Omicidi Seriali - di Ronald M. Holmes e Stephen T. Holmes
“Ho esposto i fatti. Ma i fatti hanno un'anima e un corpo” dice Bertrand, necrofilo e violatore di tombe.
Il libro è scorrevole, facile da leggere, non pensante né troppo tecnico.
Inutile dire che di kink se ne trovano.
Tratta principalmente dei serial killer.
Quindi elementi, motivazioni, tipi di serial killer. Parla anche delle donne.
Insomma se vi interessano i temi leggetelo amplia la mente e la conoscenza ovviamente in questo campo.
Credo che l'anno di uscita del libro in italiano sia il 2000 se ho capito bene dalla copertina.
Volevo condividere parte della presentazione di “omicidi seriali” scritta da tal Ugo Fornari, perché è degna di ragionamento e da onestamente da pensare.
“... le società moderne stanno andando incontro a un pericolosissimo, anche se per molti versi comprensibile, fenomeno che mina le fondamenta stesse della struttura sociale, della solidarietà e della collaborazione. Si assiste al consolidarsi di una cultura di tipo pregenitale, in cui le persone non riescono più a raggiungere la relazione oggettuale adulta e matura, a configurarsi l'Altro per quello che è, ma unicamente a viverlo e vederlo per quello che serve.
Una società costruita su reazioni parziali anziché su reazioni totali è una società in cui il meccanismo della scissione è continuamente posto in essere, per cui solo quelli che servono hanno diritto di cittadinanza e conservano tale diritto finché servono; come non servono più al sistema, vengono messi da parte.
Questa logica perversa e distruttiva è quella che sta alla base del sempre minore rispetto per la persona, della crescente carenza di tutela delle cosiddette fasce deboli, della impietosa eliminazione dal circuito produttivo ma anche sociale non sono più delle persone anziane, dei malati, degli autori di reati, dei sofferenti psichici.
Aumenta la fascia delle persone che rappresentano le parti degradate o inutili o cattive in cui nessuno vuole più riconoscersi e riconoscere aspetti del proprio sé, come se questa operazione di scissione garantisse l'integrità dell'io invece che essere alla base della sua mancata integrazione quando non della sua disintegrazione”
“Pertanto se esistono certi fenomeni mostruosi non è perché esistono i mostri che agiscono, ma è perché esistono contesti mostruosi in cui ogni rispetto per il valore della vita umana è inesistente o irriso. E l'omicida seriale è, anche se non solo, lo specchio di questa preoccupante realtà”
Mi soffermerei sulla frase “configurarsi l'Altro per quello che è, ma unicamente a viverlo e vederlo per quello che serve”. Guardandoci dentro onestamente, quante relazioni sono improntate su “quello che serve”? Tantissime, quasi tutte. Sono rare le relazioni in cui guardiamo all'altro per quello che in realtà è.
“Ogni scelta (il processo dei decisionale) nell'uno o nell'altro senso orientata (creatività o distruttività al servizio della vita o della morte) è sempre individuale, imponderabile e imprevedibile è vero; nessuno però mette in discussione la libertà di scelta di chi ha la responsabilità di educazione, di formazione, di assistenza, di governo, di pianificazione, di repressione di controllo, di ristrutturazione di un'azienda o di un sistema. E allora perché tanto interesse nel discutere sulla libertà di scelta di un serial killer? Il licenziamento in tronco di una persona nel pieno della sua attività lavorativa non equivale, mutatis mutandis, al gesto del serial killer? Da un punto di vista squisitamente psicologico quale dei due non fa pezzi la sua vittima?
Abbiamo già scritto lo ripetiamo che il delitto non è il male, ma è un male, uno dei tanti modi di fare il male, ma il male si fa anche senza compiere reati. E' inutile negarlo: poco o tanto, più o meno il male esercita la sua attrazione su ciascuno di noi e se nel mondo c'è tanto male è perché le persone ne fanno tanto di male, attraverso le mille espressioni che esso può assumere e che non sono solo quelle della distruttività direttamente espressa ma sono soprattutto quelle della violenza occulta, mascherata e indiretta (l'indifferenza, la solitudine fredda e vuota, il disprezzo, il silenzio scontroso, l'umiliazione, la mancanza di rispetto, la competizione impietosa la condiscendenza dileggiante, l'assenso degradante, i rapporti affettivi e interpersonali instabili e fluttuanti)”
Ancora un invito al ragionamento. Il delitto è l'apice ma il vero male è serpeggiante, striscia e ti entra dentro. Viviamo quasi tutti un tipo di male appena citato che sia un rapporto disfunzionale o il disprezzo anche sul lavoro. Anche questo è il male.
In ultimo parlando di comprensione e anche motivazioni rispetto a chi compie un delitto ci dice:
“Potremmo a questo punto chiederci: non hanno voluto, non hanno saputo, non hanno potuto essere o diventare altro da quello che sono stati? Sono domande destinate a rimanere senza risposta.
Non sappiamo quanta libertà (intesa come possibilità di agire e di progettare e di programmare e di scegliere da comportamenti e progetti differenziati) essi abbiano esercitato nel loro percorso esistenziale come non sappiamo quanta libertà eserciti ognuno di noi nelle operazioni quotidiane. Così non siamo in grado di dare delle risposte ultime, di risolvere la questione del perché: siamo impotenti nei loro e nei nostri confronti lo ammettiamo con franchezza e serenità.
Abbiamo imparato però che nessun accadimento esistenziale così unico da poter determinare le nostre scelte e condizionare nella sostanza le nostre strategie di vita o di morte; così pure abbiamo imparato che i fattori biologici, psicologici, ambientali, culturali e sociali, gli accadimenti dell'esistenza in altre parole, interagiscono nel rendere unica e irripetibile ogni persona.
Infinite sono le composizioni che si possono costruire con le sette note musicali, le più sono armoniche e altre sono dissonanti e questo dato, valido per ogni persona, ci accomuna tutti quanti.”
E niente la condivisione di queste parole, che possono essere riportate anche al mondo kink e ai rapporti personali che ognuno di noi ha, mi sembrava essenziale.
Concludo con la frase di un altro noto necrofilo e serial killer.
“Voi avete visto quello che io volevo farvi vedere; avete sentito quello che io volevo farvi sentire; e avete letto quello che volevo io. Ho usato tutto per conquistare la mia pace interiore.”
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