Il solletico parte 2 - tickling
Podcast qui https://youtu.be/Uf7ecOaKoGI
Parto da una cosa che non amo molto confessare.
Non amo per niente confessare.
Soffro il solletico.
E fin qui? Si era già capito direte voi.
Il punto è che lo soffro in momenti che mi imbarazzano terribilmente.
Fino a che sono in camera da letto e me lo si fa per scherzare, o durante il sesso diventa più solletico che petting, rido a discapito del godimento.
Sia chiaro non sono eccitata, è proprio solletico.
Non amo per niente confessare.
Soffro il solletico.
E fin qui? Si era già capito direte voi.
Il punto è che lo soffro in momenti che mi imbarazzano terribilmente.
Fino a che sono in camera da letto e me lo si fa per scherzare, o durante il sesso diventa più solletico che petting, rido a discapito del godimento.
Sia chiaro non sono eccitata, è proprio solletico.
Rido e stop.
Non mi viene nemmeno da ripensarci
dopo onestamente.
Capita che mi infastidisca perché vorrei non
ridere, ma non ne sono capace. Quello che mi imbarazza in questo caso
è il fatto di non riuscire a smettere.
Alcuni tocchi mi fanno il solletico non mi fanno godere.
In questo caso dico solo “dai mi fai il solletico” e si cambia modalità di tocco.
Non aggiungo altro perché sono scocciata proprio.
Ma quando sono costretta e non posso cambiare modo e posizione, diventa un bel problema per me.
Non parliamo di giochi erotici ma della vita reale, ebbene si.
Un gioco di ruolo così non l'ho mai trovato nemmeno in video, ma poco tempo fa ecco che TikTok e la sua parte tendente al malizioso mi hanno mostrato esattamente quello che capita a me.
Un video reale che ho deciso di non condividere con tutti per due motivi.
Il primo è che il protagonista è un ragazzino.
E il secondo motivo è che se avessero messo in rete un video così di me, credo me ne sarei vergognata per un po'.
Mi sono sentita francamente in imbarazzo per lui, che forse nemmeno lo era.
La scena del video era più o meno così.
Questo ragazzino stava su un lettino per fare fisioterapia, e nonostante fosse evidente che il fisioterapista non stesse facendo il solletico ma massaggiando, il povero malcapitato rideva e saltava ad ogni tocco.
Con qualcuno, si presuppone la madre, ma non si sa, che riprendeva allegramente la scena e la postava.
Video a parte, divertente o no, da postare o no, riflessioni che al momento non ci riguardano, veniamo alla scenetta che è quella che mi preme.
Quel ragazzino potrei esattamente essere io.
Odio il lettino del massaggiatore / fisioterapista/ osteopata o chi che sia, odio essere massaggiata perché per me non è mai massaggio è solletico.
Ed è come se uno sconosciuto mi stesse facendo il solletico, un sadico sconosciuto che non si ferma se rido o dico basta, perché sta giustamente lavorando e finisce il suo lavoro.
E anche se voglio alzarmi e andare via e sono libera di farlo, nessuno mica mi lega al lettino, non posso farlo, perché so di aver fisicamente bisogno di (ipoteticamente) quella seduta di fisioterapia.
Le fasi sono più o meno altalenanti e cosi suddivise.
Imbarazzo inizialmente soprattutto alla prima seduta.
Se rido e basta cerco di nasconderlo ma se salto è incontrollabile.
Lo dico, lo esplicito “mi fai il solletico”. Ma stranamente la cosa mi stuzzica. Odio non poter nascondere le reazioni ma non è un problema dire che mi stai facendo il solletico.
Eccitazione, c'è ed è innegabile.
Alcuni tocchi mi fanno il solletico non mi fanno godere.
In questo caso dico solo “dai mi fai il solletico” e si cambia modalità di tocco.
Non aggiungo altro perché sono scocciata proprio.
Ma quando sono costretta e non posso cambiare modo e posizione, diventa un bel problema per me.
Non parliamo di giochi erotici ma della vita reale, ebbene si.
Un gioco di ruolo così non l'ho mai trovato nemmeno in video, ma poco tempo fa ecco che TikTok e la sua parte tendente al malizioso mi hanno mostrato esattamente quello che capita a me.
Un video reale che ho deciso di non condividere con tutti per due motivi.
Il primo è che il protagonista è un ragazzino.
E il secondo motivo è che se avessero messo in rete un video così di me, credo me ne sarei vergognata per un po'.
Mi sono sentita francamente in imbarazzo per lui, che forse nemmeno lo era.
La scena del video era più o meno così.
Questo ragazzino stava su un lettino per fare fisioterapia, e nonostante fosse evidente che il fisioterapista non stesse facendo il solletico ma massaggiando, il povero malcapitato rideva e saltava ad ogni tocco.
Con qualcuno, si presuppone la madre, ma non si sa, che riprendeva allegramente la scena e la postava.
