Ballbusting.. ancora?!

Dal sondaggio instagram, un video al posto del podcast e in questo caso parliamo di:

soddisfazione nel tirare calci nelle palle

racconti e storie dal reale



Cercando di non essere ripetitiva, parliamo ancora di ballbusting visto che in tanti me lo chiedete sempre e continuamente. Sembra che questa pratica sia non solo molto gettonata ( tra i miei dm parlate più di questo che del solletico per esempio) ma ahimè, per molti di voi, resta ancora un lontano miraggio.

C'è chi resta fisso sui video e da li non si muove.

Insomma nella pratica alla fine in quanti l'hanno provata davvero?

Questo è un fattore scatenante per parlarne sempre e sempre più.

I calci nelle palle come ossessione di vita.

Abbiamo già parlato della vulnerabilità dell'uomo in quel momento, dell'imprevedibilità che rende tutto più vero, del potere che sferrare un calcio nelle palle da, del modo ridicolo in cui l'uomo si piega.

Quando parliamo quindi di soddisfazione, della soddisfazione di dare un calcio nelle palle, tutte queste cose sono un po' racchiuse.

Messe insieme portano anch'esse ad un risultato soddisfacente.

Per soddisfazione mia personale, non parlo di tutte le donne, ma della mia soddisfazione, intendo proprio quell'eccitazione che arriva dal pensiero di farlo ed esplode nell'atto vero e proprio.

Detto ciò, ho trovato un articolo che mi ha fatto particolarmente salire di giri e racchiuso in questo articolo c'è ancora una parte di soddisfazione che riguarda il ballbusting.

L'articolo in realtà non è centrato sulla pratica ma la usa come intro ed è scritto secondo me da qualcuno che i calci o li da o li prende.

- C'è chi si eccita per il ballbusting, pratica erotica che sconsiglio vivamente di provare a casa col vostro partner. Consiste nel far sistemare l’uomo in piedi a gambe divaricate e di spalle alla donna che, di soppiatto, gli si avvicina sferrandogli una repentina e risoluta pedata proprio lì in mezzo, dal basso verso l’alto. -

IO preferisco l'uomo davanti a me e non di spalle però anche qui a piacimento per carità.

-Ora, da un sommario esame di diverse testimonianze filmate si evincono alcune costanti del ballbusting. Anzitutto è indifferente che l’uomo sia nudo o in braghette poiché, per espletare tale pratica, più dell’esposizione della pelle conta l’attrito fra la tensione del sapersi prossimo all’impatto e l’estrema vulnerabilità della parte anatomica coinvolta: punto critico cui nessun uomo potrà mai garantire protezione assoluta, nemmeno sapendo che la pedata è in arrivo. -

Sta cosa mi manda in trip pazzesco ma l'avevamo detto vulnerabilità – imprevedibilità.

-La donna è invece vestita sovente in modo provocante, per quanto l’uomo le volti la schiena e quindi possa solo figurarsela. Inoltre si verifica immancabilmente un istante in cui l’uomo, indifeso come un verme, pare quasi sospirare l’amnistia, confidando che magari la donna non sarà così efferata da accontentarlo colpendolo proprio nel modo per cui lui, posizionandosi così, si è volontariamente acconciato.-

Sovente, ma non sempre mi viene da dire, la donna è vestita in modo provocante.

-Le più ardite in effetti si esibiscono in finte, tentennamenti, virtuosismi del piede che ritardano il colpo prolungando indefinitamente il piacere dell’attesa di chi dà e di chi riceve, ma sperare è inutile: la pedata arriva sempre, nemmeno la donna più sadica sarebbe tanto crudele da non concederla e lasciare l’uomo lì in attesa in eterno, solitario e fremente.-

Ok questa parte mi fa eccitare solo a leggerla nemmeno fosse un cazz di racconto erotico.

Effettivamente non ne avevo parlato precisamente ma gran parte della soddisfazione deriva anche dalle finte. Far finta che il calcio arrivi. Fare “le prove” come dico io. E quella gamba che va su e giù ma ancora non colpisce.

