Solo un massaggio - racconto di serpico80
Racconto su piedi e solletico non mio ma di serpico80.
Specifico subito che non mi ha eccitato non in quel modo almeno. Mi ha fatto sorridere questo si.
Lo pubblico senza nessun ritocco esattamente così come mi è stato mandato per diverse ragioni.
- Il rapporto madre/figlio. Lo sapete che ho una predilezione per le bizzarrie in ambito familiare, anche se preferisco sempre la madre come figura dominante. Sono sempre ben felice quando leggo racconti di questo tipo che non sono sessuali ma parafiliaci. Non esiste solo l'incesto come fantasia ma molto spesso è la prima a cui si pensa. Invece c'è un mondo di fantasie intorno che nulla hanno a che vedere col sesso e la penetrazione. Sono davvero pochi gli amanti di questo genere. Tra madre e figlio può esserci intimità, complicità, le classiche "fantasie salvifiche" che racchiudono un erotismo veramente di nicchia. Dominare solo con la mente non è per tutti.
- L'accuratezza dei dettagli di questo racconto è impressionante. Di solito i racconti erotici tendono ad arrivare al punto non perdendosi troppo in particolari. Qui non capisci bene se stai leggendo un romanzo o un porno onestamente!
- La non volgarità.
- Il fatto che questa storia potrebbe benissimo accadere nella realtà. In molti mi raccontate di aver guardato i piedi di vostra madre o zia o sorella. Di aver solleticato a tradimento qualcuno.
Era una serata piovosa quando Maria rientrò a casa dal lavoro, le gocce d'acqua danzavano sul suo ombrello mentre il suono dei tacchi risuonava nei vicoli silenziosi. Maria era una donna di mezza età, con i capelli castani raccolti in una coda di cavallo che le dava un'aria decisa. Il suo viso era solcato da rughe, segni di esperienze vissute e di una vita dedicata alla famiglia.
Indossava un elegante cappotto beige che si adattava perfettamente alla sua figura snodando femminilità e classe. Sotto il cappotto, una camicia a righe scure evidenziava la sua sobria eleganza, abbinata a una gonna nera che sfiorava le ginocchia. Maria completava il suo look con un paio di scarpe col tacco, nere e lucenti, che facevano eco al suo passo deciso. Nonostante la serata grigia, il suo sorriso radiante faceva risaltare la sua bellezza autentica e la determinazione che emanava.
Appena entrò nella sua casa, Maria si scrollò di dosso le gocce di pioggia, svelando uno sguardo stanco ma soddisfatto.
Avanzò lentamente nella sua casa, e nonostante l'atmosfera accogliente, il silenzio che la circondava faceva trasparire un'aria di mistero. La luce soffusa delle lampade dipingeva ombre suggestive sulle pareti, mentre il calore emanato dal riscaldamento avvolgeva l'ambiente.
Raggiunse il soggiorno e si lasciò cadere con un sospiro di sollievo sul morbido divano. Il cappotto beige, ora appeso diligentemente alla sua elegante sedia, svelava la camicia a righe scure che abbracciava il suo corpo stanco ma ancora vibrante di energia.
Era il momento di concedersi un po' di meritato riposo. Con un'espressione rilassata, Maria si chinò per sfilarsi la prima scarpa, rivelando un piede delicato avvolto da collant neri. I tacchi alti, seppur eleganti, avevano inevitabilmente affaticato i suoi piedi nel corso della giornata.
La sensazione di libertà che accompagna la rimozione delle scarpe era quasi paradisiaca. Maria allentò lentamente la cinghia della prima scarpa, sentendone il peso scivolare via. Un sospiro di sollievo sfuggì dalle sue labbra mentre cominciò a massaggiarsi delicatamente il piede. I collant morbidi e la pressione rilasciata dalla scarpa lasciavano una sensazione di benessere che risvegliava i suoi sensi.
Con un sorriso di contentezza, Maria procedette a liberare anche l'altro piede, concedendosi una breve pausa di relax. Il divano, ormai il suo rifugio, la avvolse in un abbraccio confortante mentre si abbandonava a quel momento di tranquillità.
