Trav e Sissy

Su questo tema c’è moltissimo da dire e molti miti da sfatare.


Ho, ultimamente, conosciuto dei Trav, ho fatto loro molte domande e ho scoperto così un mondo che non appieno conoscevo.
Il primo mito da sfatare, Trav non è Trans.
Sul post delle identità di genere, ho parlato anche del termine Transessuale, ve lo riporto qui:
la parola transessuale, indica quelle persone che – non identificandosi con il proprio sesso biologico- iniziano un percorso di trattamento per modificare il proprio corpo verso il genere in cui si riconoscono.
Quelli che si operano per cambiare sesso.
Come vedete nulla hanno a che vedere con i travestiti.
Secondo mito da sfatare che fin troppo sento è “tutti i travestiti sono omosessuali”.
Assolutamente no, levatevelo dalla testa.
Non so se questo nasca come un pregiudizio o un modo per giustificare questa pratica, ma l’orientamento sessuale non centra nulla in questo caso.
I Trav che ho conosciuto per esempio, sono eterosessuali o bisessuali.
Solitamente non mostrano alcun disagio con il loro sesso biologico; conducono una vita sessuale considerata completamente “normale”, hanno una visione tradizionale delle relazioni tra sessi opposti, possono essere sposati avere famiglia.
Tutto ciò e indipendente dall’identità di genere e dall’orientamento sessuale.

Dobbiamo a questo punto fare una distinzione che non mi è molto chiara in termini ( forse c’è ancora un po’ di confusione) perciò ve la spiego così come l’ho capita.
Nel vestirsi con abiti dell’altro sesso possiamo trovare:
- cross-dressing
- feticista del travestimento

Cosa significa cross-dressing?
Indossare pubblicamente o in privato, per tanti motivi ma anche solamente di gioco, abiti ma anche accessori e modi di fare che sono comunemente associati al sesso opposto al proprio.
Viene praticato sia da uomini che da donne.
Questa pratica se così la vogliamo chiamare  include anche il travestimento privo di implicazioni legate all'eccitazione sessuale.
Il feticismo di travestimento è una parafilia per cui si prova eccitazione o piacere sessuale indossando abiti tradizionalmente attribuiti all'altro sesso.
Qui siamo più nel campo delle preferenze sessuali.
Deve essere chiaro che il nucleo centrale del feticismo di travestimento rimane quello di vivere una certa eccitazione erotico-sessuale mettendo in atto un particolare comportamento di cross-dressing. Questo comportamento può variare dal semplice portare occasionalmente un certo abbigliamento intimo femminile sotto abiti maschili (culotte, autoreggenti, etc.), a vestirsi e truccarsi completamente come una donna in pubblico. (wiki)
Queste le due differenze che credo di aver capito, vi lascio il link di un blog che ho trovato dove si spiega il caos nei termini, che come dico sempre termini rimangono.
https://keradinotteblog.wordpress.com/2016/05/21/crossdresser-o-travestito-lost-in-translation/

E invece Drag Queen?
Una Drag Queen  è un uomo che si veste, si pettina, si trucca come una donna.
Ma essere una Drag è pura arte.
Con tacchi alti, vestiti eccentrici ricchi di paillettes e lustrini che brillano a distanza, una drag costruisce un personaggio, che intrattiene, occupa la scena.
In genere ballano, cantano e fanno cabaret. Offrono divertimento, cercando di “sconvolgere”  le regole sociali. Sono sarcastici, spregiudicati e sexy.
Uscite anche qui dallo stereotipo dell’orientamento sessuale che li vuole per forza omosessuali. Non è così!

Mentre Drag King? Quella donna che adotta il vestiario considerato "maschile", interpretando anche il ruolo di genere maschile, cioè quello che definisce come culturalmente si pensa che maschi e femmine debbano comportarsi all’interno della società,  . Normalmente il termine è utilizzato per performers in spettacoli pubblici, teatrali, cinematografici e musicali.

Considerazione personale al di là dei termini.
Ci si traveste da sempre. Non lo vedo assolutamente come un qualcosa da risolvere, ma come un valore aggiunto. Nello specifico io adoro l’uomo che si traveste da donna. Mi eccitano molto quelle persone che sono uomini di giorno e donne la notte.

Adesso veniamo al bdsm, e parliamo di un altro aspetto, la femminilizzazione.
E’ un pratica FEMDOM in cui l’uomo sottomesso viene privato della sua mascolinità, e obbligato ad assumere comportamenti ma anche ruoli solitamente femminili.
E’ consensuale ovviamente e rientra molto in un ambito umiliazione /masochismo.
Ma da dove si parte per femminilizzare? Cosa si fa esattamente?
Cambiare il nome da maschile a femminile può essere il primo passo. Oppure un nome nuovo, sempre femminile ovviamente, che ridicolizzi un po’ l’uomo.
Si cambia l’abbigliamento quindi lingerie femminile, abiti da femminuccia, calzette o autoreggenti, tacchi, ma pure sandaletti. Molto, moltissimo colore rosa, bianco, pizzi, paillettes, tutù e brillantini.
Il trucco è un parte importante, ma anche sistemarsi i capelli in una certa maniera, e per una completa femminilizzazione, io includerei anche la depilazione.
Se mettiamo insieme tante cose da ragazzina saremmo riusciti a creare una Sissy.
Possiamo giocare di umiliazione verbale ricordando alla nostra bambolina che è una femminuccia, chiedendole di fare cose da femminuccia. Possiamo umiliare anche pubblicamente.
Se vogliamo arrivare alla femminilizzazione forzata, possiamo aggiungere una serie di cose più umilianti, sadiche da una parte e masochiste dall’altra.
Quindi dopo aver creato la nostra Sissy, potremmo per esempio usare lo strap-on su di lei, dei plug anali, piuttosto che una cintura di castità, negazione dell’orgasmo e via dicendo.
Se amanti dei clisteri si possono fare in aggiunta, ogni qualvolta la nostra sissy sembra voler fare un passo indietro potremmo avvalerci dello spanking e via dicendo, come avete ben capito le pratiche da inserire, le potete trovare in comune accordo.
C’è anche da dire che una parte dell’abdl comprende la femminilizzazione, con tanto di diaper ciuccio e una bella tutina rosa. Possono andare a braccetto diciamo.
Considerazione finale: uso un tono molto ironico ma la femminilizzazione è una realtà complessa. Non basta prendere un uomo e vestirlo da donna. Bisogna farlo sentire donna e non è affatto facile. La trasformazione fisica deve essere necessariamente accompagnata da quella mentale.
Vi giro un blog a tema, italiano, anche se ormai non più attivo, che rende bene l’idea e da qualche spunto interessante.
http://sissy-maid.blogspot.com/

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