La nuova vita di Claudia - racconto abdl non mio- parte 1


Racconto abdl NON MIO. Premesse da leggere assolutamente!
Contro:
- è un racconto LUNGO, molto lungo. E' un contro perché dovete saperlo prima di iniziare. Qui sono racchiusi 5 capitoli ma anche io devo ancora andare avanti a leggerlo.
- è stato corretto di nuovo
- non ho potuto (mea culpa) parlare di ogni cosa con l'autore quindi alcuni pezzi li ho rivisitati a mio modo perché non mi erano chiari. Mi auguro di non aver stravolto il senso.
PRO:
- teen, diaper e che vuoi di più?!
- è quello che ognuno di noi desidererebbe per sé stesso. Parlare, condividere e giocare il proprio kink senza alcun giudizio. In ambito abdl ancora di più per la difficoltà di avere un kink così crazy e poco compreso!
- alcune parti sono davvero divertenti!
- chi l'ha scritto sa bene cosa significa portare un pannolino. Le sensazioni sono scritte decisamente da qualcuno che lo indossa.

Insomma vedete voi se arrivare fino alla fine di questa prima parte. Compatibilmente con i miei tempi cercherò di metterlo tutto. 
Benvenuti nel mondo di Claudia, Giulia e Simone!


Ringrazio l'autore del racconto.
Ringrazio colui che ha generato le immagini.
Ringrazio chi l'ha riscritto per la seconda volta finalmente in italiano.
Ringrazio chi l'ha riletto.
Lo metterò in storie in evidenza ig così potrete sempre ritrovare il racconto se siete interessati.
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È incredibile che sia iniziato tutto così, se dovessi raccontarlo a qualcuno, non so se sarebbe così facile essere capita o semplicemente se tutto questo possa risultare reale.

Mi chiamo Claudia, ho 18 anni, vivo con i miei genitori e sono una persona, se così si può dire, del tutto normale.

Sto studiando, ho molte amiche e amici, ma uno in particolare, Simone, l'ho sempre visto, come si dice… con gli occhi fatti a cuoricino.

Ricordo che un giorno stavo su Internet a dare un'occhiata a video musicali e ad un certo punto la mia attenzione si focalizzò su un titolo in particolare, la presentazione sembrava quasi surreale, una ragazza più o meno della mia età vestita da bambina…

Faccio partire il video e non posso credere a quello che sto guardando, metto in pausa per un secondo e mi fiondo su Internet alla ricerca di qualche risposta, e ancora non posso credere a ciò che sto leggendo. Ritorno sul video e, cercando tra i video correlati, do un'occhiata veloce a tutti, poi uno in particolare cattura la mia già grande curiosità, solo che mi rendo conto che nel guardare quest'ultimo video la complicità è molto più forte e inizio ad eccitarmi. Il cuore lo sento che va a mille, la mano scivola giù ed inizio a toccarmi rendendomi conto, chiudendo gli occhi, che quello che sto guardando inizia ad essere un desiderio vero e proprio. La mano scivola lentamente all'interno delle mutandine e una delle scene del video mi fa arrivare all'orgasmo più inaspettato di sempre.

Sento mamma salire le scale, cerco di ricompormi e rendermi il più normale possibile, senza accorgermi che ho non solo la biancheria intima bagnata, ma che anche i pantaloncini corti con un'evidente piccola macchia scura.

Apre la porta... "Amore dai, è pronta la cena" con un cenno della testa annuisco... "Ok mamma, arrivo subito". Finita la cena torno nella mia stanza, riprendo il cellulare e cancello la cronologia.

Passo la serata al telefono con la mia migliore amica, Giulia. Naturalmente non dico nulla dell'avventura e della scoperta fatta qualche ora prima, poi dalla finestra vedo lui, Simone, che sta per uscire di casa con un sacchetto in mano, sembra quasi lo stia nascondendo, finché non lo butta nella spazzatura, poi alza la testa e mi vede... fa un sorriso e mi saluta. In quel momento il mio cuore impazzisce, mi sdraio sul letto e ritorno a documentarmi un po' su quello che ho visto.

La mattina seguente lo incrocio nuovamente e, anche in quella circostanza, mi sorride e mi saluta, divento rossa e rispondo con un filo di voce, buttando lì un semplice "ciao"...

Poi ad un certo punto alle spalle sento...

"Ma Claudia, ancora??!! Ma perché non ci vai a parlare, non posso più vederti in queste condizioni! È dalle medie che questa cosa va avanti..." Giulia, che aveva osservato tutta la scena per la milionesima volta, cerca di spronarmi perché io prenda la benedetta decisione di andarci a parlare.

