La dacrifilia - eccitazione per le lacrime







Ero a conoscenza di questo kink e volevo metterlo nero su bianco da un po'.

Il pianto, le lacrime.

Precisamente la dacrifilia.

Provare eccitazione, appagamento, soddisfazione sessuale, vedendo il partner piangere.

Ma non solo.

Ci può essere soddisfazione mentale, non necessariamente sessuale, anche vedendo amici piangere o membri della famiglia.

Ma non solo.

Le stesse dinamiche le ritroviamo nei percorsi di cura e accudimento e qui potremmo collegarci ai devotee e abdl.

Ma non solo.

La dacrifilia può essere passiva vale a dire che è la persona che piange a provare piacere.

Non ci vuole molto a capire che tendenzialmente la collochiamo nel sadomasochismo, tuttalpiù che da sola non è sufficiente all'orgasmo.

Si parla sempre di potere, controllo, rispetto a una persona che vive al momento una situazione di disagio e fragilità non importa da cosa questo disagio sia provocato.

E ve lo dico con certezza perché di dacrifilia posso parlare in prima persona.

Ma cominciamo a definire bene la dacrifilia attiva:

si “gode” nel veder piangere il partner, solitamente per tristezza , e si usa il pianto per confortare.

In questo modo si alza l'autostima, ci si sente utili.

Il motivo per cui la persona piange è irrilevante.

Possiamo dire che in linea di massima, nella parte attiva, esistono due forme.

Uno forma è più improntata all'empatia, quindi essere d'aiuto e di supporto, l'altra forma è più maligna e perversa, più sadica se vogliamo ed è quella del dominio, mi sento superiore, tu hai bisogno di aiuto e quindi di me, quindi sono importante e sono io che comando in questo momento.

In entrambi i casi il risultato è lo stesso, mi sento utile e sono in una posizione dominante tutto ciò mi appaga e mi eccita.

Il pianto non è mai provocato ma avviene spontaneamente, questo deve essere fondamentale.

In questo momento stiamo parlando di un normale rapporto a due.

Ma facciamo un saltino in avanti e pensiamo ai kink.

Le lacrime nei kink.

Facciamo un esempio anche sul gioco sadico.

In un rapporto Mistress/slave ma anche in una scena di spanking non è detto si pianga per il dolore. Ecco a me piace quando accade, ma risulta comunque spontaneo.

C'è chi piange a fiumi mentre viene frustato, chi è stoico e non versa una lacrima perché la soddisfazione non te la da, chi semplicemente grida ma non piange.

Per questo le lacrime per me sono un contorno, se arrivano mi eccito di più.

Inteso che siamo sempre all'interno di un gioco consensuale.

Belle le lacrime di dolore momentanee se per esempio diamo una ginocchiata nelle palle inaspettata.

E quelle lacrime del solletico che non riesci a trattenere. Divine.

Se parliamo di video porno io vado cercando scene in cui c'è il pianto, rare purtroppo ma ci sono.

E la dacrifilia passiva?

Ci si abbandona al pianto e si prova piacere nel vedere il compagno che si affanna per cercare di aiutare e di portare conforto.

A tal proposito vi racconto una cosa che facevo da adolescente.

Io sfruttavo le mie lacrime a favore.

Erano lacrime associate a bugie ma mi faceva stare bene vedere gli altri sentirsi in colpa e cercare di porre rimedio alle mie lacrime.

Un episodio è stato con un controllore del treno. Salgo senza biglietto, mi becca e via di lacrime e scuse e pianti e lui che cercava in ogni modo di farmi smettere e mi lascia andare senza multa.

Qui ero ancora più manipolatrice e dominavo sembrando in svantaggio.

Fortunatamente ho perso questa terribile abitudine e non uso più le lacrime così.

Se vogliamo entrare nelle specifico possiamo leggere questo scritto di cui poi vi lascio il link, che ci dice che la persona che piange ha un rilascio emotivo e piangendo, ha una produzione di “endorfine” dentro e fuori dal corpo. E che goda nel produrle. Quando piangiamo veramente, (singhiozzi, sussulti e muco nasale) siamo tutti uguali. E come se il corpo avesse una produzione propria di ormoni fisiologici e impropria di algoritmi cognitivi. Pare che esista nel nostro inconscio, il discernimento, fisiologico-cognitivo-polivagale e che determini su questo o quell’altro comportamento:

si “può” piangere per questo (algoritmo cognitivo);

si “deve” piangere per questo (algoritmo cognitivo-ormone fisiologico);
si piange “spontaneamente” per questo (fisiologico).
Dunque per essere dacrifili/e, bisogna accorrere a questa “pratica” in maniera ricorrente, (il pianto abituale, personale o degli altri) e dobbiamo trarne piacere, di qualsiasi tipo, diventando così affetti da “dipendenza da pianto” in inglese Cry-addiction.

