La rivincita di Sara - racconto ballbusting
Questo racconto nasce dall'idea di qualcuno di voi.
Mi piace pensare alla ragazza gracilina che si riscatta con un bel calcio.
E' stato scritto da me senza troppe pretese mentre facevo mille cose!
Se ascoltate il podcast chiedo venia per l'audio ma ero senza microfono!
-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
Sara cammina velocemente.
La borsa ben attaccata al fianco, la tiene salda.
C'è qualcosa per cui ha aspettato tanto li dentro.
E' notte fonda e lei non dovrebbe essere in giro.
Muove rapida le sue gambe magre.
Non le sono mai piaciute le sue gambe.
Le sembrano dei fragili grissini.
Sara pensa sempre che prima o poi si spezzeranno.
E non è molto meglio il resto.
Poco seno, gracilina, fragile, una bambolina di porcellana, le diceva il suo ex.
Adesso in questa grande città che a notte fonda sembra deserta si sente piccola e indifesa.
Non sarebbe dovuta uscire con gli amici ma alla fine l'avevano convinta.
Aveva rifiutato il passaggio ed ora era amaramente pentita.
Ma doveva assolutamente passare dal locker e doveva farlo da sola.
Ancora due vie la separano dal portone di casa sua.
Sara non è mai stata coraggiosa.
Ha sempre sopportato tutto nella vita.
Un padre violento, un ex fidanzato che l'ha umiliata più volte, ed un fratello che ora l'attende a casa e a cui praticamente fa da serva.
Ora nel buio della città, illuminata dalla luce di un flebile lampione che traballa, sente dei passi dietro di sé.
Non dovrebbero esserci quei passi, fino a poco fa non c'era nessuno.
Li sente sempre più vicini.
Si gira velocemente solo per un attimo, mentre cambia la via e prende l'ultima strada, quella che la porterà dritta verso casa.
Si gira e lo vede.
E' un omone. Spalle larghe, grosso, un duro. Le fa già paura.
Stringe la borsa a sé e aumenta il passo.
Ma lui è sempre dietro.
Sara sente i passi, vicini, sempre più vicini, troppo pericolosamente vicini.
Il portone è a pochi passi, 5 forse 6, ma lui è più veloce.
Sara si sente afferrare da dietro. L'uomo è davvero enorme, pensa Sara.
La solleva da terra, lo fa con una mano, e la sbatte contro il muro, la tiene al collo.
Sara è paralizzata, la paura non la fa muovere.
Non urla, non parla, non piange.
Resta così appesa in attesa.
Cerca di guardare l'uomo davanti a sé.
Il suo aggressore.
E' ben piantato, robusto.
Sara pensa subito che qualsiasi mossa sarà inutile.
E poi, si dice, che mossa potrei mai fare?
Sono talmente gracile che mi ha sollevato con una mano sola.
Immersa in questi pensieri sente l'uomo dire “Allora vuoi rispondere?”
La voce è dura, minacciosa, sprezzante, ma non urla.
Sara non riesce a parlare, l'uomo allenta la presa.
“non ho capito” dice lei in un soffio.
Sara non implora, semplicemente attende di uscire da un incubo.
“Voglio la tua borsa e me ne andrò” ripete l'uomo, la voce ora è più malleabile.
“Posso darti i soldi” dice Sara “ posso darti il telefono, ma non posso darti la borsa”.
Mossa sbagliata , l'uomo riprende a stringere e la solleva di più.
Adesso le si avvicina all'orecchio e le chiede cosa contiene la borsa di tanto importante.
Sara è solo concentrata solo su una cosa.
Dalla posizione in cui è, sente che i suoi stivaletti stanno sfiorando le palle dell'uomo.
Sono proprio alla giusta altezza.
Le viene in mente per un attimo che la mossa giusta potrebbe essere quella.
La sua mente comincia a formulare velocemente ipotesi su come e quando calciare. Ripensa a quando da bambina aveva tirato per sbaglio una pallonata nelle palle a suo fratello. Era rimasto piegato a terra per minuti interminabili.
Ma adesso non ha una palla. Pensa alle sue gambe, ai suoi piedi avvolti negli stivaletti e si chiede se ce le farà.
L'uomo la osserva e allenta ancora la presa. Va tutto al rallentatore ma mentre Sara scivola giù, le sue ginocchia sfiorano le palle dell'uomo.
Sara continua a dire che no non gli darà la borsa, di lasciarla andare.
E pensa, una bella ginocchiata nelle palle dopo un calcio e scappo.
Mentre la mente di Sara fa tutti questi pensieri, l'uomo la rimette a terra e cerca di strapparle la borsa.
Adesso è tutto veloce, Sara che tiene la borsa, l'uomo che cerca si strapparla.
Poi Sara dice solo “ti dico cosa c'è d'importante” l'uomo si ferma ed è in ascolto.
