E lo spanking parte due .. piccolo elogio alla sculacciata..
In questa seconda parte dedicata allo spanking andrò semplicemente a ruota libera.
Voglio portarvi in un viaggio di
emozioni, sensazioni, farvi scoprire i diversi modi in cui lo
spanking può portare eccitazione e soprattutto le reazioni.
Per questo non mi atterrò assolutamente a nessuna scaletta ma parlerò così a caso.
Partiamo dalla semplice parola la sculacciata già solo la parola è qualcosa che può scatenare tantissime reazioni.
Dal “adesso ti sculaccio” oppure frasi del tipo “mettiti a culo per aria che te le do” e ancora “guarda che le prendi” ecco già solo queste frasi scatenano in me un picco di eccitazione.
Quando le pronuncio ancora di più.
Le emozioni che lo spanking scatena sono tante e difficili da controllare.
Frasi e strumento sono una combo di potere non indifferente.
Strumento che batte ma non ancora sul malcapitato crea tensione nella stanza, paura, adrenalina, attesa.
Quante sculacciate mi darà? Quanto saranno forti? Riuscirò a resistere?
Queste sono le domande che con il mio atteggiamento di superiorità spero di indurre in colui che attende un destino dal quale non può più scappare.
Si prosegue con una bella ramanzina ( questo è lo scenario che preferisco in assoluto).
Una ramanzina che potrebbe finire in un secondo o continuare per un tempo che pare infinito per chi non sa come andrà a finire ma lo immagina.
Una ramanzina che mentre giro intorno cambia tono aumentando o diminuendo a seconda del momento.
Provare a creare vergogna è un altro dei tasselli fondamentali e una bella ramanzina seguita da un “avanti adesso vieni qui e calati i pantaloni” be trovatemi qualcosa di più divino per farvi sentire ancora una volta quell'eccitazione che sale.
Un “no ti prego no” sarebbe fantastico da sentire, sarei pronta a tirare il malcapitato verso di me a slacciare io stessa i pantaloni, vederli scivolare inesorabilmente verso il basso, mentre l’altro cerca di afferrarli per coprirsi.
Mi fermerei qui ma in merito a emozioni ed eccitazione è esattamente questo di cui parlo.
Molti kink portano con sé quanto detto, ma per quanto mi riguarda lo spanking lo fa in maniera forte.
Nello spanking possiamo trovare tanta dolcezza nella cattiveria semplicemente sussurrando “ forza qui sulle mie ginocchia”.
Una frase così semplice ma che nasconde un tornado al suo interno.
Tutto si amplifica e tra potere e terrore inizia il gioco più bello di sempre.
Si lo so più bello per me.
Quando mi chiedono che reazione preferisco ho solo tre parole da dire “non il silenzio”
E badate bene, quando dico non il silenzio non vuol dire che io non lo cerchi questo silenzio. Ma dopo un po’ deve essere rotto.
Implorare è doveroso, urlare è primordiale, sorprendersi per il dolore lascia godere l'altro.
Non credevi facesse così male? Be adesso lo sai e questo è solo un assaggio.
Amo il silenzio iniziale ma li deve finire.
Il silenzio in cui il suono della mia mano che batte fa il suo dovere e riempie la stanza.
Parliamo del pianto. Le lacrime sono divine.
Lo so parrà strano ma eccitano da morire.
Le lacrime portano con sé tormento “ti prego ti prego basta” oppure ancora “fa male”.
Perché le sculacciate questo sono un dolce passionale tormento.
Non sai quando iniziano, non ne vedi la fine e le infinite pause non fanno altro che aumentare un’estenuante attesa.
Sai che sarai colpito ma chissà come, quando e per quanto.
E se la reazione fosse inizialmente una risata?
Mi è capitato anche questo.
Tutto pronto, tutto in regola come sempre, io con in mano il mestolo e poi “non vorrai davvero colpirmi sul culo con quel coso?” e vedi che ti guarda con occhi sgranati mentre ride nervoso.
Oddio su si ride in due impossibile non farlo.
La risata sui propri kink è eccezionale perché crea una complicità inaspettata.
Così con quel mestolo che continua a muoversi nella mia mano mentre rincorro per la stanza il malcapitato urlo “ oh si è esattamente quello che voglio fareeeee!! Colpirò quel bel sedere!” e mentre lo blocco contro il muro sento “no no dai ASPETTA ragioniamo!”.
Ti fermi e ti domandi come posso essere eccitata e divertita allo stesso tempo eppure lo sono!
La risata complice fa questo anche nello spanking!
Qualcuno potrebbe pensare be ma eravate d’accordo perché l’altro fa così?