Video a parte, divertente o no, da postare o no, riflessioni che al momento non ci riguardano, veniamo alla scenetta che è quella che mi preme.
Quel ragazzino potrei esattamente essere io.
Odio il lettino del massaggiatore / fisioterapista/ osteopata o chi che sia, odio essere massaggiata perché per me non è mai massaggio è solletico.
Ed è come se uno sconosciuto mi stesse facendo il solletico, un sadico sconosciuto che non si ferma se rido o dico basta, perché sta giustamente lavorando e finisce il suo lavoro.
E anche se voglio alzarmi e andare via e sono libera di farlo, nessuno mica mi lega al lettino, non posso farlo, perché so di aver fisicamente bisogno di (ipoteticamente) quella seduta di fisioterapia.
Le fasi sono più o meno altalenanti e cosi suddivise.
Imbarazzo inizialmente soprattutto alla prima seduta.
Se rido e basta cerco di nasconderlo ma se salto è incontrollabile.
Lo dico, lo esplicito “mi fai il solletico”. Ma stranamente la cosa mi stuzzica. Odio non poter nascondere le reazioni ma non è un problema dire che mi stai facendo il solletico.
Eccitazione, c'è ed è innegabile.
Aumenta o scende a seconda del tocco, a seconda delle posizioni, a
seconda di quanto sono vestita o no.
Se sono prona magari senza reggiseno e con i calzoni mezzi giù, addio.
E' terribilmente insopportabile, eccitante e stuzzicante.
Non fatevi strane idee, sul momento non vengo mica, è tutto nella testa con qualche reazione fisica (brividi per esempio).
Quando mi rialzo c'è una breve fase di vergogna in cui tendenzialmente mi dico “speriamo che non si sia accorto che sta cosa mi manda in visibilio” e poi mi domando ma perché non posso essere come tutti i cristiani normali??
L'ultima fase è il godimento, che può avvenire oppure no, ripensando alla situazione in questione.
Se sono prona magari senza reggiseno e con i calzoni mezzi giù, addio.
E' terribilmente insopportabile, eccitante e stuzzicante.
Non fatevi strane idee, sul momento non vengo mica, è tutto nella testa con qualche reazione fisica (brividi per esempio).
Quando mi rialzo c'è una breve fase di vergogna in cui tendenzialmente mi dico “speriamo che non si sia accorto che sta cosa mi manda in visibilio” e poi mi domando ma perché non posso essere come tutti i cristiani normali??
L'ultima fase è il godimento, che può avvenire oppure no, ripensando alla situazione in questione.
S'intende, non mi importa nulla del fisioterapista o quello che era.
Sono concentrata su di me. Immagino che sia insopportabile, che anche se urlo lui non si fermi e cose così, tipiche del kink.
In tutto questo ci sta un pizzico di medical sempre ( mi accade anche non in tema solletico per altre visite), di quella parte switch che ancora non ho provato.
Quindi vi domando capita solo a me o anche a qualcuno di voi che ascolta?
Fermandoci su questa parte farei una piccola divisione.
Il solletico è qualcosa che può capitare anche nella realtà, come nel mio caso appena detto. Una situazione che per nasce per necessità e a cui non ci si può sottrarre, come accade anche nel medical.
Col solletico come già detto può capitare anche tra amici in modo scherzoso.
Per cui vi chiedo, preferite la spontaneità di una situazione del genere, o più un gioco, sessione chiamatelo come vi pare, impostato?
O ancora terza possibilità, solletico nel gioco/sessione ma improvviso e non detto prima?
Sono concentrata su di me. Immagino che sia insopportabile, che anche se urlo lui non si fermi e cose così, tipiche del kink.
In tutto questo ci sta un pizzico di medical sempre ( mi accade anche non in tema solletico per altre visite), di quella parte switch che ancora non ho provato.
Quindi vi domando capita solo a me o anche a qualcuno di voi che ascolta?
Fermandoci su questa parte farei una piccola divisione.
Il solletico è qualcosa che può capitare anche nella realtà, come nel mio caso appena detto. Una situazione che per nasce per necessità e a cui non ci si può sottrarre, come accade anche nel medical.
Col solletico come già detto può capitare anche tra amici in modo scherzoso.
Per cui vi chiedo, preferite la spontaneità di una situazione del genere, o più un gioco, sessione chiamatelo come vi pare, impostato?
O ancora terza possibilità, solletico nel gioco/sessione ma improvviso e non detto prima?
Abbiamo una coppia, molto aperta di
mentalità.
Sfiorano un po’ tutti i mondi, dallo scambio di coppia al sadomaso, tutto inizia così.
Il lui della coppia si definisce bsx ma non lo sa con certezza. Sa però che ama fare il solletico. Non solo, sa che ama fare il solletico ai maschi.
Sa che con gli uomini non sente attrazione sessuale.
E' eccitazione legata al solletico, se non ci fosse quello tutto svanirebbe.