"Giulia, hai ragione lo so... però ci sono tante cose che non puoi capire e che sinceramente non riesco anch'io ad affrontare".

Andiamo a lezione, dando così inizio all'ennesima giornata scolastica.

Io e Giulia siamo amiche del cuore praticamente da sempre, abitiamo nella stessa via e siamo cresciute insieme, fin dalle scuole elementari, abbiamo iniziato a fare coppia inseparabile, vorrei dirle e raccontarle quello che ho scoperto nel pomeriggio di ieri, però credo che lo farò quando anch'io avrò una situazione un po' più chiara.

Ora ho solamente una cosa in mente ed è proprio dal momento in cui ho finito di vedere quel video che non riesco più a pensare ad altro, quindi ho deciso di voler provare.

Visto quello che quel video è riuscito a farmi sentire e la scossa che mi ha dato, chissà cosa potrebbe succedere se mi mettessi nella stessa situazione. Devo trovare una soluzione per comperare o procurarmi un pannolino per adulti anche se sono abbastanza sicura e convinta che sarà difficile, una volta messo, nasconderlo. Ma, solo al pensiero, sento una sensazione troppo forte... ci devo riuscire. Mi rendo conto che non posso andare avanti così, il pensiero fisso sempre solo a quei video che ho passato la notte a guardare. Questo genere, detto abdl, è molto vasto.

Ho assolutamente bisogno di una doccia visto quello che ho combinato durante la notte, una veloce colazione e poi naturalmente di corsa a scuola, ma nella mia mente ho già tutto programmato: una volta uscita dall'ultima ora di lezione, prima di tornare a casa, mi fermerò a salutare la nonna, ovviamente non solo per la consueta visita che le faccio spesso, ma per il vero scopo che mi sono prefissata… La nonna da un po' di tempo necessita dei pannoloni, così ho pensato di prenderne uno, uno solo, ma presto mi sono resa conto che non posso farlo. Da un po’ la nonna si lamenta che i pannoloni che le mandano sono troppo pochi e li conta ogni volta. Si sarebbe accorta della mancanza. Niente, devo cambiare strategia, ho deciso quindi di far rientro a casa e pranzare. Sono sola, mamma e papà torneranno entrambi verso sera, quindi non devo fare altro che aspettare l'orario dell'apertura del piccolo supermercato che non è nemmeno molto distante da casa mia. Sembra che il tempo non passi mai, sono sdraiata sul mio letto cercando su Internet forum, siti, immagini, video e compagnia bella. Più mi documento ed entro in quella sorta di mondo parallelo, più mi rendo conto che sento la necessità di farne parte.

Finalmente! L'ora X è arrivata! Prendo con me una borsa grande e, pochi minuti dopo, mi ritrovo dentro il negozio. Una volta davanti alla corsia specializzata nei vari tipi di modelli e misure di pannoloni e pannolini, mi rendo conto che, anche se il negozio non è molto grande, ho comunque una vasta scelta su cui posso contare. Guardo le misure, poi ad un certo punto un pacco attira la mia attenzione, d’istinto lo prendo e mi dirigo verso la cassa per pagare.

Ho il cuore che batte all'impazzata, una sorta di eccitazione con un po' di imbarazzo, e in quell’istante, che sarebbe stato indimenticabile, accade quello che non avrei mai pensato potesse accadere.

Pacco di pannoloni sul nastro, scontrino ancora in mano, ho appena pagato e sento la sua voce...

"Ciao Claudia, anche tu a fare spese...". Il mio cuore sta per scoppiare, metto subito il pacco dentro la borsa, alzo la testa ed ecco lui... Simone! "Già! Sai, ogni tanto bisogna comprare ciò di cui si ha bisogno... Altrimenti a cosa serve il supermercato?".

Mi rendo conto di quello che ho appena detto, ma soprattutto sono consapevole di ciò che ho appena comprato, quindi cerco di recuperare "No, nel senso, non è che ho bisogno di pannoloni... La nonna, lei sì... Sai, quando finiscono...". Ridendo un po' per cercare di sdrammatizzare il tutto... Poi anche lui scoppia a ridere e mette sul nastro lo stesso pacco di pannoloni... "Guarda te, abbiamo qualcosa in comune oltre alla scuola... Le nonne con il pannolone...".

