Intervista Diaper Lover
Torniamo
ancora sul diaper.
Ma
questa volta ci concentriamo su una persona che il diaper lo usa
nella vita.
Un dl. Diaper lover.
I dl, gli amanti del pannolino, quelli che lo usano davvero, sia che ci sia, oppure no, una reale necessità.
E’ un mondo nascosto e riservato quello dei dl.
Ti camminano accanto, ma raramente scopri il loro segreto.
Possono avere un pizzico di ab, ma non è così necessario.
Tutto ruota intorno al diaper.
A seconda delle preferenze può essere pannolino o pannolone.
E vi assicuro c’è un’enorme divario tra le due cose.
Possono mantenere l’ab quindi comprare diaper con disegnini tutti colorati, oppure preferire il medical e usare diaper sanitari.
A volte giocano con partner ma non sempre, a volte un dl è solo un dl.
Soddisfa in solitaria la sua passione.
------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
- Intanto chi sei
Sono un uomo di 40 anni e nella vita faccio il libero professionista. Sono single per scelta: ho avuto una storia con una ragazza che non ho mai sentito di amare davvero, mentre la persona di cui ero realmente innamorato purtroppo non mi ha mai ricambiato. Sono una persona che soffre d’ansia, sono molto sensibile e mi considero una persona abbastanza disponibile con gli amici se posso aiutare.
Questo modo di definirsi “single per scelta” mi fa sempre riflettere. Mi è capitato di sentire storie simili. Ci sono persone che si innamorano di qualcuno che non ricambia. E ne restano innamorate per tutta la vita. La persona che non ricambia va avanti con la sua vita, mentre quella dell’altro resta li, sospesa, come se si chiedesse, se non posso amare chi amo davvero che senso ha allora amare? Meglio non amare nessuno.
- Ti definisci un dl o abdl?
Nasco come Diaper Lover puro, ma negli ultimi anni ho inserito qualche pratica AB come l’uso del ciuccio.
Delle varie differenze tra dl e ab avevamo già ampiamente parlato. Sono due mondi che a volte combaciano, a volte si sfiorano, ma può anche capitare viaggino su binari diversi.
- Come nasce questa passione?
La passione nasce anzitutto come “feticismo” della pipì a letto: quando andavo alle medie era uscito su Corriere Salute un articolo relativo all’enuresi e all’epoca questa cosa mi aveva acceso delle fantasie. Successivamente, ho iniziato a immaginare che le protagoniste delle mie fantasie utilizzassero il pannolone.
Corriere salute esisterà ancora? Cioè da un giornale, niente tv, niente internet. Un giornale. Mi viene la malinconia, mi sembra un’epoca così lontana eppure è la mia!
- Torna un po’ più indietro, prima delle medie, all’inizio..
Per quanto riguarda l’inizio, devo fare una premessa importante. Da piccolo, anzi da piccolissimo ho avuto un trauma all’asilo, quando mi sono fatto la cacca addosso, che mi ha un po’ segnato. Da lì il tema del “farsela addosso”, il tema dell’essere “scoperti e puniti per essersela fatta addosso”, sono diventati per me molto importanti. Ecco perché quando in seconda media (quindi 12/13 anni) mi sono trovato davanti quell’articolo sulla pipì a letto negli adolescenti sono “impazzito”, mi si è accesa dentro una forte curiosità, quasi morbosa su quell’argomento. All’epoca non aveva una connotazione sessuale che invece è arrivata un po’ più avanti quando andavo alle superiori.
Fermiamoci un attimo. Abbiamo un incidente all’asilo. Parliamo della fascia d’età 3/5 anni. Un trauma che è rimasto in memoria. Da bambini gli incidenti pipi e anche altro, capitano. Eppure questo è rimasto nel profondo e non solo, scatena e fa parte di tutti gli avvenimenti futuri.
Il fatto che la curiosità sia morbosa lo capisco perfettamente. Questo tipo di curiosità è qualcosa che devi placare, appagare in qualche modo. E ti butti alla ricerca di qualsiasi cosa sfiori anche lontanamente l’argomento che ti picchia in testa come un tarlo!
Proseguiamo...
