Intervista solletico
Tema interviste, sondaggio e come argomento il solletico.
Così avete votato.
Come “assolutamente si” tra i 4 argomenti proposti è quello che ha preso meno in termini di percentuale.
Il solletico è un kink che di fatto piace a molti ma si inserisce e si incastra con mille altri kink.
Solletico e piedi, solletico e controllo orgasmo, solletico e little, solletico e pipì, solletico e spanking perché no?
Anche questo tema riporta in qualche modo sempre all’infanzia.
E’ un kink che molto lentamente sto sperimentando.
Su me stessa più che altro.
So per certo che mi piace farlo e chi è passato tra le mie dita lo sa, ma ultimamente riceverlo sta diventando così eccitante che mi porta ad esplorare un altro lato di me.
Nella scelta del candidato per questa intervista ho voluto qualcuno che fa il solletico ma se lo fa anche fare.
In merito ai termini inglesi che tanto amate per il solletico vi ricordo due cose del perché non li uso anche se in questa intervista li troveremo:
1. l’inglese non lo so quindi è meglio che non mi immetta su strade che mi portano verso pronunce sbagliate
2. l’inglese è ovunque. La scelta è che questi contenuti possano essere compresi facilmente, perché quando ho avuto bisogno di capire i kink nella mia vita avevo bisogno di qualcosa di chiaro e diretto, che arrivasse subito, non paroloni che dovevo tradurre.
Per cui so i termini inglesi ma se posso evito.
Resterà solletico, farlo, subirlo. Chi fa il solletico, chi si fa solleticare.
E adesso vediamo cosa ha da dirci la persona che oggi ci racconta di sé.
------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
- Iniziamo con la solita domanda.. chi sei?
Scelgo un nome d’arte: Sandman. Ho 39 anni, sono un libero professionista nel mondo dell’editoria, sono impegnato in una relazione stabile. Sono piuttosto nerd, amante dei gatti, eterosessuale e sì, sono un grande appassionato di solletico.
Così avete votato.
Come “assolutamente si” tra i 4 argomenti proposti è quello che ha preso meno in termini di percentuale.
Il solletico è un kink che di fatto piace a molti ma si inserisce e si incastra con mille altri kink.
Solletico e piedi, solletico e controllo orgasmo, solletico e little, solletico e pipì, solletico e spanking perché no?
Anche questo tema riporta in qualche modo sempre all’infanzia.
E’ un kink che molto lentamente sto sperimentando.
Su me stessa più che altro.
So per certo che mi piace farlo e chi è passato tra le mie dita lo sa, ma ultimamente riceverlo sta diventando così eccitante che mi porta ad esplorare un altro lato di me.
Nella scelta del candidato per questa intervista ho voluto qualcuno che fa il solletico ma se lo fa anche fare.
In merito ai termini inglesi che tanto amate per il solletico vi ricordo due cose del perché non li uso anche se in questa intervista li troveremo:
1. l’inglese non lo so quindi è meglio che non mi immetta su strade che mi portano verso pronunce sbagliate
2. l’inglese è ovunque. La scelta è che questi contenuti possano essere compresi facilmente, perché quando ho avuto bisogno di capire i kink nella mia vita avevo bisogno di qualcosa di chiaro e diretto, che arrivasse subito, non paroloni che dovevo tradurre.
Per cui so i termini inglesi ma se posso evito.
Resterà solletico, farlo, subirlo. Chi fa il solletico, chi si fa solleticare.
E adesso vediamo cosa ha da dirci la persona che oggi ci racconta di sé.
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- Iniziamo con la solita domanda.. chi sei?
Scelgo un nome d’arte: Sandman. Ho 39 anni, sono un libero professionista nel mondo dell’editoria, sono impegnato in una relazione stabile. Sono piuttosto nerd, amante dei gatti, eterosessuale e sì, sono un grande appassionato di solletico.
Amante dei gatti,
ebbene si hai già il mio cuore! Sandman nome d’arte di tutto
rispetto!
- La seconda domanda
di rito è come nasce questa passione e in che modo, a che età..
Non so dare una risposta precisa sul quando nasca questa passione.
Posso dire però che da bambino/ pre-adolescente ho iniziato però a notare alcune cose: alcune scene di solletico nei cartoni animati (penso alle celebri scene delle Tartarughe Ninja, o in Lupin III o anche in qualche film Disney) mi imbarazzavano molto. Una in particolare, proprio delle Tartarughe Ninja, mi turbava parecchio: due ragazzini, un maschio e una femmina, venivano catturati da uno dei villain della serie e legati e solleticati sotto i piedi con una piuma per ottenere informazioni. Avevo registrato quella puntata e spesso la rivedevo di nascosto, come se per me fosse una cosa proibita. Potrei dire che un po’ di pensieri partono proprio da lì.
Come dicevo, quelle scene non le vedevo divertenti, mi facevano sentire strano. E ripensarle con me stesso in uno dei due ruoli (nella parte del solleticatore o del solleticato) mi procurava più o meno le stesse reazioni che mi procurava il pensiero di una ragazza nuda.
Al tempo stesso, e qui la mia passione per il solletico va di pari passo, mi accorgevo di essere attratto da una parte del corpo femminile che il mondo intorno a me non considerava canonica: i piedi.
La combinazione solletico e piedi era per me, e lo è ancora adesso, una bomba pazzesca.
