La nuova vita di Claudia - racconto abdl non mio- parte 2
Seconda parte del racconto di Simone.
Vi ricorso Abdl teen diaper disability.
Qui trovate la prima che dovete leggere prima di proseguire con questa, se non l'avete ancora fatto.
https://inconsueta80.blogspot.com/2025/07/la-nuova-vita-di-chiara-racconto-abdl.html
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alla sua, potesse succedere qualcosa, invece, l'emozione più grande è stata proprio quella di poter sentire addosso il pannolino, il rumore nei piccoli movimenti notturni e soprattutto svegliarmi potendo lasciar andare la pipì e riempiendolo in ogni singolo angolo.
Erano più o meno le cinque quando questo accadde e anche se naturalmente l'emozione era stata forte - il sentirmi bagnata tra le gambe e anche un po' dappertutto visto l'abbondante pipì fatta senza accorgermene - mi addormentai nuovamente.
Giulia entra in camera mia per svegliarmi, è presto, sono solamente le 8:00 ed è tutta euforica perché anche lei indossando il pannolino per tutta la notte, al risveglio lo aveva riempito.
"Claudia, Claudia... È stato bellissimo guarda..." Io assonnata, apro leggermente gli occhi e vedo che indossa uno dei pannolini che ci aveva portato Simone.
Anch'io prima di mettermi a dormire avevo scelto proprio uno di quelli, infatti a differenza di quelli che avevo io, bastava un piccolo movimento, anche un semplice respiro un po' più forte, per sentire il rumore ed essendo molto spesso e grosso, lo spessore tra le gambe eccitava molto di più di quelli che fino a quel momento avevo provato.
Giulia è al settimo cielo e infatti nel guardarla, noto che anche lei lo aveva riempito per bene.
Decidiamo di sistemarci, così mentre lei prepara la colazione, io vado a farmi una doccia e mi preparo per poi tornare a casa.
Aspetto che si sistemi anche Giulia, facciamo colazione insieme e poi è giunta l'ora di tornare.
I giorni passano, non sempre posso mettere il pannolino e allo stesso tempo Giulia fa lo stesso, visto che ci siamo promesse che lo avremmo messo sempre insieme, o quasi... nel limite delle possibilità di entrambe.
La cosa che mi preoccupa un po' però, è il fatto che nessuna ha più visto Simone in giro, finché purtroppo veniamo a sapere che è stato coinvolto in un gravissimo incidente stradale e che è in ospedale.
Io e Giulia decidiamo di andarlo a trovare e purtroppo la situazione è molto più grave di quello che sapevamo.
Infatti i genitori mentre stiamo per uscire dalla sua stanza, ci dicono che rimarrà in carrozzina.
Ho un qualcosa dentro che non riesco a capire, qualcosa che sta per esplodere poi, una volta in macchina per tornare a casa con Giulia, inizio a piangere, in quel momento capisco che lo amo. Dentro di me ho sempre saputo che provavo per lui qualcosa di importante, però, non avrei mai pensato che fosse un qualcosa di così grande come l'amore...
Dopo quello che è successo, naturalmente, io e Giulia siamo sempre più legate e passiamo molto tempo insieme, anche se in molte occasioni dedichiamo del tempo ad andare a trovare Simone in ospedale.
Sono innamorata di un Simone che dopo l'incidente non è cambiato, anzi molti, non solo io, lo riteniamo uno con un carattere molto forte, un combattente, con il sorriso che ha sempre avuto, e il più delle volte è lui a rincuorare e a dare forza, coraggio e amore per la vita a tutti.
Per Giulia, sta diventando chiaro che non mi staccherò mai da lui anzi, ai miei occhi, la sua disabilità non c'è, e a dire il vero non solo ai miei occhi, anche Giulia e tanti altri amici e i suoi familiari stanno andando oltre.
Passa il tempo e, una volta dimesso dall'ospedale e ritrovata la sua serenità, vado a prenderlo a casa e passiamo delle intere giornate in giro.
Tra l'altro io non ho mai smesso di mettere il pannolino e questo a lui piace moltissimo, inoltre lui non deve più nascondersi perché per lui è diventata una necessità, solo che sta aspettando ancora un po' prima di ricominciare a comprarsi i pannoloni grossi e colorati che usava precedentemente.
Simone “Mamma mia che periodo, ma ora è passato tutto. È vero, la mia vita sotto certi punti di vista è un po' cambiata, però adesso posso ricominciare da dove ho lasciato. Dopo quello che mi è successo, ho notato che Claudia mi è ancora più vicina di prima, sinceramente non me l'aspettavo... Anche se però un po' ci speravo… Penso che sia giunto il
momento di farle conoscere l'altro aspetto di me, che in questo periodo naturalmente ho tenuto nascosto, ci vuole la situazione giusta, ma sono abbastanza convinto che accetterà anche questo.
Giulia si è un po' staccata, forse ho capito il perché, ma è meglio che non mi intrometta, nel caso sarà Claudia, se vuole, a parlarle, per me non ci sono problemi.
