Cardiofili e/o Stetofili
Ho pubblicato diversi contenuti sulla cardiofilia e ne ho ampiamente parlato.
Ho detto anche diverse volte che con uno stetoscopio in mano mi sento bene, appagata.
Con la mia natura dominante lo stetoscopio mi da "potere".
E' il legame verso qualcosa che porta alla vita.
Quel battito, dolce, intimo, personale.
Il mio battito è una coccola, un porto sicuro.
Il mio cuore batte ci sono.
Quel "tum tum tum" che mi fa dire sei viva, tutto dipende da questo ritmico "tum tum".
Senza quel battito ritmico e constante tutto crollerebbe.
Fa un po' paura a pensarci.
Tutto dipende da un "tum tum".
Ma quello stetoscopio tra le mie mani, quel continuo picchiettare le mie dita sulla testina, quel sentirlo freddo sulla pelle, quel movimento rotatorio che non smetto di fare, quel toccarlo, quel sentirlo mio.
Quello stetoscopio tenuto al collo è solo uno strumento o è davvero qualcosa a se?
E' certo prima di tutto strumento, ausculta e ti porta (anche) verso la cardiofilia.
Può avere anche una dimensione simbolica.
Rappresenta la figura del medico, la cura, il cuore.
Strumento per funzione, simbolo per significato.
E questo lo troviamo in molti kink.
La riga per lo spanking.
Un piuma per il solletico.
Uno stivale per dominare.
Ma se come oggetti di uso comune queste cose possono trovare collocazione, non è così per i kink.
Una riga senza spanking ha poco senso, una piuma che non solletica e uno stivale che non calciano a che servirebbero?
Ma lo stetoscopio? Può avere vita propria rispetto alla cardiofilia?
E viceversa si può essere cardiofili senza essere necessariamente stetofili?
Secondo me si può eccome.
I cardiofili sono attratti, eroticamente parlando, dal cuore. Non hanno, o almeno non tutti, un fetish per l'oggetto, in questo caso lo stetoscopio. L'attenzione è centrata sul battito che potrebbe essere anche immaginato, di fantasia oppure reale, dal ritmo,dall'idea della vulnerabilità o della vitalità del cuore.
E gli stetofili? Sono attratti dall'oggetto, dal contesto che richiama. Il medical nel mio caso. E poi scusatemi ma io mi sento sexy con uno stetoscopio al collo.
Quindi le due cose sono indipendenti ma possono coesistere.
Cerchiamo di vedere nel dettaglio come meglio possiamo interpretare questi due aspetti così legati ma anche distinti.
Il cuore tanto caro ai cardiofili è legato alla vita, alla percezione corporea, alla fragilità o alla forza, insomma è legato a un'esperienza interna se così possiamo dire, all'ascolto di sé.
Se ci pensiamo bene il ritmo indica la vita che scorre legata alle emozioni. Il cuore che accelera per paura, eccitazione, uno sforzo, la gioia. Il cuore che magari rallenta se siamo un po' tristi.
Dà consapevolezza delle proprie vulnerabilità, il vero kink risiede qui.
Lo stetoscopio ha diverse rappresentazioni. Nella maggior parte dei casi lo si immagina di coppia, anche se poi non avviene. In ambito di cura, con ruoli ben definiti, legato alla vulnerabilità del corpo. All'imbarazzo che crea il farsi auscultare tramite quello strumento. Al fatto che lo strumento crei l'eccitante attesa di essere auscultati o visitati se usato in ambito medical.
E la nudità del torace in entrambi i contesti? E' davvero necessaria?
Nella cardiofilia potrebbe essere più eccitante se pensiamo alla visibilità del respiro, all'essere esposti visivamente. Anche un suono più chiaro del cuore. Insomma il petto nudo di una donna o un uomo è sicuramente uno tassello in più in cardiofilia. Per il contesto con lo stetoscopio molto dipende da come lo viviamo. Se legato alla cardiofilia o se a se stante. In ambito prettamente medical la nudità non solo del torace è fondamentale per molti ma può avvenire lentamente. Se usiamo lo stetoscopio in solitaria molto dipende da noi.