Tutto questo però mi provocava forte disagio, perché mi sentivo tremendamente strano e diverso. Aggiungiamo il fatto che io sono stato un ragazzino estremamente timido e introverso (e lo sono ancora in parte nella mia versione adulta, ma per fortuna con notevoli miglioramenti relazionali) quindi non parlavo assolutamente con nessuno di questa passione. E anzi me ne vergognavo.
Se qualche amico/a mi faceva il solletico la vivevo proprio male!
L’ho coltivata come fantasia segreta per tutta la mia adolescenza rendendola praticamente un tabù.
La grande svolta per me in questo senso è stata l’online!
Ricordo in maniera più o meno nitida il momento in cui, sul primo pc che avevamo comprato in casa, ho messo su un motore di ricerca la chiave “solletico piedi”, con grande e sincera curiosità. E l’aver scoperto così il mondo kink mi ha fatto letteralmente sgranare gli occhi: esistono altre persone come me e con i miei stessi interessi!
Aver poi visto il primo video di una ragazza torturata con il solletico in una forma come più o meno lo immaginavo è stata un’epifania. Era un vecchio video sgranato di pochi mb che ci misi ore a scaricare con il modem 56K.
Ho iniziato così a bazzicare forum online in cerca di persone con la mia stessa passione con cui confrontarmi e da cui sono arrivati, dopo molto tempo, i primi veri incontri a tema.
Non so dare una risposta precisa sul quando nasca questa passione.
Posso dire però che da bambino/ pre-adolescente ho iniziato però a notare alcune cose: alcune scene di solletico nei cartoni animati (penso alle celebri scene delle Tartarughe Ninja, o in Lupin III o anche in qualche film Disney) mi imbarazzavano molto. Una in particolare, proprio delle Tartarughe Ninja, mi turbava parecchio: due ragazzini, un maschio e una femmina, venivano catturati da uno dei villain della serie e legati e solleticati sotto i piedi con una piuma per ottenere informazioni. Avevo registrato quella puntata e spesso la rivedevo di nascosto, come se per me fosse una cosa proibita. Potrei dire che un po’ di pensieri partono proprio da lì.
Come dicevo, quelle scene non le vedevo divertenti, mi facevano sentire strano. E ripensarle con me stesso in uno dei due ruoli (nella parte del solleticatore o del solleticato) mi procurava più o meno le stesse reazioni che mi procurava il pensiero di una ragazza nuda.
Al tempo stesso, e qui la mia passione per il solletico va di pari passo, mi accorgevo di essere attratto da una parte del corpo femminile che il mondo intorno a me non considerava canonica: i piedi.
La combinazione solletico e piedi era per me, e lo è ancora adesso, una bomba pazzesca.
Tutto questo però mi provocava forte disagio, perché mi sentivo tremendamente strano e diverso. Aggiungiamo il fatto che io sono stato un ragazzino estremamente timido e introverso (e lo sono ancora in parte nella mia versione adulta, ma per fortuna con notevoli miglioramenti relazionali) quindi non parlavo assolutamente con nessuno di questa passione. E anzi me ne vergognavo.
Se qualche amico/a mi faceva il solletico la vivevo proprio male!
L’ho coltivata come fantasia segreta per tutta la mia adolescenza rendendola praticamente un tabù.
La grande svolta per me in questo senso è stata l’online!
Ricordo in maniera più o meno nitida il momento in cui, sul primo pc che avevamo comprato in casa, ho messo su un motore di ricerca la chiave “solletico piedi”, con grande e sincera curiosità. E l’aver scoperto così il mondo kink mi ha fatto letteralmente sgranare gli occhi: esistono altre persone come me e con i miei stessi interessi!
Aver poi visto il primo video di una ragazza torturata con il solletico in una forma come più o meno lo immaginavo è stata un’epifania. Era un vecchio video sgranato di pochi mb che ci misi ore a scaricare con il modem 56K.
Ho iniziato così a bazzicare forum online in cerca di persone con la mia stessa passione con cui confrontarmi e da cui sono arrivati, dopo molto tempo, i primi veri incontri a tema.
Fermiamoci un
attimo. Qui c’è quello che dicevamo prima innanzitutto, cioè la
combinazione di due kink in questo caso solletico e piedi. Cosa molto
comune in realtà ma che il nostro protagonista non vive bene.
Il solletico diventa un disagio. Qualcosa da nascondere, qualcosa che fa vergognare. Non deve essere stato per niente facile scoprire questa passione. Il cartone animato, quella scena che fa eccitare perché questo è, diventa scottante nemmeno fosse un video porno. Comprendo perfettamente perché è lo stesso disagio che ho vissuto io.
E’ una strana sensazione di fastidio che ti senti addosso e che ti fa dire “non sono normale”.
Paradossalmente noi stessi a volte rendiamo il kink che abbiamo un tabù più tabù di quanto già non sia.
Nascondiamo, non diamo a vedere, ci infastidiamo per alcuni atteggiamenti senza renderci conto che con tutta probabilità il mondo intorno non percepisce minimamente questa cosa.
La domanda che frulla in testa quando vivi un kink in questo modo è un tarlo “e se qualcuno lo scopre cosa faccio?”.
E’ una domanda che ti risuona costantemente.
E mentre dentro sei stressatissimo per questa situazione, all’esterno indossi la miglior maschera di sempre e al sol sentire la parola che richiama il tuo kink sei bravissimo a disconoscerlo.
“Solletico io? E cosa sarà mai il solletico? Non credo si soffrirlo e non mi toccare!” mentre dentro lentamente sprofondi.
La scoperta che c’è qualcuno come te, solitamente online, e sappiamo bene il perché, è un sollievo che finalmente ti permette di respirare.
