Maladaptive daydreaming ma erotico? pt1
Premessa:
sarà tutto molto lungo quindi abbiate pazienza..
Il
materiale è stato preso da enciclopedie, dizionari, siti web trovate
tutti i link.
Molto materiale è preso dalla mia mente!
Daydreaming facile e risolvibile.
Il classico bel sogno ad occhi aperti che dura poco ed è soddisfacente.
Ma quando il daydreaming diventa maladaptive?
Quando le fantasie diventano così prepotenti da fregarti la mente?
Partiamo da un presupposto quello di cui vi parlerò non so nemmeno se esiste come dicitura perché vi porto con me nel mio maladaptive daydreaming erotico.
Io le ho sempre chiamate fantasie erotiche ossessive, disfunzionali. Oppure masturbazione mentale.
Vi dico subito che non scenderò nel dettaglio, non qui, sono scritte precise nel mio libro e tanto basta. Molti di voi le hanno lette. Riparlarne per me è imbarazzante non lo nego, per cui sarò generica.
Ne parlo perché molti di voi me ne hanno parlato anche in maniera personale e vorrei portarvi in quello che vivo io.
Su ig tutto parte da un post.
Un post che riguardava la masturbazione. Dove, quando e quante volte qualcosa del genere.
Per cui la prima cosa che vi chiedo è per voi la masturbazione è solo fisica?
Per me è molto mentale. E' prettamente mentale.
Per cui riesco a portare avanti questo tipo di masturbazione che ovviamente si traduce in fantasie anche nel mondo reale, vivendo e facendo cose.
Ma come avviene nella mia mente e cosa succede esattamente?
Torniamo molto indietro, ma molto molto indietro.
E' il 1991 all'incirca io ho 11 anni e la mia vita non è felice. A scuola sono bullizzata e in famiglia non va meglio.
L'unica cosa che mi salva è la musica. E grazie ai Take That comincia il mio viaggio mentale che dura tutt'oggi.
Un paio di cuffiette e walkman sempre attaccato all'unico paio di levis che possedevo e parte la mia più grande dissociazione dal mondo reale. Il mio corpo è li e fa cose ma la mia mente non c'è più.
Ma vediamo prima di andare avanti cos'è il maladaptive daydreming.
Il maladaptive daydreaming, o sogno ad occhi aperti maladattivo, è una condizione psicologica in cui un individuo è coinvolto in modo eccessivo e persistente in fantasie elaborate e vivide, al punto che queste interferiscono significativamente con la vita quotidiana e il funzionamento sociale, lavorativo o scolastico/universitario.
Praticamente un sogno ad occhi aperti che inizia e si conclude ci sta, diventa un disturbo quando non riesci più a vivere per fare solo quello.
Scendiamo nel dettaglio e vediamo i sintomi
-Prolungati periodi della giornata dedicati a fantasticare.
-Le fantasie sono spesso molto elaborate e dettagliate, simili ad un romanzo o un film.
-Estrema difficoltà a smettere di fantasticare o incontrollabile desiderio di riprendere a fantasticare dopo un’interruzione, paragonabili ad una dipendenza da alcol o droga.
-Difficoltà ad addormentarsi a causa del flusso di fantasie che non si riesce/vuole interrompere e per lo stesso motivo difficoltà ad alzarsi la mattina.
-Film, musica, videogiochi, libri o simili che innescano nuove fantasie.
-Movimenti ripetitivi sono presenti in molti sognatori compulsivi ma non in tutti, come camminare su e giù, dondolarsi, manipolare in modo ripetitivo un oggetto, come in uno stato di auto-ipnosi.
-Mimica facciale e corporea che segue il sogno ad occhi aperti: il sognatore può trovarsi a ridere o piangere o parlare come i personaggi della sua fantasia.
-Difficoltà nella vita quotidiana a causa delle fantasie. Il sognatore può trascurare alcune attività basilari, come mangiare o lavarsi, o non riesce a svolgere determinati compiti che si è prefisso a causa del tempo speso nella fantasia. In altre parole, il disturbo da fantasia compulsiva interferisce con il normale svolgimento della vita di tutti i giorni.
Adesso torniamo a me e alle mie fantasie, io avevo e ho ancora in parte tutti questo sintomi per alcune fantasie e sicuramente rientro nel maladaptive per quelle.
