Ematofilia - la passione per il sangue

 



Partiamo col dire che questa parafilia, bizzarria o semplicemente passione fa parte come per alcune altre che ho descritto, di quello che viene chiamato in inglese edge play varrebbe a dire tutte le pratiche non sicure.

Ripeto non sicure.

Lo dico prima di fare tutto il discorso su una pratica che mi affascina da sempre e non perché mi ecciti sessualmente ma perché anche questa la trovo così originale che mi attrae, ed è la passione per il sangue.

Ripeto ancora una volta non sicuro e poi la chiudo qui.

Non sicuro non significa che non possiamo praticarla ma solo che dobbiamo prestare molta attenzione.

Proseguiamo perché cercando tra i libri, sul web io trovo confusione.

Il meglio per me è stato ascoltare un paio di persone che la vivono.

Un ragazzo e una ragazza. Molto giovani e molto diversi tra loro.

Si perché non nego che ho fatto parecchia fatica a trovare qualcuno con questa passione che volesse quantomeno scambiare due parole su questa cosa.

Alcune cose che dirò arrivano anche dai discorsi fatti con loro.

Cominciamo col fare tutte le distinzioni del caso.

Io l'ho sempre sentita nominare col nome di ematofilia, in inglese blood play.

Giocare col sangue. Attrazione per il sangue.

Viene spesso associata al vampirismo e rientra se così possiamo dire nel bdsm.

Ma in che modo piace il sangue?

Cosa si fa col sangue?

Quello che esattamente si può fare con qualsiasi altra cosa fuoriesca dal nostro corpo.

Solo vederlo colare, sgocciolare oppure toccare, spalmare, sentirne l'odore, ma anche berlo o ciucciarlo, farci un bagno, estrarlo. L'ingestione prende il nome di ematofagia.

Il classico prelievo del sangue, suvvia l'abbiamo fatto tutti un prelievo del sangue. Anche questo.

Insomma il blood play racchiude tutte quelle pratiche che provochino la fuoriuscita del sangue.

Come? Tramite tagli, aghi, percing. Ma non solo. Se uno avesse qualche passione bdsm che ne provocasse la fuoriuscita, sarebbe un'altra strada per arrivarci. Immaginiamo frustate, morsi, graffi.

Ovviamente le ferite sono inflitte o auto provocate a seconda del piacere della persona.

Questo non significa che chi ha questa preferenza sia per forza o sadico o masochista intendiamoci.

Il ragazzo con cui ho parlato, che ovviamente sta studiando in ambito sanitario, (strano è), parla di piacere nell'estrarlo proprio con laccio emostatico e una siringa , nel vederlo, nel sentirlo caldo. Il gioco è fare un prelievo e che qualcuno prelevi sangue a lui. Tutto qui. Niente scenari horror. Tutto molto tranquillo ma per i due coinvolti che hanno la stessa passione, eccitante. Lui ha confessato di farsi anche i prelievi da solo.

In che altro modo da soli?


Da nuova enciclopedia sessuale – Pedrazzi:

Sangue il solo pensiero mi eccita, lo amo. Io non mi ferisco da sola, mi piace il gusto e l'odore del sangue.

La vista del sangue mi da una scarica estrema anche le immagini o il colore rosso”


Anche le immagini, ci dice la protagonista di questa testimonianza. Quindi confermava il ragazzo, anche qualche scena particolare se la si trova in video.

Chiedo quindi “porno”. Rari dice lui. E non soddisfano a pieno.


Ma come ci si eccita con questa passione?

Partiamo sempre da qualcosa di mentale, il sangue funziona da “stimolante sessuale” per arrivare all'orgasmo, o in associazione ad altre pratiche se abbiamo un partner o più di un gioco.

Cataloghiamo, proviamo ma ricordiamoci che non c'è mai qualcosa di assoluto, tutto può essere “mescolato” a seconda delle preferenze.

Parliamo di:

Auto - emofeticismo quando c'è solo la vista del sangue senza ingestione

Auto - vampirismo quando ci si immagina come un vampiro ( ma non sempre) e si ingerisce il proprio sangue

Vampirismo completo o ematolagnia come auto - vampirismo ma si ingerisce anche il sangue altrui.


Quando si comincia? Presto molto presto. Anche da bambini.


Ecco uno stralcio dal web.

Il sangue mi ha sempre eccitato.
Fin da piccola.
Ricordo che quando mi chiedevano cosa mi sarebbe piaciuto in assoluto, rispondevo.. “Vorrei essere in una vasca piena di sangue”.
Effettivamente a 9 anni non è normale. Non che a 45 sia diverso. Ma almeno in questo sono rimasta coerente.