Eccolo li il tuo kink scritto nero su bianco. E non credi a quello che leggi.
- Parlaci un po’ di qualche esperienza che hai vissuto..
Ho sempre privilegiato esperienze con il sesso femminile. E ho sempre privilegiato esperienze con ragazze che avessero di base un interesse in questo mondo.
Il solletico diventa un disagio. Qualcosa da nascondere, qualcosa che fa vergognare. Non deve essere stato per niente facile scoprire questa passione. Il cartone animato, quella scena che fa eccitare perché questo è, diventa scottante nemmeno fosse un video porno. Comprendo perfettamente perché è lo stesso disagio che ho vissuto io.
E’ una strana sensazione di fastidio che ti senti addosso e che ti fa dire “non sono normale”.
Paradossalmente noi stessi a volte rendiamo il kink che abbiamo un tabù più tabù di quanto già non sia.
Nascondiamo, non diamo a vedere, ci infastidiamo per alcuni atteggiamenti senza renderci conto che con tutta probabilità il mondo intorno non percepisce minimamente questa cosa.
La domanda che frulla in testa quando vivi un kink in questo modo è un tarlo “e se qualcuno lo scopre cosa faccio?”.
E’ una domanda che ti risuona costantemente.
E mentre dentro sei stressatissimo per questa situazione, all’esterno indossi la miglior maschera di sempre e al sol sentire la parola che richiama il tuo kink sei bravissimo a disconoscerlo.
“Solletico io? E cosa sarà mai il solletico? Non credo si soffrirlo e non mi toccare!” mentre dentro lentamente sprofondi.
La scoperta che c’è qualcuno come te, solitamente online, e sappiamo bene il perché, è un sollievo che finalmente ti permette di respirare.
Eccolo li il tuo kink scritto nero su bianco. E non credi a quello che leggi.
- Parlaci un po’ di qualche esperienza che hai vissuto..
Ho sempre privilegiato esperienze con il sesso femminile. E ho sempre privilegiato esperienze con ragazze che avessero di base un interesse in questo mondo.
Mi è sempre stato
molto difficile “persuadere” ragazze/donne che non fossero in
questo kink ad aprirsi ad esso. E, nella totalità dei casi, quando
l’hanno fatto non è mai stato molto soddisfacente. Perché lo
facevano “per farmi piacere”, non perché loro traessero piacere
da questa cosa.
Il che è egoisticamente bello, ma purtroppo alla lunga poco interessante per me.
O, molto più facilmente, esponevo il fianco a rifiuti (nonostante proposte molto timide e solo con persone di cui avevo il sentore che fossero di mentalità un po’ più aperta).
In generale non sono per la serietà estrema nelle sessioni, anzi, però mi piace che sia una cosa sentita e apprezzata da ambo le parti.
Ragioniamo un attimo su questa frase.
“Perché lo facevano “per farmi piacere”, non perché loro traessero piacere da questa cosa.”
Questo è fondamentale nei kink. Riprendiamo quello che avevo detto nell’intervista ballbusting. Il voler provare un kink quando non lo si ha, un po’ per curiosità, un po’ per far piacere all’altro resta per me un atto “d’amore” e la dimostrazione di grande apertura mentale che non tutti hanno. Il problema viene dopo. Si può scoprire di essere predisposti per quella cosa, oppure di non esserlo affatto. E nei kink niente va mai forzato altrimenti detto in soldoni, non si gode. Si prova disagio e un imbarazzo che non è sano. A volte anche noia. O come dice il nostro protagonista insoddisfazione. Se capita questo specie in coppia e non in un incontro a caso bisogna rimettersi a tavolino e comunicare. E’ quello che abbiamo detto, può andare bene, ma può anche andare male. Sia dirlo sia farlo. In ogni caso si apprezza il fatto che il partner accetti questo lato ma se la cosa non funziona ahimè bisogna trovare altre strade. Una storia potrebbe anche finire per questo, oppure ampliarsi inaspettatamente. Nei kink ci vuole consapevolezza di sé. Lo ripeto perché è molto importante per vivere bene la propria sessualità. Si all’apertura mentale, si al provare, ma anche si al saper fermarsi e dire, no scusa mi spiace non fa per me. E’ frustrante, innegabile, ma l’onestà quando si tratta di piacere sessuale è fondamentale. Nei kink il consenso deve e lo ripeto deve essere un “si” non solo iniziale ma durante tutto il gioco sessuale che si fa. Se sto solleticando il mio partner che sia compagno di vita o solo per una sessione, e nel frattempo non mi diverto e mi chiedo cosa cavolo sto facendo, meglio fermarsi. Non viverla mai come “sto deludendo l’altro o me stesso” ma come “sto diventando consapevole di quello che mi piace e so che in questo momento non sono in grado di darti il piacere che vorresti e quello che sto facendo non piace nemmeno a me”.
Il che è egoisticamente bello, ma purtroppo alla lunga poco interessante per me.
O, molto più facilmente, esponevo il fianco a rifiuti (nonostante proposte molto timide e solo con persone di cui avevo il sentore che fossero di mentalità un po’ più aperta).
In generale non sono per la serietà estrema nelle sessioni, anzi, però mi piace che sia una cosa sentita e apprezzata da ambo le parti.
Ragioniamo un attimo su questa frase.
“Perché lo facevano “per farmi piacere”, non perché loro traessero piacere da questa cosa.”