Credo che la prossima settimana, visto che i miei genitori devono andare via per una settimana per motivi di lavoro, potrei farmi aiutare da Claudia… naturalmente se se la sente… non è difficile gestirmi e aiutarmi... sono solo curioso di capire se riuscirebbe a cambiarmi il pannolone quando ne ho necessità, imboccarmi per mangiare e naturalmente se
sarà pronta per la sorpresa finale…
Più tardi, quando viene a prendermi vedremo... Chissà… magari può succedere anche... Magari!”
Claudia: “Ok! I miei non ci sono, sono al lavoro, eccomi qui... Con il mio pannolino, con una gonna un po' corta… dovrò stare attenta… canotta e via, vado a prendere Simone”
Suono il campanello, sua madre mi apre e lui è già lì, che mi aspetta con la sua carrozzina elettrica. Saluto nuovamente sua mamma, apro per bene la porta, poi il cancelletto e lui, mentre sta uscendo e mi passa di fianco, mi dice "Adoro quel modello, ma stai attenta altrimenti si vede tutto.." E poi si mette a ridere, mentre usciamo insieme dal cancelletto.
Naturalmente mi imbarazzo subito, ma con quel suo modo di fare, che mi fa imbarazzare e allo stesso tempo ridere, mi fa solo battere più forte il cuore.
Mi metto davanti a lui facendolo fermare, gli apro leggermente i pantaloni e gli alzo la maglietta, mettendolo in mostra in mezzo alla strada ai passanti, anche se non c’è nessuno...
Una volta arrivati al bar Simone mi dice "Sai Claudia volevo chiederti una cosa, però intendiamoci, non sentirti obbligata"
Io, naturalmente, sono curiosa di sapere cosa voleva chiedermi "Ma no, figurati... Dimmi!"
Lui sorride "Devi sapere che i miei genitori la prossima settimana devono partire e staranno via per tutta la settimana seguente per motivi di lavoro, quindi mi stavo chiedendo se volevi e se potevi venire a stare da me per aiutarmi nelle cose di cui ho bisogno e sai cosa intendo. Devo essere cambiato, dovresti farmi da mangiare, imboccarmi, praticamente
è come se tu dovessi farmi da baby-sitter, naturalmente sono disposto anche a pagarti come se dovessi pagare una vera baby-sitter o badante... È solo che, visto che sai molte cose di me, so che mi posso fidare e quindi mi sono chiesto se te la sentiresti tu, ad essere sincero sarei più tranquillo e ad essere onesto mi farebbe molto piacere"
A quelle parole mi blocco, una settimana insieme a lui, dormire con lui (non so… magari in un'altra stanza) però, più che altro, sarei in grado di cambiarlo? Finora è una cosa che ho fatto sempre e solo con me stessa... Sì, però qui si tratta di
Simone, come faccio a tirarmi indietro? Magari non succederà nulla o magari sì...
Sto ragionando nella mia testa, ma allo stesso tempo ci stiamo guardando negli occhi e, all'improvviso, dalla mia bocca esce un mezzo grido "Sì, sì!"
Poi con un tono di voce un po' più normale, aggiungo "Certo, conta pure su di me... Naturalmente mi dovrai spiegare come fare, ma assolutamente sì..."
Sono talmente presa da tutto questo che inizio a sentire un forte calore in mezzo alle gambe, un piacere assoluto arriva quando comincio ad aprire e chiudere le gambe e a strofinarle contro il pannolino pieno di pipì.
Il cotone bagnato sulla pelle, ad ogni singolo movimento, riesce a farmi percepire quella sana sensazione di tornare
quasi bimba, ma sono allo stesso tempo anche eccitata, divento sempre più visibilmente rossa e quindi è sempre più
difficile da nascondere a Simone.
Lui mi guarda per un attimo e secondo me se ne è già accorto, ma non dice nulla, si limita a un sorriso di circostanza.
«Tesoro, sono davvero contenta che tu abbia preso a cuore questa responsabilità. Non so esattamente di che cosa ha bisogno nella sua disabilità, anche se lo intuisco, se tu sei così felice, vuol dire che sei disposta ad aiutarlo in tutto. È un segno che lui si fida di te, e questo mi rende molto orgogliosa».
«Amore, che succede? Ti senti bene?».
A volte ci ritroviamo vicini a rivivere le stesse emozioni del primo giorno, ma qualcosa ci blocca. Non ne parliamo mai apertamente e non prendiamo accordi, forse perché sentiamo di avere tempo. Così lasciamo che sia il tempo stesso a portarci quel momento che, in fondo, entrambi aspettiamo.
«Sai, Claudia, stavo pensando a una cosa... visto che le nostre famiglie sono via e portiamo già i pannolini, potremmo provare a essere un po' più abdl e, allo stesso tempo, mostrarci un po' di più anche in giro. Che ne dici? Ad esempio, non ti ho mai confessato che di notte ho sempre usato il ciuccio... a dire la verità non solo di notte. Pensavo di indossare dei pantaloncini corti, così si vedrebbe un po' il pannolino, e magari attaccare la mia spilla con il ciuccio alla maglietta. Potrei anche tenerlo in bocca quando ci spostiamo da una parte all'altra. Tu saresti d'accordo? Ma soprattutto... cosa saresti pronta a fare o a provare?»