Quando ero alle superiori ho iniziato di quando in quando a utilizzarli. Sempre alle superiori (quindi tra i 15 e i 19 anni) ogni tanto compravo i pannoloni, li nascondevo per indossarli a scuola. La cosa mi rilassava e mi piaceva anche a livello sessuale. Mi piaceva anche inventare delle storie in cui le mie compagne indossavano il pannolone. Poi all’università ho unito l’utile al dilettevole: per il mio problema di colon irritabile ho iniziato a indossare tutti i giorni il pannolone per sicurezza. Ovviamente lo sfruttavo anche per comodità per farmi la pipì addosso. Preciso una cosa: ho vissuto momenti di disperazione vera a causa del colon irritabile per cui indossare il pannolone per me rappresentava un modo per sentirmi più tranquillo in caso di incidente. In quegli anni e soprattutto negli anni successivi quando ho iniziato a lavorare ho sperimentato un sempre maggior apprezzamento per l’utilizzo del pannolone non solo come oggetto che mi dà un piacere sessuale, ma anche come qualcosa che mi fa stare tranquillo e soprattutto per il suo scopo “naturale”. Da persona che odia i bagni pubblici potermela fare comodamente addosso per me è un qualcosa di fondamentale. A volte lascio che le altre persone scoprano questo segreto, ad esempio lascio intravedere il pannolone dallo zaino oppure lo estraggo dallo zaino per andare in bagno.
Ok stop un momento, c’è molto da dire.
Partiamo dal colon irritabile che va a pari passo con l’ansia e quella diarrea che arriva fulminante e se non hai un bagno e ovviamente nemmeno un panno è tipo un completo disastro?!
E ti capita nell’età peggiore, la fottuta adolescenza.
Adesso da adulta mi vergogno meno, ma all’epoca è stato terribile.
Mettere un diaper a scuola non è cosa da poco, ma c’è sempre una componente che i dl amano.
Quasi tutti i dl almeno.
L’adrenalina del “e se si vede?” “e se mi scoprono?”.
E’ qualcosa che accomuna molti dl, e anche in questo caso lui ce lo dice alla fine “lascio che le altre persone scoprano questo segreto”.
E’ un terreno sottilissimo e in parte molto soggettivo.
Mi spiego meglio.
Se è pur vero che il tema “dell’essere scoperti” accomuna molti dl, è anche vero che può essere vissuto in maniera totalmente diversa da ognuno.
C’è chi davvero vuole farsi scoprire, in questo caso mischiando adrenalina e imbarazzo reale nel momento in cui accade, c’è chi invece semplicemente lo immagina ma non vorrebbe mai accadesse davvero.
Altra componente è con chi mi espongo.
Alcuni dl mi hanno raccontato che per mettere in atto il farsi scoprire, cambiano città. Vanno lontano da dove vivono, perché dove nessuno ti conosce non ci sono altre implicazioni.
Mentre per altri dl è fondamentale restare dove si è, e li scegliere come e dove.
Può essere nel bagno di un bar ( si cambiano e lasciano volutamente il pannolone nel cestino in bella vista), può essere in un camerino di un negozio di vestiti chiedendo alla commessa un capo d’abbigliamento, mettendo in mostra il pannolone.
Insomma le situazioni sono diverse ma anche in questo caso, è un esporsi con qualcuno che anche se vediamo tutti i giorni, non fa parte della nostra vita come un collega, un amico o un parente.
In quel caso le cose cambiano. Raramente i dl confessano a chi hanno vicino a meno che non si tratti di partner o amici dalla mentalità molto aperta o ancora meglio persone conosciute online.
- Vorrei chiederti però prima di proseguire perché odi i bagni pubblici?
Li odio anzitutto perché non si sa mai se ci sono. Inoltre, ho paura di rimanere chiuso dentro; non sento di avere la giusta privacy; ho paura che qualcuno fuori mi metta fretta. Inoltre, sono sporchi, puzzano. Infine, ultima ragione, è che lì si è consumato il fatto dell’asilo. Infatti, mi ricordo che ero andato a fare la pipì ma non avevo calcolato che spingendo per farla mi sarebbe potuta uscire la cacca (cosa che poi è effettivamente successa). Da allora credo di aver sempre odiato i bagni pubblici.
Quando si dice che un trauma condiziona tutta la nostra vita futura, eccoci qui! Io ho bisogno dei bagni pubblici. Devo sapere dove sono collocati e li uso se ho necessità, non mi importa se sono zozzi. Certo mi fanno abbastanza schifo. Ammetto che a volte preferisco fare in natura se mi è data la possibilità di scegliere.
Proseguiamo..