Questo è fondamentale nei kink. Riprendiamo quello che avevo detto nell’intervista ballbusting. Il voler provare un kink quando non lo si ha, un po’ per curiosità, un po’ per far piacere all’altro resta per me un atto “d’amore” e la dimostrazione di grande apertura mentale che non tutti hanno. Il problema viene dopo. Si può scoprire di essere predisposti per quella cosa, oppure di non esserlo affatto. E nei kink niente va mai forzato altrimenti detto in soldoni, non si gode. Si prova disagio e un imbarazzo che non è sano. A volte anche noia. O come dice il nostro protagonista insoddisfazione. Se capita questo specie in coppia e non in un incontro a caso bisogna rimettersi a tavolino e comunicare. E’ quello che abbiamo detto, può andare bene, ma può anche andare male. Sia dirlo sia farlo. In ogni caso si apprezza il fatto che il partner accetti questo lato ma se la cosa non funziona ahimè bisogna trovare altre strade. Una storia potrebbe anche finire per questo, oppure ampliarsi inaspettatamente. Nei kink ci vuole consapevolezza di sé. Lo ripeto perché è molto importante per vivere bene la propria sessualità. Si all’apertura mentale, si al provare, ma anche si al saper fermarsi e dire, no scusa mi spiace non fa per me. E’ frustrante, innegabile, ma l’onestà quando si tratta di piacere sessuale è fondamentale. Nei kink il consenso deve e lo ripeto deve essere un “si” non solo iniziale ma durante tutto il gioco sessuale che si fa. Se sto solleticando il mio partner che sia compagno di vita o solo per una sessione, e nel frattempo non mi diverto e mi chiedo cosa cavolo sto facendo, meglio fermarsi. Non viverla mai come “sto deludendo l’altro o me stesso” ma come “sto diventando consapevole di quello che mi piace e so che in questo momento non sono in grado di darti il piacere che vorresti e quello che sto facendo non piace nemmeno a me”.
- Nel solletico è
più frequente che si provi con persone delle stesso sesso, ti è
capitato?
Ho avuto un’esperienza con una persona del mio stesso sesso (il classico M/M!), più grande di me, come solleticato. Ma anche lì non è stata soddisfacente, per quanto fossimo in questo caso tutti e due molto appassionati. Ho provato un disagio di fondo per tutto l’incontro che non mi ha lasciato bei ricordi. Lì ho avuto conferma che questo kink per me rimane comunque legato alla sfera eterosessuale. Però valeva la pena provare, del resto ero anche molto giovane. Avevo bisogno ancora di capire bene alcune cose su questa fantasia.
Non ho mai provato un’esperienza condivisa con una coppia.
Ho avuto un’esperienza con una persona del mio stesso sesso (il classico M/M!), più grande di me, come solleticato. Ma anche lì non è stata soddisfacente, per quanto fossimo in questo caso tutti e due molto appassionati. Ho provato un disagio di fondo per tutto l’incontro che non mi ha lasciato bei ricordi. Lì ho avuto conferma che questo kink per me rimane comunque legato alla sfera eterosessuale. Però valeva la pena provare, del resto ero anche molto giovane. Avevo bisogno ancora di capire bene alcune cose su questa fantasia.
Non ho mai provato un’esperienza condivisa con una coppia.
Ed eccola la
consapevolezza che dicevamo prima. Vale la pena provare, ma poi mi
rendo conto che non fa per me e certamente non ci ricasco. Ma ci si
potrebbe anche chiedere, e se in questo caso, quell’uomo non era la
persona giusta? Ci si può riprovare? Certo che si ma la
comunicazione con il nuovo compagno di giochi resta fondamentale. Si
può dire “guarda ho già provato con uomo ma non è andata bene,
sappi che potrei interrompere subito.”
E comunque in tema solletico e nei kink in generale anche io sono etero. Voglio solo i maschietti. Per esempio io non ho mai provato con una donna perché già solo a parole l’idea non mi attira.
Continua dicendo..
In ogni caso, il terreno fertile per trovare altri appassionati rimane per me sempre l’online. Con tutte le sue problematiche: profili fake (generalmente uomini che si fingono donne), mercenari, persone troppo distanti quindi difficilmente incontrabili, o persone un po’ schive e ritratte perché letteralmente martoriate da utenti molesti. In questo il genere maschile purtroppo è generalmente tremendo sia online che nella vita reale.
E la comunità comunque non rimane così grande.
E comunque in tema solletico e nei kink in generale anche io sono etero. Voglio solo i maschietti. Per esempio io non ho mai provato con una donna perché già solo a parole l’idea non mi attira.
Continua dicendo..
In ogni caso, il terreno fertile per trovare altri appassionati rimane per me sempre l’online. Con tutte le sue problematiche: profili fake (generalmente uomini che si fingono donne), mercenari, persone troppo distanti quindi difficilmente incontrabili, o persone un po’ schive e ritratte perché letteralmente martoriate da utenti molesti. In questo il genere maschile purtroppo è generalmente tremendo sia online che nella vita reale.
E la comunità comunque non rimane così grande.
A volte anche il
genere femminile online è un campo minato! Ma a parte questo
concordo difficilissimo trovare qualcuno con stesso kink che poi si
incastri per la “logistica”. E’ un lavoraccio!
- Molti provano a farsi il solletico da soli per cercare di capire quanto in realtà lo soffrono. Hai mai provato il fai da te?
Da ragazzino provavo a farmi il solletico da solo, per provare a “testare” il mio grado di sofferenza, ma ovviamente non è minimamente la stessa cosa. Non è un gioco che si possa fare da soli, purtroppo, o proprio a distanza fisica.