La sua situazione non è molto diversa dalla mia, lui arrossisce, ma nasconde tutto con un sorriso cercando di far finta di nulla. "Anche tu non scherzi " esclamo. E scoppiamo in una bella risata.
Torno a casa e sono euforica.
Anche mia madre se ne accorge e mi chiede cosa sia successo. Io, ancora con la testa tra le nuvole, non mi rendo nemmeno conto di essere entrata in casa con sotto la gonna ancora il pannolino pieno. Di solito, quando faccio un po' tardi, mi fermo in garage per sistemarmi e buttare tutto nei rifiuti.
Ma oggi, presa dall'entusiasmo all'idea che andrò a casa di Simone per prendermi cura di lui, salto uno dei miei soliti passaggi più importanti. Non so se mamma se ne accorge, so soltanto che mi fa sedere perché vuole i dettagli...
«È bello vederti così felice, dai, siediti e spiegami tutto, sono curiosa... Non mi racconti mai nulla delle tue cose».
Un po' imbarazzata per quello che so di avere sotto la gonna, ma ancora presa dall'entusiasmo, mi siedo e comincio a spiegare. Lei mi ascolta con attenzione e poi aggiunge:
Dopo averle confidato i miei pensieri ed essermi sentita capita, corro in bagno e poi in camera mia per sistemarmi. Dentro di me penso che forse posso fare qualche passo in più, sperimentare, affrontare la situazione pannolino con più coraggio. Voglio provare a mettere il pannolino durante la notte. In fondo mamma e papà al mattino si alzano insieme ed escono insieme per il lavoro, nessuno è mai entrato in camera mia la mattina. Io mi alzo da sola faccio colazione e poi esco, quindi si, mi sento abbastanza sicura.
La sera mi ritrovo distesa sul letto con i libri davanti, ma la mente vola sempre altrove, il mio pensiero fisso sempre li. Mia madre apre leggermente la porta, mi augura la buonanotte e io resto sveglia a riflettere.
Aspetto ancora un po' e quando non sento più nessun rumore, mi alzo e prendo dall'armadio uno dei pannolini che mi ha regalato Simone. Mi sdraio sul letto mi tolgo i pantaloni del pigiama, poi le mutandine e apro pian piano il pannolino, lo infilo sotto il sedere e lo sistemo per bene, poi lo chiudo stringendo, come per sentirmi abbracciata a lui.
Ogni singolo movimento che faccio provoca rumore, la grossa imbottitura tra le gambe si fa sentire in tutti i sensi, arrossisco da sola, mi eccito, ma comunque devo finire di studiare.
Dopo qualche minuto ho la sensazione di dover fare pipì, però non voglio bagnarmi già e quindi decido di far finta di nulla e continuare con lo studio anche se ogni tanto una mano scivolava per andare a toccare il pannolino.
A un certo punto, però, una strana inquietudine cresce dentro di me. Non so se dipenda dallo stato d'animo o dal fatto che è la prima volta che vivo certe sensazioni con i miei genitori nella stanza accanto, ma mi sento agitata. Poi, un improvviso dolore allo stomaco mi fa quasi sobbalzare. Non mi sento tranquilla.
Un forte brontolio alla pancia e subito dopo un forte crampo, mi fa quasi sobbalzare in piedi del letto e urlare dal dolore, all'improvviso mi ritrovo mamma davanti a me...
Mia madre accorre subito, mi chiede preoccupata:
In piedi davanti al letto solamente con la maglietta e senza pantaloni del pigiama, con il pannolino in bella vista, non riesco nemmeno a risponderle chiaramente, mi sento scossa e confusa quando ancora un forte crampo allo stomaco, mi fa automaticamente mettere le mani sulla pancia. All'improvviso inizio a sentire qualcosa di grosso riempire il pannolino, la mia pancia fa rumori molto forti che non posso controllare. Non posso fermarmi sento che il pannolino si sta riempiendo e la sento ovunque. Dietro, davanti, fino alla mia zona più intima.
La sensazione più strana è che tutta la situazione mi eccita. Non posso più trattenere la pipi e lascio andare anche quella. Sento il pannolino pieno, pesante, zuppo, puzzolente.
Mi rendo conto di essere tra le braccia di mia mamma che mi accarezza la fronte, cerca di calmarmi, riesco solo a percepire la mia eccitazione che è forte ma non so se definire positiva.
Mi alzo staccandomi da mia madre e faccio qualche passo con il pannolino indosso. In quel momento ho un orgasmo mai provato prima e decisamente inaspettato. Le gambe tremano e mia madre mi aiuta a sdraiarmi sul letto. Mi porta dell'acqua.
Poco dopo arriva anche mio padre, guarda la scena sconvolto balbettando "ma cosa succede?" ma mamma lo invita a uscire per fortuna.
Quando mi riprendo del tutto, mi rendo conto della situazione e mi sento sopraffatta dalla vergogna. Non solo mi hanno beccato, ma hanno visto anche tutto, compreso mio padre.