E allora che si fa?
Inizialmente lei va in “avanscoperta” scopre se l'uomo prescelto soffre il solletico, ci fa sesso, lo ammalia. Dopodiché quando e se l'uomo richiama per un altro incontro ecco che parte l'accordo.
“Vuoi venire ancora a letto con me? Prima 1 ora di tortura immobilizzato con il mio compagno .”
Sfiorano un po’ tutti i mondi, dallo scambio di coppia al sadomaso, tutto inizia così.
Il lui della coppia si definisce bsx ma non lo sa con certezza. Sa però che ama fare il solletico. Non solo, sa che ama fare il solletico ai maschi.
Sa che con gli uomini non sente attrazione sessuale.
E' eccitazione legata al solletico, se non ci fosse quello tutto svanirebbe.
E allora che si fa?
Inizialmente lei va in “avanscoperta” scopre se l'uomo prescelto soffre il solletico, ci fa sesso, lo ammalia. Dopodiché quando e se l'uomo richiama per un altro incontro ecco che parte l'accordo.
“Vuoi venire ancora a letto con me? Prima 1 ora di tortura immobilizzato con il mio compagno .”
Loro
ovviamente acconsentono quindi dicono si all’essere torturati e
hanno comunque la possibilità di mettere dei limiti; finora nessuno
ha mai messo il solletico come limite.
Ovviamente
non sanno che la tortura sarà il solletico, credo che se pensi al
bdsm immagini fruste - manette - cera e mollette, e poi è troppo tardi.
Saranno belli incazzati quando vengono solleticati penso io, forse
è la parte che piace di più
a lui?
E lei? Be lei ha la soddisfazione di
vedere uomini che pur di portarla a letto accettano la tortura.
E poi ovviamente il caro buon vecchio sesso con sconosciuti sempre eccitante che fai lo butti via? Anche no!
La cosa interessante, a parte la stima che provo per una coppia così mentalmente aperta e senza tabù (riuscire a mischiare vanilla e kink non è cosa da poco), sono le piccole altre aggiunte che fa lui.
Si eccita nello strutturare le torture come interrogatorio. Lo fa ovviamente in base alle persona che gli sta davanti, a quello che ha appreso di lui e alla situazione che si crea.
Lo fa impazzire il fatto che alcuni non si facciano più rivedere, rinuncino quindi al sesso con lei, pur di non subire la tortura.
Immagino debba essere l’ora più lunga della loro vita!!
Ci dice che al massimo si aspettano sadomaso ma non solletico. Non sono pronti quando si inizia. E questo sicuramente rende tutto molto eccitante.
Il suo set prevede un letto o una poltrona, cinghie mediche, ma ci svela una posizione che ultimamente usa, cioè appesi. Usa dei ganci, braccia in alto legate e il malcapitato in piedi, una barra che si può muovere tiene ferme le caviglie, in modo da poter solleticare anche i piedi.
Raccontami un po’ cosa fai, gli chiedo, e lui descrive la scena così:
“Dopo averli un po' impauriti inizio con la punta dell'indice passandola sul corpo, aspettando l'input giusto visto che so già che soffrono parecchio il solletico. Una volta avuta la reazione giusta faccio un po' lo gnorri dicendo cose tipo "ma dai non dirmi che soffri il solletico" oppure
“ma guarda un po' non dirmi che non sopporti il solletico”.
Poi solitamente la seconda cosa che faccio dopo questo sono le ditate nei fianchi. E già li quasi tutti crollano. Quando becco quello che lo soffre molto già vorrebbe scappare; ho 2 spolverini per farli un po' rilassare, anche se alcuni che ho beccato vanno fuori di testa, uno in particolare impazziva anche col solletico leggero. Lui per ora è il migliore che ho mai solleticato.
I classici strumenti che hai menzionato li uso tutti, per le piante dei piedi uso anche la forchetta da tavola oltre la spazzola. Nel mentre mi piace umiliarli, deridendoli per il fatto che non sopportano una cosa così stupida come il solletico e che non meritano di avere la mia lei perché appunto non reggono il solletico. 1 ora per me non è tanta basta dare le pause giuste, pause brevi ma costanti cosi da non farli sentire male ma deve essere comunque una tortura estenuante. Poi li lego in piedi perché ultimamente ho preso la fissa di farli pisciare sotto; il fatto che non riescono a tenere la pipi mi appaga, significa che sto torturando e solleticando bene”
E poi ovviamente il caro buon vecchio sesso con sconosciuti sempre eccitante che fai lo butti via? Anche no!
La cosa interessante, a parte la stima che provo per una coppia così mentalmente aperta e senza tabù (riuscire a mischiare vanilla e kink non è cosa da poco), sono le piccole altre aggiunte che fa lui.
Si eccita nello strutturare le torture come interrogatorio. Lo fa ovviamente in base alle persona che gli sta davanti, a quello che ha appreso di lui e alla situazione che si crea.