Seguono, è ovvio, contorcimenti, guaiti, spasmi dell’uomo atterrato talmente profondi e sinceri che un osservatore neutrale si domanda se non segnino il confine esatto fra piacere e dolore, anzi, fra dominio e servitù: poiché nel ballbusting non è chiaro chi comandi né chi goda; l’uomo propone ma soffre fisicamente, la donna dispone ma non prova altro piacere che la soddisfazione di potersi dire di averne steso un altro.”

In fondo quando il calcio è stato dato, ragioniamo, chi è il più soddisfatto?

L'uomo che ha pregato per riceverlo o la donna che alla fine è pronta darne già un altro?

In fondo suvvia le palle sono un po' il simbolo della mascolinità, quindi quale soddisfazione più che frantumare quest'idea?

Ho parlato con diverse donne e l'idea comunque di far saltare un uomo per le palle, schiacciare le palle anche se non calciarle, piace un po' a tutte anche a chi di kink non sa praticamente nulla.

Alcune vorrebbero anche provare ma a volte hanno paura di far male, paura dei rischi.

Perché rischi ce ne sono è. Ricordiamolo bene. Un calcio dove non batte il sole FA MALE.

Il dolore c'è e se l'eccitazione lo rende sopportabile, non lo fa certo sparire. Ricordiamolo soprattutto a chi questa pratica per ora ce l'ha ancora nelle fantasie. Il dolore percepito non è necessariamente quello inflitto ma dipende da un sacco di fattori del momento. Percezione fisica, mentale e anche il contesto. Se abbiamo già torturato quella zona prima per esempio il dolore potrebbe essere maggiore. Se la donna nella sua sadicità ha già fatto venire l'uomo e poi da una raffica di calci, capirete anche voi, è un po' diverso dal contrario no?

Possiamo considerare i testicoli resistenti ok, ma assolutamente delicati.

Enciclopedia Pedrazzi e un paio di testimonianze

Sono un maschio e ti posso garantire che di uomini a cui piace far giocare la propria donna con gli attribuiti ce ne sono tanti. Per il dolore? Se lei lo sa fare con opportuna ‘grazia e decisione’ nessun problema, ci si diverte tantissimo in due. Poi più colpi ricevi, più ti abitui e meglio li sopporti. Personalmente, se trovassi una donna a cui piace, me lo farei fare senza alcun problema”

Questa testimonianza è un po' ambigua non si capisce se il tizio in questione ha già provato il piacere di un calcio nelle palle o no..

Non sono uno di quei ragazzi che in effetti ama la sensazione di essere colpito nelle palle, perché, diciamocelo, FA MALE!! Ma la cosa la doro, poiché la Donna lo ama. Mi piace la completa sottomissione alla mia padrona. Una volta che mi ha preso per le palle, lei ha la mia assoluta attenzione. Sento la cosa come se fosse un diritto di vanto per la donna; lei non ha queste cose fra le sue gambe che possono essere colpite, tirate, torte, girate, calciate e tutte quelle fantastiche idee che, sono certo, ha messo nel menù!”

In questo secondo caso, c'è la paura del dolore, ma forse e dico forse, l'eccitazione parte più dall'idea della sottomissione che dal calcio ( e le altre pratiche che nomina) vero e proprio. Questa differenziazione è interessante per cui chiedo agli amanti dei calci nelle palle, amate di più il fatto che la donna vi sottometta o il calcio in sé? Oppure entrambe le componenti hanno lo stesso valore a livello di eccitazione?

Adesso passiamo alla parte racconti e qualcosa di “reale” che ho visto in tema calci.

Questa storia che ho trovato sul web e leggerò magari un po' modificata se ce ne sarà bisogno, ci porta poi alla parte reale.

Il racconto è di un tal Pirata72, presa però da un blog ormai non più attivo che si chiama “ti mangio amore”.