Non so cosa fare e quindi semplicemente non dico nulla però le parole di mia mamma ad un certo punto mi spezzano.
"Amore ora apro un po' la finestra... Non puoi dormire con questo odore".
In quel momento voglio davvero sprofondare ma mia madre ancora "Dove tieni i tuoi pannolini per sistemarti?... Vai a farti una doccia per ripulirti un po', intanto ti preparo le tue cose... Ora è tardi, parliamo di questo domani amore... Sicuramente ci sarà un valido motivo".
Parole di conforto oppure? Non lo so sembra non riesco adesso a capire.
Dopo una doccia veloce, ed aver buttato il pannolino sporco torno in camera. La finestra è ancora aperta ma l'odore non se n'è andato del tutto. Sul letto trovo già preparate le mie cose, compreso uno dei pannolini puliti. Mi sdraio stanca, con mille pensieri che mi frullano in testa. Non so cosa succederà domani, non so come affrontarli, cosa dico? Chiudo gli occhi con un misto di emozioni contrastanti, tra paura, sollievo e una strana felicità che non riesco a definire del tutto. Alla fine è strano da dire, ma io mi sono divertita.
Sono le 7 di mattina. Sapevo che il momento sarebbe arrivato. Scendo per fare colazione e non ho il coraggio di guardare mia mamma negli occhi. Lei non dice nulla ma appena sono pronta per andare a scuola ...
"Tesoro vieni qui un secondo, parliamo quando torno a casa questa sera di quello che è successo però devo capire una cosa..."
E in quel momento, vedo la sua mano che va sotto la mia gonna, sento una piccola botta sul sedere. Mi guarda in modo diverso e dice " Io non so cosa sia successo ieri sera, non so perché tu avessi un pannolino addosso, però sta di fatto comunque che hai avuto un incidente importante e non mi spiego il perché tu adesso non abbia addosso il pannolino, e se succede a scuola?".
A queste parole mi parte un brivido per la schiena. Cerco di dare delle spiegazioni che non trovo, balbetto, non posso ribattere più di tanto con la conclusione che non la convinco e vengo obbligata a tornare nella mia stanza per mettere il pannolino per andare a scuola.
Sinceramente non è un pensiero o un qualcosa che avrei voluto fare o provare. La paura di essere scoperta a scuola, cosa che può accadere supera di gran lunga la voglia. Non voglio rovinarmi la reputazione per il pannolino. In questo momento però diventa una sfida. Mia madre prende questa decisione per me. E' decisamente preoccupata che io me la faccio addosso davanti a tutta la scuola. L'adrenalina mi sta già salendo.
Esco di casa e sento una voce molto familiare chiamarmi...
" Claudia, mi daresti un passaggio?". E' Simone. Di solito si fa accompagnare dai suoi genitori, ha un furgone con il posto carrozzina, ma per me non c'è problema.
So che lui è al corrente del mio segreto, quindi quale migliore occasione per raccontare quello che è accaduto.
Lui resta sconvolto "Oh mamma mia Claudia che nottata! Quindi adesso hai il pannolino?"
Sollevo un po' la gonna e lo mostro. "ok tranquilla , io l'ho sempre messo e nessuno se n'è mai accorto!"
Parlare con lui mi tranquillizza molto, però la differenza è che io indosso una gonna e questo rende il pannolino un po' meno invisibile ecco. Mi sento meno preoccupata e più pronta alla sfida.
Arriviamo a scuola, c'è anche Giulia che ci aspetta, ci abbraccia e mi da una piccola botta sul sedere. Si accorge subito di pannolino.
La prendo da parte e le racconto tutto. Prende il mio zaino, mi prende la mano e mi trascina in bagno. " Ne hai uno in più? Lo metto e ti faccio compagnia!" Come posso dirle no? E' più entusiasta di me, anche solo l'idea di riempirlo già eccita entrambe. Devo stare comunque attenta perché effettivamente non so cosa sia accaduto stanotte. Se capita qui a scuola oggi, insomma non deve capitare è stato un incidente.
In realtà la mattina passa, senza un problema. Fuori da scuola sono di nuovo con Giulia e Simone. Facciamo la strada insieme.
"Ragazze" dice Simone malizioso "io adesso ho il pannolino bagnato, perché non mi fate compagnia?"
Guardo Giulia, Giulia mi guarda. Nello stesso momento alziamo le spalle come a dire "perché no?" e sorridendo ci lasciamo andare. Sento la pipi che riempie il pannolino e so che Giulia sta facendo lo stesso. Non smettiamo di guardarci, Simone inizia a ridere e io e Giulia in quel momento alziamo la gonna mostrando i pannolini ormai gonfi.
Giulia tocca il mio pannolino e il piacere è immediato. Simone è imbarazzato e si vede, ma non smette di guardarci. Sento bagnato, la pressione tra le gambe, gemo e tocco quello di Giulia. E' già molto eccitata e geme anche lei.