Ha un fascino che mi sballa
Il suo odore mi trapassa il cervello.
Quando vedo sul mio corpo, appena segnato che sia dalla punta di una frusta, di un cane, una goccia che scivola…le mie endorfine iniziano a ballare impazzite.

So che è pericoloso giocarci.
Molto.
Da fare solo ed esclusivamente non con una persona scelta a caso.
Ma con colui che conosci bene.
Con cui hai conoscenza, fiducia, affetto.
A cui affidi davvero il tuo corpo al 100% oltre alla tua mente.

Autrice Dolce Domina”


Proviamo a pensare in che modo il bambino (parliamo di pubertà quindi 10-14 anni circa) può venire in contatto non solo visivo, col sangue.

Può essere per incidente, per necessità.

E se cominciasse ad esserne interessato, attratto, sono pochi i modi in cui un bambino potrebbe riuscire a reperirne (diciamo così) . Potrebbe così iniziare questo auto vampirismo. Tagliarsi e ingerire il proprio sangue.

Da non confondere con l'autolesionismo. Questo è fatto per provocarsi piacere.

Un altro modo può essere il sangue di un animale, domestico magari. ( questo genere prende il nome di ematozoofagia e siamo già nel clinico)

Infine il bambino diventato ragazzo e poi adulto trova modi (legali o illegali che siano a seconda di parafilia/disturbo parafiliaco) per procurarsi il sangue.


Riguardo ai tagli leggiamo sempre da Pedrazzi questa testimonianza

Quando ero giovane circa 13 anni ho iniziato a tagliarmi quando mi sentivo giù. Questa è la motivazione originale. Cresciuta, ho capito che mi piaceva vedere uscire il sangue. Mi piace la sensazione di quando sgocciola ma non mi sono mai tagliata così profondamente. Non lo associo più con la tristezza o il dolore. Non è più uno sfogo”


Ecco fermiamoci un secondo. Chissà la realtà di questi tagli. Apparentemente si parte dall'autolesionismo e si arriva dopo alla consapevolezza del piacere, ma mi chiedo se veramente era autolesionismo all'inizio o già un piacere non riconosciuto.

Sappiamo bene che si fa fatica a dire “mi fa eccitare” qualcosa che è inusuale, ancor più qualcosa che dovrebbe essere associato al dolore. Sangue richiama ferite. Richiama dolore.


Poi racconta esperienza blood play col suo ragazzo e dice:

Gli ho inciso alcuni disegni e ho guardato il suo bellissimo sangue rosso sgocciolare dalla ferita. Poi lui ha inciso un piccolo disegno sul mio seno e il mio sangue più chiaro è uscito delicatamente. L'attesa, l'adrenalina la sensazione del sangue sotto le mie dita.”


Direi che abbiamo ben capito che l'eccitazione per il sangue, come per molte parafilie, è anche il contorno che si crea.

Ok vi domando avete mai provato a toccare il sangue? Leccarlo? Io il sangue dalle ferite lo lecco sempre, dalle mie ferite s'intende. Ha un sapore, io dico del mio “ferroso”.

Adesso veniamo a questo vampirismo.

Come abbiamo visto fin qui possiamo trovare solo persone che sono attratte dal sangue in molti modi diversi, ma non necessariamente si sentono vampiri.

Altra distinzione necessaria. Quando si parla di vampirismo ci si imbatte sempre nella Sindrome di Renfield.

Sempre Pedrazzi nella sua enciclopedia sessuale, fa una, secondo me, giustissima e doverosa distinzione che vi riporto così.

Nella sindrome di Renfield c'è una componente delirante, mentre in un più semplice vampirismo sessuale, chi lo pratica sa distinguere tra realtà e fantasia. Cerca un partner consenziente che condivida la stessa passione.

E interpreta un vampiro. Dall'abbigliamento che può richiamare il gotico, alla seduttività tipica del vampiro e ovviamente il sangue. Potrebbe essere una visione romantica della cosa non necessariamente sadomasochistica, o entrambe le cose.

La seconda persona che ho conosciuto e con cui ho chiacchierato, la ragazza, ha proprio questa passione. Il vampirismo sessuale. Non a stampo sadomasochistico. Semplicemente inscenare di essere lei stessa un vampiro. Abiti, interpretazione e sangue fanno il resto. Non c'è necessariamente rapporto sessuale o masturbazione finale.

Mi dice “i morsi sono necessari, ma non è il morso che mi fa eccitare, ma sapere che il morso mi porterà al sangue”.

Altra passione, fantasia sessuale mai realizzata per lei è la vasca piena di sangue e farci il bagno dentro.