Per quanto riguarda il pannolone, vivendo con i miei non lo posso usare a casa o la notte. Quindi chiaramente la mia è una passione che devo nascondere. Il pannolone l’ho usato la notte solo un periodo in cui vivevo da solo (avevo preso un appartamentino perché per un periodo sono stato lontano da casa per lavoro, ma oggi non me lo posso permettere). Uso il pannolone la notte anche quando dormo da amiche oppure in albergo. Al lavoro lo uso quasi sempre e in particolare lo indosso la mattina (mentre il pomeriggio preferisco stare libero). I pannoloni li tengo in un armadio al lavoro dove posso riporre alcuni miei effetti personali (tra cui i pannoloni appunto).
Ed eccoci qui all’inconfessabile. Famiglia. Non lo si può dire. Si tiene tutto nascosto anche quando si cresce. E’ un tipo di kink per cui, o si viene scoperti e non è mai piacevole, oppure alla propria famiglia è davvero difficile confessarlo. E la conseguenza è che devi nascondere tutto. E i pannolini non sono facili da nascondere. E non è una questione di indipendenza.
Mi spiego.
Anche se si vive soli, è ovvio si è più liberi di utilizzarlo, ma questo non significa non nascondersi. Conosco dl che sono indipendenti, vivono soli per i fatti loro, senza partner o famiglia. Ma non sei proprio un’eremita, capita che la famiglia ti venga a trovare. Capita che un amico entri in casa. E capita che qualcuno metta le mani dove non deve. Per questo si preferisce a volte non tenere nulla o essere sempre pronti a far sparire tutto. E’ una libertà sempre un po’ costretta.
E non è che non si vuole è che è davvero difficile da spiegare, da far comprendere. E se sappiamo già in partenza che potremmo ritrovarci in situazioni sgradevoli di certo non le ricerchiamo. Chi lo farebbe?
Ecco la difficoltà di un dl è anche questa. Il kink vorrebbe essere giocato di continuo. Quel pannolone da mettere di giorno, di notte e quando più piace. Sarebbe semplice perché è un gioco in solitaria. Ma molto spesso semplicemente non si può.
- I pannolini che usi sono di tipo medical o ab? In base a cosa questa scelta?
Utilizzo esclusivamente i pannoloni “medical” (le uniche eccezioni sono state, quando ero un po’ più ragazzino, un paio di volte i Pampers e più di recente i Drynites, ma giusto un paio di volte). La ragione di questa scelta verso i medical risiede nel fatto che con questi sono cresciuto, che loro sono stati protagonisti delle mie fantasie e del loro utilizzo. Inoltre, non essendo strettamente parlando un vero e proprio AB non mi sento particolarmente attratto dai pannoloni Adult Baby. C'è infine il risvolto legato al fatto che usandoli in contesti sociali cerco un compromesso tra assorbenza e discrezione. Già un Tena Slip Maxi non passa proprio inosservato figurarsi come apparirebbe un pannolone AB. Comunque ultimamente ho scoperto che la soluzione perfetta è usare i Tena Pants con un pannolino rettangolare all'interno.
Da notare come si usano le parole. Tutto soggettivo. Sto facendo un mix tra diaper, pannolini e pannolone. Per lui sono i pannoloni. Avevo detto all’inizio che c’è una netta differenza. Di solito quando c’è anche componente ab, anche se non forte, si dice pannolini, quando si preferisce il medical e si è più dl si usa pannoloni. Ma non è sempre così ovviamente.
C’è anche qualche dl che non usa assolutamente la parola pannolone e non vuole nemmeno sentirla.
Per me rimane il panno, anche se come sapete io sono per il medical, ma uso pure la parole diaper.
- Altre fantasie sul diaper?
Questa passione si è sempre affiancata alle mie fantasie relativamente all’utilizzo da parte di altre persone. Mi spiego meglio, a me piace indossare il pannolone, ma piace anche immaginare altre persone, soprattutto ragazze, che lo indossano. Si tratta quindi di fantasie in cui le mie amiche o utilizzano il pannolone e si cambiano con me, oppure mi cambiano il pannolone, oppure mi costringono a indossarlo. Oppure fantasie in cui accade il contrario e sono io cambiare loro oppure a costringerle a utilizzarlo. Ci tengo a precisare che mi piacerebbe attuare tutte queste fantasie ma non quelle sulla costrizione (se non in forma di gioco di ruolo, dunque consensuale, dove si fa solo finta che vi sia “obbligo”).