Perché esistono reazioni inaspettate, a volte il pianto è pianto perché si ricordano cose, e la risata è solo tanta ansia di fare qualcosa che per tanto tempo si è desiderato e che finalmente sta per accadere.
La paura è eccitante ma è anche terribilmente reale.
Le sculacciate sanno d’infanzia, infanzia che non per tutti è stata un sogno.
E la ribellione?
Che dire del ribelle, di quello gioca a fare il duro, che provoca, e che “tu le sculacciate non me le dai, non esiste” be, detto tra noi non è il mio genere di gioco ma non lo disdegno del tutto.
A me piacciono i piagnucolosi che dopo una bella dose di sculacciate te li coccoli in braccio mentre gli accarezzi il sedere bello rosso e loro se ne stanno col pollice in bocca e la lacrimuccia ancora li.
L’imbarazzo è il re indiscusso di qualunque scena si metta in atto.
Imbarazzo e spanking vanno a braccetto e mentre colpo dopo colpo il sedere si colora, quelle gambe che si aprono e chiudono senza controllo fanno passare direttamente alla vergogna.
Se ci aggiungiamo un “ vedi ti devo ancora sculacciare , sei un ragazzo o un bambino, non ti vergogni nemmeno un po?” mentre accarezziamo delicatamente e facciamo sobbalzare ecco imbarazzo e vergogna sono re e regina.
Non ne avremmo mai abbastanza e il ricordo tornerà mille e mille volte ad allietarci le notti.
Il sobbalzare improvviso per una sculacciata mano aperta inaspettata, il fastidio evidente che provoca la mano che sfiora un sedere dolorante, una carezza sulla testa, dopo la parte peggiore.
E.. meglio che mi fermo.
La cura del dopo.
Il sedere è il tuo capolavoro, e della tela che hai colorato ti prendi cura.
Guardi e riguardi, tocchi e ritocchi.
Poni un dolce rimedio al dolore che hai causato.
Ma nel farlo ancora senti quel brivido, mentre una fredda crema sulle tue mani è totalmente in contrasto con quel calore che avvolge quelle natiche che hai appena finito di sculacciare.
E quando tutto ormai è concluso, quel dolce godimento quando vedi che il tuo povero malcapitato fatica a tirarsi su i calzoni.
E ancora fatica a sedersi in macchina.
Tu sai che hai il potere più grande. Sarai nei suoi pensieri per molti giorni a venire.
Sarai presente senza esserci.
E questa è l’eccitazione finale più grande.
La sculacciata è arte continuo a sostenerlo.
E questa è un piccole lode alla dolce tortura che porta con sé.
Per questo non mi atterrò assolutamente a nessuna scaletta ma parlerò così a caso.
Partiamo dalla semplice parola la sculacciata già solo la parola è qualcosa che può scatenare tantissime reazioni.
Dal “adesso ti sculaccio” oppure frasi del tipo “mettiti a culo per aria che te le do” e ancora “guarda che le prendi” ecco già solo queste frasi scatenano in me un picco di eccitazione.
Quando le pronuncio ancora di più.
Le emozioni che lo spanking scatena sono tante e difficili da controllare.
Frasi e strumento sono una combo di potere non indifferente.
Strumento che batte ma non ancora sul malcapitato crea tensione nella stanza, paura, adrenalina, attesa.
Quante sculacciate mi darà? Quanto saranno forti? Riuscirò a resistere?
Queste sono le domande che con il mio atteggiamento di superiorità spero di indurre in colui che attende un destino dal quale non può più scappare.
Si prosegue con una bella ramanzina ( questo è lo scenario che preferisco in assoluto).
Una ramanzina che potrebbe finire in un secondo o continuare per un tempo che pare infinito per chi non sa come andrà a finire ma lo immagina.
Una ramanzina che mentre giro intorno cambia tono aumentando o diminuendo a seconda del momento.
Provare a creare vergogna è un altro dei tasselli fondamentali e una bella ramanzina seguita da un “avanti adesso vieni qui e calati i pantaloni” be trovatemi qualcosa di più divino per farvi sentire ancora una volta quell'eccitazione che sale.
Un “no ti prego no” sarebbe fantastico da sentire, sarei pronta a tirare il malcapitato verso di me a slacciare io stessa i pantaloni, vederli scivolare inesorabilmente verso il basso, mentre l’altro cerca di afferrarli per coprirsi.
Mi fermerei qui ma in merito a emozioni ed eccitazione è esattamente questo di cui parlo.
Molti kink portano con sé quanto detto, ma per quanto mi riguarda lo spanking lo fa in maniera forte.
Nello spanking possiamo trovare tanta dolcezza nella cattiveria semplicemente sussurrando “ forza qui sulle mie ginocchia”.
Una frase così semplice ma che nasconde un tornado al suo interno.