Giulia geme e si muove sempre di più così l'aiuto ad arrivare all'orgasmo. Ma sono così eccitata che lo voglio anche io. Voglio venire adesso, in questa stradina isolata, e Simone se ne accorge. Comincia a toccarmi il pannolino sotto la gonna mente io continuo a toccare il pannolino di Giulia. Uso l'altra mano per toccare il pannolino di Simone, sento la sua erezione, il pannolino bagnato, la pressione su di me. Entro con la mano nel pannolino di Simone e l'orgasmo arriva subito, sia per lui che per me.
Restiamo così qualche minuto poi ridiamo e ci sistemiamo. Ci abbracciamo e senza dire una parola andiamo avanti. Siamo tutti e tre imbarazzati.
Arrivo a casa e mi rendo conto che mia madre mi sta aspettando. Non è mai a casa a quest'ora. Appena entro mi mette una mano sotto la gonna e si accorge che il pannolino è pieno. Mi guarda in modo strano.
"Amore, devo sapere e capire cosa sta succedendo, stai male... Andiamo a fare qualche visita... Forse non hai capito, non sono arrabbiata... Ma preoccupata...".
A quel punto faccio un forte sospiro di sollievo, mi rendo conto che non sono nei guai come pensavo e quindi, decido di dire la verità, iniziando proprio da quel genere di video che avevo visto e che mi avevano incuriosito.
"Quindi lo fai perché ti piace, trovi piacere in tutto questo e soprattutto è una cosa a livello mondiale... È proprio vero che c'è sempre da imparare...Ok, va bene capisco. Probabilmente so che non è stato facile, però per favore cerca di non nascondermi più nulla, dimmi sempre tutto, lo sai che puoi confidarti anche se può sembrarti una cosa estremamente fuori da ogni schema". Poi si avvicina e mi abbraccia forte forte...
Ad un certo punto inizia a ridere e prendendomi per mano, mi porta nella mia stanza. "Non so se riesco, però posso provare a cambiarti?... In fin dei conti sono sempre tua mamma no? E comunque voglio dare un'occhiata a questi video".
Dopo aver preso tutto l'occorrente, mi fa sdraiare sul letto e una volta aperto il pannolino, si rende conto che ho provato del piacere sessuale.
Con un po' di imbarazzo comincia cambiarmi. In quel momento provo una sorta di sensazioni stranissime, imbarazzo, eccitazione, ho quasi l'istinto di mettermi il dito in bocca perché mi sembra di sentirmi piccola, poi invece mi voglio toccare... Non so nella mia testa provo così tante sensazioni che non riesco a distinguerle . Entrambe imbarazzante, ma un sorriso, una coccola e molti abbracci, concludono questa imprevista situazione.
Dopo pranzo mia madre guarda i video che avevo visto anch'io e commenta in modo alquanto colorito.
Torno nella mia stanza per riposare un po'.
Simone: è arrivato il giorno in cui mamma e papà partono per lavoro e tra un po'arriva Claudia per stare qui a prendersi cura di me. In questo periodo ci stiamo frequentando molto di più soprattutto da quando entrambi condividiamo il piacere di mettere il pannolino. Devo dire che anche con Giulia l'amicizia è molto bella, mi vuole bene e penso che sia innamorata di Claudia, non che ci sia qualcosa di male anzi, da una parte sono contento, ma Claudia non credo provi lo stesso per lei, le vuole molto bene, giocano parecchio, ma c'è un qualcosa che non mi torna. Devo ammettere però che anche a me piace molto Claudia, chissà se lei lo sa.
Qualche minuto dopo, i miei mi salutano, mentre salgono in macchina per partire, mi sento salutare e vedo Claudia che entra in casa. Posa la sua borsa e tutta euforica ma allo stesso tempo imbarazzata, si siede davanti alla tv, dove insieme iniziamo a guardare qualche programma finché non arriva l'ora di pranzo.
Ci guardiamo e ridiamo, la situazione è nuova per entrambi e in certi momenti sembriamo quasi una coppietta di innamorati, so che questo pensiero lo sta facendo anche lei, l'imbarazzo è reciproco.
Oggi indossa una maglietta maniche corte bianca ed una gonna decisamente corta azzurro chiaro. Il pannolino bianco si intravede, chissà se lo sta facendo apposta. E' bagnato. La vedo preparare la pasta col ragù e non so cosa dirle. Prepara la tavola e sposta una sedia, io mi metto li, lei mi mette il piatto davanti e si siede.
"Buon appetito Simone, spero che sia tutto di tuo gradimento". E inizia a mangiare. Mi rendo conto in quel momento che non mi vede come una persona disabile e questo mi rende felice. Mentre la guardo mangiare di gusto inizio a ridere e nel frattempo anche a fare pipì nel pannolino e questo naturalmente mi rende ulteriormente più felice, mi piace il fatto di sentirmi bagnato, è vero non posso fare normalissimi movimenti con le mani e le braccia, ma comunque ho la possibilità di toccare il pannolino e quindi divertirmi un po'.
Il mio gioco è un misto di provocazione e imbarazzo verso Claudia. Sono eccitato e aspetto che mi dica qualcosa. Mi guarda e ad un certo punto smette di mangiare, si fa rossa in viso e dice "Simone, ho capito che sei bagnato e ti stai divertendo, ma forse non è il caso che ti metti a mangiare che la pasta si raffredda? Poi, per il resto si vedrà non credi?".