Lo fa impazzire il fatto che alcuni non si facciano più rivedere, rinuncino quindi al sesso con lei, pur di non subire la tortura.
Immagino debba essere l’ora più lunga della loro vita!!
Ci dice che al massimo si aspettano sadomaso ma non solletico. Non sono pronti quando si inizia. E questo sicuramente rende tutto molto eccitante.
Il suo set prevede un letto o una poltrona, cinghie mediche, ma ci svela una posizione che ultimamente usa, cioè appesi. Usa dei ganci, braccia in alto legate e il malcapitato in piedi, una barra che si può muovere tiene ferme le caviglie, in modo da poter solleticare anche i piedi.
Raccontami un po’ cosa fai, gli chiedo, e lui descrive la scena così:
“Dopo averli un po' impauriti inizio con la punta dell'indice passandola sul corpo, aspettando l'input giusto visto che so già che soffrono parecchio il solletico. Una volta avuta la reazione giusta faccio un po' lo gnorri dicendo cose tipo "ma dai non dirmi che soffri il solletico" oppure
“ma guarda un po' non dirmi che non sopporti il solletico”.
Poi solitamente la seconda cosa che faccio dopo questo sono le ditate nei fianchi. E già li quasi tutti crollano. Quando becco quello che lo soffre molto già vorrebbe scappare; ho 2 spolverini per farli un po' rilassare, anche se alcuni che ho beccato vanno fuori di testa, uno in particolare impazziva anche col solletico leggero. Lui per ora è il migliore che ho mai solleticato.
I classici strumenti che hai menzionato li uso tutti, per le piante dei piedi uso anche la forchetta da tavola oltre la spazzola. Nel mentre mi piace umiliarli, deridendoli per il fatto che non sopportano una cosa così stupida come il solletico e che non meritano di avere la mia lei perché appunto non reggono il solletico. 1 ora per me non è tanta basta dare le pause giuste, pause brevi ma costanti cosi da non farli sentire male ma deve essere comunque una tortura estenuante. Poi li lego in piedi perché ultimamente ho preso la fissa di farli pisciare sotto; il fatto che non riescono a tenere la pipi mi appaga, significa che sto torturando e solleticando bene”
Ecco facciamo ancora un’associazione
da quest’ultima frase.
Pisciarsi sotto dal ridere.
Vi è mai capitato? A me si. Ridevo talmente tanto, che non solo me la sono fatta sotto ma indietreggiando alla ricerca del bagno, ho praticamente sfondato un armadio e ho pure triplicato le risate.
Praticamente ero svaccata dentro l’armadio ( ci sono caduta dentro) e mentre continuavo a ridere tenevo saldamente la mano in mezzo alle gambe per non farmela sotto del tutto.
Ovviamente per scendere a cena ho dovuto ricambiarmi.
A parte questa scena ingiuriosa che mi fa ridere ancora adesso, vi domando quindi, solletico e pipi quanto sono legati?
Molto spesso sento di gente che mischia due kink, tickling e dl (diaper lover). Quindi qualcuno a cui piace fare o subire il solletico tenendo il pannolino. Gli amanti del genere ovviamente.
Questa cosa della pipi mi manda in visibilio.
Una delle cose che mi ha sempre eccitato un botto è l’idea di far bere qualcuno tanto prima di solleticare, e che dopo un po’ di risate se la faccia sotto.
Chi mi conosce da un po’ sa bene che il mio campo preferito è imbarazzo e umiliazione quindi le frasi tipo “devo andare al bagno, mi piscio sotto..” sono estasi per me.
Certo l’idea del diaper non mi dispiace ma vorrei avere quella zona libera da solleticare o cmq torturare.
Il fatto di solleticare qualcuno in piedi e vedere che se la fa sotto questo si che mi manda totalmente in tilt. La pipi che scorre lungo le gambe e che non riesci a tenere è la vergogna che piace a me.
In fondo quando ti fanno il solletico un po’ di vergogna c’è, è qualcosa che non puoi controllare.
Nella mia ricerca sul web mi imbatto in qualcosa che vi voglio assolutamente riportare.
Cercando in vecchi post ne trovo uno risalente a circa 12 anni fa.
Troviamo Lucrezia e Sara due sorelle, ragazzine, piccole, che vogliono farla pagare all’amichetto che le prende in giro.
Ecco alcune parti:
“Mi chiamo Lucrezia e con l'altra mia sorella.. vogliamo vendicarci.
Un nostro amico ci fa sempre il solletico e ci stuzzica dicendo che siamo femminuccie e che ce la facciamo ancora a letto..
Noi lo invitiamo spesso a casa nostra.. e vorremmo fargliela pagare facendogli fare la pipi nei pantaloni con il solletico..
Dove dobbiamo fargli il solletico? che tecnica possiamo usare ? che oggetti dobbiamo usare per farglielo? Come fare ?
