Kink e difesa fantasy - il caso di Gilberto Valle




Vi racconto questa storia. Come ben sapete tratto le storie dal punto di vista dei protagonisti.
Per tutto il resto ( date precise, accuse ) trovate sul web.
Abbiamo parlato molte volte di quanto sia sottile il filo che separa pensiero kink – azione.
Soprattutto quando abbiamo pensieri che non rientrano nella legalità.
Abbiamo sempre pensato che non si può essere condannati per i pensieri, giusto? 
Sbagliato, se qualcuno li scopre e vi denuncia, non comprendendo in realtà che sono solo fantasie, se per caso siete andati un po' oltre, è possibile finire nei guai.
Cominciamo col dire che quando tutto succede siamo a New York è il 2012, lui si chiama Gilberto Valle ha 28 anni, fa il poliziotto è sposato e ha una neonata.
Poi di notte quando la moglie e la bambina vanno a nanna fa quello che tutti noi con i kink facciamo, va sulle chat fetish e siti a tema.
Succede che la moglie si accorge che lui sta sveglio la notte e riesce sul pc a risalire alle chat e a molte altre cose che il marito fa online.
Valle ha purtroppo quel tipo di kink che non sono visti bene nemmeno nei pensieri.
Torture, stupri, abusi, rapimento e cannibalismo.
La moglie se ne va, ma non solo, lo denuncia, (ricordiamo che era agente di polizia), portando tutto il pc quindi tutta la vita kink di Valle praticamente in mano ai colleghi si può dire.
Valle ad oggi è assolto ma un po' di prigione se l'è fatta.
Cosa lo incrimina?
Perché lui non ha commesso alcun atto criminale se parliamo di rapimenti, torture, stupri e cannibalismo, tutte queste cose lui nella realtà non le hai mai fatte.
Quali sono i punti a suo sfavore:
- ha approfittato del suo ruolo, effettuando un accesso a un database delle forze dell'ordine senza autorizzazione. Fatto gravissimo e ovviamente punibile.
- ha discusso di piani per rapire, stuprare, torturare, uccidere, cucinare e mangiare parti del corpo di un certo numero di donne. E’ un reato? Non direi.
- ha creato file relativi ad almeno 100 donne, contenenti almeno una fotografia di ciascuna donna, la maggior parte delle quali sono elencate con nome e cognome, indirizzi pertinenti, descrizioni fisiche e fotografie. Alcune donne le conosceva, moglie compresa. E’ un reato? Non direi.
- ha incontrato una delle potenziali vittime, che vittima non lo è mai stata, andando a pranzo insieme. E’ un reato? Non direi.
Ma la somma di tutto questo più alcune chat che ora leggiamo ha portato all’accusa di “cospirazione al rapimento”.
Valle in chat chiacchierava di queste cose con altre persone.
X: Quanto è grande il tuo forno?
VALLE: Abbastanza grande da contenere una di queste ragazze se piegassi le loro gambe. Il rapimento dovrà essere impeccabile. Le conosco tutte. Posso semplicemente presentarmi a casa sua senza preavviso, non la allerterò, e posso stordirla, aspettare che faccia buio e rapirla direttamente da casa sua.
X: Sarebbe davvero meglio prendere una sconosciuta. La prima cosa che farà la polizia sarà controllare un'amica.


E ancora..

X: Ho dei gas anestetici.
VALLE: Posso fare il cloroformio qui.
X: È davvero difficile dislocare (bloccare) una mascella. Potremmo metterla sul fuoco, sputare e uccidere la ragazza. Dobbiamo metterla in una specie di gabbia. Qual è il tuo taglio di carne preferito?

VALLE: Stavo pensando di legare il suo corpo a un qualche tipo di apparecchio, cuocendola a fuoco lento/tenendola in vita il più a lungo possibile. Mi piace che stia dormendo in questo momento senza avere la minima idea di cosa abbiamo pianificato. I suoi giorni sono contati. Sono contento che tu sia a bordo. Sembra gustosa, vero?
X: Sai che se non sprechiamo niente di lei ci sono quasi 75 libbre di cibo lì. Hai una ricetta per il cloroformio?
VALLE: Ho trovato un sito web un paio di notti fa. Vediamo se riesco a recuperarlo.