Aspettavo questo, smetto di toccarmi il pannolino e guardando Claudia dico "Lo sai, ti voglio davvero tanto tanto bene, perché mi rendo conto che mi tratti come una persona normale, e posso assicurarti che di questo sono assolutamente felice, però il problema è che come ti ho già detto la mia disabilità mi porta ad essere un bambino in un corpo di un adulto, non posso mangiare da solo..."
Per un attimo c'è qualche minuto di silenzio assoluto con lei che finisce il suo piatto di pasta, spalanca gli occhi e si rende conto della situazione. Inizia a chiedermi scusa in tutti i modi possibili, mentre prende il mio bavaglio con scritto proprio "baby Simone" già pronto e preparato da mamma nel solito posto di sempre.
Prende una sedia, si mette di fianco a me prende il piatto e inizia ad imboccarmi continuando comunque a chiedermi scusa per l'accaduto. Io con la bocca piena cerco di tranquillizzarla perché per me è il gesto più carino e reale da una persona come lei, che so mi vuole bene.
Finalmente finito il pranzo, torniamo davanti alla tv ed io abbasso leggermente lo schienale della mia carrozzina, mi metto bello rilassato, con la pancia piena e pannolino bagnato, poi ad un certo punto anche Claudia, dopo un bacio sulla fronte si mette sul divano e cerca comunque di starmi vicino e forse è sembrato a me, cerca di farmi capire che anche il suo pannolino è pieno.
Era tutto così surreale, quel vivere insieme a lei quei momenti che ad un certo punto il mio cuore inizia a battere ancora più forte.
Claudia mi prende per mano e mi guarda negli occhi e dice "Lo sai, Simone, non ti so spiegare cosa provo in questo momento, però forse tra lo stato del mio cuore che batte senza sosta, dei nostri pannolini, l'essere insieme qui, insomma tutto questo può essere descritto in una parola unica, anche se non so se è lo stesso anche per te, comunque sia...Felicità! È quello che sento dentro...".
Faccio un grosso respiro ho il cuore che va a 1000, un po' per l'eccitazione, un po' per tutto non posso fare altro che dire "sì, Claudia sono d'accordo con te, in questo momento sono felice anch'io, che tu sia qui... pensa che rischiavo di non mangiare oggi". Entrambi scoppiamo a ridere... "Però, sì, è tutto molto bello... Sappi comunque, che se dopo usciamo fare un giro io devo cambiarmi il pannolino.. e forse anche tu. Prima o poi doveva succedere!"
Claudia: è incredibile quello che ho combinato, però ora è meglio non pensarci, voglio vivere questo momento insieme con lui al massimo delle possibilità. C'è un qualcosa che non capisco dentro di me, ma forse anche dentro di lui, il modo in cui mi guarda...
Mi fa scoppiare il cuore e ora ci dobbiamo cambiare...
Mi fa vedere dove tiene tutte le sue cose, riesco a spostarlo dalla carrozzina sul divano, gli tolgo i pantaloni e inizia a fare battute, a provocarmi, a quel punto gioco la mia carta e tolgo la gonna, resto col pannolino pieno, rende tutto più eccitante, a quel punto infatti smette di far battute e per un attimo resta in silenzio.
Nel momento in cui non ha più il suo pannolino e lo inizio a passare con delle salviette bagnate, sento la sua eccitazione che cresce ed è sempre più forte. Lui cerca di far finta di nulla ma è evidente. E' chiaramente imbarazzato, il respiro più affannoso, non riesce a nascondere l'eccitazione. Ovviamente anch'io non sono da meno, e sentirmi bagnata tra le gambe e vedere lui come non lo avevo mai visto, mi porta verso un'eccitazione sempre più forte, mi bagno, poi, finalmente riesco a mettergli un pannolino pulito e lo riposiziono sulla sua carrozzina.
Con un sospiro di sollievo riesco a tornare ad una calma apparente, prendo le mie cose e vado in bagno e dopo qualche minuto torno in salotto con un pannolino bello pulito e profumato anch'io. L'imbarazzo comunque non se ne va, i nostri sguardi sono sempre più frequenti, ma le risate di circostanza, riescono in un qualche modo a far tornare pian piano una normalità che comunque di normalità ha nulla . Siamo due bombe pronte a esplodere, solo che questa è una mia sensazione e quindi non so se anche per lui è lo stesso.
Decidiamo di uscire, visto che Giulia ci sta tartassando di messaggi.
Le giornate scorrono e tutto diventa una routine. Sembra che a entrambi manchi qualcosa, quella scintilla capace di risvegliare ciò che dentro di noi rimane addormentato ma pronto a uscire.
È già passata una settimana da quando sono a casa di Simone. In teoria, i suoi genitori dovrebbero tornare presto, ma proprio questa mattina sua madre ci avvisa che il viaggio si prolunga più del previsto. Rimarranno via ancora per un po'. Naturalmente, sia io che Simone siamo felici di questa notizia. Anch'io avviso la mia famiglia di questo imprevisto.