Entrambi ridendo sull'accaduto, facciamo lo stesso tratto di strada, visto che abitiamo a un centinaio di metri di distanza. Parliamo delle nostre nonne e ovviamente di pannoloni... Sempre con una sorta di risata un po' particolare, soprattutto la mia, visto che non vedo l’ora di arrivare a casa per riuscire finalmente a indossarne uno. Devo ammettere però che, dopo tanti anni, questa è la prima conversazione che ho con Simone... E il cuore comunque batte forte forte e non solo per il discorso del pannoloni.

La sua abitazione è quella prima della mia quindi ci salutiamo dandoci appuntamento il mattino seguente a scuola.

Finalmente a casa, sola con il mio pacco di pannoloni.

Corro in camera mia, apro il pacco e ne sfilo uno, lo apro e mi rendo conto che è grande, rumoroso come uno dei tanti visti nei video, quindi non mi resta altro che alzare la gonna, sfilare le mutandine e coricarmi sul letto mettendolo sotto al mio sedere, lo posiziono nel miglior modo possibile e poi finalmente lo chiudo cercando di stringerlo e sistemarlo per bene. Mi alzo in piedi col cuore che va a mille e non posso fare a meno di continuare a toccarlo e a guardarmi allo specchio, continuo a muovermi per la camera alzando e abbassando le gambe... Poi le apro e le chiudo, lo indosso solo da qualche minuto e sono già un po' bagnata per l’eccitazione, la mano non riesce a stare ferma e continuo a toccarmi, è un continuo sdraiarmi sul letto e poi rimettermi in piedi, mi tolgo il reggiseno e rimango solamente con la canotta, la gonna la tengo un po' più alta facendo in modo che si intraveda il pannolino da dietro, quindi decido di scendere, andare in cucina per bere un succo e guardare un po' la tv.

Mi risveglio dopo quasi un'ora, mi rendo conto di essermi addormentata e un po' spaventata controllo l'orario. Per fortuna sono solamente le 16 e quindi ho ancora un po' di tempo per poter rimanere con il pannolone. Decido comunque di tornare nella mia stanza per trovare un nascondiglio adeguato in modo tale che mamma non li trovi. Arrivata in cima alla scala ed entrata nella mia stanza, mi rendo conto che mi scappa la pipì quindi, senza nemmeno pensarci su più di tanto, cerco di rilassarmi e qualche istante dopo sento un grosso calore tra le gambe diffondersi per tutto il pannolino, ne sto facendo tantissima, ma mi sento sicura di potermi lasciare andare, mi sembra di stare su una nuvola. Una volta finito, decido di sdraiarmi sul letto. Non riesco più a capire nulla, una serie di sensazioni ed emozioni scoppiano dentro di me e mi attraversano tutto il corpo, è una cosa estremamente potente, naturalmente non posso fermare la mano che inizia a toccare il pannolino prima fuori e poi dentro, così inizio a masturbarmi in totale estasi, è indescrivibile quello che riesco a sentire e un'immagine va a fare compagnia alle varie emozioni che provo nel vedermi con un pannolino pieno… Simone con il suo pacco in mano, vado avanti con la fantasia pensando che anche lui stia facendo la stessa cosa.

Con tutto quello che sto provando e mettendo insieme, con questi pensieri, raggiungo l'estremo piacere e, senza rendermene conto, finisco con un lungo e potente urlo. Subito dopo mi viene spontaneo chiudermi a riccio con il pollice in bocca.

La sveglia che avevo programmato per le 16:30, purtroppo mi dà la brutta notizia che è giunta l'ora di sistemare tutto e quindi togliere Il pannolino zuppo, buttare tutto nella spazzatura e naturalmente andare in bagno e darmi una lavata veloce prima che mamma e papà tornino.

Infatti, subito dopo essere riuscita a fare tutto, una volta uscita dal bagno sento le chiavi aprire la porta di casa...

Un pensiero mi sfiora mentre sto scendendo col sacchetto della spazzatura in mano... per un attimo mi ricordo che il giorno prima avevo visto Simone fare esattamente la stessa cosa, però naturalmente non gli ho dato molta importanza. Arrivata in cucina, inizio a aiutare mamma nelle faccende di casa.


Il giorno seguente finita la scuola, Giulia mi chiede se possiamo passare il pomeriggio insieme perché è sola tutto il giorno e ha voglia di compagnia, quindi decido di passare il pomeriggio insieme a lei. Penso che potrebbe essere la giusta occasione per parlarle del pannolino e di come mi fa sentire metterlo, di confidarmi con lei per vedere quale sarà la sua reazione. Certo non mi giudicherebbe, ma provo comunque un po’ d’imbarazzo all’idea di parlarne.