Secondo un'analisi del Computer, diversi minuti dopo questo messaggio, Valle invia a X un collegamento Internet contenente la ricetta per il cloroformio e istruzioni dettagliate su come realizzare il composto chimico.

Valle crea un documento intitolato "Abduction and Cooking [Victim-I]: a Blueprint" - Rapimento e cucina [Vittima-I]: un progetto. Il documento contiene informazioni sulla Vittima-I, tra cui nome, data di nascita, altezza, peso e taglia del reggiseno. Il documento contiene anche una sezione chiamata "Materiali necessari" in cui Valle ha scritto, in parte, quanto segue:                           -  Auto (ce l'ho)                                                                                                                                                                       - Cloroformio (fare riferimento al sito Web per le istruzioni)                                                                               - Corda (il tipo più resistente per legarla)

Inoltre VALLE e X hanno negoziato e concordato un prezzo per il quale VALLE avrebbe rapito un'altra donna. Di seguito sono riportati alcuni estratti della loro comunicazione online:

X: E anche sul prezzo, faresti un piano di pagamento o un pagamento anticipato completo?
VALLE: Pagamento completo dovuto alla consegna. Solo per farti sapere che potrebbe essere stordita quando te la porterò. Non so quanto durerà il solvente che sto usando, ma devo stordirla per farla uscire dal suo appartamento in sicurezza.
X: La voglio sicuramente e quanto costa ancora, mi dispiace chiedertelo ma non ricordo.
VALLE: $ 5.000 e sarà tutta tua.
X: Potremmo fare 4?
VALLE: Ci metto la faccia. Se qualcosa va storto, sono nei guai. $ 5.000 e devi assicurarti che non venga trovata. Farà sicuramente notizia. Sarà così dura trattenermi quando la stenderò, ma aspiro a diventare un rapitore professionista e questo è il mio lavoro. Ma mi divertirò molto a stenderla, legarle mani e piedi nudi e imbavagliarla. Poi la stiperò in un grosso bagaglio e la porterò nel mio furgone.
X: assicurati solo che non muoia prima che la prenda.
VALLE: Non preoccuparti. Sarà viva. Da te è un breve tragitto. Penso che preferirei non essere coinvolto nello stupro. L'hai pagata tu. Lei è tutta tua e non voglio essere tentato la prossima volta che rapisco una ragazza.
X: Capisco, c'è qualcosa che posso scambiare con te che potrebbe abbassare un po' il prezzo?
VALLE: No, niente. Come ho detto, è molto rischioso e mi rovinerebbe la vita se venissi catturato. Ho davvero bisogno di soldi e non posso accettare meno di $ 5.000.

Ancora un pezzettino di altra chat.

VALLE "Sì, voglio davvero che sia viva nel forno. Voglio che provi l'esperienza di essere cucinata viva."

X: "Legatela in posizione incaprettata e mettetela nel forno. Sarà una carne fresca."

VALLE: “No. Sarà legata come un tacchino sdraiato sulla schiena, le mani legate davanti a sé, i piedi incrociati alle caviglie e legati, poi le mani e i piedi uniti, legati con spago.”

Ora partiamo dal punto di vista della moglie. La moglie vede un marito che comincia a essere distante la notte, che non viene a dormire, e giustamente va dove lui passa le notti, al pc. Immaginiamo una persona totalmente sprovvista di cultura kink, trovarsi davanti queste chat, questi documenti, immagini non proprio per tutti. E leggere che il marito se la vuole cucinare a fuoco lento. Magari leggere e vedere tutto questo con la neonata in braccio. Prendi pc, neonata fai una borsa veloce e scappi. Ci sta. 