Il classico cnc, quindi diaper e costrizione. Mi è sempre piaciuta anche questa fantasia, a tema teen la trovo il massimo onestamente ma se avete i miei racconti su watpad già sapete.
- Hai sempre usato il diaper in solitaria?
Purtroppo ho sempre giocato in solitaria perché non ho mai trovato nessuna disposta a giocare. Le uniche forme di condivisione sono state on-line con qualche persona adult baby / diaper lover in chat.
Questo vale per molti kink ma per i dl ancor di più. Trovare con chi giocare non è semplice per niente. Ricordo che quando ho iniziato a incontrare alcuni dl ero un po’ impacciata.
E’ un tipo di gioco, quello del cambio, che se non viene spontaneo è davvero imbarazzante.
Sei li con il panno e la crema e non sai bene cosa fare. Ricordo che per un attimo la prima volta ho pensato, adesso me ne vado.
Poi una volta iniziato.. be li è un’altra storia.
- Parliamo in ultimo del ciuccio. Come lo usi?
Ho iniziato un paio di anni fa ad utilizzarlo come consolazione in un momento di forte stress per il lavoro. Ho iniziato a usarlo al mattino in un bar che in quell’ora era poco frequentato e al limite mi vedevano le cameriere che non mi hanno mai detto niente. Poi ho iniziato a usarlo sempre al mattino al bar ma proteggendomi il volto con la mascherina, oppure vado in bagno e lo tengo. Lo uso anche se succede qualcosa che mi manda nel panico: vado in bagno anche al lavoro e sto col ciuccio. Fa miracoli, mi fa passare l’ansia.
Per il ciuccio lo sapete io ho un debole. Ho deciso di non averlo più perché mi creerebbe dipendenza. Ma sono d’accordo per l’ansia. Proprio qualche mese fa ne avevano parlato perché in Cina lo si usa negli adulti per stress, insonnia e appunto ansia. Ha spopolato talmente tanto questa cosa che anche altri paesi si sono accodati e molte persone ne fanno uso senza nascondersi. In fondo e l’avevo già detto nel libro, la sigaretta si e il ciuccio no, per quale motivo?
Anche la sigaretta è un feticcio che allevia ansia e stress ed è una dipendenza.
C’è regressione nel ciuccio? Sicuramente si. Quella voglia di tornare a quando non c’erano responsabilità e ci pensavano gli altri a noi.
Il rischio è la dipendenza. Quando lo avevo lo usavo sempre.
Be ma non possiamo concludere questa intervista senza la domanda che tutti aspettano.
E il sesso nei dl? Quindi lo chiedo a lui..
- Diaper e sesso?
Per la masturbazione in genere senza pannolone perché punto al 100% sulla fantasia. Immagino vari scenari che possono essere amiche che lo indossano con me oppure che mi costringono a indossarlo.
A volte mi masturbo anche con situazioni accadute ad esempio una amica a cui ho fatto una confidenza sul pannolone oppure che mi ha scoperto.
Si da ragazzo magari li compravo andavo al bar mi mettevo il pannolone e qualche volta mi masturbavo.
Ma in generale ho sempre preferito masturbarmi a margine di una fantasia mentre nel pannolone mi piace fare la pipì, mi rilassa tantissimo e ha connotazione sessuale.
nel senso che poi immagino che qualcuno lo scopra e la vergogna è un catalizzatore di erezione.
Come rapporti sessuali senza diaper perché non ho mai avuto partner interessate all’argomento.
Quindi in questo caso abbiamo un lato sessuale che vive di immaginazione. Il diaper è li ma serve per altro. Molti dl usano il diaper anche per la masturbazione ma non in questo caso.
Continuerò a dire che tra ab e dl è un mondo nel mondo. E’ così soggettivo che quando ti sembra di aver capito qualcosa ecco che tutto si ribalta. E’ questo che mi piace di questo kink. I modi così simili ma diversi di viverlo.
Faccio l’ultima considerazione prima di concludere.
Mi è capitato di conoscere dl come in questo caso, in solitaria.
Se un dl ha la possibilità di usare il diaper in ogni contesto e situazione il rischio è la dipendenza dal diaper.
Se da dl posso mettere il diaper in casa, a lavoro, in giro, se posso soddisfare in pieno il mio kink, perché lo voglio vivere così e mi piace viverlo così farò molta fatica a smettere.
E nella maggior parte dei casi non sarò disposto a smettere.
E’ solo una considerazione che vi lascio sul finale.