Quando hai 18 anni sei pieno di ormoni, basta vedere una bella ragazza o anche solo pensarci per avere delle grandissime erezioni… Non sempre però queste erezioni sono provocate dalla voglia di fare l’amore.. Io avevo (e ho ancora adesso a 40 anni) una fame tremenda, bestiale: quella di farmi prendere a calci nelle palle dalle belle donne! Certo mi capitava di eccitarmi davanti a un paio di belle tette o di belle gambe, ma il piacere vero, carnale, sarebbe arrivato solo se quelle gambe avessero preso di mira le mie palle… E così succede che a 18 anni la mia più bella erezione avviene durante questo fatto: ora di ginnastica a scuola, la più bella ragazza dell’ intero complesso scolastico per fortuna è nella mia classe!! È una splendida ragazza bruna con due gambe chilometriche, due tette grosse ma non enormi e soprattutto un culo di marmo… All’ ora di ginnastica arriva fasciata da una tutina superaderente.. È bellissima: si intuiscono le tette nude sotto quel misero top e il culo è irresistibile, tanto che un mio compagno, appunto, non resiste: glielo palpa con soddisfazione!!! Lei non la prende bene, cerca di dargli uno schiaffo ma il ragazzo schiva il colpo.. Lei non si arrende e comincia un inseguimento all’ interno della palestra che termina davanti alla porta di entrata. Lui non può più scappare: lei lo stordisce con due schiaffoni in faccia e poi, finalmente, prende la mira e gli rifila un calcione poderoso nelle palle!!! Si sente l’urlo del maschio ferito e io vedo lo sguardo soddisfatto della femmina!!! La mia erezione è esplosiva!! Quanto vorrei essere al posto del mio compagno che si tiene le palle dolorante e guarda dal basso verso l’alto colei che l’ha giustamente umiliato… Vorrei prostrarmi ai piedi di lei, farle capire che è una vera Dea… Vorrei che calpestasse il mio cazzo durissimo per far capire chi è il vero sesso forte… Ma non faccio nulla, ho paura di quello che la gente possa pensare… Così cerco solo di nascondere la mia erezione..” Pirata72

https://timangioamore.wordpress.com/2014/10/13/ballbusting-di-pirata72/


Il racconto che sia reale o no, ci riporta sempre alla scuola e a quello che di reale poteva accadere che riguardasse un bel calcio nelle palle sferrato dalla compagna magari davanti ad altre compagne ma anche compagni che guardano indicano e ridono. Non ci perdiamo a dire che se il ballbusting è si la pratica principale in questo scritto ma è una delle tante che troviamo.

Questa storia mi ha fatto venire in mente qualcosa che accade alle scuole medie, in questo caso non sono io la protagonista come nel racconto “quel colpo che non ti aspetti”, ma altre ragazze. Di fatto è una storia di bullismo, non è detto che sia andata proprio come l'avevo percepita io. All'epoca entravo nel mondo kink ma ne ero ancora distante.