Poi pensiamo a Valle. Come ci sentiremmo noi se i nostri kink fossero dati in pasto a chiunque? Le nostre chat ovunque? I nostri pensieri più intimi e difficili ovunque? E’ ovvio nessuno può garantire per nessuno, ma davvero se è solo fantasia, un gioco d’immaginazione, magari l’unico modo per sfogare quel kink che tanto ci fa stare male, è terribile essere etichettati come mostri.

Ora la giuria. Capirete anche a voi, fate leggere tutto questo a una giuria di persone qualsiasi e signori miei ecco a voi la condanna è servita.

Inutile dire che sebbene le chat "reali" contenessero riferimenti a donne reali, Valle spesso falsificava i loro cognomi e parti delle loro informazioni biografiche, così come la sua stessa identità. E sebbene le trame fossero meticolose nei dettagli, erano anche palesemente assurde.

Ad esempio, in una chat che l'FBI considerava "reale", Valle diceva che avrebbe rapito una donna; l'avrebbe portata nel suo furgone nella sua baita di montagna; l'avrebbe torturata usando un apparato a carrucola nel suo seminterrato insonorizzato; e, infine, l'avrebbe cucinata nel suo gigantesco forno a misura d'uomo. Ma ovviamente, Valle non aveva né un furgone, né una baita di montagna, nessun seminterrato o apparato di carrucole, e nessun forno gigante. Esattamente come capita a chi gioca ai kink online. Si inventa, ma secondo voi una giuria può capirlo?

Valle su Dark Fetish Net, scrive: "Mi piace insistere, ma non importa cosa dico, è tutta fantasia".

Piccolo estratto da CONSPIRACY AND THE FANTASY DEFENSE: THE STRANGE CASE OF THE CANNIBAL COP - KAITLIN EK, ovviamente la traduzione non è precisa.

“L'incentivo emotivo per la giuria a condannare era grande. Fu loro presentata la possibilità di un complotto criminale davvero orribile e furono incaricati di determinare se fosse reale o di fantasia senza molte prove sostanziali. Furono invitati a prendere questa decisione sulla base di tutte le prove circostanziali fornite dall'accusa, inclusi non solo il contenuto delle chat che si presumeva rappresentassero un accordo, ma anche il contenuto delle chat che rappresentavano effettivamente delle fantasie. Inoltre, avrebbero dovuto prendere questa decisione usando il loro "buon senso", senza il beneficio di alcuna testimonianza di esperti che spiegasse la relazione tra fantasia e azione. Una persona ragionevole avrebbe potuto benissimo convincersi che un uomo come Gilberto Valle, colpevole o meno del crimine contestato, fosse troppo pericoloso o troppo sgradevole per vivere tra la popolazione in generale.

La legge sulla cospirazione pone due problemi principali per coloro che rivendicano una difesa di fantasia. In primo luogo, lo standard di prova della cospirazione pone il rischio di condannare gli imputati sulla base di prove insufficienti, una violazione del giusto processo. In secondo luogo, la giuria potrebbe condannare un imputato sulla base di contenuto di pensiero della sua espressione, indipendentemente dal fatto che creda o meno che la parte in questione intendesse veramente raggiungere un obiettivo illecito. Questo secondo problema è sia una violazione del giusto processo, a causa della sua probabilità di portare a condanne ingiuste basate sulla fantasia anziché su una cospirazione reale, e una violazione del Primo Emendamento, perché una condanna ingiusta viola anche il diritto di espressione dell'imputato. Poiché i casi di difesa fantasy, come quello di Valle, hanno probabilità di dimostrare che l'imputato ha espresso pensieri tabù, una giuria può condannare sulla base del disgusto o della paura piuttosto che sulla sua effettiva convinzione che un imputato intendesse la sua espressione come accordo di cospirazione.”

Difatti Valle viene condannato da una giuria e messo in prigione, poi è il giudice che dice era ovvio che la giuria condannasse, per tutta questa serie di cose. E si è rivisto il tutto.

Sempre da questo documento questa precisazione che mi sembra doverosa.