Quando ero più che ventenne, mi è capitato anche di lanciarmi in forme di sexting a tema tickling. Invogliate anche dal fatto che non è facile incontrare persone con la stessa passione che siano vicini di casa. Ma dopo un po’ ho abbandonato, è una cosa che spesso mi portava più alla frustrazione che altro. Volevo vivere quelle esperienze, o piuttosto lasciarle nelle mie fantasie.
- Molti provano a farsi il solletico da soli per cercare di capire quanto in realtà lo soffrono. Hai mai provato il fai da te?
Da ragazzino provavo a farmi il solletico da solo, per provare a “testare” il mio grado di sofferenza, ma ovviamente non è minimamente la stessa cosa. Non è un gioco che si possa fare da soli, purtroppo, o proprio a distanza fisica.
Quando ero più che ventenne, mi è capitato anche di lanciarmi in forme di sexting a tema tickling. Invogliate anche dal fatto che non è facile incontrare persone con la stessa passione che siano vicini di casa. Ma dopo un po’ ho abbandonato, è una cosa che spesso mi portava più alla frustrazione che altro. Volevo vivere quelle esperienze, o piuttosto lasciarle nelle mie fantasie.
Il solletico va
vissuto non c’è chat che tenga. Non ci si avvicina nemmeno a
qualcosa di reale. Quando poi provi il solletico nel reale, addio
online. E’ proprio un kink da vivere là fuori non dietro uno
schermo.
- Farlo e subirlo,
quali sono le differenze?
Parto dalla questione più importante: ci sono secondo me enormi differenze tra il farlo e subirlo. E a me, in quanto switch, piacciono molto entrambi i ruoli.
Da tickler (chi fa il solletico) mi piace avere il controllo della situazione e sull'altra persona, essere in una posizione dominante e causare una reazione nell'altro attraverso il solletico, mi piace toccare e sfiorare il corpo di una donna e vederlo contorcersi (o tentare di farlo) sotto le mie dita o i miei strumenti. In questo c’è anche proprio una parte estetica. Questa sensazione poi è incredibilmente ampliata se questa parte del corpo sono i piedi.
In generale, se a una persona piace subirlo, mi piace anche l’idea del poter dare piacere attraverso il solletico (così come mi piace dare piacere durante l’atto sessuale, per capirci).
E in ultimo mi piace la sensazione del legare qualcuno.
Da ticklee ( chi viene solleticato) è un po' l'opposto. Sentirmi completamente alla mercé di qualcuno (da cui io mi possa sentire attratto, in campo fisico e/o mentale) ed essere legato e stuzzicato. E perdere il controllo durante il solletico. C’è anche un aspetto fisico in questo caso: subire il solletico in alcuni punti del corpo (non necessariamente i genitali) per me è molto erogeno.
E in entrambi i casi mi piacciono sia le sessioni più estreme che quelle più soft.
Ricordo però che la prima volta che mi sono cimentato come ticklee ho provato un po’ di ansia da prestazione, perché speravo che le mie reazioni piacessero alla tickler in questione.
Secondo me anche qui sarebbe interessante approfondire la questione delle reazioni. I video che si vedono online spesso hanno reazioni finte o eccessivamente caricate, che possono ingannare e far maturare convinzioni errate (del resto il porno in generale è problematico da gestire in questo senso).
In questo senso, crescendo, è diventata per me fondamentale un aspetto: l’intesa con l’altra persona. Può accrescere le sensazioni a dismisura, essendo questo un kink anche molto mentale secondo me. È fantastico quando si scatenano reazioni anche senza toccare l’altro, ancor prima di iniziare una sessione, magari usando solo le parole, semplicemente in un gioco di aspettative/ ansie/ paura/ divertimento/ eccitazione.
Mi ricorda un po’ la bellissima sensazione che si ha prima di un bacio.
Parto dalla questione più importante: ci sono secondo me enormi differenze tra il farlo e subirlo. E a me, in quanto switch, piacciono molto entrambi i ruoli.
Da tickler (chi fa il solletico) mi piace avere il controllo della situazione e sull'altra persona, essere in una posizione dominante e causare una reazione nell'altro attraverso il solletico, mi piace toccare e sfiorare il corpo di una donna e vederlo contorcersi (o tentare di farlo) sotto le mie dita o i miei strumenti. In questo c’è anche proprio una parte estetica. Questa sensazione poi è incredibilmente ampliata se questa parte del corpo sono i piedi.
In generale, se a una persona piace subirlo, mi piace anche l’idea del poter dare piacere attraverso il solletico (così come mi piace dare piacere durante l’atto sessuale, per capirci).
E in ultimo mi piace la sensazione del legare qualcuno.
Da ticklee ( chi viene solleticato) è un po' l'opposto. Sentirmi completamente alla mercé di qualcuno (da cui io mi possa sentire attratto, in campo fisico e/o mentale) ed essere legato e stuzzicato. E perdere il controllo durante il solletico. C’è anche un aspetto fisico in questo caso: subire il solletico in alcuni punti del corpo (non necessariamente i genitali) per me è molto erogeno.
E in entrambi i casi mi piacciono sia le sessioni più estreme che quelle più soft.
Ricordo però che la prima volta che mi sono cimentato come ticklee ho provato un po’ di ansia da prestazione, perché speravo che le mie reazioni piacessero alla tickler in questione.
Secondo me anche qui sarebbe interessante approfondire la questione delle reazioni. I video che si vedono online spesso hanno reazioni finte o eccessivamente caricate, che possono ingannare e far maturare convinzioni errate (del resto il porno in generale è problematico da gestire in questo senso).