Ma quelle che prendono più piede nella mia mente sono quelle erotiche, che di fatto hanno gli stessi sintomi con la differenza che possono portare alla masturbazione fisica. Non capita sempre ovviamente. Per intenderci non è necessario “venire” posso farne a meno. Ecco perché non so se la definizione è corretta.
Torniamo al 1991 per capire come iniziano.
Ho raccontato molto spesso di alcuni episodi in adolescenza che mi hanno segnato per quanto riguarda l'erotismo.
All'epoca avevo solo la musica, niente serie tv,pochissimi libri, niente pc e i film li vedevo solo al cinema.
Quindi prendevo spunto dalla vita reale. Guardavo le scene intorno a me e formavo le mie fantasie. Le vivevo da fuori con un certo distacco, ma dentro fantasticavo.
Vi faccio alcuni esempi.
Nel 1990 era “normale” venire picchiati dai genitori, e capitava a molti di noi. E in classe tra di noi se ne parlava spesso. Avevo un compagno che raccontava di come il padre lo picchiasse con la cintura dopo averlo fatto spogliare e lui stesso mostrava i segni, un altro che diceva che il padre lo picchiava con il casco della moto, e poi c'ero io con mia madre che usava il battipanni. Ed ecco come ho inserito lo spanking ( kink che già avevo) nella mie fantasie.
Vedere le ragazzine che prendevano a calci nelle palle un ragazzino mi spingeva a realizzare complicate fantasie dove c'era sempre una donna che dominava.
Ancora non sapevo che quelle fantasie sarebbero diventate così elaborate e ricche di sfumature da volerci letteralmente vivere dentro.
All'epoca avevo bisogno della musica. Era la musica a farle partire. Ed era un disastro. Dovevo calcolare bene le mie finanze. Avevo un walkman che andava a pile e le pile costavano. E io non avevo soldi, dovevo chiedere e non potevo chiedere in continuazione. Quindi quello lo usavo solo fuori casa. In casa mi chiudevo in stanza con uno stereo attaccato alla corrente per non usare le pile. Altra componente era il muoversi camminare su e giù e le cuffie erano attaccate allo stereo quindi era faticoso. In più non esisteva privacy e i miei aprivano continuamente la porta che sistematicamente richiudevo.
Quindi iniziavo la mia mimica e venivo interrotta e via dicendo un loop infinito.
Mi masturbavo in tutto questo? Esattamente come adesso, a volte si a volte no.
Ho imparato verso i 14 anni a lasciarmi trascinare nella fantasia senza necessariamente avere la musica e senza camminare su e giù e avevo individuato la notte come momento perfetto. Mentre tutti volevano stare alzati fino a tardi io andavo a letto. E la fantasia poteva partire.
Le fantasie erano reali, talmente reali che ridevo, piangevo, urlavo silenziosamente, mi muovevo, come i personaggi delle mie storie.
Mi emozionavo come loro. Questa è una componente importante. Ancora oggi le storie dei miei personaggi io le vivo intensamente come se fossi io.
Insomma facevo quello che io definisco a tutti gli effetti un teatro porno.
La differenza tra quello che era e quello che è oggi è che oggi ho imparato col tempo a nascondere bene questo teatro, a trovare il momento giusto per concludere ( se voglio) senza che nessuno si accorga di nulla.
Le mie fantasie erotiche racchiudono sempre i kink e mai sesso.
Quindi per me significa mommy little mondo teen diaper solletico e tutto quello che mi piace riferito alle parafilie.
E' tutto costruito, elaborato è decisamente una vera e propria storia che prosegue nel tempo. Non è una storia che ha conclusione. Ad oggi ho 2 scenari aperti di md come storie erotiche e a seconda del momento riprendo quella che voglio. 2 scenari invece dove non c’è erotismo. Le fantasie erotiche sono comunque quelle in cui vivo più spesso.
Una cosa da specificare è che io di scenari e fantasie elaborate nel corso del tempo ne ho aperte diverse. Non le dimentico. E quando mi stanco o mi annoio dei due scenari che ho di solito, capita che io vada a riprendere scenari vecchi e li faccia ripartire.
Iniziano solitamente di notte come facevo da ragazza e proseguono un po' durante il giorno. Sicuramente sotto la doccia. Durano letteralmente ore e la notte mi rubano il sonno.
Ci vivo dentro è innegabile ma soddisfano come nessun rapporto fisico potrà mai fare.