“In primo luogo, le fantasie sessuali non rappresentano necessariamente desideri reali. Ad esempio, sebbene molte donne fantastichino sullo stupro, quella fantasia non riflette il desiderio di essere stuprate. Allo stesso modo, molti uomini e donne che fantasticano su incontri omosessuali si identificano comunque come eterosessuali. In secondo luogo, sebbene le fantasie sessuali devianti siano quasi universali, vengono raramente messe in atto. In uno studio, i ricercatori hanno scoperto che, sebbene quasi tutti coloro che avevano partecipato a comportamenti sessuali devianti ne avessero fantasticato a un certo punto, il contrario non era vero: la maggior parte di coloro che avevano fantasie sessuali devianti non le aveva mai messe in pratica. Questi passaggi sono ancora più attenuati per i feticisti del cannibalismo. Sorprendentemente, fantasticare sul cannibalismo è abbastanza diffuso da giustificare una sua terminologia psicologica (vorarefilia) e uno slang di Internet (vore).

Dark Fetish Net, il sito web utilizzato da Gilberto Valle, ha centinaia di utenti che elencano il cannibalismo come un feticcio, e altri siti vore vantano decine di migliaia di iscritti. Tuttavia, tra questi numerosi appassionati di cannibalismo, c'è stato solo un caso registrato di un utente del forum vore che ha effettivamente commesso cannibalismo: un uomo tedesco che ha ucciso e mangiato la sua vittima su richiesta della vittima stessa. Inoltre, gli utenti del forum spesso dichiarano nei loro profili di essere interessati solo alla fantasia e, al di fuori del contesto del gioco di ruolo, affermano ampiamente la loro riluttanza a mangiare effettivamente esseri umani. Pertanto, sebbene la tecnologia moderna consenta al governo di impegnarsi in una sorta di “lettura del pensiero”, i principi del diritto penale lo proibiscono.”

Adesso due cose ancora da aggiungere.

Avevo già portato il problema di avere un kink illegale e delle possibili modalità di sfogo che non siano nella realtà. Se uno è cannibale, necrofilo, zoofilo e sogna di stuprare o torturare, ed è un essere umano con un’etica, non porterà queste cose nella realtà perché sa che sono il male. Quindi cosa può farne di questi pensieri se non cercare una valvola di sfogo online? Se togliamo anche questo davvero allora cosa rimane? Ossessione che cresce? E’ vero anche di contro che se non hai abbastanza consapevolezza di te, i siti, le chat di gruppo, non fanno altro che alimentare il kink.

Il web diventa un’arma a doppio taglio.

Quando si tratta di fantasia, di roleplay online, si finge e si finge tanto. Si interpretano dei ruoli, anche ruoli che sembrano assurdi. Si dicono cose e si inventano scenari che quasi sempre non si mettono in pratica.

Il video su yt che ho visto e che parlava del caso, portava un quesito interessante: perché nei libri, nei film, riusciamo ad accettare le peggio cose però se le peggio cose vengono scritte su una chat tra due persone non vanno bene? Il libro, il film, derivano comunque da una fantasia. Devo presupporre che King, il re del terrore che di kink tratta eccome (pensiamo a “misery non deve morire” e ne troviamo) sia l'uomo peggiore sulla terra? Ma anche no, scrive queste strambe e per alcuni piacevoli, fantasie che gli passano per la testa. Su quale base allora una cosa va bene è accettata ( il libro, il film) e l’altra no?

Questa storia mi ha fatto parecchio innervosire, probabilmente perché mi tocca da vicino e non perché io fantastichi sul cannibalismo kink che nemmeno mi interessa, ma perché di fantasie sul web ne scrivo molte, anche via chat. Invento storie, creo scenari di fantasie che nella realtà non verranno mai messe in pratica e anche se possono restare all’interno della legalità, potrebbero essere alquanto disturbanti. E non mi piacerebbe finissero in pasto a gente che non può comprendere.

Questa storia insegna che il web non ci protegge se non siamo noi a proteggere noi stessi. Chi ci è vicino la maggior parte delle volte non comprende. Molto spesso non sa. E allora dobbiamo imparare noi a proteggere non solo noi stessi ma anche chi ci sta accanto, perché a volte le persone non sono pronte.  



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