Ringraziando chi si è prestato per l’intervista, concludiamo qui.
Un dl. Diaper lover.
I dl, gli amanti del pannolino, quelli che lo usano davvero, sia che ci sia, oppure no, una reale necessità.
E’ un mondo nascosto e riservato quello dei dl.
Ti camminano accanto, ma raramente scopri il loro segreto.
Possono avere un pizzico di ab, ma non è così necessario.
Tutto ruota intorno al diaper.
A seconda delle preferenze può essere pannolino o pannolone.
E vi assicuro c’è un’enorme divario tra le due cose.
Possono mantenere l’ab quindi comprare diaper con disegnini tutti colorati, oppure preferire il medical e usare diaper sanitari.
A volte giocano con partner ma non sempre, a volte un dl è solo un dl.
Soddisfa in solitaria la sua passione.
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- Intanto chi sei
Sono un uomo di 40 anni e nella vita faccio il libero professionista. Sono single per scelta: ho avuto una storia con una ragazza che non ho mai sentito di amare davvero, mentre la persona di cui ero realmente innamorato purtroppo non mi ha mai ricambiato. Sono una persona che soffre d’ansia, sono molto sensibile e mi considero una persona abbastanza disponibile con gli amici se posso aiutare.
Questo modo di definirsi “single per scelta” mi fa sempre riflettere. Mi è capitato di sentire storie simili. Ci sono persone che si innamorano di qualcuno che non ricambia. E ne restano innamorate per tutta la vita. La persona che non ricambia va avanti con la sua vita, mentre quella dell’altro resta li, sospesa, come se si chiedesse, se non posso amare chi amo davvero che senso ha allora amare? Meglio non amare nessuno.
- Ti definisci un dl o abdl?
Nasco come Diaper Lover puro, ma negli ultimi anni ho inserito qualche pratica AB come l’uso del ciuccio.
Delle varie differenze tra dl e ab avevamo già ampiamente parlato. Sono due mondi che a volte combaciano, a volte si sfiorano, ma può anche capitare viaggino su binari diversi.
- Come nasce questa passione?
La passione nasce anzitutto come “feticismo” della pipì a letto: quando andavo alle medie era uscito su Corriere Salute un articolo relativo all’enuresi e all’epoca questa cosa mi aveva acceso delle fantasie. Successivamente, ho iniziato a immaginare che le protagoniste delle mie fantasie utilizzassero il pannolone.
Corriere salute esisterà ancora? Cioè da un giornale, niente tv, niente internet. Un giornale. Mi viene la malinconia, mi sembra un’epoca così lontana eppure è la mia!
- Torna un po’ più indietro, prima delle medie, all’inizio..
Per quanto riguarda l’inizio, devo fare una premessa importante. Da piccolo, anzi da piccolissimo ho avuto un trauma all’asilo, quando mi sono fatto la cacca addosso, che mi ha un po’ segnato. Da lì il tema del “farsela addosso”, il tema dell’essere “scoperti e puniti per essersela fatta addosso”, sono diventati per me molto importanti. Ecco perché quando in seconda media (quindi 12/13 anni) mi sono trovato davanti quell’articolo sulla pipì a letto negli adolescenti sono “impazzito”, mi si è accesa dentro una forte curiosità, quasi morbosa su quell’argomento. All’epoca non aveva una connotazione sessuale che invece è arrivata un po’ più avanti quando andavo alle superiori.
Fermiamoci un attimo. Abbiamo un incidente all’asilo. Parliamo della fascia d’età 3/5 anni. Un trauma che è rimasto in memoria. Da bambini gli incidenti pipi e anche altro, capitano. Eppure questo è rimasto nel profondo e non solo, scatena e fa parte di tutti gli avvenimenti futuri.
Il fatto che la curiosità sia morbosa lo capisco perfettamente. Questo tipo di curiosità è qualcosa che devi placare, appagare in qualche modo. E ti butti alla ricerca di qualsiasi cosa sfiori anche lontanamente l’argomento che ti picchia in testa come un tarlo!
Proseguiamo...