Esiste qualcuno come me? Me lo sono chiesta per molto tempo perché oltre avere kink che mi hanno causato molti sensi di colpa, credevo decisamente di essere matta!
Ma ad un certo punto trovo questa persona con cui ancora oggi sono in contatto, e mi sono sentita sollevata.
Lo trovo su chat 77 nel 2000. Anche lui ha le mie stesse preferenze ma sopratutto anche lui fa quello che definisco un teatro porno. Parlarne per me è stato illuminante e mi ha dato consapevolezza.
Mi rendevo conto col passare degli anni che toglievo posto alla vita reale per stare nelle fantasie.
Ho cercato pian piano il modo di conciliare le due cose. Non voglio nella maniera più assoluta guarire sia chiaro. Io nelle mie fantasie ci sto alla grande e non voglio smettere. Sono consapevole di averle e se voglio che una cena con amici duri due ore al posto che quattro perché voglio fantasticare, semplicemente me ne vado prima. Scelgo le mie fantasie se ne ho voglia. Sincera io vivo molto meglio li dentro.
Ma guardandomi indietro vivere nella fantasia credo sia uno dei motivi per cui per esempio non ho ricordi di molte cose che invece gli altri sanno di me. Semplicemente io non ho vissuto, ha vissuto il mio corpo non la mia mente. Non ho immagazzinato perché il mio corpo c'era ma io no. Ancora oggi molto spesso sono dissociata dalla realtà. Dimentico le cose, mi sembra di essere fuori posto come se fossi qui ma non ci fossi. Restare collegata con la realtà richiede molto sforzo e concentrazione è un lavoro che faccio per poter vivere ma è faticoso.
La strategia che ho trovato nel corso degli anni è stata quella di trovare quelle che io chiamo “ancore di salvezza”.
A seconda del periodo ne ho avute diverse.
Ho imparato a guardarmi da fuori e annotare tutte quelle situazioni in cui mi assentavo. Avete presente quando uscite con gli amici e a un certo punto avete lo sguardo fisso perso nel vuoto e qualcuno vi sta richiamando tipo “oh pronto ci sei??!!”. Ecco ogni volta che succedeva mi rendevo conto che no, io li non c'ero e andavo via perché volevo continuare a fantasticare.
Quindi gli amici, la famiglia, non sono state ancore di salvezza anzi! Li ero proprio persa. La scuola non è stata ancora di salvezza.
Prendere i mezzi non era ancora di salvezza. Andare in vacanza con la famiglia nelle lunghe ore in macchina e poi sdraiata sul lettino in spiaggia con la musica sparata nelle orecchie non era un'ancora di salvezza.
Tutto quello invece che ho vissuto come indipendenza (che ho voluto fortemente) e responsabilità è ancora di salvezza.
Il mio lavoro è stata un'ancora di salvezza.
Avere un lavoro e sapere che c'è qualcuno che conta su di me mi fa restare centrata nel qui ed ora. Non mi perdo perché è importante che io ci sia.
Persino nelle pause se mi perdo nelle fantasie sono comunque sempre sull'attenti.
Il mio cane è ancora di salvezza. Anche col cane sono costantemente presente, non fantastico, il cane mi sveglia totalmente. Del mio cane sono responsabile e per lei ci sono qualsiasi cosa io stia facendo.
I viaggi, quelli dove sei veramente viaggiatore, sono ancora di salvezza. Un tramonto, il mare, una montagna da scalare. Qui e ora. Volti nuovi, mani da stringere, una città da scoprire. Vivere culture diverse dalle mie.
Gli incontri erotici dedicati ai kink sono ancore di salvezza. Sono presente e mi diverto pure restando lo stesso legata alle mie preferenze sessuali.
Studiare le parafilie tramite saggi, libri, enciclopedie, sul web, poi scrivere come sto facendo ora è ancora di salvezza.
Scrivere e scrivere è ancora di salvezza.
Per il resto i social, le serie, i libri, i film sono ancore di salvezza a metà. Se di fatto non fantastico quando sono impegnata in queste attività, le stesse possono alimentare comunque le fantasie. Le definisco una droga che ne sostituisce un altra.
Dopo tutto questo parlare di quello che sta nella mia testa ecco cosa avete risposto voi al sondaggio sulle fantasie erotiche su ig. Sondaggio che so essere limitante ecco perché ne sto parlando in maniera più approfondita.