Mentre la donna si godeva quei momenti di meritato riposo, la porta del salotto si aprì lentamente, facendo spazio all'arrivo di suo figlio, Matteo. Un adolescente dallo sguardo curioso e una chioma ribelle di capelli scuri che conferivano al suo volto un'aria di irriverenza giovanile.
Matteo indossava jeans sdruciti e una maglietta sgualcita, segni inequivocabili del suo stile ribelle. Le cuffie auricolari erano appese casualmente al collo, sintonizzate con il suo mondo personale di musica e pensieri adolescenti. L'aria di chi non si fa troppi problemi, con un sorriso scanzonato che rivelava una leggera barba incipiente.
Entrò silenziosamente, ma il ticchettio ritmico delle sue scarpe da ginnastica ruppe l'atmosfera di quiete. Fermò lo sguardo su sua madre, che si trovava comodamente sul divano, e notò i piedi liberati dalle scarpe, avvolti nei collant neri.
Per un attimo, la curiosità illuminò gli occhi di Matteo. Non poté fare a meno di notare quanto sembrassero invitanti quei piedi stanchi e delicati. Un sorriso malizioso gli sfiorò le labbra mentre valutava l'idea di giocare uno scherzo alla sua adorata madre, una donna solitamente così seria.
Maria, immersa nei suoi pensieri rilassati, non si accorse subito della presenza di Matteo. Fu solo quando sentì il lieve sospiro del ragazzo che alzò lo sguardo e lo vide lì, fermo, con uno sguardo che tradiva un'idea stravagante.
"Matteo, cosa fai? Hai finito i compiti?" chiese Maria, alzando un sopracciglio con un sorriso divertito.
Il ragazzo, svelando la sua natura giocosa, rispose con una risata contagiosa, "Compiti? Oh, mamma, sono una noia! Ma sai, stavo pensando che hai dei piedi che sembrano aver bisogno di un po' di attenzione..." disse, mantenendo uno sguardo malizioso e una smorfia divertita.
La donna alzò un sopracciglio, guardando suo figlio con stupore mentre cercava di comprendere il tono malizioso nelle sue parole. "Cosa intendi, Matteo? Non mi sembra proprio il momento per scherzi strani," disse Maria, con un sorriso interrogativo.
Matteo, con un'espressione sincera, si avvicinò al divano, chinandosi leggermente per parlare a bassa voce. "Mamma, ho notato che sembri stremata. Che ne dici di un piccolo massaggio ai piedi? Ho letto da qualche parte che può aiutare a rilassarsi dopo una giornata faticosa."
La proposta di Matteo colse Maria completamente alla sprovvista. Nonostante l'aria scherzosa, c'era un tocco di dolcezza nei suoi occhi che faceva trasparire la sua intenzione di rendere quel momento speciale per sua madre.
Maria lo guardò, prima con sorpresa e poi con un sorriso che tradiva una sorta di commozione. "Un massaggio ai piedi, eh?" chiese, cercando di capire se Matteo stesse scherzando o se avesse davvero intenzione di fare qualcosa di così gentile.
Il ragazzo annuì con un sorriso complice. "Sì, pensavo che potesse aiutarti a rilassarti un po'. Sai, è un modo per dirti grazie per tutto quello che fai per me."
Maria, ancora incredula ma incuriosita dall'offerta di suo figlio, accettò con un leggero sorriso. "Va bene, Matteo, sorprendimi," disse, consentendo al ragazzo di prendersi cura dei suoi piedi stanchi.
Matteo, felice di aver ottenuto l'assenso di sua madre, si sedette sul divano. Maria, nel gesto di appoggiare i piedi sulle gambe di suo figlio, rivelò una fiducia e una connessione uniche tra madre e figlio. La scena era un ritratto di amore e complicità familiare, avvolta dalla luce soffusa del soggiorno.