Non voglio altri metodi per fargli fare la pipi nei pantaloni ma con il solletico..
Se lo prendessimo mentre sta andando in bagno.. lo invitiamo a mangiare e gli facciamo bere molta molta ma molta acqua?
Sotto i piedi? Con le calze? o senza? Ho visto un video dove lo facevano con lingua.. si soffre cosi?
Vi prego lo vogliamo vedere soffrire”
Parliamo del 2010.. sorvoliamo sul fatto che il post potrebbe non essere veritiero ma solo una fantasia ( e se anche così fosse ci si potrebbe fare un racconto), sorvoliamo sul fatto che due ragazzine conoscano già le basi, ora vorrei sapere se Lucrezia e Sara ce l’hanno fatta.
Credo che questa cosa pipi – ridere – solletico sia un retaggio infantile.
MA esiste davvero qualche tecnica per fare in modo che il malcapitato se la faccia involontariamente sotto?
Ora invece vorrei portarvi nel mio game, perché ultimamente ho notato una cosa, probabilmente sono più portata a vederlo e a farci caso dopo il podcast sul solletico.
Sono sempre alla ricerca di toy, chi mi segue ormai lo sa.
Ultimamente non faccio incontri per una serie di motivi personali, ma non smetto mai di cacciare.
Quando ho la preda in pugno faccio una serie di proposte.
La mia eccitazione con il toy inizia da li.
A molti interessa il solletico, lo ammetto, ma cosa curiosa è notare le varie reazioni.
Certo variano anche a seconda di come propongo le varie scene, ma tendenzialmente alla parola solletico si sorride, anche se per pochi secondi.
Come reazioni corporee alcuni sorridono e basta, altri si agitano un po' di più, magari portano le mani ovunque, cominciano a mettersi le dita in bocca, spostano la camera con cui si stanno inquadrando. Un mix di movimenti.
Pisciarsi sotto dal ridere.
Vi è mai capitato? A me si. Ridevo talmente tanto, che non solo me la sono fatta sotto ma indietreggiando alla ricerca del bagno, ho praticamente sfondato un armadio e ho pure triplicato le risate.
Praticamente ero svaccata dentro l’armadio ( ci sono caduta dentro) e mentre continuavo a ridere tenevo saldamente la mano in mezzo alle gambe per non farmela sotto del tutto.
Ovviamente per scendere a cena ho dovuto ricambiarmi.
A parte questa scena ingiuriosa che mi fa ridere ancora adesso, vi domando quindi, solletico e pipi quanto sono legati?
Molto spesso sento di gente che mischia due kink, tickling e dl (diaper lover). Quindi qualcuno a cui piace fare o subire il solletico tenendo il pannolino. Gli amanti del genere ovviamente.
Questa cosa della pipi mi manda in visibilio.
Una delle cose che mi ha sempre eccitato un botto è l’idea di far bere qualcuno tanto prima di solleticare, e che dopo un po’ di risate se la faccia sotto.
Chi mi conosce da un po’ sa bene che il mio campo preferito è imbarazzo e umiliazione quindi le frasi tipo “devo andare al bagno, mi piscio sotto..” sono estasi per me.
Certo l’idea del diaper non mi dispiace ma vorrei avere quella zona libera da solleticare o cmq torturare.
Il fatto di solleticare qualcuno in piedi e vedere che se la fa sotto questo si che mi manda totalmente in tilt. La pipi che scorre lungo le gambe e che non riesci a tenere è la vergogna che piace a me.
In fondo quando ti fanno il solletico un po’ di vergogna c’è, è qualcosa che non puoi controllare.
Nella mia ricerca sul web mi imbatto in qualcosa che vi voglio assolutamente riportare.
Cercando in vecchi post ne trovo uno risalente a circa 12 anni fa.
Troviamo Lucrezia e Sara due sorelle, ragazzine, piccole, che vogliono farla pagare all’amichetto che le prende in giro.
Ecco alcune parti:
“Mi chiamo Lucrezia e con l'altra mia sorella.. vogliamo vendicarci.
Un nostro amico ci fa sempre il solletico e ci stuzzica dicendo che siamo femminuccie e che ce la facciamo ancora a letto..
Noi lo invitiamo spesso a casa nostra.. e vorremmo fargliela pagare facendogli fare la pipi nei pantaloni con il solletico..
Dove dobbiamo fargli il solletico? che tecnica possiamo usare ? che oggetti dobbiamo usare per farglielo? Come fare ?
Non voglio altri metodi per fargli fare la pipi nei pantaloni ma con il solletico..
Se lo prendessimo mentre sta andando in bagno.. lo invitiamo a mangiare e gli facciamo bere molta molta ma molta acqua?
Sotto i piedi? Con le calze? o senza? Ho visto un video dove lo facevano con lingua.. si soffre cosi?