C’è stata una netta percentuale tra voi che ha detto che le fantasie non sono sporadiche ma ci si vive proprio dentro. Poco meno della maggioranza le continua nel mondo reale. Principalmente siete i protagonisti delle vostre fantasie.
Una delle domande più importanti era se le fantasie erotiche coinvolgono il mondo kink o il classico sesso. Più della maggioranza ha risposto kink.
Per quanta riguarda il concludere be vince nettamente “può essere che si può esser che no”.
Insomma la masturbazione fisica non è assolutamente necessaria.
Sul quando si sono sviluppate queste fantasie quasi tutti siete stati d’accordo nel dire preadolescenza, adolescenza.
Molto materiale è preso dalla mia mente!
Daydreaming facile e risolvibile.
Il classico bel sogno ad occhi aperti che dura poco ed è soddisfacente.
Ma quando il daydreaming diventa maladaptive?
Quando le fantasie diventano così prepotenti da fregarti la mente?
Partiamo da un presupposto quello di cui vi parlerò non so nemmeno se esiste come dicitura perché vi porto con me nel mio maladaptive daydreaming erotico.
Io le ho sempre chiamate fantasie erotiche ossessive, disfunzionali. Oppure masturbazione mentale.
Vi dico subito che non scenderò nel dettaglio, non qui, sono scritte precise nel mio libro e tanto basta. Molti di voi le hanno lette. Riparlarne per me è imbarazzante non lo nego, per cui sarò generica.
Ne parlo perché molti di voi me ne hanno parlato anche in maniera personale e vorrei portarvi in quello che vivo io.
Su ig tutto parte da un post.
Un post che riguardava la masturbazione. Dove, quando e quante volte qualcosa del genere.
Per cui la prima cosa che vi chiedo è per voi la masturbazione è solo fisica?
Per me è molto mentale. E' prettamente mentale.
Per cui riesco a portare avanti questo tipo di masturbazione che ovviamente si traduce in fantasie anche nel mondo reale, vivendo e facendo cose.
Ma come avviene nella mia mente e cosa succede esattamente?
Torniamo molto indietro, ma molto molto indietro.
E' il 1991 all'incirca io ho 11 anni e la mia vita non è felice. A scuola sono bullizzata e in famiglia non va meglio.
L'unica cosa che mi salva è la musica. E grazie ai Take That comincia il mio viaggio mentale che dura tutt'oggi.
Un paio di cuffiette e walkman sempre attaccato all'unico paio di levis che possedevo e parte la mia più grande dissociazione dal mondo reale. Il mio corpo è li e fa cose ma la mia mente non c'è più.
Ma vediamo prima di andare avanti cos'è il maladaptive daydreming.
Il maladaptive daydreaming, o sogno ad occhi aperti maladattivo, è una condizione psicologica in cui un individuo è coinvolto in modo eccessivo e persistente in fantasie elaborate e vivide, al punto che queste interferiscono significativamente con la vita quotidiana e il funzionamento sociale, lavorativo o scolastico/universitario.
Praticamente un sogno ad occhi aperti che inizia e si conclude ci sta, diventa un disturbo quando non riesci più a vivere per fare solo quello.
Scendiamo nel dettaglio e vediamo i sintomi
-Prolungati periodi della giornata dedicati a fantasticare.
-Le fantasie sono spesso molto elaborate e dettagliate, simili ad un romanzo o un film.
-Estrema difficoltà a smettere di fantasticare o incontrollabile desiderio di riprendere a fantasticare dopo un’interruzione, paragonabili ad una dipendenza da alcol o droga.
-Difficoltà ad addormentarsi a causa del flusso di fantasie che non si riesce/vuole interrompere e per lo stesso motivo difficoltà ad alzarsi la mattina.
-Film, musica, videogiochi, libri o simili che innescano nuove fantasie.
-Movimenti ripetitivi sono presenti in molti sognatori compulsivi ma non in tutti, come camminare su e giù, dondolarsi, manipolare in modo ripetitivo un oggetto, come in uno stato di auto-ipnosi.
-Mimica facciale e corporea che segue il sogno ad occhi aperti: il sognatore può trovarsi a ridere o piangere o parlare come i personaggi della sua fantasia.