Tutto si amplifica e tra potere e terrore inizia il gioco più bello di sempre.
Si lo so più bello per me.
Quando mi chiedono che reazione preferisco ho solo tre parole da dire “non il silenzio”
E badate bene, quando dico non il silenzio non vuol dire che io non lo cerchi questo silenzio. Ma dopo un po’ deve essere rotto.
Implorare è doveroso, urlare è primordiale, sorprendersi per il dolore lascia godere l'altro.
Non credevi facesse così male? Be adesso lo sai e questo è solo un assaggio.
Amo il silenzio iniziale ma li deve finire.
Il silenzio in cui il suono della mia mano che batte fa il suo dovere e riempie la stanza.
Parliamo del pianto. Le lacrime sono divine.
Lo so parrà strano ma eccitano da morire.
Le lacrime portano con sé tormento “ti prego ti prego basta” oppure ancora “fa male”.
Perché le sculacciate questo sono un dolce passionale tormento.
Non sai quando iniziano, non ne vedi la fine e le infinite pause non fanno altro che aumentare un’estenuante attesa.
Sai che sarai colpito ma chissà come, quando e per quanto.
E se la reazione fosse inizialmente una risata?
Mi è capitato anche questo.
Tutto pronto, tutto in regola come sempre, io con in mano il mestolo e poi “non vorrai davvero colpirmi sul culo con quel coso?” e vedi che ti guarda con occhi sgranati mentre ride nervoso.
Oddio su si ride in due impossibile non farlo.
La risata sui propri kink è eccezionale perché crea una complicità inaspettata.
Così con quel mestolo che continua a muoversi nella mia mano mentre rincorro per la stanza il malcapitato urlo “ oh si è esattamente quello che voglio fareeeee!! Colpirò quel bel sedere!” e mentre lo blocco contro il muro sento “no no dai ASPETTA ragioniamo!”.
Ti fermi e ti domandi come posso essere eccitata e divertita allo stesso tempo eppure lo sono!
La risata complice fa questo anche nello spanking!
Qualcuno potrebbe pensare be ma eravate d’accordo perché l’altro fa così?
Perché esistono reazioni inaspettate, a volte il pianto è pianto perché si ricordano cose, e la risata è solo tanta ansia di fare qualcosa che per tanto tempo si è desiderato e che finalmente sta per accadere.
La paura è eccitante ma è anche terribilmente reale.
Le sculacciate sanno d’infanzia, infanzia che non per tutti è stata un sogno.
E la ribellione?
Che dire del ribelle, di quello gioca a fare il duro, che provoca, e che “tu le sculacciate non me le dai, non esiste” be, detto tra noi non è il mio genere di gioco ma non lo disdegno del tutto.
A me piacciono i piagnucolosi che dopo una bella dose di sculacciate te li coccoli in braccio mentre gli accarezzi il sedere bello rosso e loro se ne stanno col pollice in bocca e la lacrimuccia ancora li.
L’imbarazzo è il re indiscusso di qualunque scena si metta in atto.
Imbarazzo e spanking vanno a braccetto e mentre colpo dopo colpo il sedere si colora, quelle gambe che si aprono e chiudono senza controllo fanno passare direttamente alla vergogna.
Se ci aggiungiamo un “ vedi ti devo ancora sculacciare , sei un ragazzo o un bambino, non ti vergogni nemmeno un po?” mentre accarezziamo delicatamente e facciamo sobbalzare ecco imbarazzo e vergogna sono re e regina.
Non ne avremmo mai abbastanza e il ricordo tornerà mille e mille volte ad allietarci le notti.
Il sobbalzare improvviso per una sculacciata mano aperta inaspettata, il fastidio evidente che provoca la mano che sfiora un sedere dolorante, una carezza sulla testa, dopo la parte peggiore.
E.. meglio che mi fermo.
La cura del dopo.
Il sedere è il tuo capolavoro, e della tela che hai colorato ti prendi cura.
Guardi e riguardi, tocchi e ritocchi.
Poni un dolce rimedio al dolore che hai causato.
Ma nel farlo ancora senti quel brivido, mentre una fredda crema sulle tue mani è totalmente in contrasto con quel calore che avvolge quelle natiche che hai appena finito di sculacciare.
E quando tutto ormai è concluso, quel dolce godimento quando vedi che il tuo povero malcapitato fatica a tirarsi su i calzoni.
E ancora fatica a sedersi in macchina.
Tu sai che hai il potere più grande. Sarai nei suoi pensieri per molti giorni a venire.
Sarai presente senza esserci.
E questa è l’eccitazione finale più grande.
La sculacciata è arte continuo a sostenerlo.
E questa è un piccole lode alla dolce tortura che porta con sé.
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