Vi prego lo vogliamo vedere soffrire”
Parliamo del 2010.. sorvoliamo sul fatto che il post potrebbe non essere veritiero ma solo una fantasia ( e se anche così fosse ci si potrebbe fare un racconto), sorvoliamo sul fatto che due ragazzine conoscano già le basi, ora vorrei sapere se Lucrezia e Sara ce l’hanno fatta.
Credo che questa cosa pipi – ridere – solletico sia un retaggio infantile.
MA esiste davvero qualche tecnica per fare in modo che il malcapitato se la faccia involontariamente sotto?
Ora invece vorrei portarvi nel mio game, perché ultimamente ho notato una cosa, probabilmente sono più portata a vederlo e a farci caso dopo il podcast sul solletico.
Sono sempre alla ricerca di toy, chi mi segue ormai lo sa.
Ultimamente non faccio incontri per una serie di motivi personali, ma non smetto mai di cacciare.
Quando ho la preda in pugno faccio una serie di proposte.
La mia eccitazione con il toy inizia da li.
A molti interessa il solletico, lo ammetto, ma cosa curiosa è notare le varie reazioni.
Certo variano anche a seconda di come propongo le varie scene, ma tendenzialmente alla parola solletico si sorride, anche se per pochi secondi.
Come reazioni corporee alcuni sorridono e basta, altri si agitano un po' di più, magari portano le mani ovunque, cominciano a mettersi le dita in bocca, spostano la camera con cui si stanno inquadrando. Un mix di movimenti.
E' un connubio di dominazione e kink.
Alla reazione fisica si unisce il parlato. “il solletico, ma dai no..” che può essere letto in mille modi.
Oppure “solletico perché no?” a ancora “si solletico si mi piace”.
Sono sicuramente piccolezze ma che contribuiscono a creare un'atmosfera complice e maliziosa e mi rendo conto che la parola solletico basta per sciogliere un pizzico di tensione.
E qui mi aggancio a qualcosa di cui mi hanno parlato, che sono andata un po’ a studiarmi e che è argomento dibattuto e controverso.
Partiamo dal presupposto che non lo pratico, non so come si fa e mai nemmeno mi verrebbe in mente, ma.. c’è un ma.
Quando io propongo il solletico, a volte descrivo la scena proprio logisticamente, poi possibili sensazioni, il modo in cui ci si potrebbe sentire, dove solleticherei ma poi tutto finisce li, non è un roleplay virtuale, ci sono solo io che descrivo e l’altro mi dice solo mi interessa o no, ma mi domando, forse quello è già l’inizio?
Ebbene avete mai pensato che il solletico si può fare anche virtualmente?
Il cybertickling credo sia cosa già datata eppure non ne sapevo assolutamente niente.
C’è un virtuale per qualsiasi pratica si nomini ovviamente pure per questa!
Ma vediamo di capirci un po’.. io penso che una cosa sia descrivere una scena, anche calandoti in un ruolo, e una cosa sia viverlo nel reale.
Una risata virtuale non può essere paragonata al viverla davvero.
Ci sono delle distinzioni da fare anche nel virtuale.
Scrivere in chat “dove vorresti essere solleticata?”, non è già scrivere con un ruolo preciso una cosa del tipo “ecco che adesso prendo la piuma e arrivo lentamente sotto la pianta dei tuoi piccoli piedini, pronta?”
E ovviamente scrivere “ mi piace essere solleticata sotto i piedi”, non è già essere nella sessione di solletico virtuale dove scriveresti un “ no no no, ti prego non resisto ahahahah”
Però .. sia descrivere una scena che giocarci proprio dentro posso forse far parte entrambi di questo cybersolletico?
Per me descrivere una scena è un preludio alla realtà.
E’ capire se la scena ti interessa per vedere se mai potrà sfociare nel reale. E’ conoscerti per cominciare a vagliare punti deboli, sensibili. Poi roleplay in chat ne ho fatti (relativi ad altri kink) ma avendo provato reale e virtuale, be per la sottoscritta non c’è paragone.
Il reale è il grande vincitore.
Ma c’è anche da aggiungere che a molti basta parlarle/scrivere ( a me alcuni frasi) per essere già eccitati almeno di testa.
Quindi come al solito è tutto molto personale.
Potrebbe anche subentrare il timore di passare dal virtuale al reale, cosa da tenere in considerazione.
Il timore ha mille motivazioni personali, quindi magari qualcuno si ferma al virtuale non tanto per volontà ma per “paura”.
Alla reazione fisica si unisce il parlato. “il solletico, ma dai no..” che può essere letto in mille modi.
Oppure “solletico perché no?” a ancora “si solletico si mi piace”.
Sono sicuramente piccolezze ma che contribuiscono a creare un'atmosfera complice e maliziosa e mi rendo conto che la parola solletico basta per sciogliere un pizzico di tensione.
E qui mi aggancio a qualcosa di cui mi hanno parlato, che sono andata un po’ a studiarmi e che è argomento dibattuto e controverso.