-Difficoltà nella vita quotidiana a causa delle fantasie. Il sognatore può trascurare alcune attività basilari, come mangiare o lavarsi, o non riesce a svolgere determinati compiti che si è prefisso a causa del tempo speso nella fantasia. In altre parole, il disturbo da fantasia compulsiva interferisce con il normale svolgimento della vita di tutti i giorni.
Adesso torniamo a me e alle mie fantasie, io avevo e ho ancora in parte tutti questo sintomi per alcune fantasie e sicuramente rientro nel maladaptive per quelle.
Ma quelle che prendono più piede nella mia mente sono quelle erotiche, che di fatto hanno gli stessi sintomi con la differenza che possono portare alla masturbazione fisica. Non capita sempre ovviamente. Per intenderci non è necessario “venire” posso farne a meno. Ecco perché non so se la definizione è corretta.
Torniamo al 1991 per capire come iniziano.
Ho raccontato molto spesso di alcuni episodi in adolescenza che mi hanno segnato per quanto riguarda l'erotismo.
All'epoca avevo solo la musica, niente serie tv,pochissimi libri, niente pc e i film li vedevo solo al cinema.
Quindi prendevo spunto dalla vita reale. Guardavo le scene intorno a me e formavo le mie fantasie. Le vivevo da fuori con un certo distacco, ma dentro fantasticavo.
Vi faccio alcuni esempi.
Nel 1990 era “normale” venire picchiati dai genitori, e capitava a molti di noi. E in classe tra di noi se ne parlava spesso. Avevo un compagno che raccontava di come il padre lo picchiasse con la cintura dopo averlo fatto spogliare e lui stesso mostrava i segni, un altro che diceva che il padre lo picchiava con il casco della moto, e poi c'ero io con mia madre che usava il battipanni. Ed ecco come ho inserito lo spanking ( kink che già avevo) nella mie fantasie.
Vedere le ragazzine che prendevano a calci nelle palle un ragazzino mi spingeva a realizzare complicate fantasie dove c'era sempre una donna che dominava.
Ancora non sapevo che quelle fantasie sarebbero diventate così elaborate e ricche di sfumature da volerci letteralmente vivere dentro.
All'epoca avevo bisogno della musica. Era la musica a farle partire. Ed era un disastro. Dovevo calcolare bene le mie finanze. Avevo un walkman che andava a pile e le pile costavano. E io non avevo soldi, dovevo chiedere e non potevo chiedere in continuazione. Quindi quello lo usavo solo fuori casa. In casa mi chiudevo in stanza con uno stereo attaccato alla corrente per non usare le pile. Altra componente era il muoversi camminare su e giù e le cuffie erano attaccate allo stereo quindi era faticoso. In più non esisteva privacy e i miei aprivano continuamente la porta che sistematicamente richiudevo.
Quindi iniziavo la mia mimica e venivo interrotta e via dicendo un loop infinito.
Mi masturbavo in tutto questo? Esattamente come adesso, a volte si a volte no.
Ho imparato verso i 14 anni a lasciarmi trascinare nella fantasia senza necessariamente avere la musica e senza camminare su e giù e avevo individuato la notte come momento perfetto. Mentre tutti volevano stare alzati fino a tardi io andavo a letto. E la fantasia poteva partire.
Le fantasie erano reali, talmente reali che ridevo, piangevo, urlavo silenziosamente, mi muovevo, come i personaggi delle mie storie.
Mi emozionavo come loro. Questa è una componente importante. Ancora oggi le storie dei miei personaggi io le vivo intensamente come se fossi io.
Insomma facevo quello che io definisco a tutti gli effetti un teatro porno.
La differenza tra quello che era e quello che è oggi è che oggi ho imparato col tempo a nascondere bene questo teatro, a trovare il momento giusto per concludere ( se voglio) senza che nessuno si accorga di nulla.
Le mie fantasie erotiche racchiudono sempre i kink e mai sesso.
Quindi per me significa mommy little mondo teen diaper solletico e tutto quello che mi piace riferito alle parafilie.
E' tutto costruito, elaborato è decisamente una vera e propria storia che prosegue nel tempo. Non è una storia che ha conclusione. Ad oggi ho 2 scenari aperti di md come storie erotiche e a seconda del momento riprendo quella che voglio. 2 scenari invece dove non c’è erotismo. Le fantasie erotiche sono comunque quelle in cui vivo più spesso.