In questo senso, crescendo, è diventata per me fondamentale un aspetto: l’intesa con l’altra persona. Può accrescere le sensazioni a dismisura, essendo questo un kink anche molto mentale secondo me. È fantastico quando si scatenano reazioni anche senza toccare l’altro, ancor prima di iniziare una sessione, magari usando solo le parole, semplicemente in un gioco di aspettative/ ansie/ paura/ divertimento/ eccitazione.
Mi ricorda un po’ la bellissima sensazione che si ha prima di un bacio.
Allora qui c’è
molto da dire. Partiamo dall’inizio in cui c’è una componente
possiamo dire quasi altruistica? Io quando lo faccio non penso mai a
questo. Il piacere di dare piacere, che forse accresce anche quello
di chi lo da. E’ fondamentale perché se vediamo che il partner
prova piacere ci sentiamo appagati anche noi e vorremmo non fermarci
mai.
Sfiorare e contorcersi sono parole che a solo nominarle, meglio non nominarle!
L’ansia da prestazione e ben poca per me c’è solo se sono io che faccio il solletico. Se vengo solleticata (precisando il fatto che nessuno mi ha mai solleticato in una sessione di gioco ma solo prove) ho talmente tanta paura del solletico ( una paura sana s’intende, una paura eccitante) che non ho tempo di riflettere sulle mie reazioni, salto urlo e basta.
Pure adesso che scrivo il mio corpo manda segnali. Subire solletico mi manda in tilt.
L’intesa con l’altra persona non solo è fondamentale è proprio la chiave. Sguardi, parole, dita che si muovono lontane e tu già ridi. Poi è troppo bello quando scateni reazioni senza toccare. Ha un non so che di divino, quelle farfalle nello stomaco che saltano, pure adesso che lo sto solo pensando.
Sfiorare e contorcersi sono parole che a solo nominarle, meglio non nominarle!
L’ansia da prestazione e ben poca per me c’è solo se sono io che faccio il solletico. Se vengo solleticata (precisando il fatto che nessuno mi ha mai solleticato in una sessione di gioco ma solo prove) ho talmente tanta paura del solletico ( una paura sana s’intende, una paura eccitante) che non ho tempo di riflettere sulle mie reazioni, salto urlo e basta.
Pure adesso che scrivo il mio corpo manda segnali. Subire solletico mi manda in tilt.
L’intesa con l’altra persona non solo è fondamentale è proprio la chiave. Sguardi, parole, dita che si muovono lontane e tu già ridi. Poi è troppo bello quando scateni reazioni senza toccare. Ha un non so che di divino, quelle farfalle nello stomaco che saltano, pure adesso che lo sto solo pensando.
- Quando
parli di strumenti tipo quali?
Partiamo dal fatto che gli “strumenti base” sono sempre quelli del nostro corpo: dita e lingua. Sono
anche gli “stumenti più sensoriali”, se parlo come tickler. E quindi in un certo senso li preferisco.
Ma molti oggetti sanno dare grandi soddisfazioni.
C’è quello per me dalla carica erotica maggiore, la piuma, ma che di fatto è una delle grandi
delusioni dal punto di vista pratico perché produce pochi effetti. Questo però è il retaggio delle
scene filmiche di cui ho parlato in precedenza! Rimane molto “da idea” (e un po’ da roleplay).
Mi piace moltissimo usare le spazzole e gli spazzolini, che sono molto efficaci. L’oggetto però
probabilmente migliore di tutti rimane lo spazzolino elettrico! Sia con la testina che senza testina (in
questo caso bisogna però fare un pochino di attenzione).
Secondo me lo spazzolino elettrico è anche meglio dei vibratori classici.
Un oggetto davvero insospettabile e che ha un discreto effetto è invece il guanto per togliere il pelo
dai gatti (ora doppiamente inutilizzato perché mi è anche morto recentemente il gatto, breve storia
triste).
Può essere molto utile, specialmente per i piedi, un po’ di olio per massaggi. Che ammorbidisce e
rende la superficie più sensibile. Lo trovo anche utile per fare una pausa ma che sia anche carica di
aspettativa, soprattutto nelle sessioni più hard.
Partiamo dal fatto che gli “strumenti base” sono sempre quelli del nostro corpo: dita e lingua. Sono
anche gli “stumenti più sensoriali”, se parlo come tickler. E quindi in un certo senso li preferisco.
Ma molti oggetti sanno dare grandi soddisfazioni.
C’è quello per me dalla carica erotica maggiore, la piuma, ma che di fatto è una delle grandi
delusioni dal punto di vista pratico perché produce pochi effetti. Questo però è il retaggio delle
scene filmiche di cui ho parlato in precedenza! Rimane molto “da idea” (e un po’ da roleplay).
Mi piace moltissimo usare le spazzole e gli spazzolini, che sono molto efficaci. L’oggetto però
probabilmente migliore di tutti rimane lo spazzolino elettrico! Sia con la testina che senza testina (in
questo caso bisogna però fare un pochino di attenzione).
Secondo me lo spazzolino elettrico è anche meglio dei vibratori classici.
Un oggetto davvero insospettabile e che ha un discreto effetto è invece il guanto per togliere il pelo
dai gatti (ora doppiamente inutilizzato perché mi è anche morto recentemente il gatto, breve storia
triste).