Alla fine dei conti tra cognitivi e fisiologici, si scopre che quando si piange e come se tutto il corpo avesse un “orgasmo”. E qui le donne la fanno da padrone essendo “amanti delle lacrime” e dacrifile per eccellenza.

E la masturbazione? L'autoerotismo?

Qui dobbiamo fare un po' di distinzioni e parlerò sempre in prima persona, ma so che per altri è tendenzialmente così.

Pochi a dire il vero perché non ho incontrato molti che condividono questa cosa delle lacrime.

Partiamo dalla realtà.

Mi sono capitati nel gioco due tipi di scenari.

Quello che vi descrivevo prima, quindi le lacrime dovute al dolore di una tortura consenziente qualunque essa sia, e le lacrime emotive.

Come sapete io ho una predilezione per i più giovani ( nei limiti della legalità s'intende) ma mi è capitato più volte che in una fascia d'età che va dai 20/25 anni indicativamente, ci sia durante il gioco ( che sia online o reale) un turbinio di emozioni e che si arrivi anche al pianto. Si riscontra in chi soprattutto ha poca esperienza sia kink che sessuale.

Quando accade questo, io divento quella empatica anche a discapito del godere poi realmente, quindi abbandono la parte sadica. Divento più la Mommy che consola. E questo mi appaga ovviamente.

Ma torniamo all'autoerotismo. Nel primo caso (lacrime da tortura) posso ritornarci su e appagarmi di nuovo e di nuovo, nel secondo caso non accade.

Se il pianto è emotivo, non ho desiderio sessuale. Mi appaga solo il fatto di essere utile ma mi dispiace per la persona che prova disagio in un contesto che dovrebbe essere di piacere. Posso rivivere il momento dopo ma è più legato ad un senso di responsabilità che mi porto dietro essendo più adulta. Quindi mi chiedo se avrei forse potuto fare qualcosa di più o dire qualcosa in maniera diversa per aiutare.

Adesso veniamo alle fantasie.

Chi ha letto il mio libro, ascoltato diversi podcast, ormai ha ben chiaro quali sono gli scenari che popolano le mie notti e li di lacrime ce ne sono a bizzeffe.

E non sono l'unica, perché persone anche adulte conosciute in chat, con cui inventavo lunghe storie con fantasie simili alle mie mettevano lacrime ovunque.

Nelle fantasie che metto scritte ci sono lacrime.

E sue questo c'è molto, molto appagamento fisico in solitudine.

Di questa valle di lacrime fanno parte ovviamente anche i voyeur.

Ci si eccita solo guardano senza alcun tipo di contatto.

Tra amici si guarda un film e qualcuno piange.

Ecco basta anche questo a volte.

Come per tutto sul web esistono comunità anche per chi in questa valle di lacrime ci naviga.

Crying lovers per esempio.

Il forum è aperto se volete dare un’occhiata e li trovate veramente chi nelle lacrime trova il proprio piacere.

Tra immagini, video e discussioni vi riporto tre presentazioni di utenti che arrivano un po’ da ogni parte del mondo, è in inglese ovviamente mi perdonerete le traduzioni.


- Donna, 23 anni. Di le dice: interessata solo agli anime e ai personaggi VN che piangono. Per lo più ragazzi, anche se anche le ragazze possono essere carine. Non riesco assolutamente a guardare le persone vere quando sono tristi, vorrei scappare non appena vedo lacrime vere, ma il mio sogno è comunque abbracciare qualcuno che sta piangendo e tenerlo stretto finché non si sente meglio. La mia parte preferita del pianto è guardare i personaggi pensare "è tutto orribile, sono la persona peggiore di sempre, è tutta colpa mia" prima di piangere e "c'è ancora un modo per risolvere questo problema, posso ancora combattere, tutto andrà meglio".