Quando ero alle superiori ho iniziato di quando in quando a utilizzarli. Sempre alle superiori (quindi tra i 15 e i 19 anni) ogni tanto compravo i pannoloni, li nascondevo per indossarli a scuola. La cosa mi rilassava e mi piaceva anche a livello sessuale. Mi piaceva anche inventare delle storie in cui le mie compagne indossavano il pannolone. Poi all’università ho unito l’utile al dilettevole: per il mio problema di colon irritabile ho iniziato a indossare tutti i giorni il pannolone per sicurezza. Ovviamente lo sfruttavo anche per comodità per farmi la pipì addosso. Preciso una cosa: ho vissuto momenti di disperazione vera a causa del colon irritabile per cui indossare il pannolone per me rappresentava un modo per sentirmi più tranquillo in caso di incidente. In quegli anni e soprattutto negli anni successivi quando ho iniziato a lavorare ho sperimentato un sempre maggior apprezzamento per l’utilizzo del pannolone non solo come oggetto che mi dà un piacere sessuale, ma anche come qualcosa che mi fa stare tranquillo e soprattutto per il suo scopo “naturale”. Da persona che odia i bagni pubblici potermela fare comodamente addosso per me è un qualcosa di fondamentale. A volte lascio che le altre persone scoprano questo segreto, ad esempio lascio intravedere il pannolone dallo zaino oppure lo estraggo dallo zaino per andare in bagno.
Ok stop un momento, c’è molto da dire.
Partiamo dal colon irritabile che va a pari passo con l’ansia e quella diarrea che arriva fulminante e se non hai un bagno e ovviamente nemmeno un panno è tipo un completo disastro?!
E ti capita nell’età peggiore, la fottuta adolescenza.
Adesso da adulta mi vergogno meno, ma all’epoca è stato terribile.
Mettere un diaper a scuola non è cosa da poco, ma c’è sempre una componente che i dl amano.
Quasi tutti i dl almeno.
L’adrenalina del “e se si vede?” “e se mi scoprono?”.
E’ qualcosa che accomuna molti dl, e anche in questo caso lui ce lo dice alla fine “lascio che le altre persone scoprano questo segreto”.
E’ un terreno sottilissimo e in parte molto soggettivo.
Mi spiego meglio.
Se è pur vero che il tema “dell’essere scoperti” accomuna molti dl, è anche vero che può essere vissuto in maniera totalmente diversa da ognuno.
C’è chi davvero vuole farsi scoprire, in questo caso mischiando adrenalina e imbarazzo reale nel momento in cui accade, c’è chi invece semplicemente lo immagina ma non vorrebbe mai accadesse davvero.
Altra componente è con chi mi espongo.
Alcuni dl mi hanno raccontato che per mettere in atto il farsi scoprire, cambiano città. Vanno lontano da dove vivono, perché dove nessuno ti conosce non ci sono altre implicazioni.
Mentre per altri dl è fondamentale restare dove si è, e li scegliere come e dove.
Può essere nel bagno di un bar ( si cambiano e lasciano volutamente il pannolone nel cestino in bella vista), può essere in un camerino di un negozio di vestiti chiedendo alla commessa un capo d’abbigliamento, mettendo in mostra il pannolone.
Insomma le situazioni sono diverse ma anche in questo caso, è un esporsi con qualcuno che anche se vediamo tutti i giorni, non fa parte della nostra vita come un collega, un amico o un parente.
In quel caso le cose cambiano. Raramente i dl confessano a chi hanno vicino a meno che non si tratti di partner o amici dalla mentalità molto aperta o ancora meglio persone conosciute online.
- Vorrei chiederti però prima di proseguire perché odi i bagni pubblici?
Li odio anzitutto perché non si sa mai se ci sono. Inoltre, ho paura di rimanere chiuso dentro; non sento di avere la giusta privacy; ho paura che qualcuno fuori mi metta fretta. Inoltre, sono sporchi, puzzano. Infine, ultima ragione, è che lì si è consumato il fatto dell’asilo. Infatti, mi ricordo che ero andato a fare la pipì ma non avevo calcolato che spingendo per farla mi sarebbe potuta uscire la cacca (cosa che poi è effettivamente successa). Da allora credo di aver sempre odiato i bagni pubblici.
Quando si dice che un trauma condiziona tutta la nostra vita futura, eccoci qui! Io ho bisogno dei bagni pubblici. Devo sapere dove sono collocati e li uso se ho necessità, non mi importa se sono zozzi. Certo mi fanno abbastanza schifo. Ammetto che a volte preferisco fare in natura se mi è data la possibilità di scegliere.
Proseguiamo..