Il ragazzo iniziò con movimenti leggeri, sfiorando con le dita la pelle tesa dei piedi di Maria. Il tocco era delicato e premuroso, come se ogni movimento fosse studiato per sciogliere le tensioni accumulate durante la giornata. Matteo si concentrò sulla pianta del piede, applicando una leggera pressione con i pollici per massaggiare ogni muscolo teso.
Maria, inizialmente sorpresa, si abbandonò gradualmente alla sensazione di benessere che il massaggio le procurava. Le dita di suo figlio sembravano danzare sulla sua pelle, sciogliendo i nodi invisibili della fatica accumulata. Le sue espressioni di sorpresa cedettero il posto a un sospiro di sollievo, mentre chiudeva gli occhi per godersi appieno quel momento di pura indulgenza.
Il suono della pioggia fuori dalla finestra forniva un sottofondo rilassante, mentre il divano diventava un santuario di tranquillità. Matteo continuò il suo massaggio con maestria, dimostrando una sorprendente abilità nel trasmettere calma e relax.
Il massaggio continuò in un'atmosfera di calma e complicità. Maria si abbandonò completamente alla sensazione rilassante delle mani di suo figlio che sfioravano la pianta dei suoi piedi. Un senso di benessere la avvolgeva, e la piacevolezza del momento sembrava dilatarsi nello spazio tranquillo del soggiorno.
Le dita di Matteo continuavano a muoversi con abilità, seguendo linee invisibili sulla pelle di sua madre. Tuttavia, a un certo punto, il ragazzo scoprì una zona particolarmente sensibile sulla pianta del piede di Maria. Un leggero solletico si insinuò, e le sue dita, forse senza rendersene conto, cominciarono a giocare in quel punto delicato.
Maria, immersa nel suo stato di rilassamento, fu colta di sorpresa quando le sensazioni cambiarono improvvisamente. Sentì un brivido di solletico risalire lungo la pianta del piede, e in un impulso istintivo ritrasse il piede emettendo un piccolo urlo di sorpresa. La sua reazione fu spontanea, ma era chiaramente quella di qualcuno estremamente sensibile al solletico.
Matteo alzò lo sguardo, leggendo l'espressione di sua madre, e un sorriso giocoso si diffuse sul suo volto. "Mamma, non sapevo che fossi così sensibile al solletico! Devo ammettere, è divertente," disse, cercando di nascondere una risata.
Maria, con occhi impauriti e una leggera sfumatura di imbarazzo sul volto, rispose sinceramente a suo figlio. "Sì, Matteo, è davvero qualcosa di atroce per me. Il suo sorriso imbarazzato si trasformò in una risata leggera, cercando di sdrammatizzare la situazione. "Ricordo quando eri piccolo e adoravi farmi il solletico. Non riuscivo mai a trattenermi dal ridere, anche se in realtà volevo solo che smettessi. È un'arma pericolosa, il solletico!"
Matteo, affettuosamente, le lanciò uno sguardo complice. "Beh, ora lo so. Mi dispiace, non volevo spaventarti."
Maria scosse la testa con un sorriso. "No, non ti preoccupare. È stato solo un momento di sorpresa. Ma apprezzo il tuo intento di farmi rilassare. È stata un'idea carina e dolce."
Matteo, dopo un momento di riflessione, osservò il piede di sua madre con uno sguardo malizioso. "Però..." disse, catturando l'attenzione di Maria che lo guardò con curiosità mista a un leggero timore.
Senza dir altro, il ragazzo prese il piede di sua madre, tenendo saldamente la caviglia. Maria, istintivamente, cercò di ritirare il piede. "No, no, Matteo, per favore, non farlo!" implorò, con gli occhi spalancati dall'ansia e la voce che tradiva un misto di preoccupazione e divertimento.
Ma Matteo era determinato, e con un sorriso giocoso iniziò a solleticare la pianta del piede di sua madre. Le dita danzarono leggere sulla pelle, scatenando una reazione immediata. Maria, prima ancora di poter reprimere il suo istinto, emise un urlo di risata misto a supplica.
"Ahh! Matteo, per favore! Smettila! No no no!" urlava Maria, cercando di tirare indietro il piede, ma Matteo teneva salda la caviglia e continuava imperturbabile il suo attacco di solletico.