Indecisa sul da farsi, ad un certo punto prendo un pannolino, lo appoggio sul letto e di fianco metto un paio delle mie mutandine, scoppio a ridere e comincio a fare la conta. Il dito si ferma sulle mutandine, però mentre sto facendo questa sorta di "stupidata" dentro di me so già cosa sceglierò, ed essendo già nuda, nell'arco di pochi minuti sono già con il mio bel pannolino con una delle mie gonne che mi arriva appena sotto le ginocchia, la maglietta lunga copre un po’.


È la prima uscita ufficiale in pannolino, sono alquanto emozionata e naturalmente mi sento osservata, ma questo invece di preoccuparmi, sinceramente mi diverte di più, l'adrenalina che sale mentre incrocio o mi avvicino a qualcuno rende il tutto ancora più bello.

Non mi rendo conto che c'è una persona dietro di me che praticamente sta facendo la mia stessa strada e a un certo punto, girandomi, tutta quella sicurezza che sto ostentando quasi diventa terrore...

"Claudia, aspettami... Se stai andando in centro, facciamo lo stesso percorso insieme"

Una parte di me vuole quasi correre via, l'altra invece è felice che me lo abbia chiesto, decido di fermarmi e aspettarlo.

Ha un completo a maniche corte di colore grigio, però quello che mi attira di più è che il rigonfiamento sulla parte anteriore dei pantaloncini è quasi lo stesso che fa il pannolone.

Non do molta importanza a questo dettaglio anche perché iniziamo subito a chiacchierare del più e del meno e quindi la mia attenzione si sposta su di lui.

Mentre sento i suoi occhi su di me, spero non scopra cosa ho sotto la gonna…

In realtà sembra quasi che lo sappia, però può essere solo una mia sensazione.


Arrivati entrambi nella piazza centrale, ci salutiamo, io vado verso Giulia e lui dà proprio uno sguardo fisso sul mio sedere, facendomi subito pensare che forse se n’è davvero accorto.

"Claudia ascolta possiamo andare al parco, devo parlarti di una cosa" guardo Giulia e vedo nei suoi occhi un qualcosa di particolare che sinceramente un po' mi preoccupa, quindi le prendo la mano "Ma certo, ci mancherebbe andiamo, ma è successo qualcosa di brutto? Non farmi stare sulle spine... Comunque, anch'io voglio parlarti di cosa ho scoperto" dico, nascondendo una piccola risata.

Durante il breve percorso verso il parco mi guarda fissa, però non dice nulla, in tanti anni non si è mai comportata così e questo naturalmente mi preoccupa molto.

Arrivate al parco e alla nostra solitaria panchina di sempre, la mia attenzione per un attimo si sposta sul bisogno di fare pipì. Decido di rilassarmi e, cercando di non rendere visibile la situazione, inizio a fare uscire la pipì. Sento che il pannolone piano piano si riempie, col risultato che quelle emozioni e sensazioni che sento di solito, iniziano a farsi strada attraverso tutto il mio corpo e, una volta arrivate alla testa, l'eccitazione di quello che sento tra le gambe diventa sempre più difficile da nascondere.

Vengo salvata dallo sfogo di Giulia che diventa quasi una confessione.

Mi guarda, mi prende per mano, cominciando a ricordare molti aneddoti di quello che abbiamo fatto, vissuto e combinato da quando ci siamo conosciute; poi ad un certo punto esclama "Claudia, ora faccio una cosa, spero che tu non ti offenda, ma è l'unica maniera che ho per farti capire tutto".

E in quell'istante, dopo aver finito la frase, si avvicina ed inizia a baciarmi. Poi si distanzia per un attimo, come se aspettasse un qualcosa.

Il mio cuore sta andando a mille all'ora, ormai non solo per il pannolone e tutte le varie sensazioni che sento e che mi dà tra le gambe.

Giulia si avvicina nuovamente "Non giudicarmi ti prego, ma non sai da quanto tempo è che volevo farlo".

Si avvicina nuovamente, mi bacia e mi mette una mano sul seno, io sono in confusione totale però è una cosa che mi sta piacendo, quindi non mi sento di smettere, anzi allungo le mani contribuendo a continuare questo bacio, poi mi fermo e scoppio a ridere...