Può essere molto utile, specialmente per i piedi, un po’ di olio per massaggi. Che ammorbidisce e
rende la superficie più sensibile. Lo trovo anche utile per fare una pausa ma che sia anche carica di
aspettativa, soprattutto nelle sessioni più hard.
Adesso sono triste per il gatto. Ma vorrei ricordare una cosa che
forse avevo già detto o scritto.. La lingua del gatto? Quando
dimenticavo di chiuderlo fuori dalla stanza durante il sesso, il mio
primo gatto, mi leccava i piedi, con tutte le conseguenze del caso. E
si ho presente quel guanto se è lo stesso per il cane che ho io, può
avere utilità. Concordo su dita e lingua ma lo SPAZZOLINO elettrico
è divino!! Non volevo smettere di usarlo!
- Prediligi solletico hard o soft o vanno bene entrambi come hai
scritto? Che differenze ci sono tra le due cose per te?
Mi piacciono entrambi ma con una predilezione per il solletico più hard.
La differenza sta nelle sensazioni che fanno provare e nella “tenuta fisica”.
Il solletico più soft ha una carica più erotica, per come la vedo io è davvero un preliminare per il
sesso perché crea molta eccitazione, che poi potrebbe rischiare di essere vanificata se non si
continua con altro. Il che può anche rientrare nel concetto di “controllo dell’orgasmo” quindi in
realtà va anche benissimo per me!
Il solletico più hard può davvero sfinirti a livello fisico (penso soprattutto come ticklee) ed essere
un’esperienza proprio completa. Anche come tickler può dare più soddisfazioni secondo me.
Insomma, quando io penso al solletico come fantasia erotica penso a questa versione ed è quella che vorrei provare maggiormente.
Mi piacciono entrambi ma con una predilezione per il solletico più hard.
La differenza sta nelle sensazioni che fanno provare e nella “tenuta fisica”.
Il solletico più soft ha una carica più erotica, per come la vedo io è davvero un preliminare per il
sesso perché crea molta eccitazione, che poi potrebbe rischiare di essere vanificata se non si
continua con altro. Il che può anche rientrare nel concetto di “controllo dell’orgasmo” quindi in
realtà va anche benissimo per me!
Il solletico più hard può davvero sfinirti a livello fisico (penso soprattutto come ticklee) ed essere
un’esperienza proprio completa. Anche come tickler può dare più soddisfazioni secondo me.
Insomma, quando io penso al solletico come fantasia erotica penso a questa versione ed è quella che vorrei provare maggiormente.
- Parli
di light bondage quindi oltre piedi e solletico altri kink?
Niente di eclatante ma qualcosina c’è ancora.
Mi divertono molto le pratiche di orgasm control e ruined orgasm ( controllo e rovinato). Sempre in entrambi i ruoli.
Mi piacerebbe esplorare un po’ il mondo del roleplay in maniera più “nerd”, ricreando situazioni un po’ più complesse del solito “interrogatorio” o “punizione” attraverso il solletico. Magari addirittura (qui, apice) in costume/cosplay. Ma qui non mi sono
mai avventurato troppo e non ho mai trovato persone interessate (perlomeno nei miei incontri e
nelle mie esperienze).
Nel roleplay ci metterei anche una spruzzata di ageplay (e del resto ho spesso cercato di essere in relazioni con una certa differenza d’età).
Niente di eclatante ma qualcosina c’è ancora.
Mi divertono molto le pratiche di orgasm control e ruined orgasm ( controllo e rovinato). Sempre in entrambi i ruoli.
Mi piacerebbe esplorare un po’ il mondo del roleplay in maniera più “nerd”, ricreando situazioni un po’ più complesse del solito “interrogatorio” o “punizione” attraverso il solletico. Magari addirittura (qui, apice) in costume/cosplay. Ma qui non mi sono
mai avventurato troppo e non ho mai trovato persone interessate (perlomeno nei miei incontri e
nelle mie esperienze).
Nel roleplay ci metterei anche una spruzzata di ageplay (e del resto ho spesso cercato di essere in relazioni con una certa differenza d’età).
Del gioco “interrogatori” avevamo parlato e mi era capitato di
conoscere qualcuno che l’aveva fatto addirittura in coppia se non
ricordo male. L’ageplay ce la metto volentieri anche io!! Sia se
parliamo di differenza d’età sia proprio come interpretazione.
Tutto la parte dell’orgasmo anche.
-
Negli incontri che
hai fatto solo
solletico c'era il sesso inteso come rapporti sessuali? E in coppia?
Negli incontri, così come nei rapporti di coppia, ho vissuto entrambe le situazioni. Quindi sia solo solletico che anche solletico e rapporti sessuali.
Normalmente, potendo scegliere, mi piacerebbe che al solletico (sessione di solletico) facesse seguito anche il rapporto sessuale, o anche solo la masturbazione da parte dell’altro. Insomma, comunque arrivare a un orgasmo.
Non sempre è andata così, ma ovviamente (se non si tratta di un partner vero e proprio) alcune volte sono anche cose che vanno stabilite prima della sessione o vedendo l’intimità del momento.
Con un paio di partner fissi precedenti il solletico esisteva ma in forma minore (generalmente soft), non essendo molto apprezzata come fantasia sessuale a sé stante (o meglio, non entusiasmava particolarmente per cui alla fine non era così soddisfacente).
Per cui in questi casi l’esperienza solletico è sempre stata più soft e vista come preliminare. Ma è stata comunque presente.
Negli incontri, così come nei rapporti di coppia, ho vissuto entrambe le situazioni. Quindi sia solo solletico che anche solletico e rapporti sessuali.