Le urla della madre risuonavano nella stanza, una combinazione di risate e suppliche disperate. "Ah ah ah! Basta, basta, per favore! Non ce la faccio! Ahh!"
Il ragazzo, compiaciuto dalla sua piccola vendetta, continuava a solleticare con malizia, sfruttando ogni punto sensibile che trovava sulla pianta del piede di sua madre.
Maria, sempre più disperata, si contorceva sul divano nel tentativo di sfuggire all'assalto implacabile di suo figlio. "Per favore, Matteo, basta! Non posso più! Ah ah ah!" supplicava, con il viso rosso dalla risata e la voce spezzata dalle richieste di pietà.
Matteo, tuttavia, era in modalità scherzosa e non aveva alcuna intenzione di fermarsi. La sua mano giocosa continuava a solleticare la pianta del piede di sua madre, e la presenza del collant aggiungeva un livello di sensibilità extra, intensificando la reazione di Maria.
La donna si contorceva in un tentativo disperato di sfuggire al solletico irresistibile, ma le mani di Matteo erano ferme e decise. "Ahh! Matteo, per l'amor del cielo, ho detto basta! Sto per svenire dal ridere!" implorava, gli occhi lucidi dalle lacrime di ilarità.
Il figlio, con uno spirito un po' birichino, continuava a solleticare la pianta del piede di sua madre con un sorriso contagioso. "Ma guarda che risate che fai, mamma! Ecco cosa succede quando ti rilassi troppo!" scherzò, mantenendo il controllo della situazione.
Maria, pur tra le risate e le suppliche, non riusciva a trattenere la sua gioia contagiosa. "Ok, ok! Hai vinto! Smettila, ti prego!" rideva, il suo corpo contorto in una danza involontaria di resistenza.
La povera donna, pensando finalmente di aver ottenuto una tregua, riprese fiato a fatica, ancora scossa dalle risate precedenti. Tuttavia, l'apparente calma fu spezzata da un repentino cambio di tattica da parte di Matteo. Senza preavviso, si alzò in piedi e, con uno sguardo birichino, si posizionò sopra di lei.
Il divano divenne un palcoscenico per questa nuova e travolgente fase della battaglia di solletico. Matteo iniziò a solleticare i fianchi di sua madre senza alcuna pietà. La posizione, con lui cavalcioni sopra di lei, rese la situazione ancora più intensa.
Maria, completamente impreparata a questa nuova ondata di solletico, scattò in avanti con un grido isterico. "No, no, no! Matteo, per favore, smettila!" implorava, cercando di proteggere i fianchi con le mani, ma il ragazzo continuava imperturbabile la sua tortura giocosa.
Le urla di Maria si fusero con le risate, creando un caos sonoro nel soggiorno. La sua resistenza era ormai inutile, e ogni tentativo di liberarsi risultava vano. "Ah ah ah! Fermati, ti prego! Sto morendo dal ridere! Matteo, basta!" gridava, il suo corpo contorto e in balia del solletico implacabile.
Matteo, sempre più coinvolto, continuava la sua missione, sfruttando la sua posizione vantaggiosa. La lotta tra risate e suppliche raggiunse il culmine, creando un'atmosfera di caos gioioso che risuonava tra le pareti della casa.
Matteo, completamente fuori controllo e immerso nel divertimento, decise di intensificare ulteriormente l'attacco di solletico. Le sue mani agili risalirono lungo i fianchi di sua madre, sfiorando la pelle sensibile sotto le ascelle. Maria, nel tentativo disperato di sfuggire a questa nuova ondata di tormento giocoso, iniziò a supplicare con ancor più fervore.
"Per favore, Matteo! No, non lì! Ah ah ah! Misericordia, ti prego!" implorava Maria, il suo corpo contorto in una danza di resistenza. Le risate, ora miste a una sorta di isteria, rendevano la scena ancora più caotica e coinvolgente.