"Ti prego Giulia, non sto ridendo per questo. Non puoi capire esattamente, io pensavo fosse successo qualcosa di grave invece scopro che la mia migliore amica prova un sentimento molto più forte di quello che credevo. Detto schiettamente, non me l'aspettavo e sinceramente devo ammettere che è stata una sorpresa, molto gradita però. Dobbiamo parlare di molte cose…" Poi m’interrompo perché ho una voce un po' balbettante, per l'eccitazione e tutto il resto, ci guardiamo e iniziamo a ridere e lei, dopo avermi accarezzata e dandomi un altro piccolo bacio sulla guancia, torna seria "Lo so Claudia, lo so che sei innamorata di Simone, ma intendiamoci quello che ho fatto ora è stato qualcosa che dovevo assolutamente fare. Sapevo che non mi avresti giudicata. Non so di cosa vuoi parlarmi, ma quello che provi per Simone io non lo posso cambiare e non pretendo che lo faccia tu. Io sono innamorata di te da molto tempo... Dai, ora dimmi di cosa volevi parlarmi..."

Si fa un'altra risata, per mascherare quello che sta provando in quel momento. Sinceramente data la sua confessione non sapevo cosa dirle. È vero quello che dice su Simone e di questo lei sa tutto... Non ci sono molte altre cose da aggiungere, almeno non in questo momento. Quello che ha fatto sinceramente non me lo aspettavo e c'è una parte di me che non è del tutto indifferente...

"Claudia, ci sei?"

La sua voce interrompe i vari pensieri che ho nella testa, la guardo e inizio ad imbarazzarmi, divento tutta rossa e sinceramente non so come affrontare il discorso... "Vedi Giulia, per quanto riguarda Simone ne parleremo in un'altra occasione, però ecco... ecco qui!" in quel momento alzo la gonna e mostro il pannolino completamente zuppo.


Non c’è molta gente al parco, ma comunque siamo un po' coperte da un grosso cespuglio e dai lunghi rami di un albero che va a formare con una sorta di barriera che ci nasconde. Davanti a noi, invece, nel lato aperto, ci sono diverse abitazioni, ma sono abbastanza lontane e difficilmente da quella distanza possono vedere cosa Giulia e io stiamo facendo.

Lei arrossisce terribilmente quando vede il pannolino, ma allo stesso tempo ne è molto incuriosita, tanto che lo fissa e ogni tanto lo tocca. Quando si rende conto che quel colore un po' più scuro è dato dal fatto che sia bagnato, inizia a ridere, anche se continua comunque a toccarlo. Mi alza completamente la gonna riprendendo a guardarlo, girandomi intorno...

"Ma scusa Claudia, perché porti un pannolone? Tra l'altro mi sembra anche che tu abbia fatto tanta pipì, sei diventata incontinente? Non mi sembrava che stamattina a scuola lo avessi... Non capisco se è di questo che volevi parlarmi... Non so perché, ma non sono preoccupata, però naturalmente sono curiosa"

Dopo essermi sistemata un po' la gonna, inizio a spiegarle tutto, partendo dai video e poi tutto il resto.

Lei è estremamente attenta a quello che sto raccontando, ma ogni tanto mi alza la gonna per sbirciare il pannolino. Sinceramente un po' mi sento in imbarazzo, anche se dentro di me sento una forte eccitazione visto che, ogni volta che sfiora il pannolino, nella mia testa rimbomba ancora l'emozione del bacio che mi ha dato; balbettando cerco di spiegarle tutto.

All’improvviso Giulia mi ferma "Claudia, ho capito, mi rendo conto di quello che riesce a farti provare il fatto di voler mettere un pannolino e naturalmente usarlo. Ti senti? So che sei eccitata e sinceramente questo mi piace molto"

Si avvicina, comincia a baciarmi sul collo, mettendomi la mano sotto la gonna e iniziando a toccare il pannolino, quell'insieme di piccole cose mi provocano un orgasmo quasi immediato.

Anche Giulia è eccitata però, non so perché, in quel momento fa finta di nulla e lo nasconde.

Ricominciamo a parlare di quello che mi aveva appena detto e fatto, ma soprattutto voglio farle capire la questione di Simone, anche se su questo non ho ancora chiara la situazione.

In qualche modo ci chiariamo e le assicuro che da parte mia non cambierà nulla, anzi sono felice che si sia dichiarata, anche se mi ha messo in grossa difficoltà, ma naturalmente non posso prometterle niente.

Quando ci alziamo per andare in piazza a bere qualcosa, sento la sua mano alzare la gonna e, dopo aver toccato ancora una volta il pannolino, lei inizia una sorta di "terzo grado" sull’eventuale possibilità di provare.