- Qui tralascio il genere perché non definito. Questa persona dice “Sono profondamente attratto dalla vulnerabilità emotiva e dai bisogni emotivi, specialmente tra le persone di sesso maschile. L’irresistibile bisogno di conforto è la mia più intima espressione d’amore. È come se qualcosa mi strattonasse direttamente il cuore. Mi fa sentire sveglio e più connesso agli altri attraverso il romanticismo. Mi sembra che da adulto ho smesso di considerare accettabile la debolezza. Ma quando vedo qualcuno crollare, ricordo che non amo il concetto astratto di "successo" o "indipendenza". Io amo le persone. Adoro rendere felici le persone. Adoro condividere una lotta insieme. Una persona triste non è un peso. Mi offrono l'opportunità di essere utile, di preoccuparmi di qualcosa e sentire l'urgenza che mi prende. Voglio salvare le persone. Piangere non è interessante per me a meno che non provenga da forti emozioni (reali o almeno recitate), e posso immaginare un modo in cui potrei trattenere quella persona e aiutarla a superare la situazione. Se potessi salvare loro la vita semplicemente tenendoli in braccio, questo mi riempirebbe di gioia sfrenata. Mi sento allo stesso modo riguardo ad altre forme di "rottura": attacchi di panico, attacchi di rabbia, collasso per la stanchezza. Piango molto spesso e molto violentemente. Soffro di grave depressione e attacchi di panico da molti, molti anni, e probabilmente ne avrò fino alla morte. Hai il mio permesso di fantasticare su questo quanto vuoi: vorrei che almeno qualche piccolo bene ne derivasse. Ma trovo le mie stesse lacrime disgustose... a meno che non ci sia qualcuno di cui mi fido che mi sostiene e mi conforta. Quella persona deve essere molto speciale per me, altrimenti non gli permetterei di vedermi in quel modo.”


- Sesso: maschio Orientamento: eterosessuale Età: piuttosto giovane Interessato a: qualsiasi liquido causato dal pianto, amo anche i volti tremanti e i singhiozzi, in generale più un grido è incontrollato e “incivile”, più mi piace. Emotivamente (ma anche sessualmente) amo confortare, abbracciare e coccolare gli altri, soprattutto dopo o durante il pianto. Altri feticci: non proprio, tutta la mia sessualità è incentrata sul pianto.


Mi fermerei qui avendo esplorato un altro interessante tassello del magico mondo delle parafilie. Sono amante delle lacrime? Ebbene si e non sono l’unica!

Vi racconto una storia concludendo questa bizzaria.

Realtà o leggenda? A voi la scelta.

In un cimitero di Bucarest c’è una tomba che raffigura due amanti che piangono.

Si racconta che alla fine del 19esimo secolo un uomo di nome Constantin che veniva dalla Romania si innamorò a Parigi di una donna sposata che aveva già un figlio.

Il padre di Constantin informato di questa relazione non approva e lo costringe a tornare in Romania.

Constantin fa la sua vita e ha un figlio maschio.

20 anni dopo il figlio di Constantin si reca a Parigi per studio, si innamora di una donna e si sposa, senza dire niente a nessuno.

Quando torna in Romania con la moglie, si scopre che la donna è in realtà la figlia illegittima di Constantin nata da quella relazione avuta anni prima a Parigi.

I coniugi erano fratello e sorella.

Per i due giovani diventa intollerabile la realtà e nell'autunno del 1908, i novelli sposi si suicidano .Il ragazzo spara prima alla moglie e poi a se stesso.

Constantin si impicca il 15 settembre del 1908.

La giovane coppia è sepolta accanto al padre, amore, suicidio e lacrime per l’eternità.

Link interessanti 👇

https://www.susannabasile.it/la-dacrifilia-e-la-cry-addiction-dipendenza-dal-pianto/

https://it.drink-drink.ru/15-veschey-kotorye-nuzhno-znat-o-dakrifilii/

Commenti

  1. Tema molto molto interessante. Bel blog. Le lacrime derivanti dalla tortura del solletico, tema su cui sto appena leggendo qualche tuo post, a mio giudizio sono tra le più belle in assoluto. In molti credono, erroneamente, che si tratti di un gioco. Per chi lo soffre, la cosa è un serio problema.

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    1. ho condiviso proprio oggi su ig un'immagine del solletico con una lacrima che spuntava.. è una tortura!!

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  2. Per curiosità, lo pratichi? Hai esperienza sul tema?

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    1. sul solletico intendi? Solo su quelle poche perché come ho spiegato per me è un mix di pratiche quasi mai una sola.

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