Racconti erotici brevi - Lucrezia e Sara - Audioracconto erotico sul solletico
Enea sale le scale e guarda su.
E' un ragazzino dai capelli corvini, spavaldo arrogante e sicuro di sé.
Lucrezia lo aspetta alla porta.
La giornata scolastica è appena finita, e lei indossa ancora l'uniforme.
Quella gonnellina a pieghe che lascia intravedere le mutandine, le parigine bianche al ginocchio, le ballerine su quei piedini e quella magliettina che lascia intravedere i piccoli capezzoli.
Quella ragazzina gli piace davvero.
Proprio il pomeriggio scorso si è divertito a prenderla di sorpresa e solleticarla davanti alla sorellina. E gli è piaciuto, gli è piaciuto così tanto che per poco non veniva nelle mutande. La sua risata, il suo “basta Enea smettila”, gliel'hanno fatto diventare duro in un attimo. Inizialmente se n'è quasi vergognato poi il piacere era così intenso che non avrebbe mai voluto smettere “Lucrezia ma soffri il solletico davvero?” La apostrofava “non te la farai nelle mutandine no?”, mentre lei si dimenava sotto le sue mani. Toccarla così era stato eccitante.
Si ridesta e fa gli ultimi gradini
“Allora femminuccia” esclama “andiamo fammi entrare sto morendo di fame”
Quel giorno Lucrezia e Sara, la sorellina, l'hanno invitato a pranzo.
Sono solo loro tre in casa.
Mangiano, bevono e chiacchierano.
Ma Enea si rende conto che il cibo è molto salato e beve, beve non può farne a meno.
Le guarda e vede il loro sorriso malizioso.
“Dite un po' voi due, siete capaci di cucinare? Qui fa tutto schifo”
Le due sorelle si guardano negli occhi ed cominciano a ridere.
Lucrezia si alza e gli versa ancora acqua “be Enea se fa schifo bevi per mandare giù no?”
Enea beve e beve inconsapevole di quello che sta per accadere.
“Io sono stanca Lucrezia” esclama Sara “vieni sul letto con me?”
Enea le guarda.. sul letto con loro due ci vorrebbe venire anche lui..
“Enea che dici , andiamo sul letto?”
“Come volete piccolette”
Entrano nella stanza ed Enea si fionda sul letto, si è la camera dei genitori ok, ma in fondo, pensa, ci dobbiamo stare in tre..
“Enea in mezzo!” esclama Lucrezia e lui ovviamente non perde occasione.. nella sua testa non vede l'ora di solleticarle entrambe, ma come si sdraia al centro, nemmeno si accorge che Lucrezia e Sara, velocissime, gli bloccano le mani, immobilizzandolo al letto.
Resta un po' interdetto. “Ragazze che state facendo slegatemi!”
Lucrezia lo osserva, legato, impaurito un po', ma poi scende in giù e lo vede, è eccitato.
“Enea, faremo quello che tu ieri hai fatto a mia sorella!” dice Sara
Enea non pensa, è quasi in panico, ma lo sente, a quelle parole è duro, all'istante. Chiude le gambe.
“Ragazze dai non scherziamo..” ma altre parole nemmeno escono, in realtà lui vuole che sta accadendo.
Lucrezia prende una gamba e Sara l'altra. Enea scalcia ma ormai è immobile a niente serve.
Le due sorelle si guardano e la piccola con una vocina di scherno esclama “suvvia Enea non dirci che soffri il solletico” e comincia con le ditate nei fianchi scatenando una reazione di risa immediata.
“piccole brutte stronze” urla lui. Enea lo soffre ma non lo dirà mai.
Lucrezia si mette in vita. La sente su, mentre sa di essere duro, voglioso. Lei si muove su e giù, mentre gli solletica i fianchi alzandogli la camicia. Pancia scoperta e mentre ride e urla stop che non ce la fa, lei comincia a slacciargli la cintura.
“Lucrezia no, li no, Lucrezia no ti prego non farlo” implora, ma la vergogna di essere nudo davanti a loro sarebbe troppa.
“In mutande” dice Lucrezia “in mutande”
Sara si unisce al coro “in mutande in mutande”
In un attimo gli abbassano i calzoni, e cominciano a solleticarlo ovunque, fianchi gambe inguine, vicino all'ombelico. Quattro mani lo solleticano Enea ride, salta, si dimena, non sa se essere arrabbiato, perché anche se ormai non è più duro, l'eccitazione la sente dentro e l'unico desiderio sarebbe quello di venire ora.
“Finitela brutte stronze” dice tra le risate che non può trattenere “Stop stop basta!!”
Lucrezia gli apre la camicia e passa sotto le ascelle, mentre Sara si sposta e gli toglie scarpe e calze “no no i piedi no, i piedi no Sara no” ma con Lucrezia seduta su di lui che continua a torturarlo sopra, Sara, tenendo saldamente un piede comincia a passarci una spazzola .
Insopportabile, terribilmente insopportabile. Dalla spazzola alla lingua non sa cosa sia meglio, ma
improvvisamente Enea si rende conto che qualcosa di ancora più terribile sta per accadere. “Lucrezia basta devo andare al bagno, mi piscio sotto.” Urla a fatica tra le risate ma nessuna delle due accenna a smettere. Mentre Sara cambia piede, Lucrezia arriva all'inguine “Lucrezia ti prego, ti prego, basta me la faccio sotto!”. Ora sono entrambe ai piedi, un piede ciascuno. Enea urla solo -bagno bagno bagno- mentre ride e si dimena, cercando di arrotolarsi su se stesso.
E' un attimo e con grande vergogna Enea si rende conto che ormai è troppo tardi quando una chiazza gialla colora gli slip. Mentre sente la pipi colare non può far altro che ridere e ridere perchè nessuna delle due accenna a smettere. Ora è arrabbiato urla dice parolacce, cerca inutilmente di chiudere le gambe, per coprire qualcosa che non può nascondere.
Lucrezia si ferma, lo guarda “Pisciasotto” lo apostrofa “chi è che deve mettersi un pannolino ora?”
“Stronza, stronza stronza!” urla Enea rosso in viso
Lucrezia sorride maliziosa e guarda laggiù.
“Te la sei fatta addosso davvero” dice Sara ridendo
“Ce l'abbiamo fatta” esclama Lucrezia battendo il cinque alla sorella.
Cercando di nascondere il viso tra i cuscini, Enea capisce.
Invitarlo a pranzo, il cibo salato, farlo bere. Volevano questo, che se la facesse sotto.
Si da mille volte dello stupido per esserci cascato, mentre Lucrezia lo slega.
E' imbarazzato ma eccitato mentre alzandosi guarda la grande chiazza sul letto. Inciampa mentre cerca come può di tirarsi su i calzoni per coprirsi. La spavalderia è sparita.
Si rimette le scarpe “Che fai Enea, scappi via già?” lo apostrofa Lucrezia, “c'è la merenda!!”
Mentre scende le scale di corsa sente dietro di sé la risata di Lucrezia, si accorge, con non poco stupore, di essere di nuovo duro.

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