Emozionata e molto contenta per la sua curiosità, una volta al bar, le dico di mettere gli auricolari e la invito a dare un'occhiata a una sorta di playlist di video che ho salvato sul telefono...

"No, Claudia qui no... Vieni a cena a casa mia visto che sono sola e magari la guardiamo insieme”

Accetto, anche se so che devo prima avvisare mamma, e allo stesso tempo anche passare da casa a prendermi qualche pannolino di scorta. Mi avvicino all'orecchio di Giulia e le spiego la situazione.

Poi m’incammino, con il mio bel pannolino pieno, verso casa prima che i miei genitori possano tornare.

A pochi metri da casa mi ritrovo, come all'andata, davanti alla casa di Simone. Lui è lì fuori che butta la spazzatura come ogni giorno al solito orario, lo saluto e, nel momento in cui ci incrociamo, vedo il suo consueto sorriso, però questa volta mentre apro il mio cancelletto...

"Claudia, io lo so... Comunque complimenti per il pannolino"

Il mondo per un attimo si ferma, vorrei guardarlo, chiedergli come ha fatto, ma in quel momento sono troppo imbarazzata e so anche di avere il pannolino troppo pieno, quindi una volta entrata in giardino, mi precipito alla porta entrando in casa.

Mille pensieri frullano nella mia testa, domande, risposte… poi, mentre mi sto cambiando il pannolino e mettendone uno nello zaino, si accende una sorta di lampadina dentro di me "E’ chiaro! Ma che stupida... Perché non ci ho pensato prima. Lo mette anche lui probabilmente"

Qualche secondo dopo...

"Ma no, figurati, perché dovrebbe? Ma poi, uno come Simone, che senso avrebbe... Un abdl anche lui? Casualmente proprio lui? Ma no... Sono tutte fantasie che mi sto facendo da sola"

Dopo aver chiamato mamma ed averla avvisata che sarei rimasta da Giulia probabilmente anche la notte, esco di casa nuovamente, questa volta però con il sacchetto della spazzatura con dentro il mio pannolino; dopo aver controllato che Simone non ci sia, lo getto e mi dirigo verso la casa di Giulia.

Sono molto agitata, eccitata e riesco a malapena a camminare, il rumore che fa il pannolino appena messo mi sembra più forte del solito e il cotone che lo riempie mi dà la sensazione di allargarmi di più le gambe rendendo la mia camminata più goffa.

Non riesco a capire perché tutte queste sensazioni sono amplificate, quasi più eccitanti della prima volta.

Arrivata a casa di Giulia, lei mi apre la porta e non faccio nemmeno in tempo ad aprire la bocca che mi salta al collo abbracciandomi, poi, senza dire nulla, mi guarda sorridendo. Non capisco il perché di tutto questo entusiasmo, comunque entro in casa e davanti a me mi si presenta la figura di Simone...

"Ciao Claudia!"

In quell'istante guardo Giulia che sorride e s’incammina verso la cucina, lasciandomi sola con lui.

Ovviamente rispondo al saluto, però, ricordando quello che mi aveva detto praticamente nemmeno mezz'ora prima, non riesco a dire altro. Lui mi guarda e noto che tiene un sacchetto dietro di lui, con un gesto semplice, accompagnato da una frase, me lo porge "Vedi, non so perché tu abbia comprato e metta il pannolino, naturalmente non sei tenuta a darmi spiegazioni, però Giulia me lo ha detto, un giorno ti racconterò una cosa, intanto ho pensato che questi potrebbero piacerti… anzi piacervi..."

Facendomi l'occhiolino continua "Ripeto, magari un giorno ci facciamo una chiacchierata quando vorrai, intanto come ho detto, spero che questi ti piacciano..."

Mi ritrovo in mano questo sacchetto ed aprendolo noto che all'interno ci sono cinque pannolini tutti colorati di modelli diversi.

Simone saluta Giulia e poi me, che sono ancora intenta a guardare all'interno del sacchetto, e quasi in coro rispondo insieme a Giulia "Ciao Simone..."

Aggiungo però "Grazie! Sembrano davvero belli" anche se probabilmente sono, non solo imbarazzata, ma anche visibilmente viola in viso.

Nel frattempo Giulia mi raggiunge e prende dal mio sacchetto il pannolino. Quando Simone chiude la porta, si sdraia sul divano "Dai, Claudia... Vieni... Fammi vedere un po' come si mettono..."