Matteo, tuttavia, era troppo preso dal momento per ascoltare le suppliche di sua madre. Le sue dita agili continuavano a solleticare senza pietà, esplorando la zona delle ascelle con un entusiasmo quasi sconsiderato. La risata di Maria si trasformò in un misto di risa e singhiozzi, mentre cercava di respirare tra una supplica e l'altra.
"Ah ah ah! Matteo, basta, per favore! Non respiro, sto morendo dal ridere! Ah ah ah!" gridava Maria, il suo corpo ormai totalmente in balia delle mani implacabili di suo figlio.
Maria, completamente presa dal caos delle risate e delle suppliche, non notò il cambiamento nel volto di suo figlio. Mentre continuava a dimenarsi e a urlare per il solletico implacabile, Matteo, mordendosi le labbra, la osservava con uno sguardo misto di compiacimento e malizia. Tuttavia, la madre era troppo immersa nel suo stato di ilarità per cogliere il sottotesto nascosto nei tratti del viso di suo figlio.
Le risate liberatorie di Maria si mescolavano alle suppliche disperate mentre il divano continuava a essere il campo di battaglia di questa tortura del solletico. La donna, ignara del piccolo dettaglio che le sfuggiva, rideva a crepapelle, incapace di notare il cambiamento nell'espressione di suo figlio.
Nel frattempo, il rigonfiamento nei pantaloni di Matteo cominciava a farsi più evidente. Se Maria non fosse stata completamente presa dal ridere e dal tentativo di sopravvivere al solletico, avrebbe potuto notare il suo imbarazzo crescente. Ma la situazione era così surreale che ogni dettaglio secondario sfuggiva alla sua attenzione.
Mentre Matteo solleticava inesorabilmente le ascelle di Maria, le risate, le suppliche e i mugolii si fondevano in un quadro di emozioni complesso. Tuttavia, quei piccoli mugolii emessi dal ragazzo suggerivano qualcosa di più intimo e personale, come se il solletico gli stesse procurando un piacere quasi incontenibile.
Il volto di Matteo, ancora mascherato da un sorriso birichino, tradiva un imbarazzo crescente misto a una sorta di piacere inaspettato. I suoi mugolii, diventati sempre più pronunciati, erano come un segnale di frontiera, un indicatore del piacere che il solletico gli stava conferendo.
Maria, pur nel suo stato di ilarità e tormento, non era consapevole della sottotrama che si stava sviluppando. La sua attenzione era completamente monopolizzata dal tentativo di difendersi dalle mani giocose di suo figlio. I dettagli più sottili sfuggivano alla sua consapevolezza. .
Il divano, spettatore silenzioso di questa strana commedia familiare, vibrava di energia. La stanza risuonava di risate, suppliche, mugolii e il suono quasi ipnotico della pioggia fuori dalla finestra.
Il solletico, inaspettatamente, cominciò a rallentare, e Matteo, con gli occhi semichiusi, emise dei piccoli versi inequivocabili che rivelavano un piacere troppo grande per essere trattenuto. "Ohhh...ohhhhhh," gemette, tradendo un mix di imbarazzo e soddisfazione.
Poi, di colpo, come se avesse ricevuto un'illuminazione improvvisa, Matteo si alzò di scatto e corse via, lasciando Maria senza fiato e confusa. La donna, ancora stesa sul divano e con gli occhi sbarrati, guardò suo figlio allontanarsi in fretta, incapace di comprendere appieno cosa fosse appena successo.
"Matteo? Cosa... cosa sta succedendo?" chiese Maria, ancora frastornata dal solletico e ora da questa improvvisa fuga. Il divano, che era stato il campo di battaglia di questa strana e comica guerra familiare, sembrava ora testimone di un misterioso evento.
Il ragazzo, nel suo tumulto di emozioni, si allontanò rapidamente, lasciando Maria a cercare di capire il significato di quei versi e di quella corsa improvvisa. Mentre la pioggia continuava a cadere fuori dalla finestra, la stanza si riempì di una strana quiete, lasciando la donna in uno stato di incertezza e di domande senza risposta.

Grazie per averlo postato, mi onora moltissimo.
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