Normalmente, potendo scegliere, mi piacerebbe che al solletico (sessione di solletico) facesse seguito anche il rapporto sessuale, o anche solo la masturbazione da parte dell’altro. Insomma, comunque arrivare a un orgasmo.
Non sempre è andata così, ma ovviamente (se non si tratta di un partner vero e proprio) alcune volte sono anche cose che vanno stabilite prima della sessione o vedendo l’intimità del momento.
Con un paio di partner fissi precedenti il solletico esisteva ma in forma minore (generalmente soft), non essendo molto apprezzata come fantasia sessuale a sé stante (o meglio, non entusiasmava particolarmente per cui alla fine non era così soddisfacente).
Per cui in questi casi l’esperienza solletico è sempre stata più soft e vista come preliminare. Ma è stata comunque presente.
Nel solletico devo ammettere che il venire è importante. Non sempre
avviene e va bene così però è componente che lega bene secondo me
in questo kink. Interessante la visione del soft come preliminare.
-
La tua vita al momento con il solletico come è inserito? Giochi? Se
sei in una relazione giochi col partner? Il partner lo sa?
Nella mia vita al momento il solletico non è un gioco molto presente purtroppo. Lo è stato più in passato. Sono in una relazione stabile al momento, ma alla mia partner (molto canonica in fatto di fantasie sessuali) non interessa molto questo aspetto. La mia partner sa di alcune mie fantasie sessuali (come i piedi o il light bondage per esempio), meno del solletico. Anche perché non lo soffre quasi per niente quindi la mia parte tickler è un po’ tristarella per questo. E anche come ticklee non è molto meglio.
In generale si ritorna al discorso fatto in precedenza: è un po’ frustrante per me condividere una fantasia con chi non la vive a pieno.
Intendiamoci, la vita con la mia partner è ottima. Mi spiace solo che la parte kinky sia più sacrificata. Ammetto che comunque un po’ mi manca il poter esplorare questo aspetto che è sempre stato una parte di me.
Nella mia vita al momento il solletico non è un gioco molto presente purtroppo. Lo è stato più in passato. Sono in una relazione stabile al momento, ma alla mia partner (molto canonica in fatto di fantasie sessuali) non interessa molto questo aspetto. La mia partner sa di alcune mie fantasie sessuali (come i piedi o il light bondage per esempio), meno del solletico. Anche perché non lo soffre quasi per niente quindi la mia parte tickler è un po’ tristarella per questo. E anche come ticklee non è molto meglio.
In generale si ritorna al discorso fatto in precedenza: è un po’ frustrante per me condividere una fantasia con chi non la vive a pieno.
Intendiamoci, la vita con la mia partner è ottima. Mi spiace solo che la parte kinky sia più sacrificata. Ammetto che comunque un po’ mi manca il poter esplorare questo aspetto che è sempre stato una parte di me.
Ecco riprendiamo
ancora quello che già dicevamo. A volte la vita kinky è
sacrificata. E vi assicuro che non è l’eccezione ma quasi la
regola. Purtroppo molto spesso non si trovano altre vie, che vi
assicuro ci sono, ma non bisogna essere rigidi mentalmente, e se ci
si innamora ovviamente non si vuole rinunciare all’amore e ci sta.
Così succede che quella parte resta li, in un angolo, ma non se ne
va mai. A volte se ne sente un bisogno assurdo che diventa difficile
soddisfare ma anche soffocare. I kink sono questo anche, si fanno
delle scelte e a volte si sceglie di accantonarli. Ma non sempre. C’è
chi non ci rinuncia e sceglie se stesso e i suoi kink rispetto
all’amore. Ma una cosa è certa, un kink come il solletico una
volta scoperto ti accompagna per tutta la vita e lo ritrovi in
situazioni che mai avresti pensato.
Facciamo un ultima
considerazione prima di chiudere e riprendiamo quello che questo
ragazzo ci dice dei porno. Video porno sul solletico se ne trovano a
centinaia. Soft, hard, con o senza controllo orgasmo, con o senza
post orgasmo, da legati o no, vestiti o nudi, insomma la qualunque.
Non dico tutti, ma molti sono esagerati. Finti. Credo che la nostra amata consapevolezza kinky ci aiuti qui. I porno sono sempre porno. Per quanto ci facciamo godere sono come le nostre fantasie, 90 su 100 irrealizzabili. Questo dobbiamo saperlo e averlo ben chiaro prima di iniziare a giocare. Un porno non è la vita reale. Sono attori dietro uno schermo che guadagnano pure bene per farci venire. Per far godere noi, che godano loro non è la priorità.
Il bello di un kink è scoprirlo, viverlo e non avere aspettative. Accada quel che accada. Con modi e tempi giusti per ognuno.
Siamo alla quarta intervista e direi che ogni persona ci porta un mondo!
Non dico tutti, ma molti sono esagerati. Finti. Credo che la nostra amata consapevolezza kinky ci aiuti qui. I porno sono sempre porno. Per quanto ci facciamo godere sono come le nostre fantasie, 90 su 100 irrealizzabili. Questo dobbiamo saperlo e averlo ben chiaro prima di iniziare a giocare. Un porno non è la vita reale. Sono attori dietro uno schermo che guadagnano pure bene per farci venire. Per far godere noi, che godano loro non è la priorità.
Il bello di un kink è scoprirlo, viverlo e non avere aspettative. Accada quel che accada. Con modi e tempi giusti per ognuno.
Siamo alla quarta intervista e direi che ogni persona ci porta un mondo!
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