Sara adesso è sul marciapiede davanti a lui.
Pensa, ora o mai più. Con tutto il coraggio che ha in corpo, da un calcio nelle palle al suo aggressore.
Colpisce dritta, tattica, precisa, la borsa ancora stretta in mano.
L'uomo non se lo aspetta e dopo un momento di sgomento, urlando, porta le mani alle palle, ed è in quel momento, in quel preciso istante che, tra le mani che cercano di coprire ma non arrivano in tempo, le gambe che si chiudono, arriva la ginocchiata.
La assesta bene Sara. Dritta dritta nelle palle.
L'omone si rotola a terra in preda al dolore.
Sara lo guarda soddisfatta ma non è ancora convinta sia finita.
Lo osserva li per terra, adesso è lei che, non mollando la borsa nemmeno per un secondo, gli si avvicina all'orecchio e sussurra “ma che cazzo di uomo sei? Steso per così poco? Un calcetto nelle palle? Grande grosso e ridicolo”
Poi Sara guarda le mani di lui che ancora si tengono le palle. Proprio non ce la fa ad andare via. E quelle palle che ha colpito le hanno dato forza e le va a cercare.
Sotto una tuta sottile le trova e strizza con tutta la forza che ha in corpo.
Stringe, stringe e stringe, mentre lui strilla come un moccioso.
Strizza le palle di un uomo sconosciuto per strada in piena notte.
Ma in quella strizzata c'è un risarcimento, per la violenza subita dal padre, per le umiliazioni del suo ex, per quel fratello che la vede solo come donna schiava e per questo aggressore che voleva rubarle la borsa.
Strizzando restituisce a se stessa quel coraggio che non ha mai avuto e pensa “da stanotte cambia tutto”.
Lascia l'uomo a terra, adesso le vede le lacrime. Lui non si alza non si muove. Ferito dove fa più male. Ha perso la sua virilità.
Sara con la sua borsa apre il portone, da un ultima occhiata all'uomo, chiude e sale le scale.
Entra in casa e suo fratello sta disteso sul divano in mutande, dorme, russa, circondato da lattine di birra.
“Piccole inutile palle piccole” esclama lei mentre si avvicina e gliele strizza con forza.
Lui si sveglia di soprassalto, stordito dolorante comincia ad urlare ma non comprende non subito.
Sara allenta la presa ma non molla le palle, lo guarda dritto negli occhi e con tono duro dice “prova ancora a fare questo schifo e ti prendo a calci nelle palle, stupido inutile uomo.” Riprende a strizzare mentre il volto di lui è una maschera di dolore “adesso alzati e sistema”.
Sara con passo sicuro va in stanza, chiude la porta e ancora incredula per la serata, apre finalmente la borsa.
Prende il pacco tra le mani, se lo rigira, lo apre. Il suo primo vibratore.
Gode e gode e gode, mentre ripensa alla serata e sente suo fratello in sala che pulisce.

Buonasera inconsueta, mi sono imbattuto per caso nei tuoi video.
RispondiEliminaChe poi per caso significa che stavo cercando sul tema, quindi di casuale c'è ben poco. Come dice il detto, chi cerca trova.
A ogni modo, cercavo materiale video per un sessione di autoerotismo dopo una riunione particolarmente stressante e dopo aver trovato o tuoi video racconto mi sono incuriosito e ... Beh ho rinunciato alla sessione per qualcosa di più appagante. Ascoltere i tuoi racconti.
Ho passato due ore a guidare in macchina ascoltandoti ed è stato meglio che guardare video. Ti basti sapere che ho dovuto scaricare la tensione per due volte per non esplodere.. o dovrei dire che sono esploso due volte.. b
Vabbè sofismi. Per fortuna mia moglie non ha visto le macchine sui pantaloni.
A ogni modo ti basti sapere che non si è esaurito il mio kink e ti penserò ancora.
Ci tenevo a dirti due cose, la prima è che sai entrare nella testa dei perversi come me come poche sanno fare.
La seconda riguarda il ballbusting. Ho ascoltato anche 'i podcast lo fate voi' in cui a un certo punto dici che ti chiediamo tutti sul bb e che ormai sei stufa. Eppure. Eppure hai insistito molto che se potessi saresti calci nelle palle a tutti. Ti sei soffermata a abbastanza sul tema per stuzzicare il desiderio. Hai chiuso il post dicendoci di chiudere il tema e di andare farci prender calci nelle palle.
Secondo me il tono tradiva piacere.
Ecco solo questo volevo dirti
Mi fa piacere che gli audio siano apprezzati! Io proverei a coinvolgere la moglie, sia mai che le piace alla fine!
EliminaIn realtà non molto, le piace giocarci ma in modo "delicato". Dice di avere troppo rispetto per me per fare alcune cose ...
Elimina