I giardinetti si trovavano in fondo alla via della scuola, dove c'era l'unico tabacchi che vendeva le sigarette. Per arrivare alle sigarette dovevi necessariamente passare da li. Era un piccolo parco giochi per bambini, con scivolo e giostrine ormai arrugginite, ed una sola panchina sulla quale trovavi scritte volgarissime e le firme di chi passava di li, ma che era sempre occupata dal solito gruppo di bullette. Ragazzine di 13 anni che già si atteggiavano a piccole donne, sempre pronte a sfoggiare abiti non propriamente adatti negli anni 90 e con un colorito vocabolario che non mancava di lasciare interdetti anche i ragazzini più audaci. Ragazzini che si tenevano ben alla larga dalla panchina. Le bullette erano spesso spalleggiate dai bulli e prendevano di mira un po' a caso sia ragazzi che ragazze. Ovviamente non interessava loro arrivare a scuola, ma spesso bigiavano su quella panchina e chi cadeva nelle loro grinfie, a scuola o ci arrivava in ritardo o non ci arrivava nemmeno. Una mattina vado al tabacchi a comprare le sigarette (ebbene da ragazzina fumavo pure io) e le vedo sulla solita panchina che torturano tra parole e spintoni un ragazzino di prima che avevo visto poche volte. Prendo le sigarette ma dimentico il walkman sul bancone. Quando esco il ragazzino sta in ginocchio per terra sotto di loro che troneggiano come delle dive sulla panchina. Fumano, e tra un tiro e l'altro gli sputano addosso. A passo svelto vado a scuola con le mie sigarette. Ero già bullizzata fin troppo e di aggiungere botte alle botte anche no grazie per cui scelgo a malincuore di farmi i fatti miei. Alla seconda ora, almeno le 9 del mattino mi accorgo che non ho più l'walkman. Panico e tragedia. Non me ne avrebbero comprato un altro. Devo tornare al tabacchi, sperando di trovarlo ancora. Nel marasma del cambio ora, appena entra il prof dico che ho bisogno del bagno, in realtà non vista esco dalla scuola e torno al tabacchi. Quando passo i giardinetti sono deserti. Entro al tabacchi e la signora mi ha tenuto via walkman e cuffie per fortuna. Esco e faccio per mettermi le cuffie, quando sento ridere e un suono strozzato. Giro attorno al tabacchi e vedo le tre bullette che ridono tra loro e stanno prendendo letteralmente a calci nella palle lo stesso ragazzino del mattino. Lui è a terra piegato e fa come un verso strozzato dice “ah”. Sul momento non riesco a capire, si tiene le mani li in mezzo, piegato per terra ma loro tre stanno semplicemente tirando calci un po' a caso e ridendo. Mi rendo conto che non lo trattengono in nessun modo fisicamente. Non capisco perché non si alza e scappa. Per mezzo secondo ripenso al mattino quando stava in ginocchio sotto loro tre ed un pensiero prende forma “forse gli piace”.. per mezzo secondo mentre li guardo mi sfiora l'idea che anche ai ragazzi piace farsi dare i calci nelle palle e che quelle ragazze lo fanno con piacere. Quel piacere a cui mi abbandono solo di notte e nel silenzio della mia camera. Mentre li guardo e non trovo sofferenza, non lo vedo più come bullismo ma come piacere, mi rendo conto che mi piace guardare queste cose. Poi dal nulla i pensieri razionali “non si muove perché ha paura”. Torno a scuola, la preside mi aspetta, a momenti vengo sospesa. Di nuovo. Ad oggi vorrei chiedere a quel ragazzino, era davvero paura oppure ti piaceva?

Quest'altro spaccato di vita che con pochi avevo condiviso è come l'altro racconto in cui io avevo calciato qualcuno a scuola. Sono cose che ho messo nel dimenticatoio. E di episodi kink tra le medie e le superiori ce ne sono stati. Cose che riguardano momenti poco piacevoli durante l'adolescenza ma che mi hanno creato subbuglio e che mi hanno avvicinato ai kink, in questo caso specifico ai calci nelle palle.

Raramente da adulta mi è capitato di assistere a scene di questo tipo. O almeno non così esplicite. Mi è capitato una volta in metropolitana (credo fosse casuale) e una volta al parco (credo fosse programmato), ma non mi dilungo oltre qui. Magari in qualche altra storia visto che di questo ballbusting ne volete sempre e sempre di più!



https://timangioamore.wordpress.com/2014/10/13/ballbusting-di-pirata72/

https://www.ilfoglio.it/cultura/2016/11/06/news/ciao-maschio-106178/


Commenti

  1. Buonasera, cosa ne pensi delle cinture di castità per uomo?

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    1. mai usate, ma le trovo interessanti. Mi era stato richiesto di scrivere dell'argomento effettivamente..

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  2. Se ti dovesse interessare e magari approfondire dubbi e curiosità sull'argomento da parte di chi l'ha provata e può condividere sensazioni ed esperienze chiedi pure. Il mio record personale è di 17 giorni rinchiuso e ne ho avute in totale 8(prima di arrivare alle 3 che indosso attualmente). Mi farebbe piacere che questo argomento diventi sempre più discusso e conosciuto.
    Un saluto

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    1. mi scrivi in email inconsueta80@libero.it grazie, specifica chi sei

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