Esperimento - racconto erotico sul solletico by Mariagiovanna

Questo racconto sul solletico mi viene inviato tramite mail.

Chi lo scrive è una giovane donna.

Resto stupita nell'apprendere che è una donna proprio perché non solo il sesso femminile mi scrive di rado ma mai nessun racconto erotico mi è stato mandato da una donna.

A me è piaciuto, proprio piaciuto in quel bel senso godereccio.

Mi piace l'ambiente medical associato al solletico.

Ringraziandola per il gradevole dono, vi invito alla lettura.

Buon divertimento.



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La dottoressa Anna aveva una teoria che voleva mettere alla prova: gli uomini sono ancora più sensibili al solletico dopo aver raggiunto l'orgasmo. Per questo motivo, aveva ingannato uno dei suoi pazienti regolari, Marco, convincendolo ad un esperimento medico con la promessa di un compenso in denaro. Lui aveva acconsentito, ignaro che sarebbe stato sottoposto al terribile stress test della dottoressa.

Una volta entrato in sala, Marco venne fatto spogliare e dopo fu legato al tavolo con delle cinghie, senza capire bene il motivo di tutta quella procedura. La dottoressa gli spiegò che le cinghie erano necessarie per il suo bene, e che avrebbe registrato tutto il processo per analizzarlo successivamente.

La dottoressa, con un sorriso malizioso sulle labbra si avvicinò Marco e gli chiese: "Sei pronto per iniziare l'esperimento?".

"Beh, certo", rispose Marco, un po' confuso.

"Ottimo," disse la dottoressa. "Mi servirai per testare una teoria che ho."

"Ok, ma di cosa si tratta?" chiese Marco, cercando di capire.

"Vedrai, vedrai," rispose la dottoressa con un sorriso sornione "Iniziamo".

Senza preavviso, la dottoressa cominciò a solleticare le zone più sensibili di Marco, che iniziò a ridere e contorcersi. Ma dopo pochi minuti, la sollecitazione cominciò ad essere insopportabile.

"No, per favore, basta, ho detto basta!", supplicò Marco, cercando di liberarsi dalla stretta delle corde.

"Devi resistere ancora un po', Marco," disse la dottoressa. "Non abbiamo ancora completato l'esperimento".

"Ahahah, nooo...per favore, smettete!" implorava Marco ridendo, cercando di scuotersi per sfuggire alle dita della dottoressa. La sua pelle si arrossava in segno di dolore e il suo respiro si faceva sempre più affannoso.

La dottoressa Anna non smise, anzi intensificò il solletico, che presto lasciò spazio alla masturbazione. Con la sua mano, cominciò a massaggiare e a strizzare il pene di Marco, che iniziò a gemere sempre più forte.

"Oh, si...è così bello..." mormorava lui in preda all'orgasmo.

Dopo essersene venuto, Marco era esausto e spossato, ma non aveva idea di cosa lo aspettava. La dottoressa Anna, infatti, non aveva ancora finito il suo esperimento.

Con un sorriso malizioso, iniziò nuovamente a solleticarlo. Marco cominciò ad agitarsi e a scuotersi in preda alla tortura.

"AHAHAHA...NOOO, BASTAAAA! PER FAVORE, SMETTETE!" gridava lui, ma la dottoressa non gli dava tregua.

Mentre i minuti passavano, Marco diventava sempre più sensibile e la sua pelle diventava rosso fuoco per il solletico che subiva. La dottoressa Anna si divertiva a spostare il punto di solletico e a intensificarlo con sempre maggior sadismo, finché alla fine, dopo un'eternità di suppliche e risate isteriche, Marco si accasciò sul tavolo esausto e esausto, incapace di resistere.

Dopo aver finito di solleticare Marco, la dottoressa Anna sentiva la soddisfazione del lavoro ben fatto. "Beh, sembra che la mia teoria sia corretta. Grazie, Marco, sei stato un paziente molto utile!" disse con un sorriso.

Ma poi, un'idea le venne in mente. Voleva sperimentare ancora di più su quanto Marco fosse sensibile dopo l'orgasmo. "Aspetta un attimo, Marco. C'è un'ultima cosa che voglio provare," disse mentre gli toccava delicatamente i piedi. "Come ti senti? Ti fa male?"

"No, no, sto bene, dottoressa. Ma...cos'è che vuole fare?"

"Un massaggio ai piedi. Sembri stressato, e so che i massaggi ai piedi possono essere molto rilassanti."

La dottoressa iniziò a massaggiare i piedi di Marco, prima lentamente e poi sempre più intensamente. Poi, senza preavviso, si inginocchiò e iniziò a baciarli e leccarli, mentre Marco ansimava e gemeva.

"Dottoressa, no, per favore...sono troppo sensibile..." supplicò Marco, ma Anna non si fermò. Continuò a stimolare i piedi di Marco con la sua lingua, mentre lui era in preda ad una tortura mista di piacere e dolore.

"Per favore, dottoressa ... si fermi ..non ne posso più..." gemette Marco, cercando di trattenersi dal venire.

Ma Anna non si fermò, e infine Marco non riuscì più a contenersi. "Ah...ah...sto venendo..." gridò, mentre la dottoressa continuava a baciare i suoi piedi.

Dopo aver avuto l'orgasmo, Marco si sentiva esausto e vulnerabile. Ma la dottoressa non si fermò. Riprese a solleticarlo, dimostrando che era ancora più sensibile di prima. Marco urlò e si contorse, implorando la dottoressa di fermarsi, ma lei continuò fino a quando non fu soddisfatta dei risultati dell'esperimento.

La dottoressa Anna si alzò dai piedi di Marco e lo guardò con un sorriso soddisfatto sulle labbra. "Sì, sembra che ho trovato un nuovo campo di ricerca!" esclamò.

Marco, ancora legato, non sapeva se sentirsi sollevato per l'esperimento terminato o preoccupato per quello che sarebbe potuto accadere dopo. La dottoressa sembrava troppo entusiasta per la sua scoperta e lui temeva che potesse fare ulteriori esperimenti sui suoi piedi.

Ma prima che potesse dire qualcosa, la dottoressa si avvicinò di nuovo, stavolta con uno sguardo malizioso. "Ma sai, Marco, mi sono divertita così tanto con il solletico che vorrei continuare un po' ancora. Spero che tu sia pronto per un'altra sessione."

Marco ingoiò a fatica la saliva. Non sapeva se fosse meglio obiettare o acconsentire, ma sapeva che la dottoressa non avrebbe accettato un rifiuto. "Sì, dott.ssa, certo," disse con voce incerta.

La dottoressa Anna non perse tempo e ricominciò a solleticare Marco, questa volta sulle cosce e le ascelle. Marco gridava e rideva, dimenandosi nei legacci e chiedendo pietà, ma la dottoressa continuava imperterrita, sempre più energica. Poi, quando Marco sembrava sfinito, lei si fermò improvvisamente.

"Non pensare che sia finita qui, Marco," disse con un sorriso malizioso. "C'è ancora molto da esplorare."

Marco cercò di raccogliere le forze, ma temeva il peggio. La dottoressa sembrava non voler fermarsi e lui era completamente nelle sue mani. Si chiese se sarebbe mai uscito da quella stanza sano e salvo.




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