Partiamo dal presupposto che non lo pratico, non so come si fa e mai nemmeno mi verrebbe in mente, ma.. c’è un ma.
Quando io propongo il solletico, a volte descrivo la scena proprio logisticamente, poi possibili sensazioni, il modo in cui ci si potrebbe sentire, dove solleticherei ma poi tutto finisce li, non è un roleplay virtuale, ci sono solo io che descrivo e l’altro mi dice solo mi interessa o no, ma mi domando, forse quello è già l’inizio?
Ebbene avete mai pensato che il solletico si può fare anche virtualmente?
Il cybertickling credo sia cosa già datata eppure non ne sapevo assolutamente niente.
C’è un virtuale per qualsiasi pratica si nomini ovviamente pure per questa!
Ma vediamo di capirci un po’.. io penso che una cosa sia descrivere una scena, anche calandoti in un ruolo, e una cosa sia viverlo nel reale.
Una risata virtuale non può essere paragonata al viverla davvero.
Ci sono delle distinzioni da fare anche nel virtuale.
Scrivere in chat “dove vorresti essere solleticata?”, non è già scrivere con un ruolo preciso una cosa del tipo “ecco che adesso prendo la piuma e arrivo lentamente sotto la pianta dei tuoi piccoli piedini, pronta?”
E ovviamente scrivere “ mi piace essere solleticata sotto i piedi”, non è già essere nella sessione di solletico virtuale dove scriveresti un “ no no no, ti prego non resisto ahahahah”
Però .. sia descrivere una scena che giocarci proprio dentro posso forse far parte entrambi di questo cybersolletico?
Per me descrivere una scena è un preludio alla realtà.
E’ capire se la scena ti interessa per vedere se mai potrà sfociare nel reale. E’ conoscerti per cominciare a vagliare punti deboli, sensibili. Poi roleplay in chat ne ho fatti (relativi ad altri kink) ma avendo provato reale e virtuale, be per la sottoscritta non c’è paragone.
Il reale è il grande vincitore.
Ma c’è anche da aggiungere che a molti basta parlarle/scrivere ( a me alcuni frasi) per essere già eccitati almeno di testa.
Quindi come al solito è tutto molto personale.
Potrebbe anche subentrare il timore di passare dal virtuale al reale, cosa da tenere in considerazione.
Il timore ha mille motivazioni personali, quindi magari qualcuno si ferma al virtuale non tanto per volontà ma per “paura”.
La paura e tutto quello che può
accadere, nel solletico così come in altri mondi, può essere ben
spiegata in un documentario che netflix aveva proposto tempo fa ma
che ora non trovate più, il titolo è “Tickled
- L'impero del solletico”.
Abbiamo questo giornalista che si occupa di cose fuori dal comune e si imbatte in questi ragazzi che fanno gare di solletico. Ragazzi che fanno solletico a un malcapitato immobilizzato e nemmeno del tutto nudo quindi niente di scandaloso. Bizzarro ok ma nulla di che.
Il giornalista però indagando indagando va a fondo e scopre che tutti i siti collegati a queste gare di solletico fanno “capo” ad una sola persona, una donna. Il giornalista cosa fa? Chiede un’intervista. Viene praticamente riempito di insulti (omofobi per lo più) e minacce anche reali da parte di questa donna. Il giornalista non si arrende e cerca cerca trova un ragazzo che ha partecipato a una di queste gare. Il ragazzo in questione si era fatto solleticare ma vestito, per soldi. Poi scopre il suo video su youtube, quindi contatta la donna e le chiede di rimuoverlo. Alla risposta negativa della donna, il ragazzo si rivolge a youtube che prontamente rimuove il video. Apriti cielo. La donna comincia a minacciarlo in maniera pesante, ma fa di peggio. Diventa una stalker. Pubblica in rete tutti i suoi dati personali e sensibili, contatta il suo mondo reale e lo sputtana dicendo a tutti che è gay e feticista. Ci sono delle ripercussioni non da poco per questo ragazzo ovviamente. Indaga e indaga si scopre che la donna fa con tutti così, con chiunque si ribelli e sorpresa delle sorprese, indovinate un po’ la donna è un uomo!! Un uomo ricchissimo che usa tutti i soldi per realizzare la sua fantasia, il solletico.
Abbiamo questo giornalista che si occupa di cose fuori dal comune e si imbatte in questi ragazzi che fanno gare di solletico. Ragazzi che fanno solletico a un malcapitato immobilizzato e nemmeno del tutto nudo quindi niente di scandaloso. Bizzarro ok ma nulla di che.