Una mattina Simone mi provoca:
Mentre lo ascolto, noto che è visibilmente imbarazzato, ma capisco subito che ci pensa da molto tempo. Dentro quella provocazione sembra esserci proprio quel qualcosa che entrambi stavamo aspettando. Io però resto un po' perplessa all'idea di mostrarmi così in pubblico, soprattutto per via del ciuccio. Da una parte sono curiosa, dall'altra mi sento bloccata.
Decido comunque di vedere come lui si comporta. Lo aiuto a indossare un paio di pantaloncini corti, che lasciano intravedere il pannolino colorato e rumoroso. Poi prendo il suo ciuccio dal cassetto, lo sistemo sulla canottiera e, con un piccolo gesto, lui se lo mette in bocca. La scena mi provoca una sensazione intensa, proprio da baby, tanto che mi viene spontaneo accarezzarlo e stringerlo forte in un abbraccio. Mi sorride, e io gli chiedo perché non me lo abbia chiesto prima. Lo vedo a suo agio e questo mi fa stare bene. Lui alza semplicemente le spalle, senza rispondere.
La curiosità dentro di me cresce. Anche se siamo ancora in casa, quel suo lato più infantile risveglia qualcosa che non riesco a definire. Così gli chiedo se ha un ciuccio anche per me. Simone mi porge una confezione nuova, con diversi colori. Ne scelgo uno rosa e, dopo averlo preparato, lo porto alla bocca. La sensazione mi sorprende, mi scalda dentro e mi fa sentire più piccola. E' un mix e tra ciuccio e pannolino comincio a essere visibilmente eccitata.
Io e Simone ci guardiamo negli occhi, ma sembra che manchi ancora qualcosa. Così aggancio il ciuccio alla mia maglietta e indosso anch'io un pantaloncino corto azzurro. I disegni sul mio pannolone si concentrano al centro, mentre i bordi bianchi si intravedono chiaramente sotto i pantaloncini.
Ci guardiamo allo specchio: l'effetto è vistoso. Prima di uscire di casa, ci osserviamo da testa a piedi e scoppiamo a ridere insieme.
Mentre cammino accanto a Simone è evidente che ha già fatto pipi, scappa anche a me ma voglio attendere.
Abbiamo entrambi ciuccio in bocca e pannolini visibili, ci avviciniamo al centro del paese e incrociamo gente a piedi o in bicicletta che si ci guarda in modo strano ma non ci offende o non ci crea problemi. Basta un sorriso e tutto si scioglie.
Mi sento tranquilla, soprattutto per Simone. Probabilmente la gente pensa a qualche scherzo, non sa che alla fine sta diventando il nostro stile di vita.
In centro veniamo notati da altri amici e da Giulia. Fanno domande ed in quel momento decido di lasciar andare la pipi. Immediata è la sensazione di caldo tra le gambe e le mie parti intime, sono avvolta dal pannolino e mi lascio andare un bel po'.
Sono bagnata, ciuccio in bocca, in mezzo agli amici che si accorgono di tutto. Le reazioni sono diverse, qualcuno ride e indica col dito il mio pannolino pieno, qualcuno ci prende in giro. Iniziamo a essere un po' imbarazzati ed arrossire ciucciando sempre di più, come se il ciuccio può essere una protezione, usandolo come sfogo per l'umiliazione che stiamo ricevendo dagli amici.
Giulia con altre ragazze interrompe tutto e viene in soccorso. Andiamo in un bar, le ragazze sono curiose e furiose per le prese in giro. Sembrano attratte. Ci riempiono di domande.
Io e Simone però non ce la siamo presa. Sappiamo dell'ignoranza di alcuni che commentano senza chiedere e capire. Apprezziamo invece le ragazze e la loro curiosità. Il modo giusto è chiedere non giudicare o discriminare.
Spieghiamo tutto del mondo abdl, anche del riempire i pannolini. Le ragazze prontamente sul telefono che vanno ad informarsi e si rendono conto che è qualcosa di conosciuto e praticato, che è uno stile di vita e che impatto ha sulle persone perché non riescono a capire fino in fondo.
I ragazzi non ci danno più fastidio, anzi, qualcuno si aggrega alle ragazze per provare a capire.
Nonostante tutto sento che qualcosa è cambiato. Il loro comportamento inizialmente da presa in giro nei nostri confronti fa allontanare Simone da quel giorno. Vedere invece chi cerca di capire, chi è curioso, anche se noi ci stiamo esponendo in maniera forte, rende questo momento per me e Simone straordinario. Stava per arrivare ormai la fine della settimana e il ritorno dei genitori di Simone. Anche lui lo sa e sembra molto più triste di me al pensiero, ma allo stesso tempo mi da l'impressione che sta pensando a come poter finire in meglio questa avventura. Una mattina, mi cambio il pannolino della notte ormai pieno, mi faccio una doccia e mi accoccolo con un pannolino pulito, infilo una canotta, catenella con il ciuccio e busso alla porta di Simone, entro e lo trovo a ragionare tra sé.
Mi metto vicino a lui sul letto, ha il pannolino pieno ancora da cambiare e si vede chiara l'eccitazione che prova. Si toglie il ciuccio che ha in bocca e con un sorriso gioioso inizia a parlare.