Una cosa da specificare è che io di scenari e fantasie elaborate nel corso del tempo ne ho aperte diverse. Non le dimentico. E quando mi stanco o mi annoio dei due scenari che ho di solito, capita che io vada a riprendere scenari vecchi e li faccia ripartire.
Iniziano solitamente di notte come facevo da ragazza e proseguono un po' durante il giorno. Sicuramente sotto la doccia. Durano letteralmente ore e la notte mi rubano il sonno.
Ci vivo dentro è innegabile ma soddisfano come nessun rapporto fisico potrà mai fare.
Esiste qualcuno come me? Me lo sono chiesta per molto tempo perché oltre avere kink che mi hanno causato molti sensi di colpa, credevo decisamente di essere matta!
Ma ad un certo punto trovo questa persona con cui ancora oggi sono in contatto, e mi sono sentita sollevata.
Lo trovo su chat 77 nel 2000. Anche lui ha le mie stesse preferenze ma sopratutto anche lui fa quello che definisco un teatro porno. Parlarne per me è stato illuminante e mi ha dato consapevolezza.
Mi rendevo conto col passare degli anni che toglievo posto alla vita reale per stare nelle fantasie.
Ho cercato pian piano il modo di conciliare le due cose. Non voglio nella maniera più assoluta guarire sia chiaro. Io nelle mie fantasie ci sto alla grande e non voglio smettere. Sono consapevole di averle e se voglio che una cena con amici duri due ore al posto che quattro perché voglio fantasticare, semplicemente me ne vado prima. Scelgo le mie fantasie se ne ho voglia. Sincera io vivo molto meglio li dentro.
Ma guardandomi indietro vivere nella fantasia credo sia uno dei motivi per cui per esempio non ho ricordi di molte cose che invece gli altri sanno di me. Semplicemente io non ho vissuto, ha vissuto il mio corpo non la mia mente. Non ho immagazzinato perché il mio corpo c'era ma io no. Ancora oggi molto spesso sono dissociata dalla realtà. Dimentico le cose, mi sembra di essere fuori posto come se fossi qui ma non ci fossi. Restare collegata con la realtà richiede molto sforzo e concentrazione è un lavoro che faccio per poter vivere ma è faticoso.
La strategia che ho trovato nel corso degli anni è stata quella di trovare quelle che io chiamo “ancore di salvezza”.
A seconda del periodo ne ho avute diverse.
Ho imparato a guardarmi da fuori e annotare tutte quelle situazioni in cui mi assentavo. Avete presente quando uscite con gli amici e a un certo punto avete lo sguardo fisso perso nel vuoto e qualcuno vi sta richiamando tipo “oh pronto ci sei??!!”. Ecco ogni volta che succedeva mi rendevo conto che no, io li non c'ero e andavo via perché volevo continuare a fantasticare.
Quindi gli amici, la famiglia, non sono state ancore di salvezza anzi! Li ero proprio persa. La scuola non è stata ancora di salvezza.
Prendere i mezzi non era ancora di salvezza. Andare in vacanza con la famiglia nelle lunghe ore in macchina e poi sdraiata sul lettino in spiaggia con la musica sparata nelle orecchie non era un'ancora di salvezza.
Tutto quello invece che ho vissuto come indipendenza (che ho voluto fortemente) e responsabilità è ancora di salvezza.
Il mio lavoro è stata un'ancora di salvezza.
Avere un lavoro e sapere che c'è qualcuno che conta su di me mi fa restare centrata nel qui ed ora. Non mi perdo perché è importante che io ci sia.
Persino nelle pause se mi perdo nelle fantasie sono comunque sempre sull'attenti.
Il mio cane è ancora di salvezza. Anche col cane sono costantemente presente, non fantastico, il cane mi sveglia totalmente. Del mio cane sono responsabile e per lei ci sono qualsiasi cosa io stia facendo.
I viaggi, quelli dove sei veramente viaggiatore, sono ancora di salvezza. Un tramonto, il mare, una montagna da scalare. Qui e ora. Volti nuovi, mani da stringere, una città da scoprire. Vivere culture diverse dalle mie.
Gli incontri erotici dedicati ai kink sono ancore di salvezza. Sono presente e mi diverto pure restando lo stesso legata alle mie preferenze sessuali.
Studiare le parafilie tramite saggi, libri, enciclopedie, sul web, poi scrivere come sto facendo ora è ancora di salvezza.
Scrivere e scrivere è ancora di salvezza.