Per quanto riguarda il pannolone, vivendo con i miei non lo posso usare a casa o la notte. Quindi chiaramente la mia è una passione che devo nascondere. Il pannolone l’ho usato la notte solo un periodo in cui vivevo da solo (avevo preso un appartamentino perché per un periodo sono stato lontano da casa per lavoro, ma oggi non me lo posso permettere). Uso il pannolone la notte anche quando dormo da amiche oppure in albergo. Al lavoro lo uso quasi sempre e in particolare lo indosso la mattina (mentre il pomeriggio preferisco stare libero). I pannoloni li tengo in un armadio al lavoro dove posso riporre alcuni miei effetti personali (tra cui i pannoloni appunto).
Ed eccoci qui all’inconfessabile. Famiglia. Non lo si può dire. Si tiene tutto nascosto anche quando si cresce. E’ un tipo di kink per cui, o si viene scoperti e non è mai piacevole, oppure alla propria famiglia è davvero difficile confessarlo. E la conseguenza è che devi nascondere tutto. E i pannolini non sono facili da nascondere. E non è una questione di indipendenza.
Mi spiego.
Anche se si vive soli, è ovvio si è più liberi di utilizzarlo, ma questo non significa non nascondersi. Conosco dl che sono indipendenti, vivono soli per i fatti loro, senza partner o famiglia. Ma non sei proprio un’eremita, capita che la famiglia ti venga a trovare. Capita che un amico entri in casa. E capita che qualcuno metta le mani dove non deve. Per questo si preferisce a volte non tenere nulla o essere sempre pronti a far sparire tutto. E’ una libertà sempre un po’ costretta.
E non è che non si vuole è che è davvero difficile da spiegare, da far comprendere. E se sappiamo già in partenza che potremmo ritrovarci in situazioni sgradevoli di certo non le ricerchiamo. Chi lo farebbe?
Ecco la difficoltà di un dl è anche questa. Il kink vorrebbe essere giocato di continuo. Quel pannolone da mettere di giorno, di notte e quando più piace. Sarebbe semplice perché è un gioco in solitaria. Ma molto spesso semplicemente non si può.
- I pannolini che usi sono di tipo medical o ab? In base a cosa questa scelta?
Utilizzo esclusivamente i pannoloni “medical” (le uniche eccezioni sono state, quando ero un po’ più ragazzino, un paio di volte i Pampers e più di recente i Drynites, ma giusto un paio di volte). La ragione di questa scelta verso i medical risiede nel fatto che con questi sono cresciuto, che loro sono stati protagonisti delle mie fantasie e del loro utilizzo. Inoltre, non essendo strettamente parlando un vero e proprio AB non mi sento particolarmente attratto dai pannoloni Adult Baby. C'è infine il risvolto legato al fatto che usandoli in contesti sociali cerco un compromesso tra assorbenza e discrezione. Già un Tena Slip Maxi non passa proprio inosservato figurarsi come apparirebbe un pannolone AB. Comunque ultimamente ho scoperto che la soluzione perfetta è usare i Tena Pants con un pannolino rettangolare all'interno.
Da notare come si usano le parole. Tutto soggettivo. Sto facendo un mix tra diaper, pannolini e pannolone. Per lui sono i pannoloni. Avevo detto all’inizio che c’è una netta differenza. Di solito quando c’è anche componente ab, anche se non forte, si dice pannolini, quando si preferisce il medical e si è più dl si usa pannoloni. Ma non è sempre così ovviamente.
C’è anche qualche dl che non usa assolutamente la parola pannolone e non vuole nemmeno sentirla.
Per me rimane il panno, anche se come sapete io sono per il medical, ma uso pure la parole diaper.
- Altre fantasie sul diaper?
Questa passione si è sempre affiancata alle mie fantasie relativamente all’utilizzo da parte di altre persone. Mi spiego meglio, a me piace indossare il pannolone, ma piace anche immaginare altre persone, soprattutto ragazze, che lo indossano. Si tratta quindi di fantasie in cui le mie amiche o utilizzano il pannolone e si cambiano con me, oppure mi cambiano il pannolone, oppure mi costringono a indossarlo. Oppure fantasie in cui accade il contrario e sono io cambiare loro oppure a costringerle a utilizzarlo. Ci tengo a precisare che mi piacerebbe attuare tutte queste fantasie ma non quelle sulla costrizione (se non in forma di gioco di ruolo, dunque consensuale, dove si fa solo finta che vi sia “obbligo”).
Il classico cnc, quindi diaper e costrizione. Mi è sempre piaciuta anche questa fantasia, a tema teen la trovo il massimo onestamente ma se avete i miei racconti su watpad già sapete.