In ogni contesto kink la nudità richiama comunque imbarazzo, vulnerabilità, eccitazione, fiducia, sentirsi esposti e qui non è da meno. Per alcuni è essenziale.
Per me anche una mano appoggiata sui vestiti altezza cuore è già un ottimo inizio.
C'è anche da dire che alcuni usano il pretesto dell'auscultazione come un aggancio, giusto per vedere un petto nudo o al contrario per esporre il proprio. Qui poco abbiamo a che fare con la cardiofilia o lo stetoscopio.
Possiamo paragonarlo al chiedo un incontro bdsm ma in realtà voglio sesso. Ne usciremo insoddisfatti.
Un ultimo aspetto da valutare è come ci teniamo, materialmente parlando, a questi feticci.
Non solo lo stetoscopio ma anche degli elettrodi o uno sfigmomanometro e tutto quello che rientra in tema.
Molti cardiofili sanno elencare precisamente caratteristiche e componenti dei vari strumenti non solo dello stetoscopio. Ne possiedono diversi e li catalogano.
Ne parlano con passione e coinvolgimento.
Sanno insegnarti modalità di utilizzo e varie tecniche.
Trattano gli strumenti con amore e delicatezza.
Io stessa ripongo ogni volta lo stetoscopio con cura e attenzione.
Anche questa è una caratteristica sia per un cardiofilo sia per uno stetofilo.
In conclusione?
Le due cose possono sovrapporsi in parte, essere completamente separate o coincidere.
Così quando mi chiedete, ma tu sei cardiofila?
Solo in parte.
Amo il battito più per una dimensione di calma che non di eccitazione.
Diventa eccitazione se ci associamo lo stetoscopio.
Amo lo stetoscopio come strumento e si, per me è un feticcio.
Concludo con questa piccola testimonianza che ci fa comprendere quanto spesso inutilmente ci preoccupiamo di cose a margine rispetto al kink stesso.
"Ti svelo un risvolto positivo che ha avuto per me l'esposizione del torace nell'ambito steto- cardiofetish.
La farò breve: fino a quando non ho avuto il primo incontro di VERA cardiofilia con una donna, ho sempre avuto delle enormi difficoltà a mostrare il mio torace nudo, anche in tutti quegli ambiti dove nessuno aveva niente da obiettare, anche nei confronti di maschi più fuori forma di me. Nelle spiagge, alle pance prominenti nessuno fa caso però le rassicurazioni sul fatto che io non ero affatto un essere mostruoso e deforme, non erano di nessun conforto.
Quando alla fine mi sono incontrato con una cardiofila che vedeva il mio torace praticamente solo come un giacimento dal quale estrarre con il suo stetoscopio la maggior quantità possibile di battiti cardiaci, ogni considerazione di carattere estetico si è dissolta come nebbia al sole. Mi sono totalmente sbloccato.
Negli anni a venire non mi sono più preoccupato di mostrarmi o meno a torso nudo in qualsiasi ambito che offrisse una seppur minima giustificazione; negli ultimi anni, quando sono nei paraggi di casa, il che si verifica per il 99% del mio tempo, vivo a petto nudo h24 da metà maggio a metà settembre, anche quando ricevo qualche rara visita (non medical 😛).
Ho una amica non cardiofila che gioca entrambi ruoli di paziente e di auscultatrice, prestandosi alla realizzazione di video dove espone il seno. E di altri dove io faccio altrettanto!
La mia inibizione si è dissolta; la sua ha fatto altrettanto scoprendo un "gioco" che, come dice lei, la "fa stare bene".
Mi chiama "uomo del cuore" ma tra noi non c'è nessuna relazione, né sentimentale né sessuale.
Lunga vita allo Stetoscopio!
Lunga vita alla Cardiofilia!"
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