Per il resto i social, le serie, i libri, i film sono ancore di salvezza a metà. Se di fatto non fantastico quando sono impegnata in queste attività, le stesse possono alimentare comunque le fantasie. Le definisco una droga che ne sostituisce un altra.
Dopo tutto questo parlare di quello che sta nella mia testa ecco cosa avete risposto voi al sondaggio sulle fantasie erotiche su ig. Sondaggio che so essere limitante ecco perché ne sto parlando in maniera più approfondita.
C’è stata una netta percentuale tra voi che ha detto che le fantasie non sono sporadiche ma ci si vive proprio dentro. Poco meno della maggioranza le continua nel mondo reale. Principalmente siete i protagonisti delle vostre fantasie.
Una delle domande più importanti era se le fantasie erotiche coinvolgono il mondo kink o il classico sesso. Più della maggioranza ha risposto kink.
Per quanta riguarda il concludere be vince nettamente “può essere che si può esser che no”.
Insomma la masturbazione fisica non è assolutamente necessaria.
Sul quando si sono sviluppate queste fantasie quasi tutti siete stati d’accordo nel dire preadolescenza, adolescenza.
Fine prima parte.
Quello che hai descritto è capitato secondo me un po' a tutti. Magari solo per un periodo limitato di tempo o in situazioni particolari.
RispondiEliminaDirei quasi sicuramente quando viviamo una situazione emotivamente stressante che abbiano fatto fatica gestire. Immaginiamo scenari alternativi, modi diversi di affrontare e rispondere alla situazione. Uso il plurale perché non conosco uno che non l' ha fatto. È il classico imbambolamento da 'ma ci stai ancora pensando?'.
Gli scrittori, come te, e più in generale gli artisti e inventori usano quello stato come benzina per creare. Ciò che creano nasce prima nella loro mente, in una fase creativa di isolamento dal mondo, tutta interiore volta a trovare la trama più appagante per loro. Infine danno forma nel mondo reale, scrivono, disegnano, costruiscono, scolpiscono.
Io mi scolpisco il cazzo. Nel senso che costruisco storie erotiche e fantasie nella mia mente che alimentano l'eccitazione e l' eccitazione aumenta la fantasia in un circolo che si autoalimentata. Difficilmente raggiungo l'orgasmo, anzi l' orgasmo mi è nemico.
Da ragazzo le fantasie mi prendevano e succhiavano le capacità cognitive come affamate bestie feroci. Mi divoravano dentro succhiavano i miei pensieri lasciandomi lobotomizato in preda a fantasie erotiche col bastone duro etra le gambe. Capitava appena la stanchezza prendeva il sopravvento, a lezione, al cinema perfino in discoteca.
Della serie "Non balli?"
"No, cazzo non riesco. Ho un' erezione della Madonna e faccio fantasie erotiche su quella che mi domina. Scusa ma non riesco proprio! Rischierei di spogliarmi nudo e supplicare quella strafiga di usarmi come zerbino."
Non è un semplice desiderio erotico, Ii punto delicato di quello stato è la tangibilità dei pensieri, la percezione che le mie azione possano seguire la fantasia portandomi ad azione inappropriate.
Ora ci convivo meglio.
Ho degli spazi sicuri in cui libero le belve della mia mente e li lascio succhiare la mia anima mentre mi rilassa accarezzandomi. A volte scrivo quello che mi chiedono.
Quando per lavoro non posso lasciare loro gli spazzi, si ribellano e e se lo prendono impedenemi di pensare. Capita con lo smartworking... E li sono cazzi...
Stai mischiando le cose però. Momento stressante- evasione - rifugiarsi nelle fantasie ok. Ma erotiche? Quello che io vorrei sapere è se esiste realmente il md erotico. E decisamente si succhiano l'anima!
EliminaCerto che esiste. Non ero OT, cercavo di normalizzare il MD erotico, nel senso che può toccare qualsiasi argomento, compreso quello erotico. Solo che se mi imbambolo a sognare a occhi aperti cose erotiche tendo a non pubblicizzarlo e direi 'ah che bello sarebbe aprire un cheringuito in spiaggia '. In altre parole passa sottotraccia. Penso che siamo in tanti a vivere di MD erotico. Quanto però sia invalidante per la vita quotidiana dipende da ciascuno. Se ti appaga e gratifica si chiama sempre MD
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