- Hai sempre usato il diaper in solitaria?
Purtroppo ho sempre giocato in solitaria perché non ho mai trovato nessuna disposta a giocare. Le uniche forme di condivisione sono state on-line con qualche persona adult baby / diaper lover in chat.
Questo vale per molti kink ma per i dl ancor di più. Trovare con chi giocare non è semplice per niente. Ricordo che quando ho iniziato a incontrare alcuni dl ero un po’ impacciata.
E’ un tipo di gioco, quello del cambio, che se non viene spontaneo è davvero imbarazzante.
Sei li con il panno e la crema e non sai bene cosa fare. Ricordo che per un attimo la prima volta ho pensato, adesso me ne vado.
Poi una volta iniziato.. be li è un’altra storia.
- Parliamo in ultimo del ciuccio. Come lo usi?
Ho iniziato un paio di anni fa ad utilizzarlo come consolazione in un momento di forte stress per il lavoro. Ho iniziato a usarlo al mattino in un bar che in quell’ora era poco frequentato e al limite mi vedevano le cameriere che non mi hanno mai detto niente. Poi ho iniziato a usarlo sempre al mattino al bar ma proteggendomi il volto con la mascherina, oppure vado in bagno e lo tengo. Lo uso anche se succede qualcosa che mi manda nel panico: vado in bagno anche al lavoro e sto col ciuccio. Fa miracoli, mi fa passare l’ansia.
Per il ciuccio lo sapete io ho un debole. Ho deciso di non averlo più perché mi creerebbe dipendenza. Ma sono d’accordo per l’ansia. Proprio qualche mese fa ne avevano parlato perché in Cina lo si usa negli adulti per stress, insonnia e appunto ansia. Ha spopolato talmente tanto questa cosa che anche altri paesi si sono accodati e molte persone ne fanno uso senza nascondersi. In fondo e l’avevo già detto nel libro, la sigaretta si e il ciuccio no, per quale motivo?
Anche la sigaretta è un feticcio che allevia ansia e stress ed è una dipendenza.
C’è regressione nel ciuccio? Sicuramente si. Quella voglia di tornare a quando non c’erano responsabilità e ci pensavano gli altri a noi.
Il rischio è la dipendenza. Quando lo avevo lo usavo sempre.
Be ma non possiamo concludere questa intervista senza la domanda che tutti aspettano.
E il sesso nei dl? Quindi lo chiedo a lui..
- Diaper e sesso?
Per la masturbazione in genere senza pannolone perché punto al 100% sulla fantasia. Immagino vari scenari che possono essere amiche che lo indossano con me oppure che mi costringono a indossarlo.
A volte mi masturbo anche con situazioni accadute ad esempio una amica a cui ho fatto una confidenza sul pannolone oppure che mi ha scoperto.
Si da ragazzo magari li compravo andavo al bar mi mettevo il pannolone e qualche volta mi masturbavo.
Ma in generale ho sempre preferito masturbarmi a margine di una fantasia mentre nel pannolone mi piace fare la pipì, mi rilassa tantissimo e ha connotazione sessuale.
nel senso che poi immagino che qualcuno lo scopra e la vergogna è un catalizzatore di erezione.
Come rapporti sessuali senza diaper perché non ho mai avuto partner interessate all’argomento.
Quindi in questo caso abbiamo un lato sessuale che vive di immaginazione. Il diaper è li ma serve per altro. Molti dl usano il diaper anche per la masturbazione ma non in questo caso.
Continuerò a dire che tra ab e dl è un mondo nel mondo. E’ così soggettivo che quando ti sembra di aver capito qualcosa ecco che tutto si ribalta. E’ questo che mi piace di questo kink. I modi così simili ma diversi di viverlo.
Faccio l’ultima considerazione prima di concludere.
Mi è capitato di conoscere dl come in questo caso, in solitaria.
Se un dl ha la possibilità di usare il diaper in ogni contesto e situazione il rischio è la dipendenza dal diaper.
Se da dl posso mettere il diaper in casa, a lavoro, in giro, se posso soddisfare in pieno il mio kink, perché lo voglio vivere così e mi piace viverlo così farò molta fatica a smettere.
E nella maggior parte dei casi non sarò disposto a smettere.
E’ solo una considerazione che vi lascio sul finale.
Ringraziando chi si è prestato per l’intervista, concludiamo qui.
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