Faccio fatica a capire poi sento "Ho deciso, venerdì sera facciamo una festa e invitiamo tutti i nostri amici e amiche che ne dici?".
La casa di Simone è grande e la sua idea è proprio quella di una festa all'americana, la casa completamente aperta a tutti... Mi stava racconta tutti i dettagli di quello a cui stava pensando e sinceramente la trovo una figata pazzesca.
Aggiunge "Claudia, io sinceramente mi presenterò alla festa senza pantaloni ma solo con il pannolino, la mia catenella con il ciuccio e sempre a portata di mano il mio biberon. Se qualcuno non sarà d'accordo se ne potrà andare, in più se qualcuno fosse curioso, o curiosa di questo, metto in un angolo la zona pannolini, e chi vuole sarà libero di provare a fare ciò che vuole...".
Mentre mi dice tutto questo, ho i brividi lungo la schiena...
Trovo l'idea a dir poco straordinaria e già il pensiero mi fa eccitare, ma allo stesso tempo ho qualche dubbio sulla reazione dei nostri amici.
Dal canto mio so già che mi presenterò come Simone, pannolino e ciuccio.
Sono entusiasta al sol pensiero e mi butto a capofitto su Simone urlando "è un'idea fantastica!!"
Dopo qualche secondo mi rendo conto della posizione.
I nostri nasi si toccano, qualcosa mi spinge sempre più verso di lui, c'è un attimo di silenzio, nessuno si muove, sembra che il tempo si sia fermato.
Riesco a percepire oltre al mio battito del cuore anche quello di Simone, entrambi stanno correndo molto velocemente. Simone mi guarda negli occhi e poi le labbra. Faccio la stessa cosa anch'io, mi sta per dire qualcosa ma poi si blocca, appoggia le labbra sulle mie e mi bacia. Sorride e si mette con la testa sul cuscino, io non so cosa fare, mi sento impacciata e mi sto eccitando, i nostri pannolini si toccano, posso sentire e percepire la sua eccitazione, ma sono molto più attratta dalle sue labbra, quindi mi avvicino e ricambio il bacio.
Simone a quel punto, mi abbraccia e inizia a stringermi forte forte, siamo molto vicini e iniziamo a baciarci.
Vengo trasportata in qualcosa che non conosco, le mie mani iniziano ad andare un po' ovunque, sento caldo dappertutto e nell'eccitazione del momento riempio il pannolino di pipi.
L'essere toccata da Simone mi eccita sempre di più, mi tolgo la maglietta e il reggiseno, e ci ritroviamo solo con il pannolino, siamo troppo eccitati e dentro di me so che è impossibile fermarsi, così la mia mano scivola nel pannolino di Simone , lo abbasso un po', lo apro quel tanto che basta,
I nostri respiri sono sempre più profondi, il caldo dei nostri pannolini e il fare l'amore nello stesso tempo, rende tutto molto più eccitante. Stiamo godendo veramente tanto fino a quando entrambi arrivammo al piacere assoluto.
Mi sdraio accanto a lui, mi abbraccia e inizia a coccolarmi anche se si sente ancora quel respiro veloce che entrambi abbiamo, poi tra una coccola e l'altra, si torna alla normalità...
Lo cambio e dopo averlo messo in carrozzina torno in bagno anch'io per darmi una rinfrescata, nuovo pannolino e vestiti.
Andiamo a fare la spesa per quella che sarebbe stata una delle feste più bella dell'estate.
Arrivati al supermercato, Simone sa già nella sua testa cosa serve e quindi non devo fare altro che seguirlo con il carrello.
"Allora, Claudia serve da bere, bibite, ovviamente delle birre, prendi qualche bottiglia di vino e naturalmente tante patatine di vario tipo, salatini, poi salviette già bagnate e..borotalco! Ma soprattutto almeno cinque pacchi di pannolini tanto se nessuno li usa ce li dividiamo tra noi".
Credo che Simone ha in testa questa festa ormai già da tempo. Mi racconta anche di cosa ha pensato per la musica, non il solito CD messo nello stereo, ma proprio il dj e le luci colorate...
Finita la spesa torniamo a casa e Simone si rende conto di aver preso davvero tanta roba. Riesce anche ad aiutarmi a portare alcune cose in casa.
Poi iniziamo a mandare messaggi di invito per festa. Sul profilo social facciamo un evento per far venire più gente.
Durante la serata mentre ci stia\mo coccolando a letto e guardiamo un film, sono centinaia le notifiche di persone che confermano la loro presenza alla festa.
Ma io in quel momento ho occhi solo per lui, la sua disabilità lo rende più forte e più sicuro di se stesso e anche se ha sofferto tanto, non mancano le risate mentre ci guardiamo con i nostri ciucci e i biberon sempre pronti lì, vicino a noi...
Ma soprattutto con i nostri pannolini sempre in bella vista, ogni tanto ci stuzzichiamo un po' per giocare e soprattutto coccolarci insieme.
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Su questo blog questa storia si conclude qui.
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Dal capitolo 13 al 16 e poi THE END

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