Io ancora scioccata e senza parole, ancora con l'immagine di Simone davanti agli occhi, raggiungo Giulia per aiutarla.

Ora siamo entrambe sedute sul divano a guardare un po' di tv, con indosso solo maglietta e pannolino, è tutto così surreale!

Ogni tanto i nostri sguardi si incrociano e, prendendoci un po' in giro in modo del tutto ironico, scoppiamo in numerose risatine che, per nostra fortuna, riescono a nascondere quello che realmente invece stiamo provando… un forte imbarazzo, ma anche un po' di eccitazione e quella sorta di attrazione fisica che fino in quel momento, tra di noi, non c’è mai stata.

Stranamente la vedo a suo agio con il suo primo pannolino e, come è stato per me, anche lei continua a toccarlo e a girarsi su se stessa, intanto mi riempie di domande "Secondo te, Claudia, come mi sta? Mi fa tanto il culo grosso?"

Poi ogni tanto si fa una risata da sola, persa nei suoi pensieri, anche se presumo che io sia presente anche in quelli, visto che mi guarda molto spesso.

"Lo sai, Claudia hai proprio ragione, questa imbottitura tra le gambe devo ammettere che fa il suo effetto, chissà dopo quando mi scapperà la pipì cosa riuscirò a sentire "

Poi tutto d'un tratto, dopo l'ennesima seduta e rialzata in piedi, vedo che si dirige verso la cucina e la sento borbottare tra sé e sé… "Sai Claudia, sinceramente non ho nemmeno pensato a cosa potrei fare per cena questa sera, sarei spinta quasi quasi ad ordinare una pizza, che ne dici?"

Sono molto contenta di questa idea e, dopo che abbiamo scelto cosa mangiare, Giulia va a prendere il telefono e ordina tutto; poi scrive un messaggio, ma non ci faccio molto caso.

Quando finalmente ritorna a sedersi sul divano mi stringe in una sorta di abbraccio e riusciamo a finire di vedere il programma insieme, anche se tutto è accompagnato da piccole coccole e, in modo abbastanza continuo, di toccate di pannolino.

Dal rossore del suo viso e dalla sua respirazione sempre più affannosa, mi accorgo che è alquanto eccitata; tocca con una pressione un po' più forte il pannolino e naturalmente mi rendo conto che lo sta facendo apposta, visto che ogni tanto mi guarda.

Quando suona il campanello Giulia si alza velocemente e va ad aprire la porta, penso siano arrivate le pizze, quindi mi alzo anch'io per raggiungerla, invece alla porta c’è Simone!

"Ciao Simone benvenuto… Vieni accomodati… Le pizze stanno per arrivare"

Lui, con in mano una bibita e qualche birra, entra ringraziando e guardandomi " Wow! Claudia… Che sexy!"

In quel preciso istante mi rendo conto che indosso solo una maglietta, senza reggiseno, e naturalmente ho il pannolino al vento! Cerco di far finta di nulla, ricambio il saluto e lo ringrazio per i complimenti.

Lui appoggia lo zaino sul divano, poi scambia con Giulia un gesto di intesa e a quel punto, guardandomi e diventando rosso, inizia a spogliarsi rimanendo anche lui con una maglietta bianca e uno dei suoi pannolini colorati, noto subito che è uno dei modelli del sacchetto che mi ha consegnato solo qualche ora prima.

Tutti e tre ci guardiamo scoppiando in una risata di gruppo.

Simone inizia a spiegare del suo essere abdl e mi fa notare che, anche se per me non è ancora chiara la situazione, anch'io in qualche modo faccio parte di tutto questo.

Simone ci racconta come è iniziato il suo percorso abdl, di come ha scoperto di quanto questa cosa lo ecciti e che inizialmente non lo rendeva felice, ma solo molto imbarazzato.

Ci rendiamo conto entrambe che proviamo anche noi quelle strane sensazioni, benché in modo diverso, sensazioni che naturalmente ancora non riusciamo a capire.

Quando arrivano le pizze tutti e tre non vediamo l'ora di finire per continuare questa sorta di confessioni, sia da parte di Simone che di Giulia, che per la prima volta lo sta provando.

Finito di cenare, io e Giulia ci accorgiamo che il pannolone di Simone dà l’impressione di essere bagnato, ma ci diciamo che sembra solo che il suo cavallo sia un po' più gonfio del solito. Lui, visibilmente eccitato, si accorge che lo stiamo osservando e l'imbarazzo lo fa arrossire non poco anche in quella circostanza, ci facciamo una risatina per sdrammatizzare e fare in modo che lui torni a sentirsi a suo agio, anche se l'eccitazione non è del tutto finita, anzi, l'averci davanti con maglietta e pannolino, ovviamente è per lui come benzina sul fuoco.

