alle armi sarebbe finita peggio. Molto peggio.
In una conversazione tra Alek e un detective riguardo all’argomento donne, racconta alcune cose che riporto qui.
Ci tengo a sottolineare che non mi è piaciuta questa conversazione perché sembra quasi che il detective cerchi di fargli dire alcune cose. Gli metta in bocca parole in un discorso che quasi sembra preparato. Di fatto la maggior parte del tempo Alek risponde sempre e solo “si”. Non argomenta se non per “frasi fatte” e copiate.
Alek racconta:
“Ad Halloween del 2013, stavo partecipando a una festa in una casa. sono entrato e ho tentato di socializzare con alcune ragazze, ma tutte hanno riso di me e hanno invece tenuto le braccia dei ragazzi grandi.
Mi sono sentito molto arrabbiato perché mi consideravo un supremo gentiluomo. Ero arrabbiato perché avrebbero dato il loro amore e affetto a bruti odiosi”
Sembra una copia del manifesto di Elliot sotto certi aspetti. Ritornano parole con poco contesto “bruti, gentiluomo” ecc.
“Ho iniziato a pensare che non è giusto che certi ragazzi non ricevano amore e affetto dalle ragazze.”
Allora il detective chiede “certi ragazzi?”
“Come me che sono, che sono molto carini e si comportano da gentiluomini.”
E il detective ancora dice “hai trovato altri ragazzi come te?”
“Ecco... so di molti altri ragazzi su Internet che si sentono allo stesso modo, ma li considererei troppo codardi per agire sulla base della loro rabbia”
Codardi quindi.
Se sei un Incel e non agisci sei un codardo.
Ci sarebbe molto da dire sulle vittime.
Su come si siano sentite al momento e su come abbiano passato gli anni dopo.
C’è una storia tra tutte che ci ricorda che per chi resta ferito la vita cambia drasticamente.
Parliamo di Amaresh che al momento dell’attentato aveva 62 anni e da quel giorno trascorrerà la sua vita in un letto d’ospedale, paralizzata.
E ci morirà in quel letto tre anni dopo la strage.
Faceva l’infermiera ed era determinata a vivere. Determinata a riprendersi la sua vita, una vita che non sarebbe più tornata, quella vita per cui tanto aveva combattuto e che Alek le ha negato.
Perché questo fanno le stragi. Distruggono vite, ne cambiano altre.
Spero che Alek non esca più da quella cella e che rifletta ogni giorno sulle sue azioni. Che si guardi dentro e trovi le vere motivazioni di quel gesto perché l’odio per le donne, volere la notorietà, l’ansia, non sono motivi sufficienti per quelle vite che si è preso. Quelle vite su cui si è arrogato diritti che non aveva.
un gentiluomo porge il braccio per far rialzare una donna, non la spinge a terra solo perché non può averla.
Link interessanti su Alek:
https://torontolife.com/city/man-behind-yonge-street-van-attack/
https://www.cbc.ca/news/canada/toronto/van-attack-nurse-tesfamariam-speaks-out-1.6252848 link alla storia della vittima
https://toronto.ctvnews.ca/alek-minassian-tells-police-about-his-feelings-towards-women-1.4612878 link intervista
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