Sono maschio ma.. racconto erotico sul solletico
Racconto non mio.
Solletico tra maschi.
Non si può dire che questo racconto mi abbia eccitato ma è sicuramente una diversa prospettiva di solletico.
La premessa è tipica di molti maschi che mi contattano per raccontarmi cose.
Mi sento spesso dire "sono maschio, sono etero, no non mi piacciono i maschi".
Ribadire e confermare la propria mascolinità in ogni caso è tipico del maschio italiano.
Eppure eccoci qui a leggere questa storia realmente accaduta.
Trovo sempre interessanti i kink vissuti tra persone dello stesso sesso.
Riferimento interessante anche all'adolescenza.
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Premesso, sono un maschio che si identifica come tale.
Amo le ragazze. E i loro piedi.
Ho passato la mia adolescenza a masturbarmi su foto di donne semplicemente scalze, anche su riviste di moda, fantasticando di giocare con i loro piedi.
Non avevo problemi a rimediare piedi.
Avevo addirittura amiche, che col pretesto della penitenza, si vendicavano del solletico che avevo fatto a loro in precedenza, passando le loro unghiette sotto i miei piedini.
Certo, si divertivano, ma era più il fatto di vedermi umiliato, che un feticismo morboso come il mio.
Eppure da un po' di tempo fantasticavo su come sarebbe stato farmi solleticare da un ragazzo, che davvero avesse piacere nel torturare le mie estremità.
Ed ecco l'occasione.
Il tipo l'avevo conosciuto on line, su un forum dedicato al solletico su Netlog, e parlando di varie cose alla fine mi aveva chiesto se volevamo incontrarci per migliore le nostre tecniche.
Ho accettato senza molto indugio, e mentre a casa sua mi mostrava con fierezza foto di ascelle e piedi di ragazze che diceva di aver torturato, ho cercato di stuzzicarlo dicendo che nessuna ragazza era mai riuscita a farmi chiedere pietà.
-Allora è una sfida - mi aveva risposto.
E pochi minuti dopo ero sul suo letto, senza scarpe.
Mi aveva chiesto se volevo essere legato, poteva essere pericoloso, ma diamine... ero già eccitato... e ho accettato.
Si è steso col la faccia e il busto vicino ai miei piedi, ancora coi calzini, e accarezzandoli mi aveva avvisato che se avessi usato la parola "basta" avrebbe smesso ed avrei perso.
Iniziò quindi a togliermi i calzini, e capii quanto fosse eccitato dai miei piedi, poiché iniziò a fissarli e dirmi quanto fossero belli.
Sembra fosse incantato, prendendoli in mano con delicatezza.
Mai mi era capitato con una ragazza di ricevere simili attenzioni, ancora di più per i baci che aveva iniziato darmi sulle dita.
Ragazze che mi avevano coccolato i piedi ne avevo avute, ma volevano solo rendermi contento.
Non volevano i miei piedi.
Ero in estasi... Fino a quando non passò un dito lungo l'intero arco della pianta.
Sussultai.
Mi prese in giro chiedendomi se volevo già arrendermi, rimasi zitto.
Continuò così per un po'.
Usando un singolo dito.
Cercando con l'unghia il punto che mi faceva scattare nervosamente i muscoli.
Dopodiché decise di sferrare l'attacco ed inizio usare tutte le dita.
Una tempesta di fastidio sulla mia pelle, ridevo come un cretino.
Intanto continuava fare complimenti sulla morbidezza della mia pelle e di come i miei fossero "piedi da solletico"
Provai chiedergli una pausa ma di tutta risposta si concentrò sotto le dita, uno dei punti peggiori.
Stavo già scoppiando, quando giocò sporco appoggiando il suo piede nudo sul mio pacco e spinse un pochino.
Forse voi non lo sapete, ma quando siamo eccitati la pelle è ancora più sensibile.
Ed il mio cazzo stava per esplodere.
Dopo altri cinque minuti di solletico mi mise una benda sugli occhi, e si sedette.
Non capivo. Ma bene così tregua.
Una cosa calda ed umida percorreva con avidità la pelle morbida della mia pianta, come se fosse un gelato.
Era la sua lingua.
Mi stava leccando i piedi.
Era quasi bello.
Se non fosse anche quello un modo di farmi solletico!
La lingua si fermava nello spazio tra le dita creandomi spasmi e quando tornava sulla pianta usava i denti per stimolare i nervi.
Stavo di nuovo per scoppiare, il mio cazzo era di nuovo sul punto di esplodere, ma il bastardo aveva deciso che spettava a lui.
Si stava masturbando mentre mi torturava con la bocca.
E ogni volta che stava per venire si bloccava, al fine di prolungare il suo piacere.
Sul punto di arrendermi venne copiosamente.
Si alzo, si pulí.
Era finita.
Avevo vinto.
Magari. No.
Mi girò sulla pancia, con le piante dei piedi umide verso l'alto.
Mi disse che ora si faceva sul serio.
E tirò fuori la spazzola.
Mi spiegò che normalmente usava l'olio apposito, ma che i miei piedini erano così appetitosi che preferiva renderli scivolosi con la sua lingua.
Pronunciai così la parola basta.
Ma non serví a nulla.
Mi devastò altri dieci minuti, alternando spazzola alle unghie e costringendomi a leccare i suoi piedi mentre lo facevo.
Se avessi leccato per bene i suoi piedi mi avrebbe liberato, ma se non l'avessi fatto bene avrebbe aggiunto un minuto.
Leccai ogni singolo centimetro di pelle, fantasticando di poterlo torturare con le mie unghie.
Ma mi fregò alla grande.
- Ora ti libero, ma devi giurare che non mi farai mai il solletico -.
E così accade.
Parlammo ancora un po' ci salutammo e da allora non l'ho più visto, ma ancora oggi riesco masturbarmi senza video pensando a quei momenti mentre frequento delle ragazze.

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