Simone ha portato con sé un hard disk da poter attaccare alla tv, per farci vedere varie foto e addirittura qualche film abdl con scene anche abbastanza spinte, io e Giulia siamo estremamente incredule per quello che stiamo vedendo.

Ovviamente anche noi piano piano iniziamo a eccitarci.

Simone è seduto sul divano in mezzo a noi.

Inizio a provare un po' di pressione alla vescica e quindi decido di lasciare andare la pipì, anche se solo al pensiero già mi sento molto imbarazzata

Essendo seduta, il calore è molto più forte, riesco a percepire proprio il percorso che sta facendo la pipì mentre esce, andando a bagnare tutta la parte davanti e anche la parte di dietro, mi rendo conto che ero praticamente piena.

È una sensazione bellissima, il calore tra le gambe e il cotone del pannolone che entra a contatto con la mia pelle riescono a trasmettermi una serie di emozioni che difficilmente posso nascondere, ma sapendo comunque che siamo tutti e tre in pannolino, non devo preoccuparmi di niente, anzi inizio a muovermi un po' sul divano per riuscire a strofinarmi e questo mi dà la possibilità di sentire ogni singolo punto del pannolino bagnato; il mio respiro si fa sempre più profondo e riesco a percepire la mia parte intima bagnarsi sempre di più, sono estremamente eccitata e a un certo punto mi fermo per potermi godere il momento, chiudendo gli occhi.

Non mi rendo conto subito, ma c’è qualcosa che dà pressione alla mia parte intima, sono ormai talmente partita per la strada giusta che rimango con gli occhi chiusi, lasciandomi andare il più possibile, senza pensare a nient'altro. Sto godendo così tanto che inizio a un gemere un po', per un attimo apro gli occhi e sia Simone che Giulia mi stanno toccando, sia il pannolino che, lentamente, il seno. Chiudo nuovamente gli occhi e il piacere si fa sempre più forte, fino ad arrivare ad un orgasmo talmente forte che comincio involontariamente a vedere le gambe tremare.

Un forte sospiro accompagnato da un "Siii" mi riporta al presente, vedo Simone con un’evidente erezione e completamente rosso in viso, mentre Giulia con la mano nel suo pannolone che arriva all'orgasmo qualche secondo dopo, piegandosi poi in ginocchio e iniziando a ridere.

Poi subito dopo il suo pannolone inizia a gonfiarsi e a riempirsi.

In quel preciso momento anche Simone, guardando me e Giulia e cercando di coprirsi con una mano, arriva alla fine venendo nel pannolone già abbondantemente bagnato.

Poi anche lui, sorridendo per nascondere tutto, torna di nuovo a fare pipì, rendendo così il suo pannolone visibilmente pieno.

Una volta tornati tutti e tre alla normalità, ma ancora con indosso i propri pannolini da cambiare, ognuno di noi dice qualcosa

"Ragazzi, cosa abbiamo fatto?”

“Come mai tutto questo?”

“È normale che sia successo?"

Ma nessuno ha delle risposte, ci facciamo solo un'altra bella risata aperta.

Dopodiché, guardandoci, ci rendiamo conto che tutti abbiamo bisogno assolutamente di cambiarci…

Ognuno va in una stanza diversa per effettuare il cambio del proprio pannolino per poi tornare tutti e tre in salotto.

C’è una sorta di silenzio surreale…

Arrivato un certo orario, Simone viene prima da me e poi va da Giulia per salutarci con un abbraccio, per poi fare ritorno a casa.

Io, ancora con il cuore a mille, guardo Giulia che con un caldo sorriso mi dice "Faccio i pop-corn? Io e te dobbiamo parlare di quello che è successo e di cosa abbiamo provato, vero?"

Naturalmente non ho nemmeno bisogno di rispondere, ci capiamo solo con gli sguardi.

Una volta pronti i pop-corn, ci mettiamo davanti alla tv e iniziamo a buttar fuori tutto quello che abbiamo provato, sentito e, in un certo senso, anche capito da quelle ore passate tutti e tre insieme. Quando arriva l’ora giusta andiamo a dormire, anche se nella mia testa penso che forse le sorprese non sono finite del tutto. Però non ne sono certa.

Commenti

  1. Letto tutto. Scritto molto bene. Ho molte pulsioni anomale, ma non questa.

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