A tal proposito avevo letto di una donna (parliamo di anni fa ovviamente) che rapiva giovani donne per prelevarne il sangue e mi pare pure farci il bagno nella vasca, convinta che il sangue la facesse ringiovanire. Mi sfugge il nome di questa tizia.

Il bagno in una vasca piena di sangue è fantasia più comune di quanto non si creda.

Dal web invece trovo questo, una ragazza di 17 anni scrive:

Soffro da 4 anni di una rarissima parafilia nota come "ematofilia". In parole povere provo una forte attrazione sessuale verso il sangue... quando desidero masturbarmi devo sempre incidermi i polsi o i palmi delle mani con un coltellino svizzero. In seguito mi attacco le cuffiette alle orecchie per ascoltare la band metal slipknot,e inizio a "giocare". Di solito mi cospargo i seni di sangue, poi ne prendo un po' sulle dita e ne gusto il sapore mentre la mia vagina inizia a bagnarsi di umori. Certe volte prendo un peluche con cui dormivo da bambina..lo inzuppo di sangue e mi ci strofino sopra. Copro bene il pallore con il fard, ma ho spesso le vertigini...vorrei smettere ma ormai e' una dipendenza,e ho molta paura di parlarne con qualcuno per terrore di essere presa per matta e perdere i rapporti che ho. Voi che ne pensate ? Rispondete in modo sincero, ho molta paura e non riesco a fermarmi.”

Questo è post abbastanza datato e può essere benissimo una grande balla come molte se ne scrivono.

Ma lo riporto per farvi notare, esattamente come in altre parafilie, molte cose ritornino. Piacere, paura, terrore della derisione, dipendenza. Quel circolo vizioso che sembra non si fermi mai.

E come si possa provare piacere col sangue in totale solitudine. Interessante come ci sia la musica. Io usavo sempre la musica. Musica, fantasie, orgasmo. Esplosione proprio.

Concentriamoci sui commenti.

C'è chi dice che con quella musica viene voglia di tagliarsi e suggerisce Vasco (non concordo), chi dice post fake ma poi troviamo qualcosa che anche se volgare è interessante e ci porta verso qualcos'altro.

forse non c'entra

Ma io adoro scoparmi la donna che ha il ciclo, il suo sangue mi eccita. Preferisco farlo in quei giorni piuttosto che senza il ciclo”.

Le mestruazioni rientrano in questa passione?

Sotto una certa forma si. Questa parafilia prende il nome di menofilia.

La pura passione per le mestruazioni si concretizza esattamente così. Portarsi a letto la donna con il mestruo. Farlo in quei momenti anche in modo non protetto per sentire meglio il sangue. L’odore del sangue mestruale è ovviamente diverso.

Avevamo trovato il mestruo se ricordate anche in chi ha la preferenza per assorbenti o tamponi usati ma non centra con la passione per il sangue.

C’è chi assaggia il sangue mestruale? si. C’è chi lo tocca e lo pasticcia (diciamo così)? si.

Sempre da Pedrazzi e dalla sua enciclopedia leggiamo queste parole, non tutte solo uno stralcio.

Non dico che mi piace il sangue mestruale, cioè non dico che mi piacerebbe leccarla ad una donna che ha le sue cose.

La verità è che trovo che una donna in quei giorni esprima il suo massimo di femminilità. Trovo erotica l’idea che una donna vada a mettersi e a cambiarsi l’assorbente specialmente se è quello interno.”

Ho ancora qualcosa da condividere con voi. La testimonianza che ho letto prima di Domina arriva da un post scritto da lei e pubblicato su un blog che vi lascio in descrizione, la cui lettura diventa molto interessante man mano che si va avanti.

Se siete interessati al blood play leggete questo post che è molto esaustivo, e chiudo proprio con le sue parole che trovo perfette.

Il sangue è l’essenza della vita. E’ pericoloso. Il sangue è eccitante e spaventoso nello stesso tempo.

Giocare col sangue richiede una quantità incredibile di fiducia, cura, comprensione e tempistica di gioco tra i partner.
In genere il blood play viene messo spessissimo come limite. Il superamento di un limite simile richiede conoscenza, fiducia, coraggio da parte dello/a slave.
Ed il superamento di questo limite può contenere il vero senso del rapporto tra giocatori. E’ al di là del dolore e del piacere.

Giocare col sangue necessita di standard di sicurezza impeccabili e precisi. Si può amare il proprio partner ma non morire per amore.”


https://njamh.wordpress.com/2010/08/01/blood-play/ post molto interessante


https://www.sfoghiamoci.com/Lussuria/26868/Ematofilia.html testimonianza

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