Il giornalista però indagando indagando va a fondo e scopre che tutti i siti collegati a queste gare di solletico fanno “capo” ad una sola persona, una donna. Il giornalista cosa fa? Chiede un’intervista. Viene praticamente riempito di insulti (omofobi per lo più) e minacce anche reali da parte di questa donna. Il giornalista non si arrende e cerca cerca trova un ragazzo che ha partecipato a una di queste gare. Il ragazzo in questione si era fatto solleticare ma vestito, per soldi. Poi scopre il suo video su youtube, quindi contatta la donna e le chiede di rimuoverlo. Alla risposta negativa della donna, il ragazzo si rivolge a youtube che prontamente rimuove il video. Apriti cielo. La donna comincia a minacciarlo in maniera pesante, ma fa di peggio. Diventa una stalker. Pubblica in rete tutti i suoi dati personali e sensibili, contatta il suo mondo reale e lo sputtana dicendo a tutti che è gay e feticista. Ci sono delle ripercussioni non da poco per questo ragazzo ovviamente. Indaga e indaga si scopre che la donna fa con tutti così, con chiunque si ribelli e sorpresa delle sorprese, indovinate un po’ la donna è un uomo!! Un uomo ricchissimo che usa tutti i soldi per realizzare la sua fantasia, il solletico.
Il documentario mostra quindi quello che
temiamo un po’ tutti quando ci approcciamo con i nostri kink
al mondo del web cercando di portarli nel reale. Pregiudizi,
molestie, consensualità. Se tutto questo viene usato contro di te,
si fa paura.
La paura è quella per molti fa diventare anche un kink come il solletico una cosa grave da curare.
E la vergogna che quello che ci fa eccitare esce dagli standard diventa insopportabile.
Ed è così un ragazzo, che da di se due nomi diversi, due età diverse, credendo così probabilmente di mantenere l’anonimato, chiede aiuto su un sito web per un problema che lo affligge.
Dice che la vita fa schifo, perché lui, ha erezione solo guardando video di uomini legati e donne che li solleticano.
Non se guarda il “sesso standard” come lui lo definisce, non se guarda solo anale, solo orale niente.
Si alza solo con solletico. E qual é il problema? Che adesso è fidanzato, non ha mai avuto un rapporto sessuale in vita sua e la paura di fare cilecca, arrivato il momento lo manda in tilt.
Vuole guarire, perché questa per lui è una malattia, chiede un percorso psicologico con certezza di guarigione. Vuole conferme.
Che nessuno ovviamente gli può dare.
Ripensando al suo passato scrive:
La paura è quella per molti fa diventare anche un kink come il solletico una cosa grave da curare.
E la vergogna che quello che ci fa eccitare esce dagli standard diventa insopportabile.
Ed è così un ragazzo, che da di se due nomi diversi, due età diverse, credendo così probabilmente di mantenere l’anonimato, chiede aiuto su un sito web per un problema che lo affligge.
Dice che la vita fa schifo, perché lui, ha erezione solo guardando video di uomini legati e donne che li solleticano.
Non se guarda il “sesso standard” come lui lo definisce, non se guarda solo anale, solo orale niente.
Si alza solo con solletico. E qual é il problema? Che adesso è fidanzato, non ha mai avuto un rapporto sessuale in vita sua e la paura di fare cilecca, arrivato il momento lo manda in tilt.
Vuole guarire, perché questa per lui è una malattia, chiede un percorso psicologico con certezza di guarigione. Vuole conferme.
Che nessuno ovviamente gli può dare.
Ripensando al suo passato scrive:
“Sin
da piccolo giocavo con mia sorella a fare il solletico...
Era un
semplice gioco ma mai avrei pensato alle ripercussioni che avrebbe
poi avuto. Oggi credo di essere feticista, mi eccito quando le
ragazze ad esempio mi solleticano. Sono addirittura arrivato a vedere
video di solletico su internet, poi
però ho detto basta. Penso che avendo questo tipo di perversione non
avrò mai rapporti sessuali normali, e questo davvero non voglio che
accada. Voglio essere normale come tutti. .. Vorrei guarire da questo
tipo di feticismo.”
Spero che quest'uomo, considerato che ad oggi dovrebbe avere tra i 25 e i 30 anni indicativamente, abbia trovato la sua strada del piacere e che lasci che quell’orgasmo negato per un tabù, per paura e vergogna, riesca invece ad esplodere in un piacere così diverso, sottile e a mio modo di vedere molto più godibile rispetto al classico “sesso standard”.
Concludo, con una delle risposte che gli erano state date.
“E chi le ha detto che esistono degli standard nel sesso? Quali sarebbero questi standard? Secondo quali criteri si stabilirebbe cosa è standard e cosa no? Quale sarebbe il sesso normale? Normale per chi?
Caro ragazzo, si lasci libero di vivere le sue esperienze e le sue curiosità, si diverta giocando con il sesso come meglio le aggrada nel rispetto di ciò che piace anche alla sua partner e si sbarazzi di queste false credenze limitanti.”
Avrei davvero voluto queste parole qualcuno le dicesse a me.

Bel post. Ne parla con maestria. Posso chiederLe per curiosità, se ha esperienze un materia. Ha provato?
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